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Teatro Giapponese
contemporaneo
AA.VV.
Editoria & Spettacolo 2009
pagg. 234 € 15,00
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Dal
Giappone sono arrivati nei decenni postbellici vari segnali che hanno
interagito con il mondo dello spettacolo occidentale. Se molti sono stati
quelli che hanno sentito il fascino delle codificazione del No e del
Kabuki, nelle loro strutture altamente formalizzate, altrettanto
importante è stato l’impatto che il Butoh ha avuto sull’immaginario
euro-americano, con infiniti (e spesso assai noiosi) imitatori. Poco o
niente fino ad ora si sapeva invece del repertorio di drammaturgia del
paese, ricco, variato e per molti aspetti sorprendente [...] e oggi, dopo
tanto cinema, tanta narrativa in forma di libro e di manga, è il momento
di osservare quello che è il filo di maggiore interesse nei teatri di
Tokyo, spesso definiti come palcoscenici-studio, nella tradizione del
celeberrimo Bungakuza. Tre sono quindi gli autori proposti per la prima
volta al pubblico italiano: Hirata Oriza che, ne La conferenza di Yalta,
propone con i toni della commedia la rilettura di una pagina importante
della storia più recente, mettendo sotto i riflettori l’astuto cinismo dei
potenti; Sakate Yoji che tratteggia ne La mansarda un fenomeno
squisitamente giapponese, l’hikikomori: l’attrazione al segregarsi, al
nascondersi dal mondo, al chiudersi in stanze segrete lontane dagli occhi
di tutti; Okada Toshiki che in Cinque giorni di marzo, sullo sfondo
dell’inizio della Guerra in Iraq, compone il ritratto di un paese in piena
crisi di identità e che rivede davanti a sé il temuto spettro della
guerra.
Il marito di mio figlio
di Daniele Falleri
Titivillus 2009
pagg. 147 € 12,00
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Daniele Falleri mette in scena una coppia omosessuale, con i biglietti
pronti per andare in Spagna a sposarsi, che decide di dare l'annuncio alle
rispettive famiglie. Non si tratta certamente di una situazione molto
originale, così come risulta perlomeno immaginabile la macchina comica
messa in moto da un simile incipit. Quello che di buono riesce a fare
l'autore con questa commedia è l'uso dell'ironia dosata in modo tale da
consentirgli di prendere in giro tutti senza che si possa offendere
nessuno. E' chiaro come i falsi pudori, i pregiudizi, l'ipocrisia della
gente comune (cioè, in fondo, tutti noi) possano essere facilmente messi
alla berlina e buttati gambe all'aria se fatti saltare in aria da una
bomba simile. E' chiaro anche quanto con un pizzico di sensibilità ed
intelligenza in meno tutto ciò potrebbe risultare banale e già visto. Pur
non brillando, come ho detto, in originalità nei meccanismi che travolgono
lo spettatore come in un vaudeville, il testo sorprende e alla fine piace
per la delicatezza e la misura con cui l'autore manda avanti una macchina
comica che facilmente potrebbe sfuggire di mano. Ne risultano dei
quadretti e dei personaggi tutto sommato sufficientemente verosimili per
rendere utile ad un po' di riflessione una commedia che altrimenti sarebbe
stata utile solo come scacciapensieri.
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