UN COMPLEANNO A SORPRESA

Commedia brillante in due atti di

Giovanni Allotta


Prefazione
Peppino ostacola l’amore tra la figlia Giulia ed Alfredo. La ragazza ne soffre molto al punto di organizzare una ripicca nei confronti del padre. Intanto si avvicina il compleanno di papà Alfio, settant’anni. Le figlie Giusy e Grazia gli organizzano una piccola festa in famiglia. Durante i festeggiamenti un colpo di scena lascerà tutti a bocca aperta. 

Personaggi
PEPPINO                        Capo famiglia
GRAZIA                        moglie
GIULIA                        figlia
GOVERNANTE
ZIA GIUSY                        sorella di Grazia
ZIO MARCO                        marito di Giusy
PAPA’ ALFIO                    padre di Grazia e Giusy
BADANTE CINESE
JENNY                        amica di Giulia

 

La scena compare vuota. siamo in una normale stanza da salotto con i vari arredamenti. Entra Giulia. Una giovane ragazza. Gira per la stanza come se cercasse qualcosa ma poi, parla come se nell’ambiente ci fosse qualcuno. 

GIULIA
…(un po’ agitata) mamma, papà... (prende un lungo respiro)…non so come dirvelo…io… mi sono innamorata! Per favore papà non cominciare con Alfredo! L’ho lasciato, ok? Sei felice? per colpa tua l’ho lasciato. Per le tue paranoie del cavolo… Io ci stavo bene con lui e lo amavo, anzi lo amo ancora!... ma visto che tu pensi di più alle tue ideologie del cavolo piuttosto che alla mia felicità io ti dico che sono innamorata di un’altra persona- Mi sono innamorata di una donna. Punto! Cosa,devo lasciarla? E per chi, per cosa?- hai paura che la gente parli? non me ne frega nulla della gente di cosa pensa e non me ne frega nulla di quello che pensi tu! Hai deciso fin troppo per me. Ora basta! … Con le tue idee, i tuoi pensieri mi hai sempre soffocato. Non lo faresti mai? Invece lo fai! con la tua arroganza è come se mi ( si mette le mani al collo) mettessi due mani al collo ed io soffoco. hai capito. Soffoco!!!

GOVERNANTE
( entra di scatto la donna delle pulizie, Concetta. Una giovane signora sorda e imbranata) Ti salvo io! ( l’afferra da dietro e le fa la manovra anti soffocamento. ) sputa, sputa…( continua con la manovra) sputa e liberi. Liberi e sputa. Sputa e liberi… ( la lascia da dietro e la guarda in viso) se ti viene male ti metto i diti nelle cannarozza? sputaaaa ( Giulia esausta si libera con uno sputo in viso. Poi si sente in colpa per il gesto inconsulto)

GIULIA
Perdonami. È stato un gesto involontario. Scusa ( la governante infila le mani dentro la camicia e ne esce un reggiseno e si pulisce il viso) 

GOVERNANTE
( continua a pulirsi, anche le orecchie) Io ti diceva di sputare a terra no che mi hai sputato in tutto l’apparato otorinolaringoiatra, eh!. ( Giulia le fa segno che non ha capito) orecchio, naso e gola! 

GIULIA
Perdonami Concetta. Ero immersa nei miei pensieri che non mi sono resa conto di aver alzato la voce…non ho nulla di ostruzione  nella gola. 

GOVERNANTE
Mi fa piacere che non hai nessuna istruzione nella gola. Mi ha pigliato un colpo di sale quando ti ho sentita “ soffoco soffoco” e ho soccorso subito.  

GIULIA
Perché tu mi hai sentita? ( La governante annuisce) finì che sei sorda? Ogni volta prima che capisci una cosa ci vuole mezz’ora e poi l’interprete

GOVERNANTE
Vero? chi te l’ha detto ca ci vularu i linzola o prete? Mischinu. E ora? Come si copre. Come se la lava a faccia? Io gli posso prestare u mio lenzuolo chiddu du bidè. Ci faccio beneficienza!  

GIULIA
Si si, cominciamo! Vai pure di là. Grazie d’esser intervenuta…

GOVERNANTE
Ti raccomando Giulia. Appena muori mi chiami che ti vengo ad aiutare, ok?

GIULIA
( la governante esce. Riprende a girare nervosa)…si si, vai. …ma ti rendi conto papà di come mi fai soffrire? Ti voglio un bene dell’anima ma sono molto arrabbiata. Ho amato alla follia Alfredo e mi hai obbligata a lasciarlo. Ora non mi puoi vietare di amare una donna! Non scherzo. Veramente amo una donna. Non so come sia capitato ma è successo. è una cosa che ti fa soffrire? Temi il giudizio della gente? Ed io stavolta non ti ascolto! Questa è la mia decisione. Punto e basta! Mamma e tu non parli? Tu lo sai quanto ho sofferto. Digli qualcosa. Su, dai. Digli quello che realmente pensi

GRAZIA
( entra da fuori con un sacchetto della spesa. Ha l’auricolare nell’orecchio. Grida) a jiccari u vilenu. U vilenu a jiccari, subito però no domani  
GIULIA
Mamma ma che dici! Comprendo che papà esagera ma dirgli così no,eh!. Ma tu lo ami papà, vero mamma?...mi ascolti? È vero che ami papà e che non lo tradiresti mai con nessuno?

GRAZIA
Havi cchiù corna iddu ca un panaro di babbaluci. Curnutazzu! ( Giulia è sconvolta. Grazia prende cellulare dalla tasca e stacca la chiamata) L’operai du comune cchiù nenti fannu cchiù nenti vonnu fare. Che mi dicevi curò, non ti ho captata bene picchì ero fuori campo cu cervelletto

GIULIA
Eri al cellulare? ( La madre annuisce) ed io che avevo capito che lo dicessi a papà “ U vilenu a Jiccari”

GRAZIA
ma dici vero che io ci dico ‘ste cose a tuo padre. Mai gli direi “ A jiccari u vilenu” to patri sulu ‘na cosa hava jiccari. A munnizza! E a chi c’è, si ci jecca puru iddu…u vilenu l’hanno a jiccari chiddi du comune pi surci. Inveci di iccallu nne tombini u iettanno nno bar ‘sti lagnusazza! ( urla al cellulare) u vilenu aviti a jiccaaaaari  dal profondo del cuoio!!!!

GOVERNANTE
( entra di corsa) signora mi avesse chiamata? Che ci ha successo che ha la faccia da catacomba!? La vuole un poco di acqua è zuccaro? 

GRAZIA
A faccia da catacomba to soru ci l’havi… parlavo con Giulia e le dicevo che stamatina sono adirata per via dei dipendenti fuori comunali

GOVERNANTE
Io glielo dico a responsabilità se la piglia lei. Giulia dice tua madre che stamatina ti hai pisciata fora du rinali. ( Giulia d’istinto si guarda) 

GRAZIA
botta ri Sali Concetta! Io dico una cosa e tu ni capisci un’altra. Camurria!
GOVERNANTE
Mi perdoni signora Grazia. Mica lo faccio apposta a non sentire, eh! Soffro di otite. Haiu un orecchio cecato e l’avutru completamente orbo. 

GRAZIA
Tu u ciriveddu hai cecato no le orecchie. Concetta l’infiammazione alle orecchie te la devi curare, capito? ( Concetta annuisce come una scema) mi cali a testa comu ‘na mula surda. Hai capito chi ti dissi? Tu, l’infiammazione alle orecchie te le devi curare!!

GOVERNANTE
Ho capito. Io mi devo curare l’informazione che ho nelle orecchie. Punto!

GIULIA
Concetta esci per favore che devo parlare con mamma…è una cosa seria quindi evita di disturbare.

GOVERNANTE
State calma e tranquille che non disturbo. Potete riposare in pace!
GRAZIA
( le fa un “ Tiè” e la spinge fuori esausta) ma va scupati u mare, va! Ma comu si fa a stare dietro a una comu idda. Unu dice una cosa e idda ni capisce un’altra. E vero Giulia…( nota l’assenza della figlia) Giulia tutto bene? Sei pensierosa…mi devi dire qualcosa? ( Giulia scrolla la testa) mhhhh… Ti conosco molto bene. Ha un periodo di tempo ca ti sento parrari sula. Sei sempre nervosa. Ma pi caso ti sta venendo u morbo du Pakistan?

GIULIA
Si, du Mulino bianco…ma non è vero che parlo sola. È che sono un poco stressata. Troppo studio. Troppo lavoro. Impegni con il teatro… 

GRAZIA
( le si avvicina e si siede accanto tenendole le mani) Sono tua madre. ti conosco meglio di chiunque altro. Tu sei parte di me!...io lo so che stai soffrendo per Alfredo. E tanto! Purtroppo to padre è irremovibile. Nuddu ci fa cambiare idea.  E lo sai quanto ci ho parlato, litigato ma nun ci po’ nenti. L’unica cosa chi pozzu fare è pregare! Solo u Signuruzzu può fargli cambiare idea. (Giulia piange. Si abbraccia alla madre anch’ella commossa. Entrambe si confortano a vicenda)

GIULIA
Mi sto frequentando con un’altra persona

GRAZIA
Veramente? sono felice gioia mia... non pensare più al passato. Vai avanti e sii felice. Picchì oramai è arrivata l’età di farmi un nipotino, eh! Giusto?...( Giulia è vaga) chi c’è? Non me lo devi fare un nipotino si o no? U sai che bello poi, ci gioco e piripiripù…e piripiripè e tichiti e cacateddu miu…

GIULIA
Mamma io non so come dirtelo ma… mi sto vedendo con una ragazza. 

GRAZIA
Ti stai vedendo con una ragazza? E chi problema c’è! Come vi vedete in videochiamata? Se ti è finito u credito ti do u me cellulare.

GIULIA
Mamma io sto con una ragazza. Nel senso che ci amiamo!

GRAZIA
Cioè vi amate nel senso che…vi amate come si ama una coppia? ( Giulia annuisce. Grazia avverte il colpo. Deglutisce) nel senso che non sei più… eterogenea? ( Giulia scrolla la testa) sei diventata…gaia? ( Giulia annuisce. Dapprima è serena) tranquilla gioia. Importante che non ci sono malattie per il resto tutto si risolve ( s’irrigidisce e sviene nel posto in cui si trova. .) 

GIULIA
(preoccupata) mamma. Mamma! ( le da schiaffi) Concetta…Concetta. Vieni subito. ( Arriva Concetta) Porta un bicchiere d’acqua per mamma è incosciente.

GOVERNANTE
tutto assieme ha diventato incontinente? Beddamatri!...ci penso io( esce e rientra con un pannolone gigante) Giulia ho trovato u pannolone usato di me nonna. Aiutami che ce lo infiliamo.

GIULIA
Ma chi capisci, stonata! Ha subito uno shock. ( alza il tono) Mia madre si è intontita
 
GOVERNANTE
Ma veramente!? Fino a poco fa stava bene e ora si è rincoglionita? Già ci basta tuo padre, ora puru idda!

GRAZIA
( si va riprendendo) oh beddamatri. Ma chi havi ‘sta profuga? ( Giulia invita Concetta ad uscire. Si congeda) ahi ahi. Chi botta ca pigliavo. Peggio dell’autoscontro mi finiu. (Giulia l’aiuta a ricomporsi) Giulia ma ti rendi conto che notizia ca mi dasti. Mi facisti andare in arresto socio pedagogico.

GIULIA
Ti ho solamente detto la verità. Io sto con una ragazza. Mi spiace che non l’hai preso bene, ma è così.

GRAZIA
Come mai questo cambiamento? Ma dici vero o è uno scherzo?

GIULIA
Ma che scherzo! dopo la delusione per la perdita di Alfredo. In me è scattata qualcosa che non mi aspettavo. L’amore verso un’altra donna. Tu l’accetti, vero?

GRAZIA
Ma chi significa. Se io mi lascio cu to patri ti pare che divento assessuata?...Giulia io…io non so che dire. Di sicuro non è quello che mi aspettavo da te. Io speravo per te una vera famiglia. Una famiglia come Dio vuole. Un nipotino ma…se tu pensi che sei felice così…chi ti pozzu diri? 

GIULIA
Grazie mille mamma. ( l’abbraccia con affetto.) Lo sapevo che mi avresti capita! Il problema adesso e dirlo a papà…comunque una cosa per volta. 

GRAZIA
Appunto. Una cosa per volta. Poi ci penso io. Ha fatto il casino per Alfredo pensa se accetta una tua relazione femmina sessuale. 

PEPPINO
( entra entusiasta) buongiorno a tutti. ( Grazia fa segno alla figlia di stare in silenzio. Giulia saluta ed esce) Grazia ti devo dare una bella notizia. Me cucino Gianni. Divintò babbo.

GRAZIA
To cugino Gianni cu chiddu moroso? Ma iddu è sempri stato tutto babbo!

PEPPINO
No me cucino Gianni u moroso. L’altro mio cugino chiddu biondoso. È diventato babbo ma no nel senso di scimunito ma babbo nel senso di papà. Sugnu troppo felice.  

GRAZIA
Se, ma vero dici? ( Peppino annuisce) comu fici a divintare papà iddu ca è parzialmente scremato. È guarito? ( Peppino scrolla la testa) e comu fici?

PEPPINO
Mio cugino non è guarito picchì have seri problemi all’apparato genitoriale. ( felice)…i miracoli esistono!...è stato lui, il signore! 

