DECLINAZIONI D’AMORE
(Dimensioni parallele)

di

Franca De Angelis


PERSONAGGI
LILI / DOMENICA
MARCO / DOMENICO / IL LOGICO
SANDRA / L’ANIMA GEMELLA / GINA
LUCA / PRIMO UOMO / GINO / LA CONOSCENZA
ADA / DONNA / LA MATURA
PIETRO / SECONDO UOMO


Questo testo è stato scritto per una messinscena itinerante. Sono previsti tre locali.
Il primo rappresenta un bar. Il secondo è la zona circostante al bancone del bar. Il terzo rappresenta il salotto di un appartamento.
Nulla vieta, però, che possa essere adattato per una messinscena tradizionale.
La distribuzione dei personaggi, come anche le didascalie, le indicazioni di “luce” e “buio”, eccetera, sono puramente indicative e servono più che altro ad accompagnare il lettore.
È puramente indicativa anche la definizione di genere dei personaggi. Poiché l’amore è universale, nulla vieta che, con pochissimi accorgimenti, un personaggio maschile possa diventare femminile o viceversa, e che le coppie possano essere dello stesso sesso.
La distribuzione reale, come la messinscena, sono ovviamente a totale discrezione della regia.

Un bar. Ai tavolini, ciascuno per i fatti propri, sono seduti cinque avventori, tre uomini e due donne.
Hanno tutti uno smartphone o un tablet e sono apparentemente impegnati a condividere, sfogliare, leggiucchiare immagini di un mondo virtuale.  
Una terza donna, LILI, lavora come cameriera nel bar. Porta bicchieri, incassa conti, prende ordinazioni.
REGISTRATI, IN SOTTOFONDO: suoni del mondo di Internet (montaggio veloce di spezzoni, che evochi lo zapping veloce che si fa sulla rete). Fra lo spezzone di una canzone, quello di un notiziario e la frase di uno you tuber, in evidenza:
VOCE SPEAKER    …Dopo più di un secolo dalla loro teorizzazione, l’esistenza delle onde gravitazionali è oggi una realtà. Ad uscire rafforzata, è la teoria stessa della relatività generale, che spiega il comportamento della gravità descrivendola come una sorta di deformazione dello spazio tempo. Oltre agli scienziati, a gioire della scoperta sono gli appassionati di fantascienza e i cultori delle più svariate teorie di stampo new age, che vi intravedono una conferma alla affascinante ipotesi della coesistenza di altre dimensioni…
A turno, prevalendo sull’impasto di suoni internettiani, i cinque avventori ci rendono partecipi dei loro pensieri.
DONNA     Sono così stanca. Di stare da sola. Di uscire la sera, quando esco… tutte coppie, e io. Sono stanca delle amiche che mi dicono che è perché sono troppo seria. E anche di quelle che mi dicono… “L’anima gemella s’incontra sempre quando meno te l’aspetti.” E se la mia anima gemella si è stancata di aspettarmi e si è accontentata di qualcun altro?
PRIMO UOMO     È possibile continuare a provare le stesse emozioni per una stessa persona, per tutta la vita?
SECONDO UOMO     Ho ancora tutto il tempo del mondo, no? Quando incontrerò quella che, come si dice, è l’anima gemella… mi fermerò. Ma se mi fermo ora, me lo dite come la trovo?
DONNA     E se quando poi la incontri, l’anima gemella, non la riconosci?
SECONDO UOMO    Se già l’hai incontrata, e l’hai lasciata andare?
Gli avventori si arrestano come in un fermo immagine. La barista, unica a potersi muovere, si rivolge al pubblico.
LILI    Tutti quelli che conosco… e col lavoro che faccio, sono tanti, da qua passa chiunque, si lavora come schiavi!... Beh, tutti vogliono l’amore. Lo desiderano, lo cercano, lo sognano. Ne hanno bisogno. E fin qua… niente di strano, vi pare? L’amore muove il mondo. L’amore è l’essenza della vita. È la molla del marketing, anche. Se non avessimo bisogno d’amore, pensate che spenderemmo tanto in vestiti, palestra, creme di bellezza, macchine di lusso? Ma, attenzione. Molti ne hanno paura. E questo è un po’ più strano. Capisco aver paura, che so, dell’insuccesso. Della malattia. Della morte. Dei ragni. Io per esempio ho paura dei granchi. Quelli con le… (fa un gesto a mimare le chele, rabbrividisce). Ecco, basta che ci penso e rischio di sentirmi male. La sola idea che quelle… non riesco neppure a dirlo… mi tocchino… Infatti al mare faccio il bagno con le scarpette di gomma. Una bomba del sesso! Ad essere sincera, le metto anche per farmi la doccia. Non si sa mai. Un granchio  potrebbe finire dal mare a una fogna e dalla fogna al tubo di scarico del mio bagno. Questo per dire che io le paure le rispetto. Ma l’amore che c’entra? Eppure molti ne sono terrorizzati. Ah, io no. Non ho mai avuto paura dell’amore. Mi sono innamorata moltissime volte. Sempre, direi. Sì, mi innamoro tutte le volte. Ci casco dentro con tutte le scarpe. E so che sono amori destinati a finire, eh. E allora? Che dovrei fare? Comportarmi come quelle persone, ne conosco diverse… che siccome hanno avuto un cane, e quello a un certo punto è morto, non prendono più animali, perché poi muoiono? Bella scoperta. È vero, gli amori finiscono. A un certo punto, uno dei due se ne va. Sempre. E l’altro soffre. Quando non soffrono tutti e due. Io sono stata sempre lasciata. E ho sempre sofferto. E poi mi sono innamorata di nuovo. Beh, vi assicuro che mi diverto molto più io, di quelli che non si lasciano mai andare. Fra l’altro, un amore può durare molto più di un cane. Certo, anche molto meno.
Lili volta le spalle al pubblico e riprende a fare il suo lavoro. Gli avventori si rianimano. Uno di loro, MARCO, raggiunge una donna - SANDRA - presso il tavolino di lei.
MARCO        Mi perdoni, sto cercando una persona… Lei è…
SANDRA        Credo di essere quella che cerca, sì. Sandra.
MARCO        Marco.
SANDRA        Prego.
MARCO        Dobbiamo fare attenzione a non farci notare, come sa.
SANDRA        Certo. È stato gentile ad evitarmi il viaggio.
MARCO        Di nulla. Per metà settimana sono in città.
SANDRA        Si è già fatto un’idea?
MARCO        Ho studiato tutto il suo incartamento, certo.
SANDRA        E allora?
MARCO        Ecco…
SANDRA        Non avete ancora preso una decisione?
MARCO        Non prendiamo mai una decisione prima di incontrare il soggetto.
SANDRA        Ora sono qui.
MARCO        Nel suo caso, poi, è particolarmente complicato.
SANDRA        Perché non sembra che abbia problemi?
MARCO        Sì, naturalmente.
SANDRA        Ho studiato la casistica sul vostro sito. Non sono il primo caso di persona priva di problemi… fisici, intendo… a chiedere il vostro aiuto.
MARCO        Ma lei è molto giovane.
SANDRA        Non mi sento così.
MARCO        La percezione di se stessi può cambiare, dipende dal momento.
SANDRA        Lo sa che fra cento anni questo dialogo non avrà alcun senso?
MARCO        Fra cento anni?
SANDRA        Forse anche molto prima. Dipende dai fondi destinati alla ricerca, sa.
MARCO        Sta cercando di farmi pensare che è matta?
SANDRA        Ovviamente no, non mi converrebbe. Sul vostro sito è molto chiaro, accettate solo soggetti perfettamente capaci di intendere e di volere. È che vede, dipende tutto dalla ricerca scientifica. Prima o poi si dimostrerà che il tempo è relativo. Allora, lei non potrebbe dirmi che sono molto giovane. Io potrei avere centoquattro anni.
MARCO        Centoquattro?
SANDRA        Sono quelli che mi sento. Compiuti.
MARCO        È anche passato troppo poco tempo.
SANDRA        Un anno.
MARCO        Non è molto.
SANDRA        Fra cento anni…
MARCO        … lei potrebbe dirmi che sono venti, d’accordo. Ma ora no. È solo un anno.
SANDRA        Trentadue.
MARCO        Cosa?
SANDRA        Non venti anni. Trentadue. E otto mesi. Questo è il tempo che è realmente passato, nella mia dimensione. Credo di avere il diritto di decidere.
MARCO        Non le ho detto di no.
SANDRA        Allora è sì? Mi aiuterete?
MARCO        Nei casi come il suo, chiediamo al soggetto di aspettare. Lo osserviamo nel tempo.
SANDRA        Quanto?
MARCO        Diciamo sei mesi.
SANDRA        Potrebbero essere un secolo.
MARCO        O pochi secondi.
SANDRA        E fra sei mesi?
MARCO        Potrebbe essere lei ad aver cambiato idea.
SANDRA        Non credo.
Si alzano, si stringono la mano.
SANDRA        Arrivederci, allora.
MARCO        Lo sa che ha degli occhi bellissimi?
SANDRA        Cosa?
MARCO        Sembrano dei laghi. Un uomo potrebbe caderci dentro e non raggiungere mai più la riva.
Buio su di loro.
LILI        Desiderio. E paura. Due cari conoscenti con cui facciamo i conti in ogni momento della vita. In genere quando si è piccoli non si ha molto chiaro chi sia l’uno e chi sia l’altro. Pietro, no. Per il piccolo Pietro era chiarissimo da sempre. Desiderio e paura erano i suoi più assidui compagni di gioco, tanto che gli aveva dato un nome. Il desiderio si chiamava Gino, come uno zio giovane che gli permetteva di fare tutte quelle cose che i genitori gli proibivano. E poi c’era Domenico. Che non era il nome di nessuno che conoscesse. Ma, per qualche ragione, la paura l’aveva chiamata così.
Pietro bambino. È seduto in terra e gioca con una palla. La lancia. Fa per gattonare in modo da andarla a riprendere.
DOMENICO    Dove vai?
Pietro si blocca intimorito.
GINO            Dài, riprendila! Forza, riprendiamo la palla!
Pietro riprende a gattonare contento.
DOMENICO    Ma non lo vedi dove siamo? In un giardino pubblico! In terra potrebbe essere pieno di cacche di cane! Chiodi! Cocci di vetro!
Pietro si paralizza spaventato.
GINO                È vero! Guarda come brillano!
Pietro si entusiasma.
DOMENICO    Cocci infetti di virus tetanico che non vedono l’ora di conficcarsi nelle nostre ginocchia paffute.
Pietro lo guarda timoroso.
GINO                Ci possiamo fare una bellissima collana! Sì!
Pietro fa cenno di sì con la testa.
DOMENICO    La mamma detesta lasciare le sue amiche per portarti al pronto soccorso a fare l’antitetanica…
Pietro lo guarda spaventato.
GINO                La mamma ama le collane!
Pietro concorda.
DOMENICO    E non è detto che si arrivi in tempo. Potresti morire prima, di setticemia.
Pietro comincia a frignare.
GINO                Quel bambino ha preso la nostra palla!
DOMENICO        Ma è un orango!
Pietro guarda frignando più forte.
GINO                Che aspetti, ti vuoi muovere?
DOMENICO    Sei pazzo? Vuoi finire su una sedia a rotelle ancora prima di aver imparato a camminare?
Ormai Pietro piange disperato.
GINO                Se ne sta andando con la tua palla!
DOMENICO        Non ce ne compreranno mai un’altra…
GINO    (a Domenico)     E sarà colpa tua!
Anche Domenico scoppia a piangere. Comincia a frignare anche Gino ma dopo pochi istanti si illumina.
GINO                Per quanto…
DOMENICO        Non avremo mai più una palla!
GINO                Possono comprarcene una più bella!
DOMENICO        Lo sai che non succede mai!
GINO    Un vero pallone da calcio! Da maschi! Non come quella che avevamo che in fondo, parliamoci chiaro, era un po’ da femminuccia…
DOMENICO        Vuoi dire che… (si guarda intorno) sembravamo gay?
GINO    (divertito a Pietro) Non era male l’orango, eh…
Domenico copre le orecchie di Pietro e comincia a cantare per non farlo sentire.
DOMENICO        Lallallallallallallallallallallallallalla…
GINO    Shhhh!... Dobbiamo concentrarci… pensiero positivo… la mamma ci comprerà un vero pallone da calcio…
Pietro frastornato si limita a guardarli alternativamente.
DOMENICO        Ma sei proprio stupido, eh!
GINO                Ti vuoi concentrare?
DOMENICO    Non hai ancora capito che il pensiero positivo non funziona?
GINO    La mamma ci comprerà un vero pallone da calcio… La mamma ci…
DOMENICO        Non ce lo comprerà mai… non ce lo comprerà mai…
GINO                Certo, se fai così!
DOMENICO    Shhhh!! È così che si fa! Devi pensare che tutto andrà male, e allora… forse… qualcosina andrà bene!
GINO    Se pensi che tutto andrà male farai in modo che le cose vadano male!
DOMENICO        Se pensi che tutto andrà male avranno pietà di noi!
GINO                Scusa, chi sarebbero questi che devono aver pietà di noi?
DOMENICO        (spaventato) Shhhhh!... (sussurra) Lei!
GINO    Non c’è nessuna lei. Ci siamo solo noi. E noi dobbiamo avere una palla!
DOMENICO        Ecco! Adesso che hai detto così andrà tutto male!
GINO                Se ci diamo da fare per avere una palla, andrà tutto bene!
Gino e Domenico cominciano a pestarsi continuando a gridare: “Male” e “Bene”.
PIETRO            (grida) Io lo so!
I due lo guardano perplessi.
GINO                Sai, cosa?
DOMENICO        Se non sei neppure capace di riprenderti una palla!
PIETRO            Il modo per fare andare bene le cose…
DOMENICO        È pensare che vadano male!
GINO                È pensare che vadano bene!
PIETRO            È… è… è fare tutto sia con la destra che con la sinistra!
GINO                Non ho capito.
DOMENICO        Nemmeno io.
PIETRO            Se mi gratto la testa con la mano destra…
DOMENICO        Oddìo ci siamo presi i pidocchi!
GINO                Lo fai finire?
PIETRO    … andrà tutto male! Ma se subito dopo mi gratto anche con la mano sinistra…
GINO                Hai preso i pidocchi!
PIETRO            Andrà tutto a posto!
DOMENICO        Non può essere così facile…
GINO             (improvvisamente convinto) Ma sì che lo è!
Pietro annuisce speranzoso. Domenico intanto sperimenta… compie un gesto con la mano destra e poi con la sinistra… fa un passo col piede sinistro e poi col destro…
DOMENICO        Però in effetti… anch’io mi sento meglio…

