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IL LIBRO DEL MESE
a cura di Marcello Isidori
Per la segnalazione in questa rubrica
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Associazione Dramma.it
Piazza Baldassarre Avanzini 66
00157 Roma

Il Principe costante di Calderon de la Barca - Slowacki
per Jerzy Grotowski
di Lorenzo Mango
ETS edizioni Pisa 2008
pagg. 198 € 18,00
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Ottava pubblicazione della collana "Narrare la scena", una raccolta di saggi che costituiscono una vera storia del teatro intesa come dovrebbe essere: non solo elenco di correnti e tendenze, non solo elenco di testi e drammaturghi, non solo storia dello spazio scenico, della recitazione, delle scuole registiche ed attorali, delle istituzioni teatrali ecc... ma vero e proprio racconto degli spettacoli che hanno segnato la storia del teatro. E questo "Principe costante" del 1965 ha costituito una vera svolta nel teatro del 900 con un nuovo modo di concepire il teatro non come messa in scena o interpretazione di un testo ma riscrittura scenica (nel senso più ampio possibile) a partire da un testo. Il volume ci racconta, attraverso la penna di Lorenzo Mango, professore di Storia del teatro moderno e contemporaneo dell'Università L'orientale di Napoli, l'approccio drammaturgico di Grotowski al testo seicentesco, nella traduzione romantica del poeta polacco Slowacki, ci racconta i perchè della scelta di questo testo e il significato profondo che ha ispirato il regista polacco nell'allestimento, ci racconta i vari aspetti della drammaturgia dello spettacolo e il suo impatto coi vari pubblici internazionali che lo hanno visto. Ma soprattutto ci racconta lo svolgersi dello spettacolo così come lo vide il pubblico: i quadri, i monologhi, le azioni singole e corali degli attori, l'uso dello spazio e dell'unico oggetto scenico utilizzato. Ci parla del ricco simbolismo e della cura nelle sfumature che la regia ha messo in ogni elemento performativo. Ci racconta in definitiva del perchè si sia trattato di uno spettacolo "cruciale".

La fuga
di Gao Xingjian
traduzione di Simona Polvani
Titivillus edizioni Corazzano (PI) 2008
pagg. 107 €
 10,00
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La vicenda della genesi di questo testo di Gao Xingjian, artista totale cinese, nonchè premio Nobel per la letteratura nel 2000, ci sembra piuttosto curioso. Commissionato da un teatro di Los Angeles per ricordare il massacro dei giovani universitari in Piazza Tienanmen nel 1989, cui il drammaturgo è stato testimone, una volta scritto e consegnato, non soddisfa le intenzioni celebrative dei committenti americani che chiedono dunque al drammaturgo di modificarne i contenuti. Xingjian non ci sta. Da spirito libero quel'è rifiuta di modificare il lavoro che approda oggi, nella traduzione di Simona Polvani, alle stampe italiane.  E leggendolo si capisce tutto. Il dramma allude solo indirettamente agli avvenimenti cinesi. Non ci sono eroi nel testo ne' intenti celebrativi, ma solo due ragazzi in fuga, ed un uomo più maturo, anche lui in fuga, che da' voce forse alle idee dell'autore ma che comunque da voce a chiunque pensi che le lotte di piazza contro qualsiasi dittatura feroce, per quanto coraggiose ed ammirevoli, non possano che finire in un inutile e tragico bagno di sangue.

Lina. Quella che fa brutti sogni
di Massimo Salvianti
Titivillus edizioni Corazzano (PI) 2008
pagg. 62 €
 10,00
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Vincitore del Premio Vallecorsi e del Premio ExtraCandoni nel 2007, Lina, quella che fa brutti sogni, nasce forse dalle esperienze dell'autore di animatore e teatrante in carceri e istituti per anziani. Ciò che conta è però che il personaggio di Lina è profondamente umano, genuino e simpatico. La sua vicenda, che si scopre mano a mano che le domande degli altri scavano nel suo passato, ci interessa e ci commuove. E alla fine ci inquieta. Una storia semplice, scritta col cuore prima ancora che con la tecnica. Un buon modo per riflettere su aspetti della società che spesso sfuggono a chi va sempre di corsa, a chi preferisce non fermarsi ad osservare le sfumature silenziose della vita di tante persone che sanno sopportare grandi dolori con discrezione e col sorriso sulle labbra.