GRAZIA
Me lo immaginavo! I miracoli solo lui lì può fare. Lui che può tutto. ( guarda verso il cielo) Grazie mio signore che nonostante stai lassù nell’altopiano, ti accorgi di noi che stiamo in questa valle di lacrime. Amen
PEPPINO
Ma quali altopiano. ‘stu signore sta’ o quarto piano nello stesso palazzo di mio cugino Gianni. È un uomo di buon cuore e grandi valori. Assettati che te lo spiego. (si siedono) la moglie di mio cugino ca si chiama Antonella. spesso e volentieri litigava con mio cugino “ io voglio un figlio. hai l’apparato igienico sanitario ca nun ti funziona. O mi dai un figlio o ti lascio” sta situazione giorno dopo giorno. U signore du quarto piano sentiva tutti cosi. Una sera si ci presentò e ci dissi: ( imita un accento marocchino) “ pace a tutti. Amigo io ho a soluzione pi voialtri. Io ama aiutare il prossimo. Se volete vi aiuto io…”

GRAZIA
Ma picchì parli così. Per caso è straniero ‘stu signore du quarto piano? ( Peppino annuisce) allora è un uomo di colore nero

PEPPINO
È un omone nero e muscoloso di du metri. 

GRAZIA
Gli uomini di colore sono belli. ( allusiva) vengono tutti col Kazakistan ( sospira) 

PEPPINO
…nun ti fare strane idee. chiddi ca vennu da lì sunnu tutti malati.

GRAZIA
Magari l’avessi pure tu a stessa malattia!

PEPPINO
Aoh, a finisci!!!...dopo una consulenza l’omone ci dissi a me cugino ca sua moglie aveva bisogno di essere esorcizzata. Così si la purtò nna stanza da letto e docu accuminciò l’operazione. ( buffamente emette urla di piacere) aaaah, iiih, ooooh,…me cucino chiossà sentiva sua moglie soffrire, aaaah,eeeeh, iiiih…iddu chiossà pregava in ginocchio a San Jachino baddi sicchi. santo protettore di l’omini sterilizzati. Dopo mezz’ora di liberazione chisti niscivano da stanza e letto. Me cugina Antonella tutta scombussolata. ( deambula malamente) senza convergenza…iddu tutto d’un pezzo: “ ci vediamo domani gugino” comunque ‘stu esorcismo è durato una settimana tutti li siri sempre a stesa musica “ aaaah, ihhhh, ooohhh…” dopo tante battaglie alla fine, u miracolo è avvenuto. Mia cugina è rimasta fertilizzata

GRAZIA
Bellissimo! Sono felice pi iddi. I figli sono un dono del signore. Da chi ha preso u picciriddu, biondo come il padre o bianco latte come la madre? 

PEPPINO
( viso amareggiato) nun vinni né biondo né bianco. U picciriddu vinni… nero metallizzato!  (Grazia è meravigliata) 

GRAZIA
Comu potti succediri?...maritu e mugghieri bianchi e u figghiu nivuru. Mah! A natura fa brutti scherzi!

PEPPINO
A mia però mi è sorto un dubbio.la scurezza du picciriddu è dovuta a tre fattori: 1- o il bambino è venuto al mondo dopo tanti anni e stanno dintra la placenzia si è affumicato. 2- o picchì  me cucino havi l’apparato scremato e invece di simenza havi ricotta. O la terza forse è la più accreditata 

GRAZIA
Qual è a terza opzione secondo te. 

PEPPINO
visto che l’omone è grande e grosso col Kazahistan, me cucina Antonella se n’è approfittata e quindi…e quindi…me cucina Antonella è un pò buttanella

GRAZIA
Ma zittuti cretino! Sempre pronto a giudicare! Dda ragazza ne ha approfittato per farsi esorcizzare. Almeno ora è libera da tutti gli spiriti... Havi un periodo di tempo ca mi sento piena di dolori e di negatività. Avissi di bisogno di una bella purificazione. ( allusiva) Di un bello esorcismo. Senti a mia…ma ci lu dici a to cucino si mi fa conoscere a questo signore du quarto piano. Avissi bisogno di una bella liberazione dagli spiriti bollenti

PEPPINO
E io vado a scomodare a du signore pi una cosa ca posso fare pure io? Stasira t’inserisco u codice pin e ti sblocco tutta 

GRAZIA
Tu?... Devi sbloccare a mia?... ma si manco ti funziona u pennino, a chi devi sbloccare. Tu non sei portato a fare certi tipi di lavoro. ‘na vota per quanto ti ho detto “ amore, stasera sotto le lenzuola  ho voglia di passare una notte calda” tu chi facisti? …Pigliasti a stufa e a mittisti nno letto. Appena vedo a tua cugina Antonella mi lu fazzu dare u nummaro di ‘stu signore. Videmu si mi pozzu fare esorciticare tutta. 
  
GOVERNANTE
(entra di scatto urlando) signò…signò…signooooora!! 

GRAZIA
( balza in aria) muzzicata di laaaapi! Botta ri Sali chi ci vinissi. I vermi nno stomaco mi fici veniri....chi hai. Signò u palermo?

GOVERNANTE
Mi sono resa conto ancora non ho preparato nulla per il pranzo. Siccome haiu a dissenteria nelle orecchie mi sono precipitata ora. Chi preparo?  

GRAZIA
Tu mica ti devi precipitare ora, tu havii a cadiri du seggiolone trent’anni fa, po’ essiri ca ora avissimu risolto qualcosa …Ancora è presto per il pranzo. Conoscendo le abitudini di mio marito è presto per banchettare.

GOVERNANTE
Io glielo posso dire ma a responsabilità sa piglia lei. Signor Peppino dice sua moglie ca lei è una cosa pi jiccari!

PEPPINO
ma comu ti permetti. Te ne approfitti picchì sei fimmina e nun ti pozzu diri nenti? Si fussi masculu ti pigghiassi a lingua e ta mittissi nn’aricchie.

GRAZIA
Ma chi esempio è. Ti pigli a lingua e ta mittissi nelle orecchie

PEPPINO
Almeno quannu grapi a vucca u senti chiddu ca dici ‘sta crapa surda

GRAZIA
( l’accompagna ad uscire) senti chi fai, vai di là e metti avanti a lavatrice. Ce il cestello pieno di vestiti…(si allontana e la riferma) dimenticavo (sottovoce) u sai che mio marito non gli piace l’odore. mettici  l’ammorbidente

GOVERNANTE
( Sottovoce) lo so che a suo marito non ci piace l’odore. Stia tranquilla che ce l’ho messo l’assorbente! ( Grazia esausta le da una spinta e la fa uscire) 

PEPPINO
Se continui a stare appresso a una come chista a pensione d’invalidità ti l’accettano sicuro!...vaiu un attimo in bagno. Vado a fare un poco di urinocultura…( sta per uscire) 

GRAZIA
Aspetta un attimo. Stamatina sei andato in bagno e ho trovato u gabinetto pulito senza nemmeno una goccia. Comu mai?

PEPPINO
In che senso, come mai. Non è normale che un uomo che va in bagno lascia tutto pulito senza schizzi.

GRAZIA
Giusto! E come mai u bagno era pulito e u bidè chinu di pipì? ( Peppino porta mano ai capelli dall’imbarazzo) Peppì ‘sta storia non può più andare. O quando vai in bagno ti assetti per evitare schizzi, oppure ci devi fare a convergenza o to giocattolino. Così nun si po’ fare cchiù ‘sta vita.

PEPPINO
E lo so…ti chiedo scusa. Io ci provo a fare u getto dritto e invece iddu scappa a destra o sinistra. Chi è maschio mi po capiri … ( al pubblico) è vero signori uomini? … chi come me soffre di piscismo alzi la mano…( dopo reazione) chi è, tutti dintra a faciti? Mhhh, nun ci cridu!
 
GRAZIA
Si vergognano i masculiddi. Chiedo alle mogli che sono a bocca della verità. Mi dovete dire si o no: Signore mogli pure i vostri mariti soffrono di astigmatismo piscicolare? ( dopo un meraviglioso entusiasmo femminile) u vidi chi c’è cca! Tutti difittati di fabbrica siti. 

PEPPINO
Sempre pronte a criticare siti vuatri fimmini. Tanto pi vuatri è facile fare centro. Pi nuatri fare mira è una questione di fortuna. 

GRAZIA
U sai picchì non hai una buona mira? picchì nun ti funziona la minzione. E poi, un uomo che non ha una buona minzione ma chi uomo è! ... 

PEPPINO
Ueh ueh ueh!!! ( con vanto) Ascoltami bene pupidda mia. vedi che io ho tanti difetti ma l’unico pregio ca haiu è proprio chiddu, la minzione! quannu nascivu u dutturi l’havia scambiato pu cordone ombelicale. Non so se mi ho spiegato!  

GRAZIA
Ce l’ho io a soluzione pi tia. ( esce e rientra con un oggetto tra le mani. è un tubo flessibile di circa un metro di largo diametro. Tenerlo raccolto tra le mani per evitare di svelarlo subito al pubblico) visto ca soffri di tiro al bersaglio ti fici un regalo pi risolviri i to problemi. ( lo apre e lo mostra in tutta la sua lunghezza flessibile che molleggia. Glielo aggancia alla cinta in direzione della zip. Peppino è in imbarazzo) ti piace?...e poi dici che nun ti penso. Cu chistu è sicuro ca fai centro. 

PEPPINO
Io ti ringrazio per l’interesse ma…almeno mi putivi pigghiari a misura…
GRAZIA
( al pubblico) mi rivolgo alle signore in sala… pi natale ai vostri mariti piuttosto che regalare i mutanni rosse contro u malocchio, regalatici u tubo flessibile pa minzione. ( Peppino adirato la manda a quel paese ed esce di scena col tubo a penzoloni) tranquillo. Nun lu dicu a nuddu ca sei difettato. Veni cca! ( escono di scena urlandosi contro)

GIULIA
( rientra col cellulare all’orecchio)… fate piano che sono al telefono!!...- sono i miei genitori che urlano.- mia mamma è dalla nostra parte. Mio padre ancora non sa nulla. – mi sono stancata di far finta di essere felice. Grazie mille che ci sei tu. Ciao ciao. Baci. (posa cellulare in tasca e gira nella stanza pensierosa. Si siede con la testa tra le mani) come si può vivere  con questa infelicità. ( guarda come se ci fosse il padre) la colpa è tua papà. Sei felice che non mi vedo e non mi sento più con Alfredo, eh! Bravo! Tu sei felice io no!... oramai Alfredo è un discorso chiuso. Ora devi accettare la mia compagna Jenny.- non lo farai mai? E invece devi!!! Lo so ch’è una cosa che ti fa stare male ed io lo faccio con molto piacere!!! Io amo una donna o che lo vuoi o no. ( bussano e balza in aria. Va ad aprire) ciao zia. Entra! 

ZIA GIUSY
( donna paffuta e molto simpatica. Ben vestita. Con se ha un sacchetto con un contenitore di ricotta all’interno) ciao gioia mia! come hai stato, bene?

GIULIA
( con sorriso forzato) ciao zia Giusy. Che piacere vederti. Entra! E lo zio?

ZIA GIUSY
Sta ricercando posteggio. Lascia a porta aperta tra poco sviene, si nun si perde.

GIULIA
Che sei bella zia. Non dimostri proprio l’età che hai. Hai un viso luminoso. Complimenti!

ZIA GIUSY
Grazie mille gioia. Lo sai che a me piace stare pulita dentro e bella fuori e fare molta plin plin…( ride)… prima di venire ho stata al centro di stitichezza facciale…a me piace curarmi. Per l’età che ho ( si lascia osservare) vado bene di corpo. Ma pure tu gioia sei bella. Vedo che pure tu sei molto stitica. D’altronde nella nostra razza tutte belle abbiamo stato ( guarda in giro. Sottovoce) i tuoi dove sono? ( Giulia indica di là) Questa ricotta te la manda Alfredo. (fa il mimo della mungitura) l’ha munciuta stamattina pensando a tia. Ti manda un bacio sulle labbre ( si bacia l’indice e glielo poggia sulle labbra di Giulia) 

GIULIA
Non nominare Alfredo! Se ti sente mio padre, ricomincia con le paranoie.

ZIA GIUSY
Tuo padre ci rumpi i cabbasisi. Alfredo ti ama ancora e sta soffrendo pi tia ( Giulia ha paura che possano spuntare i suoi. Le fa segno di stare zitta) pure tu ci stai male. Si vede che in viso non hai la solita raffineria. 

GIULIA
Sto bene. Sono solamente…stanca. Molto stanca. Io ti voglio bene ma non infierire. Oramai Alfredo è un capitolo chiuso. Lascia perdere. Tanto non l’accetterà mai mio padre ed io non voglio dare problemi a mia madre.(  Giulia si alza e va lontano dalla zia a darle le spalle) e  poi io…io…

ZIA GIUSY
…non c’è nemmeno bisogno che parli, lo so. Sapere che sia tu che Alfredo soffriggete per amore, mi rende molto triste. Lui è un bravo picciottello, lavoratore. Ci parlerò io con tuo padre.

GIULIA
Tu non devi parlare con nessuno! Sono stanca di piangere, di soffrire ma lo capisci?! Una volta mi disse che se mi vede con lui, lo ammazza. Hai capito lo ammazza!

ZIA GIUSY
ma che ammazza! Tuo padre manco è buono pi ammazzari una moschea pensa se si mette a farlo con una persona…ma dai. Al momento di rabbia si diciono cose che non si pesano, eh

GIULIA
Ho visto soffrire mia madre per colpa mia. ora basta! Preferisco soffrire in silenzio io.  La famiglia è importante. Un amore vale l’altro e…

ZIA GIUSY
Sei una ragazza speciale gioia mia. Hai un cuore grande ricco d’amore. Non permettere a nessuno di riempirlo di lacrime. Tu credi in Dio? ( Giulia annuisce) e lasciamo fare tutto a lui! ( le due si abbracciano)

GRAZIA
( entrando) ueh, mia sorella Giusy. Che piacere! ( si abbracciano) e tuo marito dunni tu scurdasti? 

