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IL LIBRO DEL MESE
a cura di Marcello Isidori
Per la segnalazione in questa rubrica
inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it
Piazza Baldassarre Avanzini 66
00157 Roma

Teatro Giapponese contemporaneo
AA.VV.
Editoria & Spettacolo 2009
pagg. 234 €
 15,00
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Dal Giappone sono arrivati nei decenni postbellici vari segnali che hanno interagito con il mondo dello spettacolo occidentale. Se molti sono stati quelli che hanno sentito il fascino delle codificazione del No e del Kabuki, nelle loro strutture altamente formalizzate, altrettanto importante è stato l’impatto che il Butoh ha avuto sull’immaginario euro-americano, con infiniti (e spesso assai noiosi) imitatori. Poco o niente fino ad ora si sapeva invece del repertorio di drammaturgia del paese, ricco, variato e per molti aspetti sorprendente [...] e oggi, dopo tanto cinema, tanta narrativa in forma di libro e di manga, è il momento di osservare quello che è il filo di maggiore interesse nei teatri di Tokyo, spesso definiti come palcoscenici-studio, nella tradizione del celeberrimo Bungakuza. Tre sono quindi gli autori proposti per la prima volta al pubblico italiano: Hirata Oriza che, ne La conferenza di Yalta, propone con i toni della commedia la rilettura di una pagina importante della storia più recente, mettendo sotto i riflettori l’astuto cinismo dei potenti; Sakate Yoji che tratteggia ne La mansarda un fenomeno squisitamente giapponese, l’hikikomori: l’attrazione al segregarsi, al nascondersi dal mondo, al chiudersi in stanze segrete lontane dagli occhi di tutti; Okada Toshiki che in Cinque giorni di marzo, sullo sfondo dell’inizio della Guerra in Iraq, compone il ritratto di un paese in piena crisi di identità e che rivede davanti a sé il temuto spettro della guerra.

 

 

 

 

Il marito di mio figlio
di Daniele Falleri
Titivillus 2009
pagg. 147 € 12,00
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Daniele Falleri mette in scena una coppia omosessuale, con i biglietti pronti per andare in Spagna a sposarsi, che decide di dare l'annuncio alle rispettive famiglie. Non si tratta certamente di una situazione molto originale, così come risulta perlomeno immaginabile la macchina comica messa in moto da un simile incipit. Quello che di buono riesce a fare l'autore con questa commedia è l'uso dell'ironia dosata in modo tale da consentirgli di prendere in giro tutti senza che si possa offendere nessuno. E' chiaro come i falsi pudori, i pregiudizi, l'ipocrisia della gente comune (cioè, in fondo, tutti noi) possano essere facilmente messi alla berlina e buttati gambe all'aria se fatti saltare in aria da una bomba simile. E' chiaro anche quanto con un pizzico di sensibilità ed intelligenza in meno tutto ciò potrebbe risultare banale e già visto. Pur non brillando, come ho detto, in originalità nei meccanismi che travolgono lo spettatore come in un vaudeville, il testo sorprende e alla fine piace per la delicatezza e la misura con cui l'autore manda avanti una macchina comica che facilmente potrebbe sfuggire di mano. Ne risultano dei quadretti e dei personaggi tutto sommato sufficientemente verosimili per rendere utile ad un po' di riflessione una commedia che altrimenti sarebbe stata utile solo come scacciapensieri.