home

IL DRAMMA DEL MESE

Leggi il testo

   di

Leggi il curriculum

L’ULTIMA CORSA DI FRED ha debuttato il 21 gennaio 2003 al Theatre De Poche di Napoli. Prodotto da Vesuvioteatro e Theatre De Poche, con la regia di Peppe Miale, è interpretato da Massimo De Matteo con la musica scritta ed eseguita da Floriano Bocchino, i costumi di Alessandra Gaudioso, le scene di Luigi Ferrigno. Tuttora in tournèe è stato presentato a Benevento Città spettacolo e al Premio Troisi. E’ stato in cartellone tra gli alti, al Teatro Nuovo di Napoli, al Teatro Vascello di Roma, al Teatro dei Filodrammatici di Milano, al Teatro Comunale di Bellinzona.


Foto di Tommaso Le Pera

La stampa:

Giulio Baffi (La Repubblica)
Racconto appassionato di un uomo malato di nostalgia. Uno spettacolo intenso, segnato dalla forza delle canzoni non dimenticate di Buscaglione. Malinconia e ironia tra invenzione e ricordi. Bravo Massimo De Matteo in un teatro della non aggressione, per personaggi e differenti psicologie.

Conchita Sannino (La Repubblica)
Un magnetico Massimo De Matteo…

Roberta D’Agostino (Roma)
Un incredulo Massimo De Matteo comincia la sua prova con grande intensità emotiva dettata dal momento di grande nostalgia e commozione che prova il metronotte nel ricordare l’incidente che successe al suo Fred: giuste pause, ottima voce, momenti suggestivi in cui De Matteo interpreta alcuni dei brani più famosi di Buscaglione con grande bravura e sicurezza. La regia e il testo di questo spettacolo funzionano come un orologio alternando momenti poetico-struggenti a momenti di vera comicità.

Giuseppe Giorgio (Cronache di Napoli)
Grazie alla bella e incisiva interpretazione di De Matteo, che in scena si sdoppia proponendo attraverso un turbinio di ricordi i pensieri del metronotte testimone dell’incidente, il lavoro raggiunge degli apici di emotività eccezionali. Diretto abilmente da Peppe Miale, lo spettacolo piace soprattutto per il modo efficace di presentare la storia e per la ricercatezza con cui viene fotografata un’epoca.

Di cosa parla: 3 febbraio 1960, una Ford Thunderbird sfreccia per le strade di Roma alle sei e venti del mattino. La folle corsa di quell'auto verrà fermata da un camion con cui si scontrerà. Non occorre molto perché gli inconsapevoli spettatori di quella scena si rendano conto che, alla guida di quell'auto, c'è Fred Buscaglione.
Una vita ed un successo lampo, finita con altrettanta immediatezza, una vita tra il fumo dei locali italiani ed europei a interpretare il ruolo del taciturno e imprevedibile cantante da night, un ruolo che forse non gli apparteneva tanto. Una storia raccontata da un testimone casuale, di quella vita breve, appena quarant'anni, un fan qualunque come ce ne sono ancora oggi. E' il sogno del fan. Che non immagina ad occhi aperti ma agisce, fa, ripete fisicamente replica il mito. E nel mito specchia il proprio vissuto, rendendolo per quanto possibile parallelo alle vicissitudini dell'Altro. Altro che il Fan scruta, spia, insegue, ma non raggiunge mai. Anche perché l'Altro, infine, schizza via e la scelta da fare, stavolta, è diversa.


Foto di Tommaso Le Pera

Fabrizio Bancale (Napolipiù)
L’artista piemontese rivive grazie all’ispirato Massimo De Matteo. Uno spettacolo che non si limita a raccontare il successo di un grande musicista, ma che scava nell’animo di un uomo forse tanto distante dal personaggio che si era cucito addosso, ma sempre con ironia, come sarebbe piaciuto a Fred.