ZIA GIUSY
L’ho lasciato ca circava parcheggio. Secunnu miu si ha perduto per strada

PEPPINO
( entrando) wuella, talìa chi c’è. Mia cara cognata Peppa. Peppa pig ( ride) 

GIULIA
Zia dammi il sacchetto con la ricotta che lo vado a mettere in frigo. ( esce) 

ZIA  GIUSY
Peppa pig c’è to soru Carmela! Io mi chiamo Giuseppa, zulù abusivo. Oramai non uso più quel nomignolo scimunito.

PEPPINO
Ti ho chiamata Peppa pig picchì prima su tik tok ti facevi chiamare così. 

ZIA GIUSY
‘na vota! Frequento un gruppo religioso e u parrinu mi dissi che Peppa pig è volgare come nome, troppo inglese. Ed io mu canciavu in un nome italiano. Ora ci piaci o parrino

GRAZIA
Visto che Peppa pig è troppo inglese, ora comu ti chiami, Giuseppa a porca? ( i due coniugi esplodono a ridere)

ZIA GIUSY
( risata ironica) gne gne gne…Grazia vedo che ti hai diventata molto spiritosa? Sinceramente non mi facisti ridiri. 

GRAZIA
(le da un’affettuosa pacca sulla spalla) dai stavo scherzando! tra sorelle ci può stare una battuta di scherzo.

PEPPINO
Cognata grazie pi la ricotta ca purtasti. L’adoro! A facisti tu? 

ZIA GIUSY
Se io. E di unni mi ha uscito u latte du viddicu?…( Grazia ride)  Un amico me l’ha data ed io ve l’ho portata

PEPPINO
Un momento!... ‘stu amico ca ti detti a ricotta è una persona qualunque oppure è da cosa inutili ca penso io. Picchì s’è chiddu ca penso io a fazzu vulari da finestra.

GRAZIA
E chi camurria! U pinseri sempri dda ci l’hai? Chiunque sia stato ringrazialo da parte nostra. Ora basta!

ZIA GIUSY
Scusa Grazia ma ora ca to maritu grapiu u filo del discorso ne approfitto. Tanto lo sappiamo tutti di cu stamu parrannu. Ma si po’ sapiri picchì ci l’hai tanto cu Alfredo?! Vogghiu sapiri u picchì!!!
PEPPINO
U sapiva ca c’era iddu in mezzo. Sintivo a puzza di vaccaro! Ti ricordo ca so nonno Ciccio fici arrestare a me nonno Peppino. Nun solo arresto ma puru ci fici a denuncia e ci fici fare una multa di trecento mila lire. Cinquant’anni fa trecento mila lire erano milioni di ora. Me nonno pi pagari ‘sta multa travagghiava puru a notte. Me patri e i so frati addisiavano u pane e a pasta. Ora mi putiti diri chiddu ca vuliti. Alfredo dintra a me casa nun lu vogghiu. Po’ essiri u megghiu di tutti ma io contatti cu ‘sta gentaglia nun la vogghiu aviri.

GRAZIA
Tu fai discursi di cinquant’anni fa quannu u pitittu dava lignati. U nonno di Alfredo havia i vacche allo stato selvatico e l’animale si manciavano tutti i coltivazioni di to nonno. To nannu Pippinu di quantu era tintu, invece di risolviri a situazione pacificamente andò du nonno di Alfredo e u pigliò a lignati. Du cristianu, giustamente lu denunciò e si fici risarciri. Ora mu vo diri chi curpa havi Alfredo?

PEPPINO
A mia du to parere nun m’interessa. Io nun vogghiu ca chistu trasi a me casa né ca frequenta a to figghia. La mia è una questione di principio, anzi; vendetta! A ricotta a putiti ittari prima ca fazzu vulare da finestra

GRAZIA
Cambiamo discorso ca è megghiu! Giù, to marito come va ca malattia? Mi pare ca si chiama la sindrome du tic tac? Se non mi sbaglio è chidda dunni ci vennu tutti l’attacchi depillettici, vero? 

ZIA GIUSY
Si chiama la sindrome di tourette. È incontrollabile. Sta tutto u jornu a testicolare. Mischinu mi fa tanta tenerezza. Gioia mia chi pena ca mi fa.

ZIO MARCO
Permesso!...buo buo pi pi…buo buonasera a turututti( uomo adulto. Mingherlino. Cappelli gellati. Sguardo timido. Resta sulla porta in difensiva. Ha molti tic istintivi.) scurucusate u ritichi…u richiti tardo. Finalmente ho poropostegigi…ato. ( pernacchia)

ZIA GIUSY
(Appena entra alza la mano al cielo e la fa roteare accompagnata dal tono di voce nervoso) aaaaaaah…aaaaaah…aaaaaah…a malafiura ca mi fici fare ‘sta cosa i nutuli o supermercato! 

PEPPINO –GRAZIA
Vero? Ma picchì…picchì…picchì

ZIA GIUSY
Eravamo al supermercato a fare la dispensa. Arrivati a cassa ci dissi paga ca carta. Iddu piglia a carta e fa “ signorina, ci lu posso appoggiare il mio pin”. Mi ha caduto la facciaaaaaata a terra! 

GRAZIA
E va beh, mica c’è nenti di male. Oramai tutti con carta paghiamo

ZIA GIUSY
Ma mica è giusto che ha detto alla commessa: ( accompagna la frase da ripetuti movimenti d’anca) “ signorina ce lo posso appoggiare il mio pin” 

PEPPINO
Facennu a mossa.( lo ripete) Il gesto diventa ambiguo e molto volgarizzato

ZIA GIUSY
Mi ha faciuto fare una malafiura sovrannaturale. Ho diventata così rossa in faccia, ca pareva u sapiti cosa….

ZIO MARCO
…un culu di ‘na scimmia! ( ha dei tic. tutti ridono tranne la moglie adirata) 

ZIA GIUSY
( gli lancia ciò che le capita tra le mani) a mia dici culo di scimmia. Tua madre a ottant’anni si mettesse il rossetto e al posto delle labbre have ( mima il gesto con le labbra) u culu di gallina!...trasi invece di stare sulla spigola della porta.

ZIO MARCO
(fa due passi verso l’interno poi ha uno scatto di corsa intorno la stanza. Si ferma davanti Peppino. Alza le braccia gomiti a 90 gradi, pugni chiusi. Ancheggia vistosamente) piripipappa! ( poi gli si avvinghia di fianco e da colpi di bacino a suon di parole) che te la pongo, che te la pongo. Te la pongo te la pongo ja! ( si ricompone)...buongiorno cognato Peppino. Caaaara cogna…cogna perepè …cognata Graaazia o Graaaziella.

GRAZIA
Buongiorno a tia Marco. Preferisco ca mi chiami Grazia.

ZIO MARCO
U stissu è. Graaaazia, Grazieeeella e e grazie o…( tic) tipiti tipitipiterò ajò

PEPPINO
( confuso) Cognato vidi ca tu hai problemi seri. Due minuti ca trasisti e già mi facisti sballare u cuntaturi du ciriveddu. Botta ri Sali!.

ZIA GIUSY
Come mai tutto ‘sto tempo per parcheggiare? Dove a parcheggiasti a Parigi?

ZIO MARCO
A posteggiavo vicino a piazza qua vicino non c’era posto e l’ho posteggiata a…(Tic della testa a cucù) a zighizì zaghi, zaghizi zoouse…( pernacchia) scusate. L’ho posteggiata in un posto dunni c’erano le stri…le strisce a ( movimenti di anca) lisca di pesce

PEPPINO
Si posteggiasti pi come ( imita i tic del cognato) parri. Altro che a lisca di pesce, posteggiasti a…caz di cane. ( verso il pubblico) scusate. Ma quannu ce vo, ce vo…Assettati. Ora ti pigli u cafè e ti rilassi. Concetta! … Ah già avemu a camarrera surda. Però in compenso è una brava donna ed è raffinata. Conceeetta…( alza il tono della voce) Conceeeettaaaaa!!!
GOVERNANTE
( entra di scatto) …arraggiato di cani, chi ce!

ZIA GIUSY
E meno male ca la signora have la raffineria. 

GRAZIA
prepara un…( si rivolge ai due coniugi) caffè?...caffè? ( entrambi scrollano la testa) Niente caffè. Porta qualcosa a mio cognato ch’è agitato di cervello

GOVERNANTE
Mischinazzu. Mi dispiace. Signora le faccio le mie condoglianze.

ZIA GIUSY
Ma picchì mi sta facennu le coglionanze pi me marito. Veda che mio marito è ancora un vegetale. Vero amò? ( Marco annuisce e fa una pernacchia)

GRAZIA
Concè chi capisti? Io ti dissi porta qualcosa a mio cognato ch’è agitato nel cervello

CONCETTA
E appunto! Lei mi disse facci i condoglianze a mio cognato ca ci è volato l’uccello! ( Marco si alza è ha una serie di buffi tic) il signore deve fare la pipì o è malato?

ZIA GIUSY
Ma comiso si permette lei a dirici a mio marito ch’è malato. Mio marito have l’esaurimento feroce. S’imparasse l’educazione. O ci dugniu uno schiaffo a splash ca ci fazzu veniri a bronchite n’aricchi.

GRAZIA
Calmati Giù. Concetta è educata e sistemata. E sulu ca è sorda. ( Concetta fa segno a Grazia che non ha capito cosa avesse detto Giusy) no niente dice che…

PEPPINO
Dice ca nun ti mettu i manu di supra picchì è animalista

GRAZIA
Zittuti tu!...(se la chiama in disparte, sottovoce) siccome mio cognato havi una patologia nno cervello. Mia sorella ci fa da bambinaia Chiedi scusa, dai

GOVERNANTE
…io ce lo dico a responsabilità se la piglia lei…sua sorella mi dice ca, siccome so marito havi ‘na malatia nell’uccello, lei fa a tappinara! chiedimi scusa. ( la zia Giusy si altera. Marco ha diversi tic nervosi. Peppino e Grazia riportano la calma)

ZIO MARCO
Comu ti ti permetti a dirmi una cosa del genere! Io non ho nessuna malattia  ( porta braccio dietro la nuca e uno nel fianco, da colpi di bacino a ritmo di musica. Tutto a suon di tic) A mia mi funzione bene u…badabum badabum chacha. Poi la spoglio a mia moglie e mi fa vidiri u…sin sala minn. E tutti e due facemu u…mista lova lova uuuh. Mista lova lova uuuuh. Quindi, misura le parole tichitecause babbà.

GOVERNANTE
Ma ‘stu cristiano mi pare un poco fuori fase. La vuole fatta una camomilla extravergine di oliva?

PEPPINO
(la invita ad uscire col braccio) vatinni va. Prima ca mi rovino. Cummatiri cu tia è una batosta per il cervelletto. 

GOVERNANTE
Signora Grazia so marito voli i supposte po culetto. Ci nne cchiù?

GRAZIA
( si alza e la spinge fuori) nescitinni.levati di davanzi i miei polipi oculari. (Concetta esce) porca miseria cu stu fatto ca è cecata di l’aricchi u ciriveddu fa sballare.
PEPPINO
A colpa è tua che a vulisti in casa a tutti i costi. U sapevi ca è sorda. Ora annacatilla e nun ti lamentare!

ZIA GIUSY
Visto che lo sapevi che la signora have l’acetone nelle orecchie, potevi evitare di pigghiaritilla dintra, eh! 

GRAZIA
Una volta mi vitti o supermercato e mi disse che si era lasciata con il marito. Chianciva. Poverina era immunodepressa. Mi fici tenerezza. A pigliavu e l’ho portata in casa con me. Almeno lavora e si svaga. Piuttosto ca stupida comu pensate voi, sono stata molto riconoscente e umile cu idda

PEPPINO
Visto la tua umiltà l’inps ti arriconosce a 104 a cummattiri cu idda…io ti avviso, appena diventi ostruita d’aricchi puru tu vi vaiu a chiudo dda, o canile municipale.

GRAZIA
A to madri e a to soru ci devi portare ca sunnu due cane arraggiate senza piedigrillo

ZIO MARCO
( si altera) aoh, a fi…a fi…niti! Vinni cca pi stare tranquillo e invece vua…miao…vua…bau bau…vuatri, mi state facennu girare i …( movimenti di bacino) techetechetè! …sulu io pozzu capiri  a signora chi significa avere una pa…( tic) una patapà…( tic) una patologia nervosica…(  inizia con una serie di tic nervosi) stativi calmi se no io…se no io…arichitichizooosa. Perepepeppe e sebracatazezzè…mi state rumpennu a michimichi mouse. teretecause…muuu settete. Muuu settete… 

ZIA GIUSY
Marcuccio calmiti! Se no ti si alza la prostata. Calmiti! ( i due coniugi si prodigano a dargli aiuto ma niente) Peppino mettiti di dietro e ci dai un colpo bello forte così ( Giusy gli fa vedere il gesto di dare un colpo da dietro col bacino. Peppino fraintende e si rifiuta)  

PEPPINO
No no, s’è fare così da dietro pi mia po’ moriri di subito!

ZIA GIUSY
( si mette lei da dietro e le da un colpo alla schiena e una sberla in testa. Marco si calma e sbuffa come un cavallo) Marcuccio mio ti hai ripreso? Ti ha arrivato il mio aiuto?

