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Frontiere
di teatro civile
di Letizia Bernazza
Editoria & Spettacolo 2010
pagg. 238 € 18,00
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Una nuova
"puntata" sul teatro che, soprattutto negli ultimi anni, è diventato molto
di moda. In questo nuovo saggio si analizza il lavoro di artisti non
ancora molto (o per nulla) frequentati dalla saggistica in materia.
Letizia Bernazza si dedica con slancio e passione in un vero e proprio
racconto del lavoro dei cinque autori-performer Daniele Biacchessi,
Roberta Biagiarelli, Elena Guerrini, Alessandro Langiu e Ulderico Pesce.
Oltre agli artisti scelti per focalizzare la sua analisi, la vera novità
dello studio sta nell'affrontare un discorso unico per tutti gli artisti
suddiviso in quattro differenti segmenti. Il primo riguarda le diverse
modalità con cui i cinque autori affrontano con i loro lavori il mondo
esterno, partendo dal corretto presupposto che uno dei principali aspetti
del teatro civile è quello di non collocarsi ed esaurirsi nell'ambito del
teatro inteso come luogo fisico e simbolico, ma di sconfinare e pervadere
gli spazi extrateatrali con le proprie rappresentazioni (masserie,
opifici, locali di vario genere, strade e piazze) e con i propri
significati (spinta all'impegno sociale e politico su problematiche
specifiche). Il secondo segmento dello studio affronta uno dei principali
presupposti della composizione di opere di questo genere: la
documentazione. Proprio perchè questi artisti alimentano la loro opera su
fatti storici o di cronaca, e comunque su vicende ed argomenti che toccano
i nervi scoperti dell'attualità e della vita quotidiana, il lavoro di
documentazione è sempre molto lungo e corposo. Interessante dunque la
verifica delle diverse modalità utilizzate dai cinque artisti. Terzo
segmento dedicato al forte legame di questo genere di teatro con la
memoria dei luoghi (oltre che dei fatti). L'ultimo segmento, forse quello
più difficile, analizza il rapporto tra questo tipo di teatro, che per sua
natura tende ad essere (e rischia di essere) cronachistico, giornalistico,
d'inchiesta, e la necessità di essere comunque lavoro teatrale, poetico,
metaforico. Bernazza premette a questa disamina articolata in quattro
punti un ampia premessa tematica e storica, con una breve panoramica sulla
storia di questo genere teatrale. Il volume è completato dalle biografie,
teatrografie, videografie e bibliografie di ciascun artista e da una bella
collezione d'immagini a colori e b/n dei loro spettacoli. La prefazione è
del professor Giorgio Taffon.
La
luce di dentro Viva Franco Basaglia
a cura di Giuliano Scabia
Titivillus 2010
pagg. 145 € 16,00
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La storia
di uno spettacolo diventa un vero e proprio elogio della follia. Il più
bel significato di questo volume è proprio questo: chi fa teatro (oggi più
che mai) non può che essere folle. Al di là della battuta, peraltro poco
divertente, la vicenda vissuta e raccontata dal grande Giuliano Scabia
ricorda alle nostre menti troppo ammalate di raziocinio e
intellettualismi, che l'artista deve essere più istinto e meno logica.
Insomma: un po' di sana follia è davvero necessaria. La lunga storia di
questo spettacolo è articolata ed affascinante. Non si è trattato di un
progetto nato da un giorno all'altro ma di un intrecciarsi di situazioni e
coincidenze lungo un arco di quasi quarant'anni a partire dalla creazione
del cavallo azzurro per azioni su schemi vuoti nati dall'incontro tra
Scabia e il pittore Vittorio Basaglia, voluto da Franco Basaglia, nel
manicomio di Trieste, nel biennio 72-73. Il volume riporta in forma ora
poetica ora narrativa le ulteriori tappe che hanno portato allo
spettacolo, in tourneè da due anni. Basato sul testo radiofonico di Gianni
Fenzi con inserti dello stesso Scabia, di Alda Merini, di Umberto Saba e
altri, il lavoro vede come protagonisti dei veri "matti", quelli
dell'Accademia della follia guidata da Claudio Misculin, di cui la
pubblicazione riporta il lungo monologo-documento autobiografico "Io sono
tu che mi fai". Il volume è arricchito dalla prefazione di Federico
Tiezzi, dalle testimonianze di Gianni Fenzi e di Peppe Dell'Acqua, dalla
galleria di foto e dal testo integrale (con note di scena) dello
spettacolo. Chiude il libro la teatrografia dell'Accademia della Follia
curata da Cinzia Quintiliani.
La
pinacoteca teatrale
a cura di Massimo Verdastro
Titivillus 2010
pagg. 104 € 18,00
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Dieci anni di vita e di spettacoli per la compagnia Verdastro Della Monica
documentati in questo bel libro fotografico. Non si tratta però soltanto
di un album di foto, ma di una raccolta di documenti e testimonianze a più
voci su tutti gli spettacoli e le performances della compagnia dal '99 ad
oggi: De Profundis – Una ballata per Oscar Wilde, Molly B e le rose di
Gibilterra, Cantos, SuperElioGabbaret – bestiario romano, Eros e Priapo,
Nel vostro fiato son le mie parole, The Last Days of Inhumanity, A
Flowers, I racconti del Mandala, Progetto Satyricon. Presentato da Luca
Scarlini, gli interventi sono degli artisti e dei collaboratori della
compagnia oltre che di importanti critici e studiosi. Le belle foto sono
firmate da autori di rilievo.
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