Buio su di loro.
Luce su:

ANIMA GEMELLA    Che palle. Tutti sempre a lamentarsi. Il mondo è pieno di gente che si lamenta! La troverò mai, l’anima gemella?... Pensavo che fosse la mia anima gemella… Aspetto l’anima gemella!... E fai male, fai! Accontentatevi, no? Che credete, che posso stare con tutti? Sì, sì… io, sì. Io sono l’Anima Gemella. Ce l’ho scritto pure sul citofono. Anima Gemella. Via delle Azalee quindici. Centocelle, sì, perché? L’anima gemella deve averci per forza casa in centro storico? Secondo piano interno sei. Oh, io sono gemella monovulare, eh! Tanto come esempio… sei un fascio di merda? Io mi faccio trovare con una svastica tatuata. Sotto l’ombelico. Ti faccio morire, ti faccio. Tifi il Cagliari? Io so l’inno. (canta l’inno del Cagliari) Che poi il bello è che siamo tutti e due di Roma. Sei animalista? Guarda, io quelli che vanno a fare i volontari a Lampedusa per i profughi, e mai una parola per i gatti, li ho già bannati tutti. No, perché il profugo, il gatto, l’abbandona. Poi hai voglia a piagnistei. Stai annegando? È la vendetta del gatto. Lo sanno pure i bambini che era un dio, ci potevi pensare prima, no? Che non lo sai che il gatto è vendicativo? È tutta una questione, come si dice, di empatia, no?… Fermi. Lo so che state pensando. Facile. Lo posso fare pure io. Eh no!... Perché ci stanno pure quelli che l’anima gemella la vogliono diversa. Dici, allora che gemella è? E siccome che fate ‘ste domande stupide, che l’anima gemella non la trovate, eh. Seguitemi. Succede pure fra i gemelli veri. Cioè, due in apparenza sono uguali ma dentro sono diversi. Come si dice, sono complementari. Mbè, ci stanno quelli che l’anima gemella la cercano così, complementare, opposta. Perché ci stanno quelli che dicono che gli opposti si attraggono.  Allora io… la vuoi così? Non c’è problema. Ce l’ho. All’occorrenza sono una perfetta anima gemella opposta complementare. Tanto per fare un esempio… sei introverso? Il tipo che cammina spiaccicandosi contro i muri per paura di essere notato? Non c’è problema. Io, sono socievole. Per tutti e due. Mi faccio gli amici e poi te li passo. Mi ricordo tutti i compleanni dei tuoi parenti fino ai cugini di sesto grado. Gli telefono, dico che stai senza voce e gli faccio gli auguri. Sei il tipo che gli piace parlare solo a lui? Io, muta. Apro la bocca solo per ammazzarmi dalle risate quando racconti una barzelletta. Sei di sinistra? Io vado a destra. Così, chi ci sta ci sta, noi ci siamo parati. Invidia, eh? Ragazzi, capiamoci, io sono un tipo generoso. Se potessi ve lo insegnerei. Magari a pagamento, certo, farei dei corsi. La gente, così… la fila. Però non posso, mi dispiace, non si insegna. Anima gemella, ci si nasce. Oh, non vi credete che sono tutte rose e fiori, eh. Pure io c’ho i miei momenti di sconforto. Pochi, perché da sola ci sto poco. Però certo, ogni tanto quei cinque minuti che ti guardi allo specchio, magari stai in bagno, e ti deprimi… cioè magari ti deprimi no. Più che altro, non ti ritrovi. Stamattina, una paura. Mi guardo allo specchio… e vedo solo lo specchio. Cioè, io non c’ero. Aiuto!... Dove sono finita? Dove sono?... Chi sono?... Ma è stato un attimo. Poi lui ha bussato, e tutto è andato a posto. Che c’è amore? Parte l’aereo? Sì amore arrivo… (si aggiusta un foulard sul capo, in stile arabo) Allah è grande, amore… Eccomi , amore, arrivo. Sono la tua anima gemella.
Buio su di lei. Luce su…
… una donna. Ada. È visibilmente tesa. Marco le arriva da dietro le spalle, le copre gli occhi.
MARCO            Sorpresa!
ADA                Che sorpresa è, avevamo appuntamento.
MARCO    Hai ragione. Per questo ti adoro. Perché mi freghi sempre.
ADA                Mi adori.
MARCO            Sì. Perché io faccio il coglione e tu non ci caschi.
Ada fa un sorrisetto stirato.
MARCO            Che hai? Giornata difficile?
Ada non risponde.
MARCO    Non sono io in ritardo, vero? (controlla l’orologio) No, sei tu in anticipo.
ADA    Mi sono liberata prima. E ti ho chiamato per dirtelo.
MARCO    Mi hai chiamato? Non ho sentito nulla… (si cerca in tasca) Ma dove ho messo… dove ho lasciato…
ADA                Questo? (gli mostra un cellulare)
MARCO            Che testa! Niente, lavoro troppo. Dov’era?
ADA                In bagno.
MARCO    In bagno! Chissà poi perché me l’ero portato in bagno…
ADA                Forse per chiamare un’altra donna.
MARCO    Spiritosa. Guarda, anche volendo, non ne avrei il tempo. Ma lo sai che è fantastico passare quasi un’intera giornata senza cellulare? Mi domandavo come mai non rompesse nessuno…
ADA                O nessuna…
MARCO    Sai che c’è? Neppure guardo le chiamate perse. A questo punto aspettano domattina…
ADA    Oppure che vai in bagno… dove nessuno ti vede…
MARCO            Eh?
ADA                Io le ho guardate.
MARCO            Cosa?
ADA                Le tue chiamate perse.
Marco resta in silenzio.
ADA                Luisa. Due volte.
MARCO    Luisa… è la segretaria dell’associazione. Anzi, solo due volte… un miracolo.
ADA                Veronica. Quattro. Chi è Veronica?
MARCO            Veronica…?
ADA    Poi, quattro volte di seguito. Ti voleva parlare, proprio.
MARCO    Ma sai chi dev’essere… la sorella di Giovanni… sì, un mio compagno di università… Mi aveva chiesto se le poteva dare il mio cellulare perché sta cercando un appoggio a Zurigo per un giorno a settimana…
ADA    Deve essere tanto importante per lei, questo appoggio a Zurigo… perché ti scrive… (tira fuori un quadernino dalla borsa, legge) “Amore ti prego chiamami se non ti sento mi ammazzo”…
MARCO    Mi scrive…? Non so che dirti… Avrà sbagliato numero…
ADA                Cinquantadue volte?
MARCO            Cosa?
ADA    Perché ti sono arrivati anche qualcosa come… (legge) …cinquantadue messaggini. Anche la segretaria dell’associazione… Luisa, vero?… ti ha scritto, eh, due volte. (legge) “Sono due giorni che mi sveglio con un vuoto che solo tu puoi riempire”… e …
MARCO            Tu hai letto i miei messaggi?
ADA    Tutti e cinquantadue. Non mi sono liberata prima, dal lavoro. Non ci sono proprio andata al lavoro. Ho passato tutto il giorno a leggere messaggini di donne con cui sei chiaramente andato a letto!... Perché poi c’è … Helsa… svizzera, immagino… poi c’è (legge) …Natascia… che come nome, scusami se te lo dico, sta giusto un filino sopra a Deborah con l’acca… Chi cazzo sono tutte queste donne, eh?... E tu chi cazzo sei?...
MARCO    Amore… amore amore amore… guarda che stai facendo un casino per niente…
ADA                È tuo, quel cazzo di telefono!
MARCO    Ma i messaggi non li ho scritti io, scusa! Se le donne sono pazze io che ci posso fare?
ADA                Le donne sono pazze?
MARCO            E certo!
ADA    Tutte le donne che conosci, tutte, ti scrivono messaggini d’amore perché sono pazze.
MARCO    Ti dico di sì! E non sai quanto è pesante averci a che fare! Guarda, io poi nemmeno te le dico le cose perché non ti voglio angosciare… ma a me mi tocca lavorare con una segretaria pazza, in ufficio, tutto il giorno. E quell’altra, come si chiama… la sorella di…
ADA                Veronica.
MARCO    Eh. Veronica. Quando eravamo ragazzini, ma proprio ini, lei aveva tipo quindici anni, aveva una cotta per me. Adesso si è lasciata col marito e chissà che si è messa in testa… Senti amore… andiamo a casa… ci facciamo un bel bagno caldo, eh? Insieme io e te, stretti stretti nella vasca… e poi ti racconto tutto di queste matte, va bene? E vedrai che capisci che ti sei arrabbiata per niente e ci facciamo insieme due risate…
ADA                Un bagno…
MARCO    Caldo, bollente… coi sali… con la schiuma… ci mettiamo pure le paperelle se vuoi…
ADA    Perché una certa… (legge) Annamaria… ti scrive che per dopodomani, che è il vostro secondo anniversario, ha prenotato le terme?
MARCO    Perché sono tutte matte, come te lo devo dire?  Quale anniversario… quali terme…
ADA                Però tu domani riparti.
MARCO    Perché … c’è un’urgenza. Sul lavoro. Fra l’altro, un caso molto triste…
ADA                Non riparti mai prima di venerdì.
MARCO    Ada, ho detto che è un’urgenza. Un’urgenza è una cosa diversa dal solito…
ADA    È tutto vero… È tutto vero!...Non ci posso credere…
MARCO    Ti prego, per favore, possiamo andare a casa? Ci rilassiamo…
ADA                …sì, ci facciamo un bagno!…
MARCO            Ecco…
ADA    Io le ho chiamate, testa di cazzo!... Tutte!... Le ho chiamate tutte!... E non sono pazze!...
MARCO            Che hai fatto?
ADA                Sei tu il pazzo… oppure sei un mostro…
MARCO    Tu le hai chiamate? Ma come cazzo ti sei permessa di chiamare delle mie amiche, eh?
ADA                Ma che ti gridi? Adesso la colpa è mia?
MARCO    E di chi è? Chi te lo ha detto di guardare sul mio telefono?... Io di te, mi fidavo!
ADA                Ma che dici?
MARCO    La verità, dico! E poi, se sei il tipo che guarda i messaggini sui telefoni degli altri… se sei il tipo che pretende… la fedeltà!... ti potevi svegliare prima, no?... Buongiorno! Ben svegliata! La vita non è una favola! La vita, amore mio, puzza!... Per questo ci dobbiamo fare un bagno!
ADA                Sei pazzo…
MARCO    Scusa, noi stiamo insieme una, al massimo due notti a settimana, per il resto del tempo dove stavo secondo te?
ADA    Ma io il resto del tempo al massimo esco con le amiche…
MARCO    Non te l’ho chiesto io.
ADA    Sei uno stronzo!
MARCO    Guarda che i cuori delle persone non sono fatti tutti allo stesso modo. Se il tuo è un monolocale, è il tuo che è fatto così…
ADA                Ma che c’entra ora il monolocale?
MARCO    Tu puoi amare solo una persona? In tutto il mondo? Hai un monolocale al posto del cuore. Il mio invece è un condominio, va bene? Ciascuno è fatto come è fatto.
ADA                Mi hai detto che mi amavi!
MARCO            Ma è vero!
ADA                E tutte queste altre donne?
MARCO            Sono altre donne. Sono… diverse…
ADA                Diverse da me?
MARCO    Siete tutte diverse. Tu hai… la pelle più morbida che io abbia mai accarezzato, per esempio. E… Veronica… lei ha gli occhi grigi. Helsa… è svizzera, è vero. Ha quasi sessant’anni. Va a correre, va in palestra… ma il suo seno non è più alto… duro, come il tuo, la pelle sulla sua pancia fa delle pieghe quando si siede… e io la amo. E ti amo. Vi amo tutte.
ADA    Ci ami tutte?... Tu non ami nessuna!... Tu non sai cos’è, l’amore!...
MARCO    E tu lo sai? Dimmelo, avanti, insegnami! Cos’è l’amore?...  Eh?... Poter dire “l’ho trovato, non sono più sola!”… È questo l’amore? Io non ho paura della solitudine. Oppure… è un progetto? L’amore è un progetto? Mi dispiace, non mi piacciono i progetti. Sai perché?... So che sono inutili. Non siamo noi a decidere, non decidiamo nulla. Oppure… è possesso. Eh? Poter dire: quella persona è solo mia… Ma le persone non sono di nessuno… Aspetta, aspetta… l’amore è sacrificio!... È questo? Sacrificio?...
ADA    Perché mi tratti così?... Mi stai facendo male… come fai a non capirlo?...
MARCO    Brava, dimenticavo… la comprensione! L’amore è comprensione!... Ma tu non mi comprendi, non fai nessuno sforzo per comprendermi… e nemmeno io. È finita.
ADA                Mi stai uccidendo…    
MARCO    È il mio lavoro… io aiuto la gente a morire. Forse… è la sola cosa che so fare…
ADA                Io… ti amavo…
MARCO    Qualche giorno fa era la volta di un uomo. Non era giovane ma neppure troppo anziano. Tumore. Uno di quelli per cui la morfina non basta. C’era sua moglie con lui. Ha bevuto dal bicchiere che gli avevamo preparato e poi le ha sorriso. Non è tanto amara, le ha detto. E lei gli ha sorriso a sua volta e gli ha chiesto: meno dell’amaro che faccio io con le erbe? E lui… sì, un po’ meno. E hanno continuato a sorridersi, e a guardarsi… finché lui non ha poggiato il capo sulla spalliera del divano e le ha detto: è come quando ti addormenti… e ha chiuso gli occhi. Lei è rimasta là, ad accarezzarlo, finché il respiro non si è fermato. Poi lo ha baciato a lungo sulle labbra. Si è alzata, ci ha ringraziato. Ci ha detto che sentiva il bisogno di un po’ di aria. È scesa in strada. E ha gridato. Gridato, gridato, gridato, gridato, gridato… Aaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh… Ecco, forse… quella donna potrebbe parlarmi di amore…
S’illumina un altro angolo del bar. Un uomo molto bello, dall’aspetto emaciato. La testa coperta da un berretto. È seduto ad un tavolino e si guarda intorno come se volesse riempirsi gli occhi di immagini. Si chiama Luca. Sandra, accanto a lui, è al cellulare. Mentre parla lo accarezza, gli sorride, non lo perde d’occhio.

