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IL LIBRO DEL MESE
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00157 Roma

Il teatro di Robert Lepage
di Anna Maria Monteverdi
Edizioni BFS Pisa 2004
160 pagg. € 15,00

Frutto della ricerca di dottorato svolta presso il Dipartimento di storia delle arti dell’università di Pisa, questo volume percorre con un’analisi approfondita gli spettacoli realizzati da Robert Lepage negli ultimi venti anni, periodo nel quale gran parte della comunità teatrale internazionale ha riconosciuto in questo regista, autore e attore canadese un alto esempio di integrazione spettacolare tra culture, linguaggi e tecniche espressive profondamente diverse tra loro. Anna Maria Monteverdi, docente di Teatro multimediale all’Università di Pisa e di Storia della scenografia al DAMS di Genova, organizza questa ricerca in due parti. Nella prima, dopo aver tracciato brevemente un quadro storico/culturale della realtà in cui Lepage si è formato (il Quebec), che non si esime da qualche illuminante riferimento al contesto politico, analizza l’evoluzione poetica, dei temi, dei linguaggi e della filosofia performativa, in altre parole dei contenuti nei grandi spettacoli di Lepage. Nella seconda parte, grazie anche ad un’analisi più approfondita di due tra i suoi più recenti spettacoli (“La face cachée de la lune” e “Elseneur”) mette a nudo l’ossatura e cioè la forma, che in Lepage diventa anche contenuto, caratterizzata dall’utilizzo di una tecnologia “umanizzata” dove la macchina diventa scenografia ma anche attore e personaggio, e dove la tecnica è sempre al servizio dell’uomo. Anna Maria Monteverdi cadenza un’agile e proficua alternanza tra l’analisi della saggista e le numerose citazioni dallo stesso Lepage, da critici e studiosi della sua opera e dai suoi collaboratori, tra cui lo scenografo Carl Fillion di cui viene riportata in appendice un’ampia intervista. La stesura della monografia, che appare da subito sapientemente divulgativa, consente una lettura scorrevole e mai ingolfata da gergalità tecniche o accademiche. Se l’obiettivo di questo volume era di fornire, a chiunque fosse interessato, gli strumenti per conoscere ed apprezzare in modo critico (nel senso più alto del termine) l’originale ed innovativo linguaggio performativo di uno tra i più interessanti artisti del nostro tempo, possiamo affermare senza timori che l’obiettivo è stato centrato in pieno.

Lo spettatore appassionato
di Gilberto Santini
Edizioni ETS Pisa 2004
221 pagg. € 15,00

Un diario di cinque anni, dal 1999 al 2003, con le testimonianze, i documenti, le riflessioni, le interviste realizzate da Gilberto Santini, docente di Storia del teatro e dello spettacolo presso l'Università di Urbino "Carlo Bo" e critico teatrale. Non un diario qualsiasi ma una vera e propria cronaca del nostro teatro, non tutto per la verità, di questi ultimi anni. Scrive Santini per introdurre l'intervista ad una delle sue attrici preferite: "Riesco a fatica a celare le mie passioni. E soprattutto non ho voglia di farlo. Perciò è bene dichiararlo subito e con chiarezza (...)". Frase esplicativa di tutto il tono del libro, che non esiterei a definire avvincente. Perchè redatto da uno "spettatore appassionato", da chi ama profondamente il teatro e proprio come un innamorato perde magari di obiettività ma ha una carica ed un entusiasmo contagioso nella descrizione dell'oggetto del suo amore. Tutto questo considerando però che non di spettatore qualunque si tratta ma di critico teatrale e studioso. L'opera è un tentativo di storicizzare il momento teatrale che stiamo vivendo, ma ancor più un tentativo di raccontarne le tappe più interessanti e significative, proprio come si racconta una bella storia. In prefazione viene precisato che molte delle recensioni, interviste e "pezzi" raccolti in questo volume sono tratti dalla rivista prevalentemente musicale "Il mucchio selvaggio" e pertanto destinate ad un pubblico di non addetti ai lavori. Ma gli addetti ai lavori, a mio parere, non potranno che apprezzare i contenuti e la forma di questa "cronaca". In definitiva un lavoro che ha la rara capacità di unire lo spessore della documentazione da saggio ad una forma che si presta ad una lettura scorrevole, da romanzo. Un consiglio? Mettetevelo in valigia per le prossime vacanze...