ZIO MARCO
( toccandosi la testa dolorante) Minchione si mi arrivò!!!...mihai immischiato tutti l’emorroidi nno ciriveddu. scusatemi tutti se ho andato in tilt, ma quando m’innervosisco divento incontrollabile. 

GOVERNANTE
( entra con caffè e biscotti.li offre ai presenti) eccomi. Caffè e biscotti per tutte quante!...Prego. Mangiassivo e bevessivo tutti.

PEPPINO 
Finalmente. Un buon caffè mette tutti d’accordo. ( lo prendono tutt’insieme e tutt’insieme lo bevono) alla salute nostra…( essendo di cattivo gusto, tutt’insieme lo sputano, da decidere se farlo veramente o simbolicamente, in direzione della governante) botta ri Sali. Ma chi è petrolio! (Marco dopo lo sputo ha una serie di tic da seduto)

GRAZIA
Concetta questo caffè non si può bere. Ma comu cazzarola u facisti? 

GOVERNANTE
Siccome acqua nno rubinetto non ne ha venuto, pigliavo l’acqua da buttiglia chi ho trovato nel bagno.

GRAZIA
( adirata la manda a quel paese. Poi sottovoce) ma chi facisti! Chidda è l’acqua ossigenata ca mi fazzu u bidè( tutti hanno il senso di vomito… Concetta esce rincorsa da Grazia) 

PEPPINO
Pi chistu io sentivo puzza di baccalà imbalsamato…

ZIA GIUSY
( sputa  terra e si toglie peli dalla lingua) Botta ri sale. Haiu  la lengua china china di piling. ( sputa)

GRAZIA
Giulia…Giulia…porta l’acqua tua che tieni in camera. Ora subito però!

PEPPINO
Facemu una cosa, mentre voi vi consolate. Io e me cognato andiamo a pighiari u cafè o bar. Amunì Marcuccio

ZIO MARCO
Amò tu lo vuoi macchiato con panna o ca schiuma. 

ZIA GIUSY
Ca maionese! (tutti ridono ed egli si congeda con i tic seguito da peppino che lo imita ironicamente) 

GIULIA
( entra con una bottiglia d’acqua) tieni l’acqua. Come mai volete la mia acqua. È finita l’acqua in frigo? Ch’è successo?

GRAZIA
Concetta pi fare u cafè ha utilizzato la mia acqua effervescente personale. Ora c’è a zia Giusy che have a lingua sporca

ZIA GIUSY
Nipotella mia, prima che me la bevo è sicura quest’acqua o pure tu ti ci hai lavato a farfallina di balen
GIULIA
Vai tranquilla zia. È acqua pura. ( la zia tracanna direttamente dalla bottiglia) mamma se non avete altro, io vado di là a studiare…( si congeda) 

GRAZIA
Apposto Giusy. Ti sei ripresa? Mi dispiace per l’errore. Ma purtroppo Concetta non solo ch’è sorda è puru rimbambinuta.

ZIA GIUSY
Mi avesse ripreso ora. Grazia quest’acqua purissima, freschissima e madre maria santissima!  

GRAZIA
Stamattina mi dicisti per telefono che mi dovevi dire una cosa inerente o papà. È tutto apposto?

ZIA GIUSY
Tutto bene grazie a Dio. Stavo pinsando, visto che a prossima settimana sarà il suo compleanno, settant’anni, chi nni pensi se ci facessimo festa a sorpresa?  

GRAZIA
È una bella idea. Fussi una cosa bella. D’altronde si nun lu facemu noi che siamo le uniche figlie, chi lo deve fare.

ZIA GIUSY
Uniche…u sai u papà come la pensa. È da una vita che dice che le figlie femmine siamo tre e non due. Te l’hai scordato?

GRAZIA
Non l’ho scordato. Ma tu ta ricordi più a nostra sorella Anna? Io sinceramente no! Se la incontro pa strada di sicuro manco la riconosco.

ZIA GIUSY
Manco io me la ricordo. Ho pochi ricordi. Dopo che a mamma e u papà si hanno separati, noi eravamo piccole. Papà si rifece una vita al nord. In estate scinniva sempre con Annuccia. Ma eravamo tutte picciridde. 

GRAZIA
Questo pure io me lo ricordo. Sono passati trent’anni. Comu passa u tempo! In trent’anni sai come si cambia. Sapiddu dove si trova ora nostra sorella.

ZIA GIUSY
U papà quando lei è nata lavorava in Germania. Sicuramente sarà crisciuta là. Oramai sarà una bella donna. Di sicuro mancu canusci cchiù l’italiano. 

GRAZIA
Sicuramente idda mancu si ricorda cchiù di nuatri... chi lo sa un giorno ci farà una sorpresa e la conosciamo.

ZIA GIUSY
Una sorpresa? Impossibile! Sicuramente chidda mancu sapi chi siamo,dove stiamo. È difficile che questo succedesse, eh!. 

GRAZIA
Per essere difficile è veramente difficile. Ma io per fede, credo nei miracoli!

PEPPINO
(entra assieme al cognato. Con se i caffè in bottiglia. Entra roteando il braccio in aria. Lo zio marco entra a testa bassa) mamaaaaa….mamaaaaa mamaaa….chi fivu curnutu ca mu purtavo appresso a ‘sta cosa inutile chi capiddi!...

ZIA GIUSY
Che combinò?. Ti fici fare brutta figura?

PEPPINO
Brutta figura?...eravamo al banco e ho chiesto alla barista: “ mi scusi,avete qualcosa di fresco? “ e iddu di getto “ i seggi tinciuti!” a parte questo,poi si mette le mani ai fianchi, guarda la barista, tra l’altro una signora adulta di una certa età e ci fa: ( mima il movimento con movimento pelvico e cantilena annessa) “ stasera s’inzuppa il biscottino?” 
ZIA GIUSY
Vergogniti Marco. Sei una cosa inutella. …E lei u denunciò per pedofilia?

PEPPINO
Ma quannu mai! A barista peggio di iddu. Sai come ci rispunniu? ( mima nuovamente lo stesso movimento con cantilena) “ Macari u signuruzzu!” ( finge di sputargli) puh!...ma picchì, picchì hai u ciriveddu di pullicinella

ZIO MARCO
Chi ci pozzu fare se mi nescinu i parole ( tic) spospo…tikiti…spospontanee. Teketèbrause…  pi vuatri e facili giudicare. Pi mia, ogni giorno è un continuo getto e rigetto…pipi. Getto e rigetto papa. getto e rigetto di parole.  Aviti una soluzione pi putirimi aiutare?

ZIA GIUSY
Mischinazzu. Aviti una soluzione pi putillo aiutare con ‘stu getto e rigetto? 

PEPPINO
Pi risolviri ‘stu getto e rigetto, l’unica cosa ca po’ fare si va rigetta a mare e si fa manciari di pisci!

ZIA GIUSY
Marco ma quannu  ti levi u viziu ca certe cose nun si dicinu! Ma comu devo fare cu tia. A prossima vota ti facessi fare la circoncisione nella lingua.

GRAZIA
A museruola di cani ci po’ mettiri. Almeno è sicuru ca sta ca bocca chiusa
PEPPINO
Iddu havi di bisogno a camicia di forza pi stare calmo. Pigghiamuni u cafè prima che diventa frigido. ( iniziano a servirsi con i caffè e biscotti)
GOVERNANTE
( entra con un vassoio di caffè e biscotti) Vi ho portato il caffè che più bono nun ci nnè. ( per Marco) E per il signor tremolino, una bella camomilla
GRAZIA
Concetta ma nun lu vidi ca già ci stiamo prendendo i caffè. Comunque, grazie lo stesso. Teni cca Marco. Pigliati a camomilla tu ca ti rilassi

ZIA GIUSY
Ma quale camomilla. Per mio marito ci vuole ‘na tisana al Sambuco. È una pianta che lo rilassa molto. Per favora, una tisana al Sambuco per mio marito.

GOVERNANTE
Al posto della camomilla vuole una cosa che ci sana u buco? Mi scusi ma di quale buco parra? Se vole, un poco di coll’attack ci po’ mettiti ( lo zio Marco, d’improvviso s’alza e ha scatti di tic. poi si risiede)

PEPPINO
U signuri a tutti e due vi avissi a rimasterizzare u ciriveddu.  Unu cchiù foddi di navutru c’è, boh!

ZIA GIUSY
Dai basta. Concetta siedisciti con noi. io l’ho capitolo che tu hai le orecchioni ostruite. Siedisciti e non rompere le cabassise.

GOVERNANTE
Una solo orecchia è istruita. Nell’altra ci ho a gastrite furiosa. Avessi di bisogno una bella santificazione nelle orecchiette.

ZIA GIUSY
L’hai mai provato a lavare con l’olio di vincastro? Risolvi tutte le probleme.

GOVERNANTE
No mai. Io non l’ho mai provato l’orgasmo. Mi trovo bene cu dash!
ZIA GIUSY
Ho capito. Siediti e rilasciati insieme a noi. per curare le orecchie toppate, dovresti fare degli infusi di astronomia di fiori di qualsiasi tipo. Fiori di pesco, di lillà oppure di basilico. L’erba è la soluzione ad ogni problema

PEPPINO
Visto che lo sai che l’erba è la soluzione ad ogni problema, picchì nun ci la fai fumare a to marito. Po’ essiri ca diventa o cchiù stupito o cchiù cretino 

ZIO MARCO
Peppino a finisci di prendere in giro? Se no io,se no io…( serie di tic con annesso balletto) scooby doo pampà…teketichi tà…tebredouse piripì bum bum. ( si risiede) e già ho detto tutto!

GRAZIA
Giusy non lo sapevo che avessi tutta questa sapienza sui fiori ed erba. Ma di unni ti vinni ‘sta passione?

PEPPINO
Di quant’havi ca si piglia u cafè con lo zucchero di canna ( tutti ridono)

ZIO MARCO
Con doppio zucchero di canna. Canna bis! ( tutti ridono e lui ha dei tic)

ZIA GIUSY
Mi ha venuta questa passione quando ho concepito che la natura è la migliore medicina ai problemi. Mio marito nun lu vuliva accettare che io studiassi la botanica. Ma poi, si è convinciuto che io ho diventata una maestra botanica e lui l’ha accettato a cuor  nudo.

GRAZIA
Comunque se la botanica è a migliore medicina ai problemi, pure io vogghiu divintare una botanica. Peppì, vuoi o non vuoi pure io voglio fare la botanica cu me soru. Accettalo pure tu a cuor nudo. Diccillu Concetta che accetta che voglio diventare una botanica. Digli che l’accetta a cuor nudo

GOVERNANTE
Io lo dico ma a responsabilità sa piglia lei. Signor Peppino dice sua moglie ca vole fare la bottanica cu sua sorella e lei deve accettare a fare u cornuto! ( tutti si scagliano su di lei, rincorrendola. Uscendo tutti di scena, correndo) 
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO

(la scena appare con un’aria festante: palloncini colorati qua e là. Striscioni di buon compleanno. Un tavolo al centro con tovaglia colorata. Vi è un andirivieni dalla stanza ultimando gli addobbi. La governante mette in ordine casa, pulisce assorta nei suoi pensieri. Grazia rimane in scena a contemplare con soddisfazione…)

GRAZIA
Sono soddisfatta del lavoro che stiamo facendo. È una stanza molto colorata. Speriamo ca ci piace a mio padre. Concetta vero ch’è bella. Che te ne pare…( Concetta non la sente) Concetta parlo con te, che te ne pare…( le urla contro) ‘nt’aricchi cu tia parro!!!!

GOVERNANTE
( si gira e le risponde a tono) Arraggiaaaata di cani, chi c’è! Nun c’è bisogno di gridare così. Mancu si fussi surda, boh!

GRAZIA
Ma ch’è colpa mia se sei audiolesa!

GOVERNANTE
Ma quando mai. Io non sono audiolesa. Io italiana sono!. Mi dica.

GRAZIA
Ti dissi che ne pensi della stanza tutta colorata. 
 
GOVERNANTE
molto bella la stanza colorata. Io penso che suo padre appena la vede dalla felicità ci viene una commozione celebrata

GRAZIA
Gioia. Secondo me, dall’emozione si metti a chianciri.

GOVERNANTE
Fino ca chianci ci può stare. Importante ca nun si piscia di supra, eh! 
GRAZIA
( la spinge ad uscire) vafanculu Concè!...tu mica hai l’otite n’arricchi, tu hai i neuroni fratturati nno ciriveddu!...beddamatri cu chista c’è da impazziri!...( Giulia entra in scena con i piatti colorati. Li adagia sul tavolo)  Ma quanto piatti pigliasti? Siamo quattro gatti, du cani, un surci. Solo non si vedono i due leocorni. 

GIULIA
 In tutto saremo nove. Sette noi. La zia mi ha detto che verrà anche il badante del nonno. Ci sarà anche la mia ragazza. È l’occasione migliore per presentarvela.

GRAZIA
Figghia mia giusto giusto oggi ca c’è a festa del nonno? E se to patri ni fa andare a festa sottosopra?...

GIULIA
Andrà tutto bene! È anche giusto che nonno la conosca e sappia la verità. E poi, sono proprio curiosa di vedere come la prende papà.

GRAZIA
Voglio sperare ca nun la piglia pi un braccio e a fa vulari da finestra. Tu per sicurezza dille ca si veste normale e non da femmina sessuale 

GIULIA
Mamma ma guarda che non è il vestiario che fa una tendenza. Si dice omosessuale. Io ero etero, ora sono omo. Capito? Prima etero, adesso omo. Capito? Prima etero. Ora omo. Come sono adesso?