SANDRA        Quindi oggi salta?... Sì, ho capito… Ma non c’è il rischio di vanificare tutta la cura?... No no, certo, se lo dice il dottore… È che su Google, proprio stamattina abbiamo letto un articolo, diceva che con il vostro trattamento bisogna fare controlli continui per riassestare la terapia… Sì, lo so, ci dite tutti così, di non cercare su Google, però se non lo avessimo fatto non saremmo venuti nemmeno da voi… Guardi, noi siamo convinti che solo con la chemioterapia non saremmo arrivati a questo risultato… Sì, va bene, a giovedì prossimo… ah senta!... Invece con le altre cose continuiamo, no?... Le vitamine, l’aloe… poi c’è la cristalloterapia, lo yoga, stiamo facendo due volte a settimana, e il reichi…  Possiamo andare avanti, bene. Sì sì certo, appena ci richiamano in ospedale sospendiamo tutte le terapie alternative, sì, lo sappiamo. Grazie, a giovedì. Ah, dottore…
Ma dall’altra parte la comunicazione è già stata interrotta. Sandra chiude il telefono, si rivolge a Luca.
SANDRA        Allora, dicono che…
LUCA        (sorride) Ho sentito.
SANDRA        Quindi a yoga ci andiamo…
Luca annuisce. Come per farla contenta.
SANDRA        Però abbiamo due ore. Vuoi che passiamo da casa?
LUCA        Si sta bene, qui.
SANDRA        Vuoi la sciarpa?
LUCA        Non ho freddo.  Sai cosa vorrei?
SANDRA        Cosa?
LUCA        Una coca cola. Vera, con lo zucchero.
SANDRA        Magari possiamo prendere una centrifuga… qui ho visto che le fanno, hanno tanti tipi… anche quella con il melograno che ci piace tanto…
LUCA        Non mi va nulla, scherzavo.
SANDRA        Ma ti va di andare a yoga?
Luca annuisce.
SANDRA        Dopo ti senti meglio, no?
LUCA        Sì, un po’.
SANDRA        Ma ora come ti senti?
LUCA        Bene.
SANDRA        Hanno detto che con loro ci rivediamo giovedì prossimo.
LUCA        Se non dobbiamo rientrare prima in ospedale.
SANDRA        Ma no, vedrai. Finché sei in remissione, ti ricordi quello che ha detto il primario?... non c’è motivo per farti un altro ciclo di chemio. Lo faranno solo a ridosso del trapianto, appena trovano il donatore. Intanto noi continuiamo anche con questa…
LUCA        Ce la farò, vero?
SANDRA        Certo che ce la facciamo… Ce l’abbiamo già quasi fatta, il peggio è finito!
Luca annuisce.
LUCA        Ogni momento come questo, che siamo all’aperto, senza fare niente, senza questa seduta o quell’altra seduta…
SANDRA        Ma servono tutte…
LUCA        Sì, lo so. Ma ogni momento come questo mi sembra un regalo. E penso che potrebbe essere l’ultimo.
SANDRA        Non lo devi dire…
LUCA        E vorrei che non finisse.
SANDRA        Non lo devi dire nemmeno per scherzo. Devi solo pensare che guarisci. Tu guarisci.
LUCA        Sì, lo so.
SANDRA        Sei in remissione. Appena trovano il donatore facciamo il trapianto. E tutta questa storia sarà finita.
LUCA        Sì.
SANDRA        Da quando siamo usciti dall’ospedale, ogni giorno migliori. Si vede. Oggi sei bellissimo.
LUCA        Tu sei bellissima.
SANDRA        Io sono carina. Tu sei l’uomo più bello del mondo.
LUCA        Lo sono ancora?
SANDRA        Sempre.
Un silenzio.
SANDRA        Ti ricordi l’ultima volta che siamo stati a Buenos Aires?
LUCA    Ecco, anche questo, non sai cosa pagherei per farlo… ballare con te, di nuovo. Il nostro tango.
SANDRA        Lo faremo presto! È la prima cosa che faremo quando usciremo dopo il trapianto.
LUCA        Sì. Non vedo l’ora.
SANDRA        Anch’io…
LUCA        Scusa, ti ho interrotto.
SANDRA        Non importa, dicevo… Ti ricordi quella domenica che col gruppo di tango abbiamo fatto…
LUCA        …Quella gita assurda con quella specie di stregone?
SANDRA        E tu ed io abbiamo provato quella roba amarissima.
LUCA        La droga degli sciamani…
Sandra annuisce.
LUCA    Che dovevamo avere chissà quali visioni e invece abbiamo vomitato tutto il giorno. Chi se la dimentica…
SANDRA        C’è una cosa che non ti ho detto. Io… una visione l’ho avuta.
LUCA        Mi avevi detto… che non avevi visto niente.
SANDRA        Perché tu non avevi visto niente e mi dispiaceva… aver visto qualcosa solo io.
LUCA        Sei stupidina, lo sai?… E cos’è che hai visto?
SANDRA        Noi due. Ma non eravamo solo lì, in quel momento. Eravamo in tanti luoghi diversi, in momenti diversi. Ma allo stesso tempo. Come se ci fossero tante dimensioni parallele. In una eravamo giovanissimi, come quando ci siamo conosciuti. In un’altra eravamo già vecchi. In altre eravamo diversi. Non so dirti come, ma diversi. Però eravamo sempre noi.
LUCA        Sembra bello…
SANDRA        Non era come un sogno qualsiasi. Era proprio come se vedessi finalmente la realtà come è davvero. Come una rivelazione.
LUCA        Io… ci credo.
SANDRA        Allora, devi pensare che in una di queste dimensioni questa malattia non è mai esistita. E in un’altra, è esistita ma sei già guarito. E noi siamo già lì, anche se non lo sappiamo…
Luca sorride, la accarezza.
LUCA        Cosa sarà di noi?
SANDRA        Tutto il bene possibile.

Buio su di loro. Luce su Lili.

LILI    Se davvero vivessimo tante vite, in altrettante dimensioni parallele, come pensa Sandra… allora, in una di esse, Ada potrebbe non aver mai conosciuto Marco.

Ada, sola al tavolino, si cambia pettinatura, inforca un paio di occhiali. Comincia ad esaminare la piantina di un appartamento, segnando qualcosa a matita.

LILI    Potrebbe starsene nello stesso luogo, ma essere un po’ miope. Avere un’altra pettinatura. E potrebbe essere in attesa di qualcuno. Per esempio di Pietro. Dopo trentacinque anni, due mesi e quattordici giorni da quella volta ai giardinetti, Pietro, Gino e Domenico erano ancora compagni inseparabili. Il doversi barcamenare continuamente fra i suggerimenti dei suoi due amici non consentiva a Pietro di essere particolarmente agile nelle decisioni. Anche dover fare tutto prima con la destra e poi con la sinistra non aiutava. Forse per questo si era deciso a mettere su casa con qualche anno di ritardo rispetto ai suoi coetanei. Forse per questo, a parte qualche storiella senza importanza, era ancora solo. Forse per questo, nonostante non nutrisse alcuna propensione per la medicina, aveva finito per fare il medico, come suo padre. La scelta della specializzazione fu tutt’altro che facile. Ma alla fine Pietro era diventato un buon anestesista. Immaginava che i suoi pazienti avessero, quando occorreva il suo intervento, un gran frastuono nella testa, fra il desiderio e la paura. Ed era contento di aiutarli a dormire.

Buio su Lili.
Pietro raggiunge Ada affannato, seguito da Gino e Domenico. A discrezione della regia, in questa e nelle scene successive Pietro metterà in atto, cercando di non farsi notare, il suo rituale scaramantico “destra-sinistra”.

