| Premio Riccione per
il teatro. "Felici di non esistere". Il Premio
Riccione si è concluso ed ha emesso la sua sentenza. Una sentenza dura nei confronti
della drammaturgia contemporanea, forse anche troppo, ma che sicuramente fotografa
piuttosto bene lattuale situazione. Detto ciò crediamo che occorra quanto mai
cercare di porvi rimedio, al più presto se vogliamo dare un futuro al nostro teatro. Non
possiamo permetterci di aspettare che madre natura ci regali un nuovo Pirandello per
mutarne le sorti; occorre trovare soluzioni che favoriscano la nascita di nuovi autori:
corsi di drammaturgia, incontri, oltre che rassegne dal dubbio esito: forse si potrebbe -
chissà - anche riproporre la costituzione della figura dello scrittore di compagnia, un
personaggio che segua le compagnie, le loro vicende artistiche, studi, impari a contatto
con il palcoscenico e, soprattutto, scriva.
In attesa di miracoli e felici di non esistere, pubblichiamo quanto espresso dalla giuria
del 45° Premio Riccione per il Teatro, composta da Franco Quadri, presidente, Vincenzo
Consolo, Elena De Angeli, Luca Doninelli, Marisa Fabbri, Mario Fortunato, Maria Grazia
Gregori, Egisto Marcucci, Enzo Moscato, Luca Ronconi, Renzo Tian, Patrizia Cuzzani, per
una seria e attenta riflessione.
"La Giuria non ha potuto compiacersi del livello medio dei copioni che purtroppo non
conferma le speranze di un risveglio della nostra drammaturgia alimentate negli ultimi
anni: alla funzionalità tecnica acquisita non sembra infatti corrispondere
loriginalità creativa nella maggioranza di queste opere più spesso nutrite da
uninformazione giornalistica che da una visione del mondo o da una profondità di
ricerca, mentre latita un vero coraggio di rischiare sia sul piano formale che nelle
tematiche"
Comunque la giuria si è così espressa segnalando i seguenti testi:
"Con R. a Krestà (Le pagine tagliate del diario di Lou Salomé)" di Marina
Jarre,
"Una vertigine sopra labisso" di Patrizia Monaco, "Roccu u
stortu" di Francesco Suriano, "E.I." di Antonio Turi.
La Giuria ha inoltre assegnato il Premio Speciale della Giuria a: "Zio mio" di
Paolo Puppa Inoltre la Giuria ha proclamato vincitori ex aequo Michele Celeste per Opera
buffa! e Nino Romeo per Disgusto per stile
Premiata anche la pittrice Titina Maselli.
Essendo e volendo essere faziosi, ci piace menzionare due Premi assegnati a due autori -
uno dei quali un "target"! - che sentiamo vicini.
Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, destinato a unopera significativa
per i suoi valori dattualità e le prospettive di evoluzione drammaturgica, è stato
assegnato a: "Divagazioni, labirinti e nau-fragi di Sancio errante" di Massimo
Bavastro con la seguente motivazione: "rivelato a Riccione, quattro anni fa, da
<Cecchini>, Massimo Bavastro continua la sua strada nella ricerca spostandosi dalle
rovine di Sarajevo tra i carugi di Genova dove incontra imprevedibilmente don Chisciotte e
il suo scudiero, vedovi di Cervantes e sottratti alla loro epoca, chiusi in un storia che
non è più una storia , anche se ricalca quasi per caso almeno nei titoli delle stazioni
certe tracce episodiche del gran romanzo. Ma questo viene stravolto come chi lo vive:
Alonso e Sancio sono due irregolari impasticcati drop-out che attraversano una delle loro
giornate in un città spettrale, tra oggetti ribelli e ombre allarmati, senza uscire dalla
propria mente, inventandosi un parlato popolare che, con qualche omaggio a Tarantino,
risulta uno smembramento della lingua, erede di costruzioni dialettali sfatte. I due
vagano battendosi contro lossessione di fantasmi personali, rovesciando scrivanie di
pubblici uffici, elevando in chiesa preghiere blasfeme, per finire a masturbarsi guardando
il mare che, per quelli come loro destinati a non partire mai, non offre alternative di
speranza"
La Giuria, inoltre, assegna il Premio Pier Vittorio Tondelli per il testo di un giovane
autore che non abbia compiuto i trentanni è stato assegnato a: "2
fratelli" di Fausto Paravidino con la seguente motivazione: "un riconoscimento
unanime a Fausto Paravidino, 23 anni, attore, a volte regista e autore alla sua terza
commedia. Anzi 2 fratelli è una "tragedia in cinquantre giorni", composta di
brevi sequenze con la precisazione del giorno e dellora come in un diario. Racconta
con uno scambio di battute asciutte e rapide da partita a ping pong, allinglese, la
convivenza di due fratelli con una ragazza incontrata per caso che va a letto
successivamente con luno e laltro, e il primo quando torna da militare la fa
fuori. Lo stile è quello di unautentica cronaca registrata ma calcolatissima nella
sua immediatezza; e registrare sono le lettere su cassetta fatte di bugie che i due
fratelli si scambiano quando sono lontani o inviano alla famiglia che ne ha condizionato
la coesione. La forza del testo, accolto con entusiasmo dai giurati come una ventata di
freschezza, sta proprio nella chiusura su se stesso di questo nucleo e, paradossalmente
nellautosufficienza che lo tiene in uno stato di sospensione rispetto
allesterno, riproducendo allo stesso tempo con un gioco di riflessi i meccanismi
della nostra quotidianità: qualcosa di esile da non montarsi la testa, ma che esprime una
necessità sincera, e ci diverte e ci turba perché ci riguarda." |