GRAZIA
Sminchiata di ciriveddu, questo sei!...( esaurita) so solamente ca io fimmina ti fici e ora divintasti omo. Vulissi capiri comu potti succediri ca di donna piattas divintasti omo erectus. Io nun lu capisciu! Figghia mia a me interessa che tu sia felice. Poi chiddu chi veni, vattiamu. ( mamma e figlia si abbracciano. Scoppia un pallone e balzano in aria.) beddamatri a palla mi scoppiò... ( si tocca il petto dallo spavento) du scantu u latti mi siccò
GIULIA
È scoppiato un palloncino…ora glielo mettiamo. Concetta!...Concì…vieni un attimo( si presenta la governante) senti, siccome gli è scoppiato un pallone di mio nonno, potresti metterne un altro?

GOVERNANTE
( Meravigliata)  veramente? Come ha potuto succedere. E ora chi ci pozzu fare io. Vada dal gommista ginecologo e si lu fa vunciare. ( Giulia non capisce) 

GRAZIA
A capivu io a idda. Siccome pallone fa rima con…idda capiu chiddu. Andate di là e l’aiuti. Tra poco vengono tutti e poi c’è confusione. ( Giulia prende sottobraccio Concetta ed escono parlando) secunnu mia chista pi essiri così rimbambita quannu nasciu nun la pigliaru né pi peri, né pa testa

GOVERNANTE
( sbuca la testa dalla porta) mi pigliaru pu culu!( esce) 

GRAZIA
Appunto! Ora si spiega il tutto picchì sei tutta fuori fase…( guarda orologio al polso) ma chiddu chi fini fici ca torta. Andò nna luna a pigghialla!?... (Peppino entra con un involucro dove si trova la torta. Barcolla leggermente, tipico da ubriaco) A tia stava pinsannu. Peppì, ma chi ti successi? Per caso hai bevuto assai? ( Peppino annuisce e allarga le braccia dispiaciuto) ma lo sai ca ti fa male. Ti acchiana in testa l’alcol.  U dottore ti dissi di bere due dita così però ( unisce indice e medio in orizzontale, specificando l’unità di misura in un bicchiere) ti ricordi? Solo due dita e basta. 
 
PEPPINO
Mi ricordo. E io mi bivivu due diti di birra e due diti di vino. Sulu ca mi havia scordato come dovevano essere ‘sti diti. invece di mittilli così ( indice e medio orizzontale) i misi così ( mette l’indice di entrambe le mani uno sopra l’altro. Grazia si dispera) futtitinni. Sempri due diti sono.

GRAZIA
Praticamente ti bivisti una bottiglia intera. Ma poi giusto ora ca c’è u compleanno di me patri. Va lavati a faccia e ti ripigli. ( lo spinge ad uscire) 

PEPPINO
Aspè, ti devo raccontare una cosa. Mentre stavo ritornando a casa, ero sul marciapiede. Havia un piede sopra e un piede sotto. E camminavo così a zuppicchiare ( fa il mimo di uno zoppo) mi ferma una pattuglia dei carabinieri e mi dice  “ senta, ma lei si rende conto ch’è tutto ubriaco?” e io ci dissi “ meno male ca mu dicistivu. A mia mi pariva ca ero zoppo” ( ride e Grazia lo spinge ad uscire)...Ammetto che sono un po’ brillo. Ti faccio senso di pietà o senso di dispiacere?

GRAZIA
 mi fai senso di vomito!  Va fatti a doccia e ti ripigli!...amunì che ti accompagno così poso a torta. ( escono entrambi)

GIULIA
( entra con dei palloncini d’attaccare al muro seguita dalla governante con un palloncino in bocca che lo gonfia) Vieni Concetta. Uno lo attacchiamo qua…ed un altro lo mettiamo qua.tu intanto gonfiane ancora uno

GOVERNANTE
No basta Giulia. A forza di gonfiare palloni mi gira a cervicala ( Sistemano gli ultimi palloni. Si siede esausta) Giulia io mi ho stancata le papille gonfiative

GRAZIA
( entra e la vede seduta) chi è ca sei seduta. Forza a travagliare. Scattare!!! ( La governante scatta in piedi e sistema) siediti. Stavo scherzando. Concetta, rilassati. Pigliatilla un poco di pausa altrimenti perdi la vitalità.  Diccillo Giulia

GOVERNANTE
Giulia to matri è entrata in menopausa e persi a verginità!...( si alza) se mi aiuti a cercarla, videmu dunni la persi. ( Grazia è esausta)
    
GIULIA
Concetta, camurria! Stappattilli aricchi. Sta diventando pesante parlare con te. Sia per me che per mia madre è molto avvilente. Non so più come fare

GOVERNANTE
A te e tua madre vi serve l’assorbente? Io non ne ho più. mi è rimasto solo chiddu di me nonna. Vado a prenderlo?

GIULIA E GRAZIA
ma vafanculu, va! ( Giulia e Concetta escono)

PEPPINO
( entra sobrio con maglietta cambiata. Si asciuga i capelli) Ora mi sento megghiu. Una bella rinfrescata di faccia e mi ripigghiavu da bella. Ora mi sento tutto one nation one station

GRAZIA
Assettati ti devo dire una cosa. ( si siede accanto)…tua figlia si sta frequentando con una persona. Mi disse che si vogliono bene e che ce la vuole fare conoscere. Oggi in occasione du compleanno verrà pure. Ce l’hai a piaciri?

PEPPINO
Certo ca ci l’haiu a piaciri. Importante ca è un bravo ragazzo. Lavoratore. A proposito comu si chiama ‘stu ragazzo?  

GRAZIA
Chi nni sacciu io. So solamente ca oggi veni. E poi, cu ti lu dissi ca è un ragazzo! Io ti dissi si sta frequentando con una persona. Mica ho specificato il sesso. Né ragazzo né ragazza

PEPPINO
In che senso né ragazza né ragazzo, mah!... si fici zita cu un transalpino? 

GRAZIA
Chiunque sia importante ca è una brava persona. ( suonano al campanello) cca sunnu! Concetta…vabbe vado io. (Apre ed entra la zia Giusy. Il marito entra sostenendo per il braccio il suocero, papà Alfio. Ha i suoi scatti di tic buffi e innervosisce il suocero. Seguiti dal badante cinese truccato in viso tutto bianco e matita agli occhi. Dondola la testa e sorride sempre. Ha finti denti da coniglio. Alfio in un braccio porta un bidone di plastica con liquido giallo e con una cannuccia impilata all’interno fino ai pantaloni, clistere ) Buonasera a tutti. Ciao papà. Come stai? Tutto bene? Hai mangiato? Ti senti bene? Nenti mi dici?! Parra, nenti mi dici?! 

PAPA’ ALFIO
( scorbutico. Sulla mano destra porta un guanto nero.) chi ti bloccassi a pupilla di cannarozza, zittuti! …ora trasivu e già mi facisti cunfunniri tuttu! 

PEPPINO
Baciamo le mani suocero…ma chi havi di dappresso u cagnolino plastificato?  ( ride) 

PAPA’ ALFIO
Altro ca cagnolino plastificato. Chistu è pappagaddo orinato. (le porge la sedia o poltrona. infastidito dei tic del genero) chi ti vinissi una diarrea cardiologica, a finisci! Mu livati di davanzi a ‘stu piscia e trema. Mi sta facennu veniri u tuca tuca nno vrazzu!

ZIO MARCO
…mica u fazzu apposta a fare…( si torce il collo) mica u fazzu apposta ad aviri tutti sti…( serie di tic) tichitichitachi (pernacchia) …tichitichitachi( scoreggio. movimenti di occhio, viso, braccia…) zumbaperete…pepe. È a natura ca mi…ca mi…fici un brutto scherzo

PAPà ALFIO
Brutto scherzo?...a tia a natura ti piglio pu culu!!!!

ZIA GIUSY
Siedisciti papà e non facciamo polemiche. Mio marito ha la sindone di tututu tatata. Purtroppo non riesce a controllare quando si ci muove la  colita. A chi è tranquillo a chi si ci attivano tutti i muscoli. Tutti tranne uno

PAPA’ ALFIO
Chiddu di menzu li cosci!...chiddu mai ci ha funzionato. Havi i gesticoli pastorizzati ( Marco è furioso ed inizia ad avere tic. la moglie lo calma)

ZIA GIUSY
A finisci papà di dire falsività! Io mi riferivo all’emicranio. Chiddu si che non ci ha mai funzionato. Del resto va tutto bene nell’apparato genitoriale. U problema è ca nun si ricorda mai comu si usa ( tutti ridono. Marco si dispera)

PEPPINO
Tranquillo cognato, nun ti agitare. Poi ti do io lezione di ginecologia musicale…zum zum zum zum zu, zum zum zum zum zu…

GRAZIA
Lezione di ginecologia tu? …ma si manco sai dunni si comincia e ci deve dare lezione a chiddu,mah!!!

ZIO MARCO
Aoh, ma ti…ma ti pare giusto ca mi soso…(pernacchia) soso…pepe…mi sottovaluti. Vidi ca se mi abbasso i papantaloni vi fazzu momoriri a turuturututti d’invidia

BADANTE CINESE
Io dale consiglio zegnò. Plovelbio cinese dile: Se sei nelvoso di plima matina, una giolnata di melda si avvicina. Se voi vivele bene e senza pleocupazioni, manda a fanculo tutto i colioni ( ride e dondola la testa) 

GRAZIA
...Giù,ma cu è ‘stu signorino cinese. ( il cinese sorride e dondola la testa)

ZIA GIUSY
È il badanto du papà. L’aiuta in tutti i bisogni fisiologici e astronomici. Papà è felice con lui perché si trova bene. Vero papà?

PAPA’ALFIO
( lo guarda bene) sinceramente a ‘stu scimunito è a prima vota ca lu vidu. Ma picchì sei bianco nna faccia, ancora nun ha cacato?

BADANTE CINESE
( accento cinese) buonasela a tutti quanti zignò. da oggi io essele tuo padante. te aiutale in tutti cose. Ti poltale a mangiale. Cambiale bidone di pilipì e ti poltale a fale pilipù ( Ride e dondola testa. Da mano a tutti)… io me chiama Kakapoco Nacacata zegnò ( sorridente dondola la testa. Appena da Marco con la stretta di mano: lui dondola e Marco ha dei tic) 

PAPA’ ALFIO
Pi chistu è bianco. Picchì caca poco. ( tutti ridono)

BADANTE CINESE
Kakapoco Nacacata avele glande zignificato. Volele dile che essele buono di salute e andale bene di colpo. ( Dondola e ride. Marco ha una serie di tic il cinese lo asseconda. ) 

PAPA’ ALFIO
A finisci puru tu cu ‘stu ticket! ( gli molla una pacca sulla spalla che lo sposta il quale stordisce) un sulu ca c’è mio genero pa pressa, puru tu! (Si esaurisce e si batte la mano in testa) botta ri Sali a coppa di l’ogghio mi sta facennu scoppiari. 

ZIO MARCO
Tu parri come se io fussi consapevole di chiddu chiiiii mi capita. Sono gesti involontari ca mi capitano mentri… ( porta il palmo della mano sul gomito del braccio destro. Quest’ultimo tenendolo alzato lo muove velocemente al suono di…)piripiripiri..pa pa te te. ( fischio, pernacchia.si pone davanti il suocero e fa un ballo di bacino) muovi la colita,muovi la colita. Pepperepepe…pe pe! ( si siede lasciando tutti silenziosi) 

BADANTE CINESE
Zignole tu avele glosso ploblema. Zecondo me, tu avele male inculabile.

PEPPINO
Bravo. U cinisi mi levò i parole di la vucca. Grazia ma to figghia Giulia dov’è. Ma l’ha capito che c’è to patri?

GRAZIA
No. è nella sua stanza. ( urla) Giulia…Giulia. Arricogliti qua.

GOVERNANTE
( entra) Prego signora. Mi avessivo chiamata?

GRAZIA
Chista quannu a chiamo nun ci senti. Quando non la chiamo ci sente…Concetta dov’è mia figlia.

GOVERNANTE
Questa è la sua famiglia? Piacere mi chiamo Concetta Caracalla. ( da la mano agli invitati. Al cinese) il signore picchì è bianco? Sta male? 

BADANTE CINESE
Io essele bianco pecchè essele cololato. Capito? ( dondola la testa)

GOVERNANTE
Lei è bianco picchì è attuppato? Se vole ci preparo una bevanda al purgatorio così spurga dentro al cacatoio. 

PAPA’ ALFIO
Grazia ma cu è chista? Cu ta mandò l’inps? Si vidi c’havi u ciriveddu di pastafrolla

GRAZIA
( sottovoce) è brava ma è un poco sorda. Basta parlaci cchiù forte ca idda ti senti…Concetta, u vidi mio padre che a settant’anni è una cosa speciali

GOVERNANTE
Io ci lu dico ma la responsabilità è sua. So figlia mi dissi che lei a settant’anni è ‘na cosa pi jiccari!

GRAZIA
Ma chi capisci, scimunita! Me patri nun sulu ca è una cosa speciali ma è una bellezza completa

GOVERNANTE
Dici so figghia, nun sulu ca è una cosa pi jiccari e ‘na munnizza al completo

PAPA’ALFIO
( si alza e la rincorre con il catetere che striscia. Poi prende la sacca e gliene vuole dare un colpo) disgraziatissima sordata ca si. a mia dici ‘sti parole. Vidi ca ti dugniu un colpo di catetero nna faccia ca ti fazzu veniri a diabete nne denti. ( inizia ad avere un tremolio alla mano destra) 

ZIA GIUSY
Papà ma picchì non ti stasse calmo. Se ti agiti poi ti mancano le forze e ti viene l’impotenza nella gamba e nun ti isa cchiù.