PIETRO        Mi scusi, sono in ritardo, lo so. È molto che aspetta?
DOMENICO    Certo che è molto, si vede che è un tipo puntuale. Già ti odia. Ci farà pagare il doppio.
ADA        No, no, non si preoccupi. Anch’io sono arrivata da poco…
Entra Il Desiderio Di Ada. Che, per comodità, chiameremo Gina.
GINA    Scusa perché non gli dici che stai qui da un’ora? E che il tempo si paga?
ADA                Sì, insomma, non da tanto…
Le raggiunge La Paura Di Ada. Che per comodità chiameremo Domenica.
DOMENICA    Non glielo dice perché non siamo architetti affermati. Abbiamo appena aperto lo studio. Dobbiamo essere simpatiche e disponibili.
ADA    Però così ho avuto il tempo di studiarmi meglio la piantina della sua nuova casa… e ho avuto un sacco di idee!
GINO                Mi piace! È una creativa!
DOMENICA        Così sembra che finora ti eri girata i pollici!
PIETRO            Ha già disegnato una proposta…
DOMENICO        Beh, la paghiamo…
GINA                Una? Tiragli fuori le altre!
ADA    Sì, veramente, più di una. Anche per capire un po’ i suoi gusti… (gli mostra i progetti)
GINO                È sensibile…!
DOMENICO        La finisci? Non la dobbiamo rimorchiare.
PIETRO            (esamina i progetti) Dunque, mi aiuti…
GINO                Sì, ci aiuti!
ADA    Ecco, nella prima ipotesi buttiamo giù praticamente tutto…
DOMENICO        È pazza! Quello è un muro portante!
GINO                È temeraria…!
DOMENICA    Proprio da questo dovevi iniziare? Non lo vedi che è un tipo un po’ borghese?
GINA                Appunto, svegliamolo!
DOMENICO    Non ci serve un architetto temerario! Lo avevo detto che era meglio un geometra…
PIETRO            Ma questo non è un…
GINA                Ha un certo fascino… antico…
DOMENICA        Sembra tuo nonno.
ADA    Un muro portante, sì, ma vede ho lasciato due colonne. Sono assolutamente in grado di sopportare il peso del soffitto.
GINO                Ha lasciato le colonne!
ADA                Non si preoccupi, so quello che faccio.
GINO                È sicura di sé!
DOMENICO        La smetti?
GINO                Di fare che?
ADA                Comunque… questa è solo la prima proposta…
DOMENICA        Ecco, passa alla due…
DOMENICO    Smettila di pensare a lei come donna! È un architetto!
GINO                È una archi-tetta. A.
DOMENICO        L’avevo detto che era meglio un uomo…
GINO                A proposito…
DOMENICO        Ti ricordo che ci stiamo ancora leccando le ferite.
GINO                Che sarà, una quarta?
GINA                Ci sta guardando il seno…
DOMENICA        Copriti!
Ada si copre un po’.
GINA                Che carino, è arrossito!
PIETRO            Cioè, in questo modo… sarebbe un open space…
GINO                Un meraviglioso luogo da scortico!
ADA                Esatto. Per sfruttare tutta la luce!
DOMENICO        Noi non siamo tipi da scortico! Ci innamoriamo!
DOMENICA        Passa alla due!
ADA    Ma in questa… la seconda proposta, vede… sono previste delle pareti scorrevoli.
DOMENICO    Meglio. A noi non piacciono i luoghi troppo aperti.
PIETRO            Interessante…
GINA                L’hai colpito!
DOMENICA    Interessante si dice quando una cosa ti fai schifo e vuoi essere carino…
ADA    E poi c’è la terza. Qui resta tutto com’è, vede, stanza da letto…
GINO                Ha pensato subito al letto…
DOMENICO        No, tu hai pensato subito al letto!
DOMENICA        Scusa, perché hai iniziato dalla stanza da letto?
GINA                È importante la stanza da letto…
ADA    Qui resta il salone... però un po’ più piccolo, perché qui ho ricavato un’altra stanza e un secondo bagno.
DOMENICO        Che ci facciamo con un secondo bagno?
PIETRO            Un secondo bagno…
ADA                E incredibile quanto i bagni non bastino mai!
GINA                Ha dei bellissimi occhi…
PIETRO            E la seconda stanza, cioè, sarebbe tipo studio?
ADA    Ecco, l’idea era di uno studio che potesse anche servire da stanza degli ospiti…
GINO                Sarà sposata?
DOMENICA        Non lo fissare! Lo stai fissando!
DOMENICO        Perché ci guarda così?
GINO                Le piacciamo… falle lo sguardo da cagnolino…
GINA                Ha degli occhi da cucciolo…
DOMENICA    Ve lo devo ricordare io che ci stiamo ancora leccando le ferite?
DOMENICO    Sarà sposatissima! O comunque impegnata! Una così non resta libera…
GINO                Niente fede…
GINA                Cerca di capire se è impegnato…
ADA    … o anche… in un futuro, potrebbe diventare la stanza dei bambini.
DOMENICA        Mezze misure mai, eh!
PIETRO            Beh, io non ho bambini…
GINA    Ti ricordi quel cagnolino nel negozio di animali, quello con gli occhioni dolci? Ci guarda come lui… Vuole che lo compriamo…
ADA                No, certo, nemmeno io.
DOMENICA        Non credo che gliene freghi qualcosa.
PIETRO            Al momento non sono nemmeno fidanzato…
GINA                Sì che gliene frega qualcosa!
DOMENICO        Mi sta salendo l’ansia…
ADA                Nemmeno io…
GINO                Le piacciamo una cifra…
DOMENICO    E perché una così sarebbe libera, eh? È chiaro che ha qualcosa che non va…
GINO                Sono sei mesi che non facciamo sesso!
Pietro sorride estasiato.
DOMENICA        Mi sta salendo l’ansia…
GINA                Trattieniti… vuoi che ci prenda per una pazza?
DOMENICA        Lo devo fare…
GINA                Anch’io!
Ada, Gina e Domenica compiono insieme un buffo rito scaramantico: tre passi e un saltino.
PIETRO            Deve andare?
Ada si risiede immediatamente.
ADA                No… no, no.
GINA                Vai con la balla… ballona… scusona…
ADA    Mi si stava addormentando… un piede. Mi succede, col caldo…
GINO                È un rito…
DOMENICO        È pazza…
GINO                È come il nostro destra-sinistra…
DOMENICO        Appunto, è pazza. E ci sta rifacendo casa…
GINO                È l’altra metà della mela…
PIETRO            Ma… perché non ci diamo del tu?
GINA                Sììììì!!!!
DOMENICA        C’ha creduto…
ADA                Volentieri…
GINO                È fatta…
PIETRO            Non so… sono tre belle proposte, io…
DOMENICO        Ci dobbiamo pensare.
ADA                Ci deve pensare, certo…
GINA                Ci diamo del tu.
ADA    Tu ci devi pensare… Ti ho portate delle copie, ecco, puoi pensarci con calma…
PIETRO            Grazie… pensi proprio a tutto…
GINO                Stiamo sul pezzo.
PIETRO            E magari ci rivediamo…
GINA                Sul pezzo!
ADA                … domani.
DOMENICA        Così pensa che non abbiamo niente da fare!
ADA    No, domani… scusa, domani ho una serie di riunioni…
GINO                Stiamo sul pezzo…
PIETRO            Dopodomani?
DOMENICA        Facciamo passare una settimana, almeno…
ADA                Dopodomani è perfetto!
PIETRO            Allora, a dopodomani…
GINO                Non vedo l’ora!
GINA                Non vedo l’ora…
DOMENICA        Niente, se non sbrachiamo non siamo contenti.
Ada, con Gina e Domenica, si avviano ad uscire.
DOMENICA        Ci guarda…
GINA                Vai col fianco!
Ada ancheggia sensuale.
DOMENICA        Meno!
Ada smorza… Prima di uscire le tre fanno il loro rito scaramantico.
DOMENICO    Ho bisogno di qualcosa da bere…un’aranciata…
GINO            Una wodka…
PIETRO            (come a un cameriere) Scusi…
DOMENICO        Già stiamo mettendo su casa…
GINO                Casa nuova, vita nuova!
DOMENICO        Che bisogno c’è di una... di una… storia!
GINO    Chi ha parlato di una storia! Magari ci facciamo qualche sana scopata e ciao!
DOMENICO        Quella, ciao, ce lo dice lei. Ciaone.
PIETRO    (fa un gesto di richiamo al cameriere con la mano destra) Una camomilla, per favore!
Ripetono tutti e tre il gesto con la sinistra.

La Donna scatta in piedi:
DONNA            Cosa succede? Aiuto!... Che sta succedendo, si può sapere?
TUTTI            Cosa? Che c’è? Si sente male? Un attentato?
LA DONNA        Non ho campoooo!!!!
TUTTI    Non c’è campo?... Ma come, sto chattando… Ha ragione… Non c’è più campo!
Continuando a gridare a battute a soggetto tutti gli attori cercano un luogo in cui ci sia campo. Una volta trovato, si schierano inavvertitamente in una fila.
Ciascuno per proprio conto, ma simultaneamente, “sfogliano” un qualche social network. Ogni tanto mettono un “like”.
Nel corso dell’intera scena, gli attori faranno seguire alle battute le rappresentazioni degli emoticons più popolari. Solo a titolo di esempio, alle prime battute seguono delle indicazioni. I successivi emoticons (che possono essere rafforzativi, addolcenti, a contrasto…) sono a discrezione della regia.
RAGAZZO 1        Ciao. Occhiolino.
RAGAZZA 1        Ciao. Sorrisino.
RAGAZZO 1        Sbaglio o non è la prima volta che ti piace un mio post? Sorrisone.
RAGAZZA 1        Ah sì? Sorrisino.
RAGAZZO 1        Anch’io ho messo mi piace a diverse foto tue. Cagnolino scodinzolante.
RAGAZZA 1         Grazie. Occhiolino.
RAGAZZO 2        Ciao.
RAGAZZA 2        Scusa sono entrata per un attimo ma ho molto da fare…
RAGAZZO 2        Sì infatti è da un po’ che non ti vedevo.
RAGAZZA 2        (fra sé) Fatti una domanda, no?
RAGAZZO 2        Ci sei ancora?
RAGAZZO 3        Ciao!
RAGAZZA 3        Ehi, ciao.
RAGAZZO 3        Davvero hai capito chi sono?
RAGAZZA 3        Ma certo! (fra sé) Oddìo chi è?
RAGAZZO 3        Non sei il tipo che mette tante foto, eh?
RAGAZZA 3        No infatti…
RAGAZZO 3        Mi piace…
RAGAZZO 1        Ciao.
RAGAZZA 1        Che fine avevi fatto?
RAGAZZO 1        Niente, un po’ di casini.
RAGAZZA 1        Allora bentornato.
RAGAZZO 1        Grazie.
RAGAZZA 1        Scusa… ho un seccatore…
RAGAZZO 1        Mmmm… uno che gli piaci?
RAGAZZA1        Tipo.
RAGAZZO 2        Ci sei?
RAGAZZA 2        Sì sì.
RAGAZZO 2        Che ne dici se una volta di queste ci vediamo?
RAGAZZA 2        In che senso scusa?
RAGAZZO 2        Dài, lo hai capito.
RAGAZZA 3        Ciao.
RAGAZZA 1        Ciao.
RAGAZZO 3        Ciao.
RAGAZZO 2        Forte, ti sei messa su Facebook!
RAGAZZA 1        Già.
RAGAZZO 2        Così diventiamo amici!
RAGAZZA 1        Ma non lo siamo già?
RAGAZZO 2        Ma così parliamo.
RAGAZZA 1        Perché prima no?
RAGAZZO 2        Quanto sei snob…
RAGAZZA 1        Se lo dici tu.
RAGAZZO 2        Sì, vedrai, così stiamo in contatto…
RAGAZZA 1        Ma viviamo insieme!
RAGAZZO 2        Guarda che se parti così tanto vale che esci…
RAGAZZA 3        ma sei l’amico di Giorgio che stava alla festa
RAGAZZO 3        Sì!
RAGAZZA 3        Posso dirti una cosa?
RAGAZZO 3        Certo!
RAGAZZA 2        Ho la sensazione…
RAGAZZA 2        Ci sei?
RAGAZZO 1        Sì sì.
RAGAZZA 3        Mi sa che non te lo dico.
RAGAZZO 1        E dài!
RAGAZZA 3        E va bene.
RAGAZZO 1        Sto aspettando…
RAGAZZA 3        A volte penso che mi capisci solo tu.
RAGAZZO 2        Anch’io!
RAGAZZA 1    Cioè che come parlo con te non riesco a parlare con nessuno…
RAGAZZO 2        Per me è la stessa cosa!
RAGAZZA 1        Senti…
RAGAZZO 1        Dimmi.
RAGAZZA 2        E se ci vedessimo?
RAGAZZA 3        Ciao.
RAGAZZO 2        Ciao.
RAGAZZA 1        Ci sei?
RAGAZZA 3        Bello quel post che hai messo…
RAGAZZO 2        Sei l’unica che lo ha notato!
RAGAZZA 3        Per me i valori sono importanti…
RAGAZZO 2        Sei proprio tu quella della foto?
RAGAZZA 1        Ci sei ancora?
RAGAZZO 2        Sì sì scusa…
RAGAZZA 1        Allora che ne dici?
RAGAZZO 2        Di cosa?
RAGAZZA1        Se ci vediamo…
RAGAZZO 3        Ciao.
RAGAZZA 2        Ciao. Scusa sto parlando con uno…
RAGAZZO 3        Ti va se ci vediamo stasera?
RAGAZZA 2        Senti… te lo posso dire fra un po’?
RAGAZZA 3    Questo è il mio ultimo messaggio. Ho deciso di fare un po’ di pulizia.
RAGAZZO 3        Fa’ un po’ come ti pare.
RAGAZZA 1        Ma che cazzo perché non mi rispondi?
RAGAZZO 1        Ciao.
RAGAZZO 2        Ciao.
RAGAZZA 1        Guarda che lo so che ci stai e mi hai bloccato!!!
RAGAZZO 2        Ti ho sognato stanotte.
RAGAZZO 3        Mmmm…
RAGAZZO 2        Vuoi sapere che facevi?
RAGAZZA 2        Sì sì…
RAGAZZO 3        Certo!
RAGAZZA 1        Ma che cazzo, mi hai bloccato?!?
RAGAZZO 2        Mi è piaciuto ieri sera.
RAGAZZA 1        Che cazzo, sei uno stronzo.
RAGAZZA 2        Ciao.
RAGAZZO 1        Ciao.
RAGAZZO 3        Ti va di venire a una festa?
RAGAZZA 3        Ma chi sei?
RAGAZZA 1        Indovina…
RAGAZZO 3        L’amica di Anna?
RAGAZZA 2        Può darsi…
RAGAZZO 2        Quella rossa?
RAGAZZO 1        Mi va di rivederti…
RAGAZZO 3        La bionda?
RAGAZZA 1        Mi hai sentito?
RAGAZZO 2        Però questi giorni ho un sacco di cose da fare.
RAGAZZA 3        Indovina…
RAGAZZO 3        Vabbé, tanto sono tutte carine le amiche di Anna…
RAGAZZA 2        Sono quella con i pantaloncini.
RAGAZZO 1        Ah!
RAGAZZA 3        Già…
RAGAZZO 2        io sto ai Caraibi.
RAGAZZA 1        Ciao.
RAGAZZA 2        Ciao.
RAGAZZA 3        Ci sei?
RAGAZZO 2        Ciao!!!
RAGAZZA 1        Ma che fine hai fatto?
RAGAZZO 3        Ciao.
RAGAZZO 2        Sei proprio una stronza!
RAGAZZA 3        Ciao.
RAGAZZA 2        Parliamo un po’?
RAGAZZA 3        Ciao.
RAGAZZA 1        Devo andare.
RAGAZZO 1        Ciao…
RAGAZZA 2        Allora?
RAGAZZO 3        Ciao!
RAGAZZA 2        Ma vaffanculo!
RAGAZZO 1        Ciao ciao…
RAGAZZO 2        Scusa. Ma a me mi piace così.
RAGAZZA 1        Ciao.
RAGAZZO 1        Ciao.
RAGAZZA 2        Ciao.
RAGAZZO 2        Ciao.
RAGAZZA 3        Ciao.
RAGAZZO 3        Ciao.
Finite le battute, gli attori continuano a interpretare solo gli emoticons, a soggetto, sempre più convulsamente. Raggiunto un apice, cinque di loro si bloccano.

RAGAZZA 1        Ehi?.. Sorrisino. Non rispondi?... Sorrisone.
RAGAZZA 2        Oggi sarebbe stato il tuo compleanno. Tanti auguri, ovunque sei.
RAGAZZA 3        Manchi.
RAGAZZO 2        Non ti conoscevo molto, ma mi sei sempre sembrato un tipo carino.
RAGAZZO 3    A volte ti penso e mi va di scriverti. Magari puoi leggere, lì dove sei ora.
RAGAZZA 1    Oh scusa. Faccina imbarazzata. Non avevo capito che eri morto. Cuoricino.

Il pubblico è invitato a seguire gli attori presso…
…il bancone del bar. Marco è già lì. Lili gli versa da bere.
MARCO        Ci sono persone che si accontentano di cose finite, ma le vogliono perfette. Poi ci sono quelle che si accontentano di cose finite e imperfette. E poi…
LILI            Ci sei tu.
MARCO        Ci sono quelli che inseguono l’infinito.
LILI            L’infinito perfetto.
MARCO        Vuoi sapere cos’è per me l’infinito?
LILI            Dimmelo.
MARCO        Un profumo, che non ricordo più dove ho sentito. L’unica cosa di cui sono certo è che appartenesse ad una donna.
LILI            E di cosa sa questo profumo?
MARCO        Terra bagnata di pioggia. Limone. E rosmarino. È quello che cerco, in tutte.
LILI            Bella scusa per scoparsi chiunque.
MARCO        È un profumo segreto. Lo si può sentire solo nell’intimità.
LILI            Certo.
MARCO        Ho conosciuto una donna.
LILI            Sì, che numero è? La mille e tre? La mille e quattro?
MARCO        Sei gelosa anche tu?
LILI            No, lo sai. Né gelosa né fedele.
MARCO        Lo so. Per questo non mi perderai mai.
LILI            Ma sentiti, che presuntuoso.
MARCO        Il tuo profumo si avvicina a quello che cerco. Ma non è esattamente quello.
LILI            Non è esattamente quello perché io non voglio che lo sia.
MARCO        Forse dovrei sentirlo di nuovo.
LILI            Non è il caso. Con me non ci sei riuscito, te lo sei dimenticato?
MARCO        Forse avevo bevuto troppo.
LILI            Forse non ti conviene trovare il tuo profumo.
MARCO        Ho detto che era quasi, il mio profumo.
LILI            Ah ah.
MARCO        Magari potresti farmelo sentire di nuovo, potrei essermi sbagliato.
LILI            Prima o poi.
MARCO        Facciamo ora.
LILI            Non ti conviene.
MARCO        Potrei averla trovata.
LILI            La donna della tua vita?
MARCO        Non faccio altro che pensarci.
LILI            E se fosse? Diventeresti fedele?
MARCO        Può darsi.
LILI            Rischierò.
MARCO        Se fosse, non te ne pentirai?
LILI        Ci sono solo due scopate importanti. La prima e l’ultima. A me piace essere l’ultima.

Lili s’incammina verso la sala attigua. Buio.
Nella sala attigua, luce e le note di un tango richiamano gli spettatori.
La scena rappresenta un salotto. Sandra sta parlando al cellulare.

SANDRA        Dopo la terza, dottore… Sì, alla terza pasticca è cominciato il bruciore… immediatamente, proprio, appena presa… Su tutti gli arti, però sulle gambe è comparso anche l’eczema. Non se la sente di proseguire!... Pensavamo… magari aspettiamo che l’eczema si attenua, e ritentiamo… Lo so che non andrebbe sospesa, ma non ce la fa, sta troppo male. Dottore, è inutile che me lo ripeta, so tutto, mi è chiarissimo, il trapianto non ha funzionato, questa cura sperimentale è l’unica speranza, è un miracolo che ci siamo rientrati,  ma Luca… non la regge… La devo lasciare, la richiamo.
Sandra si ricompone appena in tempo. Luca entra. Cammina appoggiandosi a un bastone. Sandra si precipita a sostenerlo.
SANDRA            Mi potevi chiamare, ti aiutavo…
LUCA            Ce la faccio… cosa dice?
SANDRA            Chi?
LUCA            Non parlavi col primario?
SANDRA    Che… possiamo sospendere e appena stai un po’ meglio riprovare…
LUCA            Sì?
SANDRA    Ecco… Se te la sentissi di andare avanti, sopportando queste reazioni… sarebbe meglio…
LUCA            No.
SANDRA    Va bene lo stesso. Ci riproviamo appena il bruciore… va già un po’ meglio, no?
LUCA            In quanti casi ha funzionato? Questa cura?
SANDRA            Esiste da così poco…
LUCA            Già. Le cavie siamo noi.
Sandra lo aiuta a sedersi, a stendere le gambe.
LUCA    Forse dobbiamo cominciare a pensare a un piano B…
SANDRA            Ma il primario ha molta fiducia in …
LUCA            (la interrompe) Sai cosa dobbiamo fare?
Sandra non risponde, non capisce.
LUCA            Esercitarci… a leggere i nostri pensieri.
SANDRA            Cosa?
LUCA    Per essere sicuri di riuscire a parlarci, in ogni caso.
Sandra non risponde, turbata. Luca cerca di sdrammatizzare.
LUCA    Se per esempio vengo ricoverato di nuovo, e non ti fanno dormire nel reparto… è già successo, no?
SANDRA            Sì, è già successo…
LUCA            Cominciamo, dài.
SANDRA            Ora?
LUCA    Non mi guardare… Ora io penso una cosa… una frase. E tu liberi la tua testa… e ascolti…
Un silenzio.
SANDRA            Va bene.
Luca si concentra, ad occhi chiusi. Sandra esita. Poi anche lei chiude gli occhi.
LUCA            Hai sentito qualcosa?
SANDRA            Non lo so… Ho delle parole nella testa ma…
LUCA    Prova ancora… lo penso di nuovo… la stessa cosa…
Di nuovo Luca si concentra. Sandra fa lo stesso.
LUCA            Allora?
SANDRA            Non so, hai detto… qualcosa sul ballo…
LUCA    Brava, quasi… Ho detto: balleremo ancora. Ora tu.
SANDRA            Io?
LUCA            Tu pensi e io ti ascolto.
Si concentrano.
LUCA            (sorride) Hai detto: tutto il bene possibile…
SANDRA            Sì!... L’hai sentito davvero?
LUCA            Certo!
SANDRA    Non ci stiamo davvero parlando… il ballo… tutto il bene possibile… sono le prime cose che ci vengono in mente… sono le cose più ovvie…
LUCA    Sono le prime cose che ci vengono in mente, sì… ma tu hai pensato e io ho sentito, e io ho pensato e tu mi hai sentito…
SANDRA            Davvero?
LUCA            Possiamo farcela. Potremo parlarci sempre.
SANDRA            Facciamolo ancora…
LUCA            Ascolta…
Si concentra. Sandra fa lo stesso.
SANDRA            Hai pensato?
LUCA            Sì…
SANDRA            Lo vedi, non funziona… non ho sentito niente…
LUCA    Forse perché ho detto una cosa che non vuoi sentire.
SANDRA    Non sento niente… non ci possiamo parlare così…
LUCA            Ti ho chiesto…
SANDRA            Cosa?
LUCA            Ti deludo… se…
SANDRA            Tu non mi deludi mai…
LUCA            Se smetto di combattere?... Ti deludo?
SANDRA            Che vuoi dire?
LUCA            Sono così stanco.
Sandra lo abbraccia.
SANDRA    È solo un momento. Ne abbiamo passati altri… anche peggiori. Ora è che… hai avuto questa reazione, ma già domani starai meglio, e riprenderemo questa cura sperimentale e vedrai che…
LUCA            Sandra…
SANDRA            Sì.
LUCA    Io ho bisogno di sapere che se proprio non ce la faccio, tu mi capisci.
SANDRA            Io ti capisco sempre…
LUCA            Che non ti deludo.
SANDRA            Tu non mi hai mai deluso.
LUCA            Che ce la farai anche senza di me.
Sandra non risponde, piange silenziosa.
LUCA            Mi aiuti a tornare a letto?
Sandra annuisce. Lo aiuta ad alzarsi, lo stringe forte. Poi lo sostiene fino ad uscire.