GRAZIA
Stai calmo papà. se sudi poi ti po’ veniri a sciatica nne cannarozza. Relaxati

ZIO MARCO
( S’alza di scatto e fa spaventare tutti con tic buffi) BOOM! Zumpa zumpa pe, zumpa zumpa pe e piripiritero. Zumpa zumpa pe,zumpa zumpa pe e mi schiafiavu vero… Techeminchiause zum zum. ( pernacchia finale e si calma)

PAPA’ ALFIO
ma chi fuvu pazzo fuvu.! Ma unu bonu nun c’è nna sta famighia! ( aumenta il tremolio alla mano) dai nervi mi vinni u tremolizzo. Per ora puru a prostata mi trema. Appena vado in bagno mi passa.( s’alza) Grazia, u bagno dov’è. E fare un poco di plin plin

GRAZIA
Appena nesci da porta. Di fronte c’è u bagno. ( osserva il padre che si avvia. Il quale aumenta il tremolio della mano. Lo blocca) aspetta papà! Dicisti ca devi fare a pipì? ( il papà annuisce) di solito ti aiuti ca mano?

PAPA’ ALFIO
No. uso i bastoncini findus!.. certo ca uso a mano se no mi va scappannu. ( accentua il tremolio) 

GRAZIA
Usi a mano destra? ( il padre annuisce e l’evidenzia con tanto di tremore) aspetta. Cu ‘stu tremolizzo ( imita il classico gesto di un uomo che fa la pipì ma col tremolio) tuttu u bagnu mi scompisci. Peppì invece di nun fare nenti accompagna a me patri e ci dai una mano.

PEPPINO
Aja!!! Ma pi mia pò moriri allagato nall’urinacoltura... ma poi c’è u badante, picchì nun ci va iddu. Va tenicilla a me soggiro, vai

BADANTE CINESE
Nela mia cottula non mi pelmette di fale questo. Noi plofondo lispetto per  monumenti stolici. ( S’inginocchia ai piedi di Alfio. allunga la mano verso le parti basse e fa il gesto di baciarsi le mani, solito farlo con le statue dei santi) quando vedele cose morte, inginocchiale e plegale, no toccale. 

PAPA’ ALFIO
( nervoso) A mia mi sta scoppiando l’apparato cardio pescicolatorio e vuatri ancora vi la passate di mano e mano. ma itivi a sparari tutti! 

PEPPINO
Alla sua età mica è cchiù apparato pescicolatorio. Docu havi l’apparato scheletrico. ( tutti ridono. Alfio li manda a quel paese e va per uscire) 

GRAZIA
Aspetta papà!...( esce e rientra col tubo flessibile. Lo aggancia al cinto di Alfio) teni cca. Così puru ca ti tremano tutti cosi è sicuro ca fai centro. ( Alfio esce di scena con il tubo a penzoloni sotto gli occhi di tutti) 

ZIA GIUSY
Grazia ma  cosa serve ‘stu grosso tubo chi  ci dasti o papà? 

GRAZIA
È un paraspruzzi di me maritu. siccome soffre di miopia pescicolare ci lu regalavo per evitare ca  nun metti a fuoco l’obiettivo ( Peppino si lamenta) 

ZIA GIUSY
Pure me marito soffre di astioporosi orinario. Ogni vota ca va in bagno si pescia sulle scarpe. 

ZIO MARCO
( s’alza di scatto) ma comeme…titi. Ma comeme…( pernacchia) ti permetti a diri ca nun mi funziona a mi…( colpi d’anca) a mi…(tic) …a minzione? Nun mi fare innervosire se no io…( tic e ancheggia) sin sala min pam pam

PEPPINO
( si vanta) voi donne non potete mai capire noi uomini. Sicuramente abbiamo problemi di gocce però semu dotati di grandezza e potenza. E poi io sono come Rocco Senefreghi. Tutto d’un pezzo!…comu si dice in italiano un uomo quannu havi potenza e grandezza… 

BADANTE CINESE
Quando avele potenza e glandezza tu essele tutto minchione zignò ( ride e dondola la testa. Peppino lo rincorre) no allabiale. Io te fale complimentolo. 

ZIO MARCO
( s’alza di scatto ed ha una serie di tic) Pe…perepè. Gighigighigi. Techetezouseminchi tu. Badabo…badabo chacha. Chichirichì…bau bau. ( pernacchia e poi si siede) 

GOVERNANTE
( entra di scatto) aiuto…aiuto. Un maniaco asessuato ( seguita da Alfio a braccia aperte e tubo a penzoloni rientra in scena. Si ripara dietro Grazia) Mi voleva violentare con you tube. Sporcaccione! ( si toglie la ciabatta e lo minaccia)non si avvicini se no lo prendo a colpi di tappina,eh! La mia arma segreta e la tappina. 

PAPA’ ALFIO
A finisti di fare a tappinara!!...violentare? ma violentare chi! ci dissi ‘a sta bloccata di ciriveddu ( mettendo il bacino avanti, dando risalto al tubo che penzola dal suo cinto)  me lo puoi levare ‘stu cataprasimo. Chi cosa capiu. 

GRAZIA
Aaah! Concetta mio padre voleva che tu glielo levassi. Capito? Veni cca te lo sgancio io. ( sgancia il tubo e lo lancia a Marco) tieni cognà. A chi è contaminato, usalo puru tu. ( Marco ha il senso di vomito e inizia ad avere tic. la moglie lo calma) 

PAPA’ ALFIO
Oramai manco sutta l’acqua si alza a testa e ti pare ca mi mettu a fare u pirofilo cu tia? Porchetta surda ca si!

PEPPINO
Basta cu ‘sti discorsi! U pitittu mi fici acitu. si mangia o no? (si mettono tutti in moto a preparare. Lo zio Marco tra un aiuto ed un altro ha i suoi tic) 

GIULIA
( entrando) Buonasera a tutti. Ciao nonnino! Quanto tempo 

PAPA’ ALFIO
Ciao nipotella mia. quanto ti hai fatto bella. Havi assai che non ci vediamo. 

GIULIA
Hai ragione nonno. Ti chiedo scusa s’è da molto che non ti vengo a trovare. Ma sai, tra gli studi e il corso di teatro non ho mai tempo e allora…

PAPA’ ALFIO
Voi giovani siti sempre impegnati. Aviti sempre premura! Una volta c’era ignoranza ma più rispetto e valori nelle famiglie. Oramai a tecnologia tutti i sentimenti cancella via.( l’abbraccia) Vieni qua gioia mia anche se sei tutta tecnicologica ti vogghiu beni u stissu.

BADANTE CINESE
( ammaliato le fa il baciamano) piacere zignolina. Io essele badante di nonno. Tu essele moto bela ma così bela che mi avele fato dondolale la testa ( dondola la testa. Giulia ride) piacele io Kakapoco e tu? ( Giulia è imbarazzata) non avele ploblem. Io Kakapoco e tu?

GIULIA
( imbarazzata)…Non mi aspettavo una domanda così…ultimamente pure io non sto bene e caca poco.

PAPA’ ALFIO
( gli molla una pacca il quale dondola molto di più) Spiegatisciti meglio, scimunito!. ‘stu cretino si chiama Kakapoco. Nun pinsari male. ( Il badante è felice e dondola la testa)

GIULIA
Comunque che strani nomi esistono in Cina. Piacere mi chiamo Giulia.

BADANTE CINESE
Glazie mille zignolina ( le fa il bacia mano) io essele felice che tu mi hai concepito…tu essele molto bela. Bellissima. Io essele innamolato di te!

PEPPINO
( geloso della figlia, lo allontana) levaci manu cinesino curioso. Mia figlia è già impegnata. Lei merita di più molto di più di un cinese brutto, stupido e ignorante comu tia. 

BADANTE CINESE
Zignò lei pecchè offende a mia. io blava giente ( col dito puntato dritto in faccia) Tu si nu cojon. 

PEPPINO
Chi dicisti?

BADANTE CINESE
Io detto ca tu si nu cojon!

PAPA’ ALFIO
Peppì, puru u cinisi u sapi ( Ride) 

PEPPINO
ma comu ti permetti ad offendermi! ( fa il gesto di mollargli un ceffone con la ricorsa) Vidi ca si ti metto una mano di sopra ti dugniu’na boffa ca ti fazzu fari u selfie chi colombe!

BADANTE CINESE
Calma zignò. coza avele capito! Tu assomiglia a mio zio giapponese tu si nu cojon. Ziete uguali due gocce di sputazza zignò. Appetta che io chiama lo zio ( prende cellulare e chiama) ajò zizi taccà cece cici cojon tutu pepe ciuciu. Cià cià. ( fine chiamata)mio zio ti zaluta zignò. dice essele contento che pule tu si nu cojon come lui. ( ride e dondola la testa. Peppino lo manda a quel paese con un gesto del braccio)

PEPPINO
Cinesino devi sapere ca mia figlia è molto più alta di cultura rispetto a te, ma che dico alta. Mia figlia è alticcia. Gioia, facci sentiri qualche cosa in latino o greco fai tu. ( Giulia dice di no) amunì dai, una sola frase.

GIULIA
Aegroto dum anima est, spesesse dicitur. Traduco: finchè c’è vita c’è speranza

PEPPINO
Brava!( l’applaude e la bacia) vedi com’è brava a me picciridda?!. Lei evacua cultura da tutti i buchi, invece tu sei un cacapoco ( ride) 

BADANTE
Tu chi essele pel offende la mia cottura? ola te faccio vedele io zegnò.( Sale sulla sedia e declama il proverbio) I isti fumus.fui fustis futus. Traduzione: isti pi futtiri e fusti futtutu! ( tutti applaudono tranne Peppino)

GRAZIA
(meravigliata) ma nun era cinese? Com’è ca parra siciliano!

ZIA GIUSY
Il ragazzo è tutto studiato. È poliglotta. ( le due sorelle escono di scena)

BADANTE
Zi zi. Io zono fuoliglotta zegnò ( ride e dondola la  testa)

GIULIA
Nonno perché hai il guanto nella mano destra. Cos’hai fatto?

PAPA’ ALFIO
Gioia mia te l’hai scordato? ( toglie il guanto e si nota una leggera tumefazione e una lettera disegnata “ D”) a vedi ‘sta mano bruciata? Have più di trent’anni ch’è così. E lo sarà per sempre.

GRAZIA
( le due donne entrano con dei vassoi di cibo: patatine, frutta secca ect…) ancora parrati! Ma nun vi siddia. Chiuttosto iniziate a pigliare posto che tra poco si mangia. Giulia pure tu nun n’hai chiffari. Papà lassala perdiri a me figlia. Inizia a prendere posto.

GIULIA
Mamma ho fatto una semplice domanda al nonno, mica sono stata scortese. Scusami nonno. Non c’è bisogno che mi dai spiegazioni 

PAPA’ ALFIO
Lassala perdiri a to matri. Vieni che te lo racconto. Vuatri preparate! ( le donne sistemano il tutto. Esauste della “solita litania”) dopo la morte della mia prima moglie, della loro madre, mi sono risposato. a parte tua madre e to zia io ho un ‘altra figlia. 
GIULIA
mamma me l’ha detto che ha una terza sorella ma non la vede d’anni.

PAPA’ ALFIO
Questa mia terza figlia si chiama Anna, come a buonanima di mia madre. l’ho sempre chiamata, Annuccia. Picchì era piccola e minuta. Un giorno non andai a lavoro. Sua madre me la lasciò in custodia e uscì. Annuccia aveva tre anni. stava giocando chi giocattoli di plastica accanto o braciere. Tu lo sai cos’è u braciere? ( Giulia scrolla la testa) 

PEPPINO
 u braciere è a pompa di calore ca usavano Adamo ed Eva.

PAPA’ ALFIO
Mentre Annuccia giocava io ero in cucina a preparare u pranzo. Un giocattolo andò a finire dintra u braciere incandescente. D’istinto a picciridda andò per prenderlo e si bruciò. La plastica fusa si ci attaccò nna mano.

PEPPINO
Certo ca lei fici figli cu ciriveddu azzannato proprio. ( Grazia le da una pacca sulla spalla) 

PAPA’ ALFIO
A picciridda iniziò a jittari vuci. Scappavu di corsa. Appena ci vitti du giocattolo attaccato nna mano ca nun si vuliva staccare, pigliavu a mia mano e l’ho stretta forte a chidda da picciridda. A plastica fussa si attaccò nna  me mano e si staccò da idda. da trent’anni che ho il segno indelebile della D. ( si porta la mano al volto, poi la bacia) Quando penso alla mia piccola Annuccia penso solo a questo, D come dolore ( il nonno si commuove) tutti sa scurdaru. Ma io mai, MAI!

ZIA GIUSY
Papà stai sereno. nè io né mia sorella l’abbiamo mai disimparata. Eravamo tutte piccole ma è sempre un ricordo che portiamo dentro al nostro cuoio. 

GRAZIA
Passavamo tutte l’estati e le feste natalizie assieme. Quanti ricordi. Ora anche se noi ti volessimo aiutare manco sappiamo di unni cumincialla a cercare, a chi contattare. Non abbiamo indizi! 

BADANTE
Pel tlovale la figlia de nonno, chiamate a …( parte la sigla di “ C’è posta per te” ) A C’è posta pel te di Malia De Filippo. ( dondola la testa allegramente) 

GIULIA
Mi dispiace veramente tanto di questa storia. Mi sorge una domanda però: Come hai fatto a perderti con la tua bambina?

PAPA’ ALFIO
Un giorno rientrai prima da lavoro e trovai mia moglie con un altro. Nun vi lu putiti immaginare comu mi sentivo in quell’istante. Mi sentivo come…come…nun trovo le parole, criditimi…

BADANTE
…come un connuto zegnò è nommale. (dondola la testa allegramente) 

PAPA’ ALFIO
 divintavu ‘na bestia. A lei  ci detti uno schiaffo e l’ho buttata fuori casa. Mi denunciò e mi privarono di vedere ad Annuccia. Poi lei partì ca picciridda per la Germania e ni persi i tracce. L’haiu circata pi mare e pi monti ma niente. Ora mancu sacciu cchiù che faccia ha. Sarà diventata granni la mia Annuccia. Ho sempre pregato u Signuri e ci dico se esisti veramente prima ca moru mi la deve fare ritrovare. Hanno passati trent’anni a mumenti moru e Annuccia nun l’hai ancora truvatu 

PEPPINO
Ma quali moriri oggi. U pitittu sta facennu acitu. Dopo manciari poi mori! ( Alfio gli sgancia un bel “Tiè”) Fate venire a Concetta e accuminciamu. dai!!... Conceeetta arricoglisciti.  

GIULIA
Per me potete anche cominciare. Io aspetto una persona. Non mi pare il caso di mangiare. Pochi minuti e arriva

GOVERNANTE
Eccomi signora. Mi ha chiamata? 

GRAZIA
Siediti con noi. mio marito vuole che stai con noi piuttosto che inerme a distanza

GOVERNANTE
Ma veramente?...come mai suo marito have u verme nna panza?...e di unni ci trasiu? Pò essiri ca l’anguilla che abbiamo arrostito l’altra sera, quando sa manciu era viva?!...un attimo cha vado a prendere cipolla, patate e un po’ d’olio di oliva e limone

GRAZIA
Aspetta ma pi fare chi?

GOVERNANTE
Ca pi fare moriri l’anguilla. Lo sanno tutti ca a morti di l’anguilla e chi patate ,cipolla e u limone…

PEPPINO
( irritante va verso di lei e quasi le vorrebbe mettere le mani addosso) Cara Concetta io a tia ti mittissi a testa sott’aceto. Siccome sei una signora…mi piaci lo stesso quando sei mutante o senza ( le mette a sedere con forza)

GOVERNANTE
( si scandalizza) Signora Grazia ma l’ha sentito cosa mi dissi suo marito? Ci piaccio quando sono con le mutande e senza. Porcellino curioso che sei! 
PEPPINO
( arrabbiato) picciotti o a chista ma livati di davanti gli occhi o mi fazzu trent’anni di galera! Ti giuro che sono serio e positivo e mio suocero u sapi che quando sono serio e positivo dico a verità. Ci lu dicissi suocero, senza problemi a cuor nudo. 
GOVERNANTE
Non vi create problemi ci lu dico io. Signora Grazia. So marito è siero positivo e suo padre è cornuto.  (si crea la confusione. Peppino e il suocero contro Concetta. Le due sorelle a dividere la calca. Marco in giro per casa con i tic buffi. Giulia risponde al cellulare)

GIULIA
Silenzio!!!! ( tutti si quietano) è la mia fidanzata. Due minuti e arriva.

BADANTE
La tua fidanzata?...ma non ti piacevano le maschie hai cambiato sponda?

PEPPINO
Cosa sentono le mie orecchie?...la persona che aspettiamo è…

GIULIA
La mia fidanzata papà. Inutile nasconderlo! Quale migliore occasione della festività di nonno per presentarla a te ed a tutti. E poi è una brava ragazza. Si chiama Jenny. Mi vuole bene. Ci vogliamo bene! 

GRAZIA
( Peppino è furioso) Peppì per oggi chiudemula cca. Appena veni a ragazza a saluti e tutto tranquillo. Ti raccomando di non fare sceneggiate, per favore.

PEPPINO
Tu u sapevi?...( Grazia abbassa lo sguardo) Pi chistu mi facisti u giro di parole picchì sei complice. Vi prometto che non farò sceneggiate picchì non è giusto. La festa po’ continuare puru senza di mia. ( esce spedito. Grazia lo rincorre cerca di fermarlo. Cala il silenzio in scena. Si sente il pianto buffo del badante che attira l’attenzione di tutti) 

PAPA’ ALFIO
Cacapoco e tu picchì chianci? Ma picchì chianci accussì. Chianci in italiano

BADANTE
Io piange in cinese cimunito. Piange pecchè essele moto tliste. io essele innamolato di Giulia ma lei aviri diventata finocchia…( Suonano. Va ad aprire Giulia. Entra Jenny, una bella ragazza. Con se ha un pacchetto regalo. Rientra Grazia) 

JENNY
Buonasera a tutti. Io mi chiamo Jenny. Piacere di conoscervi. ( da la mano a tutti) Amore hai una mamma molto giovane e bella. 

GRAZIA
Grazie mille Jenny. Anche tu sei una bella ragazza. Siediti.!

JENNY
( alla zia giusy) anche la signora ha un bel viso. Immagino che siete sorelle?...complimenti una bella donna veramente 

ZIA GIUSY
( ironicamente le da una pacca sulla spalla, spostandola. Jenny si meraviglia) dammi del tu nipotella. Sia io che mia sorella frequentiamo lo stesso centro di stitichezza facciale...

JENNY
Ho portato un pensierino per il nonno. ( consegna il regalo ad Alfio) le ho preso un set di dopo barba con profumo. Spero le piaccia il set come regalo

PAPA’ ALFIO
Grazie Jenny. Non c’era bisogno che me ne facevi sette. Ci bastava unu sulu regalo. Grazie assai! ( la bacia) ti ringrazio che hai venuto al mio compleanno. Nun ci sono abituato a certe situazioni di coppia. Io sono di un’altra generazione, di un’altra sponda. Ma pi amore di mia nipote, l’epoca si mette di lato. Amatevi e moltiplicatevi! 

BADANTE
Lolo non potele fale moltiplicazione zegnò, no no!...per fale moltiplicazione delle pesci solo una cosa ci volele. Tu capile coza ci volele?

GOVERNANTE
( con molta ironia) ‘na bella sunata!...( danza per la stanza a ritmo di musica. Il cinese felice l’accompagna dondolando) zum, zum zum zum zu…zu, zum zum zum zu… 

GRAZIA
Ora basta tutti e due! Jenny serviti. Fai come se fossi a casa mia, tranquilla ( Giulia e Jenny parlano tra loro. Ognuno si serve. Si avvicina alla sorella) va chiama a me maritu e ci dici ca fa a persona seria ( Zia Giusy esce di scena seguita da Concetta) 

ZIO MARCO
( lo zio Marco s’alza e corre fa un giro nella stanza poi si ferma davanti il suocero e ha una serie di tic. ancheggia, scodinzola accompagnato da mugugni e versi strani…) pam pam, parapà…ciribiricoccola. Oh yeah!...techetecause minchi minchi yiu yiu! ( pernacchia e si risiede) 

PAPA’ ALFIO
Jenny non ci fare caso. Mio genero è tutto drogato. Havi u morbo del palsmon nno DDT du sistema nervosico ( Entra Peppino con aria dissociata e a testa bassa senza volere guardare Jenny in viso) 

GIULIA
Papà che piacere averti tra noi. lei è Jenny la mia fidanzata.( Giulia l’obbliga a darle la mano  senza ch’egli alzi la testa. Peppino fa il capriccioso. Le da la mano tenendo il collo girato d’altro lato)

JENNY
Piacere di conoscerla. Mi chiamo Jenny. Che tenerezza che mi fa tuo padre. Così giovane ha una paresi al collo.

GRAZIA
( velenosa) Nno codice fiscale ci l’havi a parentesi. Peppì la finisci di stare girato così? Girati u girocollo e fai a persona seria. 

PEPPINO
( si gira e nota la bellezza di Jenny. Meravigliato) Giulia ma questa ragazza è la tua ragazza? ( Giulia annuisce) e che ragazza! Chista è ‘na fimminazza!  piacere Jenny io sono Peppino. Il papà della tua morosa. Perdonami se poco fa ero girato. Avevo ( toccandosi il collo) un torci colon ma ora mi passò!

JENNY
Giulia ma tu mi avevi detto che tuo padre non ci avrebbe mai accettate e invece, lo vedi? Ci augura tanto bene

PEPPINO
Per forza vi auguro tanto bene. Avere una nuora così bellissima come si fa a rifiutare! E poi, si vede che mia figlia have a me stissa malatia ci piacinu i fimmini come mia. ( le due ragazze ridono) 

BADANTE CINESE
Io avele una sovra implessione che il zignò Peppino, stale facendo il cascolo morto con la ragazza finocchia, eh. 

GRAZIA
Jenny lascia stare mio marito ca iddu quando qualcuno ci fa simpatia è un po’ così, fru fru…dimmi di te. cosa fai nella vita. Di cosa ti occupi? 

JENNY
Sono una pedagogista. 

ZIA GIUSY
Brava a niputi! Havi un mese ca haiu un callo nella piantagione del piede. Appena ti è possibile fammi un messaggio podologico nel piede destro

GIULIA
Zia! La pedagogia è diversa dalla podologia. 

ZIA GIUSY
Mi scusa Jenny. Non mi avevo concepita ca sono due cose arriversa. Poi per la calligrafia alle piedi mi rivolgo ad un calliologo.

PEPPINO
Piuttosto che un calliologo, per i calli picchì non chiami un calli center? ( tutti ridono)

GRAZIA
( osserva Jenny e le da una carezza sulla guancia ) che bedda mia nuora.  Tutta di mia pigghiò. Jenny è un’usanza di famiglia fare conoscere casa agli ospiti. prima della torta ti faccio fare una circoncisione della casa …Concetta…Conceeetta (Entra) dobbiamo far fare un tour netto della casa a questa( accarezzandole la guancia) bella e sprovveduta al mio invito

CONCETTA
Ci devo fare un cornetto ca nutella a prostituta di so marito? E lei nenti ci dice a questo maialino coraggioso? ( Grazia le mette le mani addosso e la zittisce)

ZIA GIUSY
Jenna non fareci caso picchì questa cameriera havi u timpano analfabetico. Andiamo a fareci conoscere a casa. Vamos. Marco aiuta mio padre. ( Jenny e il resto si dirigono verso l’ingresso di casa. Marco piuttosto che afferrare il suocero per la mano lo tira per il tubo del catetere continuando ad avere tic. alfio lo sgrida e si lamenta, seguendolo) 

PAPA’ ALFIO
Piano…botta ri Sali fai piano ca mi stai tirannu u midollo spinale da prostata…piano ti dissi ‘nte corna….( uscendo)

GIULIA
Voi andate. Sistemo un po’ qua. ( il badante rimane a dare una mano a Giulia) che fai qui. Vai ad aiutare mio nonno.

BADANTE CINESE
Io volele aitale te. Tu avele bisogno di aiuto( i due iniziano a portare fuori scena le cose che non servono. Preparano piatti, bicchieri per la torta) Zignolina te potele fale una domanda. ( Giulia glielo consente) da quando essele in questa casa. Ti avele guaddato nelle occhie. Avele visto che tu non essele felicia. Tuo cuole tliste. tu sape fingiele bene

GIULIA
Ma dai ma che dici! Tu non mi conosci. Non sai niente di me!

BADANTE CINESE
Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Io nelle tue ho visto tlistezza ( Giulia china il capo) tu ami velamente questa lagazza?... Tu non essele felicia con questa lagazza, velo?... Avele indovinato zignolina?

GIULIA
( esita ma poi si lascia andare) Il mio cuore appartiene ad un’altra persona. Jenny è la mia migliore amica no la fidanzata. Insieme abbiamo studiato questa commedia perché voglio dare una lezione a mio padre. Ma ora lui, si è invaghito della bellezza di Jenny. Non era così che volevo che andasse!... 

BADANTE CINESE
Io avele capito subito zegnò che tuo cuole appaltiene ad un’altra pelsona. …anche se a me non intelessale posso sapele nome della pelsona che tu amale? Volele zapele pel vedele di potele aiutale.

GIULIA
Cosa te ne importa a te! Sono problemi miei. ( il badante le stringe le mani spronandola)…e va bene te lo dico. Il nome della persona che amo si chiama…( rientrano tutti festanti. Giulia si stacca e riprende a sistemare) 

JENNY
( va ad abbracciare Giulia) Gioia non mi avevi detto che hai una bellissima casa.e poi, hai dei genitori meravigliosi. ( Giulia accenna un sorriso forzato) 

PAPA’ ALFIO
( si tiene la gamba) Pi favuri fatimi assittari ca già mi fa male a noce pesca di l’anca. Fici due passi e pare c’avissi fatto a maradona di Bellino( si siede)

ZIO MARCO
( a seguito dei tic si esprime male e nessuno capisce ed egli si sforza) E scusate ma coco…perepè…titi ( pernacchia) a torta si si…no no ( pernacchia) si mangia o non si mangia? Arrikitikizooosa!...perdonatemi per il mio ticket. Speriamo che…(tic) un giorno mi parapa…parapassare

PAPA’ ALFIO
Ma tu u sai che devi fare pi fare  passare ‘stu tic? devi fare la tac!