Da fuori:
ADA                Pietro…?
Entra Ada con Domenica. Ora, la scena rappresenta la casa che Pietro deve ristrutturare.
ADA                Pietro…? Ci sei?
DOMENICA        Ovviamente no, quando mai è puntuale!
Ada sorride intenerita. Poggia borsa e soprabito.
DOMENICA        Si può sapere che intenzioni hai?
ADA    Ecco, in ogni caso pensavo a una cosa minimale ma con qualche pezzo di design un po’ importante…
DOMENICA        Con lui!
ADA                Ma figurati!…
DOMENICA        Ti sei fatta la ceretta all’inguine.
GINA                (entrando) Per fortuna, sembravamo un gatto!
DOMENICA        Sei arrossita…
ADA                Ma no!
GINA                Che male c’è, è un ragazzo così carino…
DOMENICA        Appunto: è un ragazzo!
GINA    Ha solo cinque anni meno di noi! Le donne vivono di più, è perfetto.
Arriva Pietro trafelato.
PIETRO            Scusa, scusa, scusa… sei qua da tanto?...
DOMENICA         Nooo, che dici…
DOMENICO         Stai schiacciatina tu.
PIETRO    Ho fatto una corsa… mi dispiace ti faccio sempre aspettare…
ADA    Ma figurati… sai una cosa, più vedo questa casa e più penso… no, non te lo voglio dire, non ti voglio influenzare. Devi essere tu a decidere.
GINA                Brava! Morbida, accogliente…
GINO                Lei vuole la tre. Quella con la stanza dei bambini.
DOMENICO        Noi no.
PIETRO    Ormai mi ci sveglio di notte. Mi alzo e mi riguardo le tue proposte… è che sono tutte belle…
ADA                Grazie!...
GINA                È pazzo di noi…
PIETRO            È vero,  sei bravissima.
DOMENICA    Leccaculo. Come Valerio, te lo ricordi? Tanti complimenti, e poi si sbatteva quella zoccola di Annamaria.
GINO                Mai fatte queste porcate!
ADA    Sai, più che altro, devi pensare a che vita vuoi fare nei prossimi anni…
DOMENICO        L’hai sentita? Questa vuole una cosa seria!
PIETRO            Non è che così sia più facile…
GINA                L’hai terrorizzato! Guardalo, suda…
ADA                Figurati, dillo a me!
Ada esegue il suo rito, insieme a Domenica e Gina.
GINO                La adoro quando fa quel suo saltino!
DOMENICO    Sì, però se ci mettiamo con lei, la facciamo vedere da uno bravo…
GINO                Stiamo sul pezzo!
ADA                Però, per esempio… la seconda stanza da letto…
DOMENICO        Eccola là!
GINO                Pensa a una cosa seria con noi!
PIETRO            Infatti, il dubbio più grosso è su quella.
ADA    Perché un secondo bagno serve sempre… così il tuo lo puoi lasciare in disordine quanto ti pare, un amico lo fai andare nell’altro…
DOMENICA        L’amico va nel suo, noi ci prendiamo l’altro.
PIETRO    Sì, infatti, guarda io per il bagno ormai è come se avessi deciso…
GINA                L’idromassaggio lo mettiamo nel secondo bagno.
ADA                Siamo sempre là. È la stanza…
PIETRO    Perché con il mio lavoro, non è che proprio mi serva uno studio in casa…
DOMENICA        Sì, anestesie a domicilio la vedo difficile.
ADA                Parliamoci chiaro, secondo me ti devi fare una domanda…
PIETRO            Sì, infatti, la domanda è una…
GINA                E fattela, ‘sta domanda!
ADA                Se pensi che prima o poi…
PIETRO            Posso fare una domanda io a te?
DOMENICA/GINA    A     noi?
Domenico, Gino, Domenica e Ada si fanno attentissimi.
PIETRO    No, perché mi hai detto… di avere avuto una storia lunga…
ADA                Sette anni…
PIETRO            E non avevate mai pensato di avere un figlio?
ADA    Beh, sì… figurati in sette anni. A dir la verità più all’inizio che poi… I primi tempi addirittura avevamo deciso i nomi… perché ne volevamo due…
PIETRO            Un maschio e una femmina…
ADA    Veramente no, due femmine. Ero io più che altro a volere due femmine…
PIETRO            No!
ADA                Cosa?
PIETRO    Anch’io, quando penso… insomma che potrei avere dei figli… beh, mi piacerebbero due femmine.
DOMENICO        Ma che dice…
GINO                È vero!... Non te lo abbiamo mai detto…
ADA                No!
PIETRO    Sì!... Non è la prima cosa che abbiamo in comune, eh…
GINO                Non te la fare scappare!
ADA    Vabbè, poi però abbiamo fatto passare il momento…
DOMENICO        In che senso? Non sarà già in menopausa?
GINO                Che t’importa? Tu non vuoi figli…
DOMENICO    Possiamo anche cambiare idea, no?
PIETRO            Nel senso…?
ADA    No, nel senso che litigavamo solo e non era il caso di pensarci.
PIETRO            Ah, ok… pensavo…
DOMENICA        Ma senti che cretino…
ADA                Che fossi in menopausa?
GINO                Ecco, l’abbiamo offesa!
DOMENICO        Senti, certe cose, meglio saperle.
GINO                Mettici una pezza!
PIETRO    Che ne so… non sai in ospedale quante donne vedi che vanno in menopausa presto…
GINO                Prestissimo, proprio!
PIETRO    Menopausa precoce. Ma roba… ventotto, ventinove anni…
DOMENICO        Sì, quindici!
GINA                Fa sul serio…! È interessato alle nostre ovaie…
ADA    Beh, io no, decisamente. Ho ancora un bel po’ di tempo.
GINA                Tanto tempo!
DOMENICA        Due, tre anni al massimo… non ci rilassiamo…
PIETRO            Sì, perché una volta che ci sono…
ADA                La vita cambia.
PIETRO                       Noi oggi come oggi siamo giovanissimi.     
ADA                           Si, infatti, possiamo fare ancora tante cose.
PIETRO                      Ma sì… goderci la vita, viaggiare…
GINA                          Oh si! Un bel viaggio!
ADA                       Mi piace viaggiare!
GINO                Ti vuoi muovere?... Di’ qualcosa di romantico…
DOMENICO        Sì, non possiamo perderla…
PIETRO    Insomma… per la seconda stanza, tu mi consigli di farla.
GINA                Si è lanciato!
DOMENICA        Non ci vede come un passatempo…
ADA    Sai io penso che… se, tipo, una famiglia… tu non la escludi…
GINO                Non mollare lo sguardo… passetto verso di lei…
GINA                Ci sta per baciare…!
DOMENICO    E se la baci e lei ti dice “Che ti sei messo in testa?”…
GINO                Non lo fa… vai sicuro…
DOMENICA    Cosa abbiamo mangiato…? C’era l’aglio su quella bruschettina?
PIETRO    Se non la escludo, meglio avere una casa già pronta…
DOMENICA    Speriamo che non sia di quelli che ti fanno il bagno con la saliva…
DOMENICO    Speriamo che non sia di quelle con la lingua rattrappita …
GINA                Grazie al cielo abbiamo fatto la ceretta…
Si baciano.
GINO/GINA        Sìììì!!!
La cosa si fa più passionale. La luce si abbassa.
DOMENICO        Ce l’abbiamo il preservativo, sì?
DOMENICA        Siamo state precise con la pillola?
GINA                Niente male…
GINO                Ci voleva… accidenti se ci voleva…
GINA    Non facciamo quelle che non chiedono per timidezza… facciamogli subito capire cosa ci piace…
GINO    Pensa che sei un tipo sensibile… vacci lungo con i preliminari…
DOMENICO        Sì, ma non troppo che poi duriamo pochissimo…
GINA                Diglielo che non vai pazza per i preliminari…
DOMENICA    Poi pensa che sei una porca e cambiai idea sulla seconda stanza!
DOMENICO        Oddìo! Ha fatto un’espressione… l’hai vista?
GINO                (mugula) No… avevo gli occhi chiusi…
DOMENICO        Somiglia alla mamma!
Pietro si blocca.
GINO                Beh, a me è sempre piaciuta, la mamma!
Pietro riprende con più slancio. Si va al buio. Mentre Ada e Pietro mugulano:
GINA                Non ti senti… come dire…
GINO                A casa…
GINA                Eh… mi hai tolto le parole di bocca…
GINO                Dici che è la volta buona?
GINA                Lo spero…
I gemiti di Gino e Gina si uniscono a quelli di Pietro e Ada.

IL LOGICO     Lo sapevo. Ci risiamo. Tu non mi ami più come prima! Ma che dici, certo che ti amo!... Allora perché non hai più voglia di fare l’amore? Tutte le storie che ho avuto sono andate a finire così. Nessuna che abbia capito una cosa così semplice… Ma è proprio perché ti amo, che non ho più voglia di fare l’amore!... Con te. Perché con le altre, in effetti, no. Cioè, con quelle che non amo, la voglia ce l’ho. Infatti l’amore lo faccio con loro. Vecchie amiche… conoscenti… amiche della donna che amo… Sì, qualche volta è successo. Me ne vergogno, eh. Ma è successo. Dov’è finita la passione dei primi tempi?... Ma come te lo devo dire? I primi tempi, io, non ti amavo! Non dico che non provavo nulla per te… mi piacevi. Mi eri simpatica. Ci facevamo un sacco di risate… Dìo, se ci divertivamo. A letto, fuochi d’artificio! Giochini… Ma non lo capisci che adesso non è possibile? Adesso che ti amo?... Scusa, rifletti. Ti ricordi quanto mi piaceva prenderti da dietro, all’improvviso, senza preliminari… e scoparti fino a lasciarti senza fiato?... E tu a volte mi dicevi di fermarmi… mi fai male… e io continuavo, di più, più forte… anzi mi eccitava, che mi dicessi così, di fermarmi… Beh.  Ti pare che potrei farlo adesso che ti amo? No, dico… credi che, adesso che tu sei la donna che amo, potrei fare con te tutti quei giochini… pesanti, eh… che facevamo? Sì, sì, lo so… potresti dirmi… almeno facciamolo come quelle coppie che stanno insieme da vent’anni, senza pretese, una volta a settimana, missionario e via… Ma io ti amo troppo per farlo così! Tu sei speciale! Dov’è finita la passione… Se n’è andata con l’indifferenza, ecco dove. Nel momento stesso in cui ti ho detto: “ti amo”, la prima volta, ha cominciato a svanire. Guarda che io per te, mi butterei nel fuoco. Non scherzo. Da te vorrei dei figli. Se riuscissi a scoparti, li vorrei. Solo da te, credimi! E vorrei che ti assomigliassero!... Con i denti grandi come i tuoi, un po’ da coniglietto… e con le orecchie… quanto amo le tue orecchie!... con i lobi un po’ più piccoli del normale… La verità è che, questa storia che si desidera chi si ama… a me non mi è mai tornata. Sì, insomma, questo legame fra amore e sesso… Scusa: per fare sesso, non c’è bisogno di amare, giusto? Allora spiegami perché quando si ama bisogna fare sesso. Ma chi l’ha deciso? Quando? Chi lo dice? Chi lo dice che si può scopare una donna che si ama? E se è vero, avanti, dimmelo: perché non mi sono scopato mia madre? Eh? Dai, forza! Lo vedi che non sai rispondere?
Luce su Lili:
LILI   Il problema, con gli esseri umani, è che di loro ci si innamora.  Gli si vuole bene. Anche quando sono stupidi. Soprattutto, quando sono stupidi. Quando credono in cose tipo: l’amore eterno. Oppure: l’amore trionfa sulla morte. Che può anche essere, non dico di no. Dipende da che significato si dà alle parole… Sandra, ad esempio, credeva che il suo amore per Luca sarebbe bastato a non farlo morire.
Luce su Sandra. Si sta masturbando. Luca la sta guardando. Lei arriva all’orgasmo. Tende la braccia a Luca. Lui l’abbraccia. Si baciano.
Entra Lili.
LILI                Dovresti cominciare a mettere via le sue cose.
Luca si scioglie dall’abbraccio.
LUCA            Ci ha provato.
LILI                Dovresti cercare di fare come fanno tutti. Uscire. Distrarti.
SANDRA            Mi fai la predica? Tu?
LILI                Non è quello che ti dicono tutti?
LUCA            Lasciala stare…
LILI    Potresti fare un viaggio. Non avevate comprato una casa? Dov’era?
LUCA            In Costarica…
LILI                Che c’è in Costarica?
SANDRA            È il luogo più sicuro del mondo.
LILI                Cosa?
LUCA            È vero. Ci eravamo informati.
SANDRA    Politicamente stabile. Non sismico. Praticamente inattacabile da catastrofi metereologiche. Deliquenza pressocché inesistente.
LUCA            Un paradiso.
SANDRA            Non posso andarci. Non voglio essere al sicuro senza di lui.
LUCA            Non eri al sicuro comunque.
Lili nota un tablet. Lo prende.
LILI                Cos’è questo?
SANDRA            Non lo so, niente…
LILI                Un’associazione per il suicidio assistito… è niente?
SANDRA            Non so di cosa stai parlando, ci sarò finita per sbaglio.
LILI                Devi sempre controllare tutto?
LUCA            Dille di non farlo…
SANDRA            Cos’è, ti dà fastidio? Ti toglie l’esclusiva?
LILI    No. Lo capisco. Mi sono sempre chiesta come facciate a vivere così. Senza sapere. Vi amo, per questo. Siete degli eroi.
LUCA            Ti prego.
SANDRA            Shhh!...
LILI    Forse mi sta parlando… non riesco a sentirlo se c’è gente. Devi andare via….    
LUCA            Ti prego.
LILI    Vorrà dirti quello che ti dicono tutti. Quello che non vuoi sentire.
LUCA    Ora ti sembra che non ci possa più essere niente di bello. Ma non è così.
LILI                Che hai passato l’inferno, ma ne uscirai.
SANDRA            Shhh!...
LILI    Hai passato un anno e mezzo terribile. Sei morta con lui. Ma poco a poco riuscirai a non pensare a questi ultimi mesi.
LUCA    Ritroverai i nostri ricordi belli, quelli di prima…
LILI    Lo rivedrai com’era, prima della malattia.
SANDRA            Che stai dicendo?
LILI                Quello che ti dicono tutti. La verità.
SANDRA    Non ho bisogno di rivederlo come’era. Luca era l’uomo più bello del mondo. Sempre. Per favore, vai via.
Lili non si muove.
SANDRA    Vai via. Forse mi sta parlando. Se ci sei tu non riesco a sentirlo. Devi andare via!
LUCA            Sandra…
SANDRA    Tu non capisci… non puoi capire!... Questo anno e mezzo non è stato un inferno. Hai sentito?... Non è stato un inferno!... È stato l’anno e mezzo più bello di tutta la mia vita!... Di tutta la mia vita!...
LILI                Ma per lui, no.
SANDRA    Mi sta parlando e non riesco a sentirlo… non riesco a sentirlo…
LUCA    Per me, no, amore mio.
Buio. Luce su…