PEPPUCCIO
Nun ci conviene! Appena ci presentano quanto costa u ticket da tac pu tic, finisci ca ci passa u tic prima da tac. ( tutti ridono. Si spengono le luci ed entra Concetta con la torta e le candeline) 

TUTT’INSIEME
tanti auguri a te. Tanti auguri a te. Tanti auguri a…tanti auguri a te…eeeeh 

ZIA GIUSY
Papà prima di sputare a candelina esprimesci un desiderio! ( Alfio esprime un desiderio e spegne le candeline. Scatta l’applauso. Si accendono le luci) 

TUTTI
…discorso…discorso…discorso…

PAPA’ ALFIO
Vi ringrazio a tutti…( Peppino, Marco lo disturbano con schiamazzi di gioia) vi ringrazio tutti…( Peppino, marco e badante continuano) ringrazio a tutti… ( ancora) si nun la finiti tutti e tri vi dugniu ‘na boffa ca vi fazzu divintari i presidenti da camera

JENNY
Quale camera mi scusi, quella dei deputati?

PAPA’ ALFIO
No. a camera mortuaria!... grazie a tutti per questa bella sorpresa. Vi voglio bene. ( scatta l’applauso. Uno ad uno vanno a salutarlo facendo gli auguri. Jenny resta in disparte) Ringrazio le mie figlie, generi, nipoti e i due badanti scimuniti. Ringrazio pure a te Jenny. Veni cca dammi ‘na vasata. 

GOVERNANTE 
Esprimesse un desiderio! Forza la sprema tutto.

GRAZIA
Già l’ha spremuto, scimunita! E poi u desiderio si spreme nella testa no cu tutti ( intanto iniziano a tagliare le fettine di torta e dividerla) 

PAPA’ ALFIO
Il mio desiderio lo posso condividere cu tutti. Ed è chiddu che sono felice insieme a voi tutti. L’ultima cosa ci chiedo o Signuri, s’è vero ca esiste. Fussi chidda prima ca moru vulissi truvare a me figghia. A picciridda mia. Havi ‘na vita ca prego in ginocchio nella mia stanzetta. Siccome u Signuri nun esiste e a me picciridda nun la trovu cchiù.

GRAZIA
Papà basta chi soliti discorsi. Oggi è giorno di festa. Chiuttosto manciati a torta e zittuti! L’avete avuto tutti? Manciati alla salute di mio padre, olè…

PEPPINO
Suocero se lei dice ca havi ‘na vita ca prega nella stanzetta è normale ca u Signuri nun ti senti. Iddu sta in cielo. Cu tutti l’aerei ca ci sunnu nno cielo comu fa a sentiri. ( tutti ridono) 

ZIA GIUSY
(Ognuno dice il suo pensiero sulla prelibatezza. Concetta ha il piatto di torta ma non la mangia) veramente buona ‘sta torta…Concetta e tu non la mangi?

GOVERNANTE
No no. Ho troppo polistirolo nel sangue e i tricriceti alti. ( tutti ridono) 

PEPPINO
facemu ‘stu brindisi ca haiu a lingua tutta incollata. ( Giulia e Jenny dividono i bicchieri e li riempiono di spumante. Appena tutti pronti) all’augurio di mio suocero. Auguri!

TUTT’INSIEME
Auguri!!!!....( tutti baciano Alfio facendogli gli auguri)

PAPA’ ALFIO
Grazie a tutti. In particolare alle mie figlie. Viniti cca. Datimi una vasata. ( si abbracciano) siti a me vita. Quanto fussi bello si cca ci fussi puru vostra sorella. Ovunque si trovi a me picciridda… ( manda un bacio al vento) ti mannu ‘stu bacio e ti auguro tanta felicità. Grazie a tutti. Vi vogghiu beni! ( si stringono tutti al nonno e gli fanno festa baciandolo. Poi si baciano tra loro e fanno un brindisi in suo onore. Tutti incitano le due ragazze a darsi un bacio senza timore. La governante esce un attimo) 

TUTT’INSIEME
Bacio…bacio…bacio…( le due ragazze si astengono nel darsi un bacio. I presenti incalzano l’incitamento fino a che…) 

BADANTE ( ALFREDO)
Basta!...ora basta. ( tutti si zittiscono attoniti) finemula cu ‘sta farsa. Già mi siddiò a fingiri. ( dalla tasca esce un batuffolo e inizia a struccarsi) 

GRAZIA
Ma chi è extracomunitario ‘stu cinisi? (il badante continua a struccarsi davanti gli occhi meravigliati dei presenti, fino alla sua identità) 

GIULIA
( Meravigliata)  ma tu sei…Alfredo!?

PAPA’ ALFIO
Alfredo? Allura tu non sei u cinisi Kakapoco ma sei Alfredo cacassai

PEPPINO
( gira nervoso) ora si spiega picchì c’era puzza di vaccaro!... Chi ci vinisti a fare a me casa. Cu ti lu detti u permesso di trasiri? Fora da me casa, ora!!!

ZIA GIUSY
Io lu fici penetrare in casa. u ragazzo nun c’entra nenti. Manco mia sorella né Giulia sapeva niente. Fici tutti cosi io. ( rientra la governante e s’accorge di Alfredo)

ZIO MARCO
io non c’entro nulla. A curpa ri idda è ( indica sua moglie con i tic)di sisin… sala… minn 

GOVERNANTE
Beddamatri chi ha successo?. Il cinese si ha scolorato? 

PAPA ALFIO
A finisci puru tu che non è il momento. Alfredo per amore di Giulia si è camuffato  da cinisi picchì era irrequieto. 

GOVERNANTE
Io ce lo posso dire ma la responsabilità sa piglia lei. Giulia, Alfredo si è profumato o paisi picchì fa feto! (Grazia la prende per il braccio e la manda a quel paese) 

PEPPINO
Giusy si po’ sapiri a tia comu ti vinni di fare ‘sta sceneggiata! O sempre avuto grande bene pi tia mi cadisti du core. E manco vogghiu spiegazioni. Fora da me casa, tutti. forza!

BADANTE ( ALFREDO)
Si c’è qualcunu che deve uscire di ‘sta casa, sono io. Alla signora Giusy l’ho pregata di darmi occasione di putiri stare vicino a Giulia. Di guardarla negli occhi. Anche un suo sguardo mi permette di vivere.

PEPPINO
Non ti devi permettere di avvicinarti a me figghia, non sei degno!... E poi, nun sulu fai pena come attore ma fai puru pena comu vaccaro!

GRAZIA
Ora basta Peppino. Basta! Ti ho sempre rispettato come marito e come uomo ma ora basta! Nun è giusto come lo tratti. Si fussi to figghiu ti piacissi? Al posto du core chi hai, pietra? E poi nun è iddu ca fa pena come vaccaro, sei tu ca fai schifo come uomo! 

PAPA’ ALFIO
Giudicare un ragazzo senza manco provare a conoscerlo. Io u canusciu d’anni. È un lavoratore, responsabile ma soprattutto è una persona perbene. Tu ca ti senti perfetto, peccati nun ne hai? non hai mai sbagliato nei riguardi di qualcuno? Nuddu è perfetto! Tutti abbiamo peccato.  

JENNY 
Io lo so quanto soffre Giulia per questo amore tormentato. Insieme stavamo recitando un copione. Siete una bella famiglia. Perché rovinarla! Signor Peppino guardi Alfredo. È una bella persona, buona e soprattutto ama la cosa più bella che lei ha creato, vostra figlia! Lo guardi bene. Cos’ha che non va per stare con Giulia? 

PEPPINO
…fa troppo puzza di vacca!... 

GRAZIA
E tu fai puzza di porco! ( tutti ridono e approvano) Io l’haiu sempri voluto bene ad Alfredo. Lo so quanto ama Giulia. E quanto lo ama lei. Ed io fussi veramente felice si turnassi cu me figghia. Ora a decisione l’hava a pigliare u presidente da repubblica.

JENNY
Signor Peppino li lasci vivere serenamente. Alfredo sarà una benedizione per Giulia. Si fidi.

BADANTE (ALFREDO)
Ho sempre lavorato e mai dato fastidio alla gente. Ora ho quasi cento Mucche da latte. Ho chiuso contratti con diversi locali per fornire prodotti caseari. Grazie a Dio avrò un’azienda tutta mia

PEPPINO
( si avvicina a Giulia) Giulietta tu sei la luce dei miei occhi. La mia vita. Sei  la cosa più importante per me. Dimmi la verità, tu sei felice con Alfredo?

GIULIA
Assai papà. Assai. Io lo amo!

PEPPINO
Alfredo hai sentito? Ti ama! Credo che la parola amore non è ca si dice a tutti, eh! Se lo dice la mia bambina un motivo ci sarà. tu cosa rispondi? 

GOVERNANTE
Anch’io l’amo. Assai signor Peppino. Assai! 

PEPPINO
Ammetto di aver esagerato. Mi sono lasciato prendere dall’orgoglio da un risentimento du passato. Ca poi non è né colpa mia e manco colpa tua. Stasira davanti a questa platea di gente io ti dico, di vero cuore, scusa!...( Peppino china il capo verso Alfredo. Scatta l’applauso. Prende la mano di Giulia) da stasera ti do u benvenuto nna me famiglia ma cosa più importante ti affido mia figlia. Amala e non farla soffrire altrimenti sai chi fazzu?( gli parla all’orecchio. Alfredo con un’espressione di dolore si tocca le parti basse, lasciando intuire all’insano gesto) ci siamo capiti!? Dio vi benedica e auguri! ( i ragazzi si abbracciano. Scatta l’applauso tra i presenti. Poi un festoso brindisi) 

ZIO MARCO
chistu si ch’è un beddu compleanno con sorpresa…( inizia con una serie di tic) piripiripì zum zum pam pam, pereperepè… minchiminchi bum bum.

JENNY
Io vado. Ho lezione di teatro. ( le chiedono di rimanere) Grazie ma devo andare. È giusto che rimaniate voi della famiglia. Stasera è stato tutto molto bello. Siete una bella famiglia. Ho sempre desiderato avere una famiglia così bella come la vostra…( commossa) Prossima settimana debutto in teatro con una commedia brillante. Siete tutti invitati. ( tutti la ringraziano) mi raccomando vestitevi eleganti. Vi farò riservare i posti in prima fila!

ZIA GIUSY
Jenny avvisami prima così mi faccio bella al centro di stitichezza e vengo bene di corpo

JENNY
Ma lei è già  bella di suo. Voi tutti siete belli. Oggi per me è stato un onore conoscervi e spero che ci sarà altra occasione. Anzi ci sarà! Sarete tutti lì in teatro. I posti in prima fila, per chi non lo sapesse, sono riservati alle persone importanti. E voi, lo siete molto per me

PEPPINO
A nome mio e della mia sacra famiglia ti ringraziamo per l’invito. Ma i posti in prima fila sunnu pi tuoi genitori, non a noi, eh! Prima loro poi noi.

JENNY
( si rattrista) genitori? Magari!. Mi è rimasta solo una nonna. Gioia è molto vecchia e non riuscirebbe a venire nemmeno in carrozzina. Il giorno in cui se ne andrà anche lei rimarrò totalmente sola. Sola e abbandonata 

ZIO MARCO
Perdonami Jenny. I tuoi gege ( tic) genitori, dove ce li hai? 

JENNY
Mia madre è morta un paio di anni fa con una brutta malattia. È stata una grande donna. Mi ha fatto sia da padre che da madre...di mio padre ho solamente pochi ricordi ma buoni. Mi amava tanto. Poi ci siamo trasferiti in Germania e non l’ho più rivisto. Mamma me ne ha sempre parlato bene. Mi piacerebbe tanto poterlo rincontrare. 

GRAZIA
Jenny ma non ce l’hai una foto con lui da bambina? Almeno potrebbe essere facile ritrovarlo. 

JENNY
Di lui non ho niente. Non so nemmeno che viso ha. L’unico ricordo che mi rimane ce l’ho impresso in questa mano. ( evidenzia la mano destra con l’ustione impressa con la D) da bambina giocavo con delle costruzioni dell’alfabeto. Era inverno. Ero seduta accanto ad un braciere con del fuoco. Un giocattolo mi cadde lì. D’istinto lo presi. La plastica mi si attaccò alla mano. Urlai come una pazza dal dolore. Mio padre pur di staccare il giocattolo dalla mia mano se lo fece aderire alla sua mano

PAPA’ ALFIO
( in lacrime si alza. Le figlie sono commosse) Anna. Annuccia. Vita mia!

JENNY
Come fa a sapere il mio vero nome di battesimo?  ( Alfio si toglie il guanto dalla mano destra ed evidenzia l’ustione con la lettera D. Jenny osserva la sua mano) Cosa?... Lei è… tu sei…papà?... Papà mio!!! ( si lancia nelle braccia del padre. I due piangono di gioia. Sono tutti commossi) quanto ho sperato questo momento. Giulia allora tu sei...mia nipote? ( Giulia commossa annuisce e si abbracciano) E voi due siete…

GRAZIA E ZIA GIUSY
( commosse) le tue sorelle! ( Jenny corre da loro e le abbraccia. Abbraccia anche Peppino e Marco)

JENNY
( va da Concetta) e tu sei...

GOVERNANTE
( commossa) io sono surda! ( l’abbraccia)

GRAZIA
Ora la famiglia è al completo. ( Alfio è commosso) chi l’avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire così. Sono molto felice. Papà e tu nenti dici. U vidi chi beddu compleanno con sorpresa?! Ora che hai ritrovato tua figlia, nostra sorella Annuccia che devi dire?

PAPA’ ALFIO
( commosso. Manda un bacio al cielo) Esiste…esiste! Dio esiste!...DIO ESISTE!!!! ( si chiudono in cerchio e si abbracciano tutti) 


FINE