LA MATURA    Basta!... Basta, parlare d’amore! O me le scelgo tutte io, le amiche cretine… no, perché se tutte le donne sono così, ci credo che poi hanno bisogno delle quote rosa. Si lamentano che non fanno carriera, grazie, passate tutto il tempo a lamentarvi, a piagnucolare… non mi ama più, ha un’altra, mi ha lasciato… Lasciateli voi, no? Prima. No, è tutto un fatto di maturità. La stragrande maggioranza delle donne, sono immature. Mi dispiace dirlo, eh, io coltiverei volentieri una solidarietà di genere, ma… Io sono sempre stata matura. Anche troppo. Fin da bambina. In che senso?... Beh, sto coi fatti. I fatti sono che gli uomini sono degli stronzi? Siamo tutte d’accordo?... E li devi prevenire! I fatti sono che quasi sempre gli uomini, a un certo punto, ti tradiscono? E tu lascialo prima. Ma prima… prima. Prima che gli venga voglia. Scusate, non si dice: prevenire è meglio che curare? Io sono matura, e i proverbi li seguo. È saggezza popolare, no? Dice… cioè, tu lasci uno anche se lo ami e lui ti ama? Sì. Perché tanto prima o poi, uno dei due si stanca. Se mi stanco prima io, tanto poi lui soffre lo stesso. E se si stanca prima lui? Soffro io? Eh no! Ve lo scordate! Non sapete quante donne vedo che si rovinano la vita così. Per aspettare. Per vedere come va… Ma come deve andare? Prima fra tutte, mia madre. Notti ha passato, a piangere. Perché mio padre l’aveva lasciata, dopo anni che litigavano. Io ero piccola. La sentivo dalla mia stanza… smettila, mamma!... Ti prego, smettila, mamma… non piangere, mamma!... La sentivo piangere, e pensavo… che cretina! Immatura, poveretta. Dice, scusa, ma come fai a capire quand’è il momento di lasciare qualcuno, se non aspetti che finisce l’amore?... Ancora?... Ma allora oltre che l’immaturità, ci sta pure l’ignoranza! Scusate, ci sono degli studi, no? La fase dell’innamoramento dura fra l’anno e mezzo e i due anni e mezzo. Io, dopo due anni, lascio. No, non glielo dico prima, ovvio. Non sono mature le donne, sono maturi gli uomini, secondo voi? No, no. Prima, non gli dico niente. Quando arriva il giorno del secondo anniversario, gli mando un messaggino. Sì, un messaggino. Perché altrimenti… figurati, domande su domande… ma come, ci amiamo, ma perché… Non è gratis, eh. La maturità. Perché quanto meno, dopo, devi cambiare cellulare. Ma come si dice, chi bello vuole apparire, un poco deve soffrire. Più o meno il senso è quello, no? E domani… domani tocca a Franco. Quanto è carino… La settimana scorsa siamo andati a Parigi. Mi ha portato sulla torre Eiffel, si è inginocchiato… pareva un film! Quando l’ho raccontato alle mie amiche, un’invidia!... Si è messo la mano in tasca e ha tirato fuori questo… (mostra un anello). Bello eh? E mi ha chiesto di sposarlo. Io? Gli ho detto di sì… Oh, io lo amo, Franco! Ci sto da due anni… e sono stati due anni meravigliosi. È quello, sulla torre Eiffel… è stato il momento più bello della mia vita… una felicità così, non pensavo neppure che si potesse provare… Come, e allora?... Certo che domani lo lascio. Sono passati due anni. Poi scusa, una cosa così bella, ti pare che la rovino?... Ma sì, certo… che un po’ mi mancherà… Ma che vi credete, che sia facile, essere maturi?

Buio. Luce in salotto. Gino e Domenico giocano a carte in un angolo. Gina si sta limando le unghie. Domenica legge un libro di psicologia. Pietro se ne sta seduto, come guardando la televisione (che è il pubblico). Ada lo raggiunge. Gli si siede vicino, si abbracciano. L’atteggiamento è quello di chi sta insieme da un po’. Pietro sbadiglia.
ADA                Sei stanco, amore?
PIETRO    Dodici ore di sala operatoria… e domattina nemmeno posso dormire.
ADA                Ma non sei di turno, domani!…
PIETRO    No, ma è che ho promesso a mamma di aiutarla con certe pratiche…
DOMENICA         (lascia il libro) Siamo sicure che sia la mamma?
ADA                Ah…
PIETRO            Che c’è, amore?
ADA    No, è che… pensavo che potevamo dormire, così mi ero portata tutto qui…
GINA                Brava, fallo sentire in colpa!
PIETRO            Se vuoi dormire qui non c’è problema, eh…
GINO                Sì, che magari ci scappa anche la buonanotte…
PIETRO    Guarda, quando mi sveglio mi vado a preparare nell’altra stanza, così non mi senti. Tu ti svegli quando vuoi…
DOMENICA        Non ci vuole proprio con lui…
ADA                Che pratiche sono?
PIETRO            Cosa?
ADA                Quelle di tua madre.
PIETRO    Guarda, una cosa di cui ci capisco meno di lei… un garage da riaccatastare, sai…
ADA                Beh, ma vi posso aiutare io!
GINA                Bravissima! Ci presentiamo in famiglia!
DOMENICO        Lo sai com’è la mamma…
PIETRO            No, no, non voglio proprio che ti disturbi.
DOMENICA        Gatta ci cova!
ADA    Ma nessun disturbo! Scusa, ci svegliamo insieme, andiamo da tua madre, risolviamo questa storia e poi pranziamo insieme… magari andiamo al mare, se è una giornata come oggi…
DOMENICA         È una giornata come oggi. Abbiamo visto le previsioni.
GINO                Una fritturina di pesce…
DOMENICO        È troppo presto, ok? Troppo presto…
PIETRO    Semmai facciamo che vado da mia madre, poi ti ripasso a prendere…
ADA    Ma guarda che non è un disturbo, che fai, i complimenti?
PIETRO            Ma no, è che…
GINO                Forza, portiamocela!
DOMENICO        Vai con la scusona! Non dirle la verità!
PIETRO             Potresti venire, ma non ti conosce…
ADA                Appunto, così ci conosciamo!
PIETRO    È che mia madre … è un tipo un po’ particolare, gli estranei la mattina…
GINO                Sei cretino?
ADA/GINA/DOM.    Gli etranei?...
DOMENICO        Facciamola sentire in torto!
PIETRO    Ora non mi mettere in bocca cose che non ho detto…
GINO                Così!
PIETRO            È chiaro che per me tu non sei un’estranea…
DOMENICO        Puoi fare di meglio…
PIETRO            Però per lei sì, perché non ti conosce!
GINO                Nooo…
ADA                Ma anche lei sarà curiosa di vedermi, no?
PIETRO            Beh…
ADA    Lo saprà che stiamo insieme, sono sei mesi che stiamo insieme!
PIETRO            Ada, te l’ho detto, è un tipo particolare…
GINA                Non lo sa.
ADA                Mi stai dicendo…
DOMENICO        Ho sonno, ho sonno, non voglio litigare…
ADA                …che tua madre non sa che io esisto?
GINO                Possiamo ancora recuperare…
ADA    E io, pensa… io che oggi mi sono svegliata con il pensiero di proporti… insomma di chiederti… perché non andavamo a vivere insieme!
DOMENICA        Quando lo avete pensato?
DOMENICO        Non possiamo recuperare…
GINO                Dille di sì!
DOMENICO        Ma che, hai fumato?
ADA                Pensa che cretina!
GINA    Andiamo, che è la volta buona! Si sente in colpa per la mamma! Se te la giochi bene lasciamo il monolocale!
DOMENICA        Mi piace quel monolocale…
ADA    No, perché sinceramente, dormiamo una notte tu da me, una io da te… anche a livello economico non è una grande trovata… e mi ero immaginata, sai cosa? Pensa che cretina!
GINA                Vai col sentimentale… abbassa la voce…
ADA                Che tu mi avresti baciato contento!
GINA                Così… lacrimuccia…
ADA                Mi avresti detto… te lo stavo per proporre io!
PIETRO            Amore… ti prego non fare così…
GINO                Quando piange è irresistibile…
GINA                Pensa a quando è scappato il nostro gattino…
PIETRO            Amore… non litighiamo per così poco…
DOMENICO         Non possiamo andare a vivere insieme.
GINO                Sì che possiamo…
DOMENICO        Siamo appena andati via da casa di mamma…
GINA                Fatti incontrovertibili!
ADA    Guarda che è un fatto…sembriamo proprio anime gemelle, eh! Me lo hanno detto anche le mie amiche…
DOMENICA        Veramente ci hanno detto che era noioso…
DOMENICO        Le sue amiche… quelle ritardate.
GINO    Lo avrà pensato anche quella bionda carina? Come si chiamava…
GINA                Stringilo!
ADA                Allora?
PIETRO            Allora…
DOMENICO    Se la porti da mamma senza preavviso non ce lo perdona!
GINO    Beh, io non l’ho mai perdonata quando non ci ha comprato il costume da Batman!
PIETRO    Allora… abbiamo un sacco di tempo per conoscere la mamma… non è che proprio domattina…
GINA                Chi se ne frega della mamma!
ADA                Sto parlando di andare a vivere insieme!
DOMENICO        Cazzo l’ha detto.
GINO                Quando è così decisa mi fa impazzire…
DOMENICA    Non era il caso… non sono proposte da farsi quando si sta litigando… Potrebbe dire di no sull’onda emotiva…
GINO                Senti… buttiamoci!
GINA                Sull’onda emotiva può dire di sì!
PIETRO            Ma certo che voglio vivere con te…
DOMENICO        Nooo… no no no no noooo…
GINA                Ha detto di sì!
ADA                Davvero?
PIETRO            Ma sì…
Si baciano.
DOMENICO    Una volta che ci vivi insieme è fatta. Poi ci sono i figli. E a quel punto è finita. Non si torna indietro.
GINO                E che sarà mai
PIETRO            Ti amo!
ADA                Anche io ti amo!
GINA                Sposiamoci! Al mare!
DOMENICA    Non sarà di quelli che si vogliono sposare in chiesa?
DOMENICO        Sei pronto a diventare padre?
DOMENICA        Quanti parenti avrà?
DOMENICO        Di un bambino che piange in continuazione?
GINO                Gli compreremo un costume da Batman!
GINA                Per quanto, noi in bianco…
DOMENICO    Pensa a quel bambino che è arrivato al pronto soccorso, che era caduto dal balcone.
GINO                Mettiamo le grate, che ci vuole!
DOMENICO    Quanti ne hai visti morire, di bambini? E quei genitori distrutti?
GINO                Questo… è un colpo molto basso…
DOMENICO         Vuoi ritrovarti tu al loro posto?
PIETRO            Però… non c’è nessuna fretta, no?
DOMENICA        Voleva solo tenerci buone…
GINA                Ma quanta cipolla c’era nel sugo?
ADA                Non c’è nessuna fretta…?
PIETRO    Anche per te… non sarà facile lasciare una casa dove hai vissuto per anni…
GINA                Evviva gli scatoloni!!
DOMENICO        Così, bravo… lo fai anche per lei…
ADA                Io veramente… su di noi ho le idee molto chiare.
GINO                Non ci casca…
PIETRO            Ma anch’io!
GINO    E allora buttati, no?... Rischiamo, una volta nella vita!
DOMENICA        Senti, non insistiamo…. facciamola cadere.
GINA                Ah, no! Non facciamo cadere proprio niente!
ADA    Però non abbastanza per rischiare di andare a vivere… con una donna con cui stai già da sei mesi.
PIETRO            Sei mesi… non sono tantissimi, eh…
ADA    Ma se non ce l’avevi mai avuta una storia così lunga!
PIETRO            Proprio per questo… Tu hai già convissuto…
DOMENICO        Noi, mai!
ADA                È chiaro che la stronzata l’ho fatta io...
PIETRO            Ma no!... Ti prego non dire così…
ADA                Ho sottavalutato che hai cinque anni meno di me.
DOMENICA        Io lo avevo detto…
ADA    Figuriamoci… ti sentirai come uno che ha tutta la vita davanti…
PIETRO            Ma tutti e due abbiamo la vita davanti…
ADA    Ma certo, perché andare a vivere con una tardona… ci sto finché dura…
DOMENICA    Meglio così. Ci avrebbe lasciato fra qualche anno. Distrutte. Per una più giovane.
PIETRO            Ada… non sai più quello che dici…
ADA    Dico che non ne posso più di storie inconcludenti! Pensavo che con te fosse diverso…
GINA                Ce lo hai fatto credere!
DOMENICO    Ci credo che sono tutte finite! Se si deve fare sempre come vuole lei…
GINO    È che ora è arrabbiata… si sta sforzando di non piangere, guarda il broncetto…
ADA    Vuoi sapere che penso? Che sei un ragazzino! Un ragazzino mammone che non vuole prendersi impegni!
DOMENICA        È come tutti gli altri.
GINO                Mi piace da morire.
DOMENICO        È peggio di tua madre.
PIETRO    Io sono un ragazzino? Sai cosa sei tu? Una fascista!
ADA                Cosa?
PIETRO    Sì, proprio così. Ti svegli una mattina, decidi che vuoi venire a vivere con me, e io devo essere là pronto a fare quello che vuoi tu! Beh, già dato, grazie!
ADA                Già dato?
PIETRO            Proprio così!
ADA                Già dato!... E a chi avresti già dato, eh?
Ada comincia a raccogliere le sue cose.
DOMENICO        Ma che fa? Ci lascia?
PIETRO            Dove vai?
GINA                Ce ne andiamo?
DOMENICA    Meglio. Comincio a sentirmi male qui… Ho voglia d’aria…
Le tre si riuniscono per un saltino di rito.
ADA    Mi riprendo il mio pigiama… e lo spazzolino… e se dovessi trovare qualche mio indumento sparso… sai, li riconosci dalla svastica stampata… per favore me li fai avere!
GINA    Vabbè, però, un attimo… ‘St’ascendente ariete…
DOMENICO       E va bene, te li faremo avere! Anzi, sai cosa? Li bruciamo!
GINO                E se non troviamo più un’altra che ci piace così?
PIETRO            Ma aspetta…!
DOMENICO         Se non ci sai capire è meglio che te ne vai!
GINO                Ti prego non ci lasciare!
PIETRO                Ada!
ADA                Sì?
DOMENICA        Forse ha solo bisogno di tempo…
GINA                E diamoglielo, ‘sto tempo!
DOMENICO        Se la richiami adesso è per sempre!
GINO                Che c’è di male ad amarsi per sempre?
PIETRO            Stai dimenticando…
Le porge un cellulare.
DOMENICA        Se non è pronto ora non lo sarà mai.
Ada lo guarda incredula. Afferra il cellulare e gli volta le spalle, seguita da Domenica. Pietro e Domenico si rannicchiano sul divano.
Gina si avvia a malincuore. Gino la segue fino all’uscita. Gina si volta. Si sfiorano le mani, tristi.
Gina esce.

LA CONOSCENZA     Quanto si può conoscere una persona, da uno a cinque? Uno: conoscenza generale. Di dove sei, di che colore hai gli occhi, che lavoro fai, sei sposato oppure no, hai figli oppure no. Due: so chi sono i tuoi genitori, come si chiamano i tuoi bambini, so che sei sposato ma che sei stanco di tua moglie, si capisce da come ne parli e si vede quando state insieme, so che partito voti e se credi in Dio, so più o meno quello che vuoi che si sappia di ciò che pensi della vita. Tre: so che hai una preferenza per il tuo figlio maggiore e ti senti in colpa. Che hai avuto un’amante e tua moglie l’ha scoperto. Che sei stufo del tuo lavoro, il tuo sogno era un altro e ti chiedi se è troppo tardi. So che eri credente, da giovane, ma poi una tua compagna di scuola è morta, aveva sedici anni, un incidente in motorino, e hai pensato che Dio non potesse esistere, anzi lo hai sperato, perché se fosse esistito sarebbe stato un mostro. Quattro: conosco le tue paure. Le tue debolezze. So cosa ti fa svegliare sudato in piena notte. Conosco la tua invidia, la tua gelosia, la tua ignavia. Però so che sei capace di sacrificio. Che hai assistito tuo padre in ospedale fino all’ultimo. Che daresti la vita per quella di un bambino sconosciuto. Cinque: conosco ogni tuo rapido pensiero, l’alternarsi dei tuoi sentimenti, la battaglia che si compie nella tua testa in ogni momento della tua vita. So che in ogni istante ti trovi a fare una scelta fra quello che pensi sia il bene e quello che pensi sia il male. So che allo stesso tempo ti domandi se davvero quello è il male e quello è il bene, e per chi quello sarebbe il male e per chi quello sarebbe il bene, ma invece di darti una risposta o almeno provarci eccolo là, un altro pensiero fulmineo ti trascina da un’altra parte, magari piccolo, stupido, del tipo: che ne faccio di questa caccola che ho nella narice destra, se me la tolgo qualcuno mi guarda? Ce l’ho un fazzoletto? No, accidenti, non lo porto mai, perché non portiamo mai un fazzoletto, magari di stoffa, come quello che portava mio nonno? E intanto inizi a scaccolarti e te ne freghi di chi ti guarda perché ormai stai pensando a tuo nonno…So che hai desiderato che tua moglie morisse, che hai rimpianto il momento in cui sono nati i tuoi figli quando ti eri innamorato di quell’altra, e subito dopo hai pregato Dio di perdonarti per quel pensiero così orrendo, ma subito dopo hai pensato che un simile pensiero è imperdonabile e che per un simile pensiero meritavi di morire tu, proprio stanotte, con un infarto. E ti convinci che quella notte avrai un infarto e appena lo pensi avverti un certo dolore ad un braccio, ma poi ti ricordi che il braccio dell’infarto è il sinistro e a te fa male il destro e allora pensi che forse non avrai un infarto ma ti verrà il cancro, di sicuro, però in quel momento arrivi al semaforo. Rosso. E ti attraversa la strada una ragazza con i capelli biondo cenere. E quella ragazza c’ha forse vent’anni e tu ora ne hai quaranta e sei quasi del tutto calvo, hai anche le maniglie dell’amore, ma ugualmente pensi che forse tutto quello che vorresti è scendere dalla tua bella macchina che non hai ancora finito di pagare e seguirla a piedi. E invitarla a prendere un caffè. E ricominciare tutto da capo, questi sono i pensieri che possono avvicendarsi nel cervello in pochi secondi. Allora, per conoscere davvero qualcuno, dovremmo conoscere tutti questi pensieri? Non riusciamo a conoscere nemmeno noi stessi così. La verità è che tutti questi pensieri ci passano per la testa, ma molto di rado hanno un qualche peso sui nostri comportamenti. Infatti, la ragazza bionda attraversa, il semaforo torna verde, e tu riparti. Ma, una volta su cento, forse su mille… quel pensiero fugace di un attimo, di mollare la macchina al semaforo e seguire a piedi la ragazza bionda, diventa un’eventualità reale. E puoi cambiare in un attimo tutta la tua vita.
Luce su…
Sandra entra in salotto da fuori.
SANDRA        Venga, venga, prego.
Entra Marco. Si guarda intorno.
SANDRA        È stato gentile a venire da me.
MARCO        Lo sa?... Non mi sembra la casa di qualcuno che vuole morire.
SANDRA        Così, non è stata una gentilezza… È l’ultimo esame?
MARCO        No, niente del genere.
SANDRA        I sei mesi scadono domani.
MARCO        Lo so. Ma io non seguo più la sua pratica.
SANDRA        Quindi cosa dovrei fare? Ricominciare tutto da capo con la sua collega?
MARCO        No. Ho già comunicato il mio parere.
SANDRA        E…?
MARCO        L’associazione per cui lavoro crede fermamente nel diritto dell’individuo di decidere quando è arrivato il suo momento. Il mio compito si limita a verificare che l’individuo in questione sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Lei lo è.
SANDRA        Quindi…
MARCO        Da domani può firmare il suo contratto. A partire da quel momento, con un preavviso di soli due giorni, può raggiungere la sede dell’associazione a Zurigo.
SANDRA        E sottopormi al trattamento.
MARCO        E sottoporsi al trattamento. Naturalmente, in qualsiasi momento, può cambiare idea.
Pausa.
MARCO        Lei profuma di terra bagnata di pioggia. E di limoni, e di rosmarino.
Pausa.
MARCO        Credo di amarla come non ho mai amato.
SANDRA        Com’è la casa di una persona pronta a morire?
MARCO        A volte è senza nulla fuori posto. Asettica. Alcune persone vogliono morire lasciando tutto in ordine, come se non avessero lasciato tracce. Altre volte, è caotica. Altre volte chi vuole morire, da quando comincia ad avere questo pensiero, smette di occuparsi delle cose terrene. Lascia tutto dove capita.
SANDRA        E la mia casa… com’è?
MARCO        Come la vita. Un po’ ordinata e un po’ disordinata. Un po’ pulita e un po’ sporca. Con qualcosa di sensato e con qualcosa di incomprensibile.
Si baciano. Si stringono, si baciano con più foga. Finiscono sul divano. Buio. Luce su:
Lili precede gli spettatori nel bar. Anche gli attori prendono posto ai tavolini, nell’ordine indicato. Luce su Marco, seduto da solo. Arriva Sandra e si ferma, in un punto equidistante fra Marco e Lili.

LILI        Cosa farà Sandra?...  Marco, che poco più di un’ora fa era la morte, per lei ora è l’amore. Le ha detto…
MARCO        Ricordi dove ci siamo incontrati la prima volta? Io domani sarò là.
LILI        E qui, davanti a me, c’è il contratto che Sandra dovrebbe firmare per farsi aiutare a morire.

Sandra esita. Non si muove.

LILI        Beh, non è una decisione facile. È giusto prendersi qualche momento per riflettere, no?

Luce su Ada, seduta ad un tavolino con un uomo di cui non vediamo il volto.

LILI        Se ha ragione Sandra, se esistono tante dimensioni parallele, in una di queste Ada è forse già anziana. Se potesse vedersi, in quella dimensione, ora si sentirebbe molto più tranquilla. Saprebbe che, poco tempo dopo la rottura con Pietro, ha incontrato un altro. Ci è uscita qualche volta, senza grandi aspettative. Poi ci è finita a letto. Senza grandi aspettative. E dopo qualche mese, alla proposta di lui di andare a vivere insieme, ha detto di sì. Senza grandi aspettative. Si è trasferita da lui ma ha mantenuto casa sua. Pronta a ritrasferirsi qualora le cose non funzionassero. Ma non ci è mai più tornata, e alla fine l’ha venduta.
ADA        E poi c’è un amore che è stare, o meglio starsi. Starsi accanto, starsi vicino, fare insieme cose banali. È un amore che non dà brividi, che non fa sentire immortali. Al massimo, sai che quando morirai, l’altro sentirà la tua mancanza. E ti dispiace per lui. È un amore per cui non si cercano definizioni, così riservato da non farsi notare, è un amore lacustre. Ci si accorge di averlo, chi ce l’ha, in un momento qualunque, di quiete, mentre si compie una qualche azione quotidiana come lavare i piatti o fare la fila alle poste, o guardare un programma stupido alla televisione. Ci se ne accorge da vecchi, al momento dei bilanci. Magari sono anni che non glielo dici. Forse non glielo hai detto mai. Ma quella è la persona che ami.
LILI        Vi sembra che manchi qualcuno?... Ah sì, Pietro... È solo un po’ in ritardo. Come sempre. Il fatto è che la paura dell’amore può impedirci di amare, ma quella della morte… no, non ci impedisce di morire.

Pietro entra nel bar, si guarda intorno un po’ sperduto. Lili gli fa segno di raggiungerlo.

LILI        Fu così che una mattina, nella stanza da bagno progettata per lui da Ada, Pietro era intento a massaggiarsi il piede sinistro con la crema per i duroni, stando in equilibrio sul destro. Quando riappoggiò in terra il piede sinistro, quello destro compì un piccolo movimento in avanti, così… (lo mostra) Immediatamente Pietro lo riprodusse con il sinistro, così… (idem) Ma il suo piede sinistro, reso viscido dalla crema, scivolò in avanti facendogli l’equilibrio. Pietro battè la testa contro il pregiato marmo grigio scelto da Ada e non riprese mai conoscenza. E con lui, Gino e Domenico.  

Pietro siede al suo tavolino. Lili gli porge un bicchiere e brinda con lui. Pietro fa un sorso, ancora smarrito.

LILI        Cosa farà, Sandra?... Che decisione difficile da prendere in pochi istanti, non è vero? Se lei ha ragione, però, se davvero esistono tante dimensioni parallele, forse, in un’altra di queste dimensioni, pochi istanti sono un secolo. Un secolo intero da trascorrere ballando.

Cominciano a sentirsi le note di un tango. L’uomo che è seduto accanto ad Ada, di cui non potevamo vedere il volto, si alza. È Luca. Lui e Sandra si guardano, si vanno incontro. Iniziano a ballare.
Dopo qualche passo, si formano altre due coppie. Ada e Pietro. Marco e Lili. Anche loro ballano.

Buio