Sette donne due imbroglioni e…

Commedia Brillante di

Giuliano Angeletti


ATTO UNICO

 

NOTA DELL’AUTORE
Questa storia nasce da un teatro che non voleva dormire. Un teatro vero, di quelli che scricchiolano, che odorano di polvere e velluto, che hanno un carattere più forte di chi li abita. Un teatro che, come tutti i teatri antichi, pretende di essere ascoltato. Non è un luogo neutro: è un animale. Respira, osserva, giudica, si offende, si diverte. E soprattutto, non perdona la mediocrità. Dentro questo animale ho voluto far entrare una compagnia di donne impossibili. Non eroine, non figure simboliche, non archetipi. Donne vive, storte, eccessive, rumorose, fragili, geniali. Donne che non chiedono il permesso per esistere. Donne che non si lasciano addomesticare. Donne che, come il teatro, non dormono mai. Ognuna di loro porta un eccesso: la tragedia, la velocità, la filosofia, la contabilità, il canto, il sospetto, la regia. Ognuna è un mondo. Ognuna è un problema. Ognuna è una possibilità. E poi ci sono Berto e Lampo, due imbroglioni piccoli, due uomini che non hanno ancora capito che il teatro non si può truffare. Il teatro li vede, li fiuta, li smonta. Ma non li punisce con la violenza. Li punisce con l’arte. Li costringe a restare. Li costringe a imparare. Li costringe a diventare parte del caos. Perché il teatro non caccia nessuno: ingloba. Trasforma. Mastica. E restituisce. Ho scritto questa storia come un rito comico. Un rito che non salva, ma rivela. Un rito che non spiega, ma accende. Un rito che non cerca la perfezione, ma la vitalità. Perché il teatro, quello vero, non è mai perfetto. È un organismo che vibra, sbaglia, cade, si rialza, ride, piange, si rompe, si aggiusta, si spegne, si riaccende. È un luogo dove la verità non è mai pulita, ma sempre sporca di vita. La comicità qui non è un genere. È un atto di resistenza. È il modo in cui i personaggi sopravvivono al mondo e a sé stessi. È la loro arma, la loro difesa, la loro preghiera. È il modo in cui affrontano il caos, la paura, la povertà, l’arte, la solitudine, la speranza. È il modo in cui si salvano. E alla fine, quando il teatro si risveglia e chiede un numero finale, non chiede bellezza. Non chiede bravura. Non chiede ordine. Chiede vita. Chiede presenza. Chiede coraggio. Chiede follia. Chiede quella cosa che non si può insegnare: la disponibilità a stare in scena anche quando tutto crolla. Questa storia è un omaggio a chi vive il teatro come una casa e come una condanna. A chi non sa smettere. A chi non sa dormire. A chi non sa fare altro che tornare, ogni sera, davanti a un sipario che respira. Perché il teatro non dorme mai. E chi lo abita, nemmeno.
Giuliano Angeletti


CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI
SCHEDE ATTORIALI

REGINA
Energia: verticale, ferma, tagliente 
Regina è il centro del cerchio, la direttrice che non dirige ma governa. La sua presenza è un asse, un punto fisso attorno al quale tutto ruota. L’attrice che la interpreta deve lavorare sulla calma assoluta, sulla precisione del gesto, sulla parola che non trema. Regina non urla mai: basta il suo sguardo per spostare un corpo. La comicità nasce dalla serietà con cui affronta l’assurdo. Ogni sua battuta è un colpo di scalpello. Ogni pausa è un ordine. È la sacerdotessa del teatro, la sua interprete, la sua traduttrice.
Movimento: minimo, controllato, geometrico 
Voce: bassa, ferma, autorevole
ZAIRA
Energia: profonda, tragica, magnetica 
Zaira vive in un eterno tramonto. Ogni gesto è un destino, ogni parola un presagio. L’attrice deve lavorare sull’eccesso emotivo, sulla lentezza rituale, sulla gravità che trasforma il quotidiano in tragedia. Zaira non cammina: avanza come un presagio. Non parla: declama. Non respira: sospira. La sua comicità è involontaria, nasce dal contrasto tra la sua intensità e la banalità delle situazioni. È un’eroina tragica intrappolata in una commedia.
Movimento: lento, ampio, melodrammatico 
Voce: profonda, vibrante, solenne
NINA
Energia: centrifuga, luminosa, incontrollabile 
Nina è il corpo comico per eccellenza. Cade, scivola, rimbalza, vola. L’attrice deve lavorare sul ritmo fisico, sulla velocità, sull’imprevisto. Nina non pensa: agisce. Non riflette: esplode. È una bambina eterna, un clown naturale, un incidente annunciato. La sua comicità è fisica, irresistibile, contagiosa. Ogni suo ingresso è un terremoto. Ogni sua uscita è un mistero.
Movimento: rapido, scoordinato, elastico 
Voce: acuta, impulsiva, spontanea
PIERA
Energia: orizzontale, meditativa, ipnotica 
Piera è la filosofa del gruppo. Ogni oggetto diventa un simbolo, ogni gesto un concetto, ogni silenzio una tesi. L’attrice deve lavorare sulla lentezza, sulla sospensione, sulla profondità finta. Piera parla come se stesse spiegando l’universo anche quando parla di una sedia. La sua comicità nasce dalla sproporzione tra la sua gravità e la banalità del mondo. È un tempio ambulante.
Movimento: lento, morbido, contemplativo 
Voce: calma, bassa, riflessiva
MAFALDA
Energia: nervosa, verticale, ossessiva 
Mafalda è la contabile dell’anima. Registra tutto, controlla tutto, archivia tutto. L’attrice deve lavorare sulla precisione, sulla tensione, sul ritmo mentale. Mafalda vive in un mondo di numeri, ricevute, tabelle. La sua comicità è matematica: nasce dall’ossessione, dalla rigidità, dalla disperazione contabile. È l’unica che tenta di mettere ordine nel caos, e fallisce sempre.
Movimento: scattoso, rigido, controllato 
Voce: rapida, ansiosa, tagliente
LULÙ
Energia: vibrante, acustica, esplosiva 
Lulù è una voce che cammina. Canta sempre, canta tutto, canta troppo. L’attrice deve lavorare sulla musicalità, sull’eccesso vocale, sulla capacità di trasformare ogni emozione in suono. Lulù vive in un musical che esiste solo nella sua testa. La sua comicità è sonora: ogni nota è un cataclisma.
Movimento: teatrale, ampio, melodico 
Voce: potente, incontrollata, acrobatica
ORNELLA
Energia: diagonale, tesa, inquieta 
Ornella è la sentinella del sospetto. Vede complotti ovunque, segnali ovunque, messaggi nascosti ovunque. L’attrice deve lavorare sulla tensione costante, sullo sguardo vigile, sulla paranoia elegante. Ornella non si rilassa mai. È sempre in ascolto. Sempre in allerta. La sua comicità nasce dalla serietà con cui interpreta ogni dettaglio come un indizio.
Movimento: rapido, furtivo, angolare 
Voce: bassa, tesa, investigativa
BERTO
Energia: fragile, oscillante, tenera 
Berto è un imbroglione stanco, un uomo che ha tentato la scorciatoia per tutta la vita e ha scoperto che porta sempre allo stesso punto: il disastro. L’attore deve lavorare sulla goffaggine, sulla vulnerabilità, sulla comicità tenera. Berto è un uomo che non sa chi è finché il teatro non glielo dice.
Movimento: incerto, morbido, esitante 
Voce: tremante, sincera, buffa
LAMPO
Energia: elettrica, disordinata, impulsiva 
Lampo è un imbroglione veloce, un uomo che parla troppo e pensa poco. L’attore deve lavorare sul ritmo, sull’ansia, sull’improvvisazione. Lampo è un clown nervoso, un uomo che tenta di evitare il lavoro e finisce per lavorare più degli altri.
Movimento: rapido, nervoso, scattante 
Voce: veloce, acuta, agitata
IL GATTO DEL TEATRO
Energia: regale, indifferente, divina Il gatto non recita. Il gatto giudica. È il vero sovrano del teatro.
L’attore che lo interpreta deve lavorare sulla lentezza, sull’indifferenza, sulla superiorità naturale.
La sua comicità nasce dal fatto che non fa nulla. Eppure domina tutto. Movimento: lento, morbido, sovrano 
Voce: nessuna. Solo sguardi.

 


Un neon vibra come un insetto isterico. Il sipario è mezzo aperto, mezzo chiuso, come se non avesse ancora deciso cosa fare della sua vita. Rumori di passi, colpi, un “ahi!” proveniente dal backstage.
Berto 
entrando con un cappotto troppo lungo che gli pesta i piedi 
Lampo, senti questo odore? È… è…
annusa 
… odore di soldi
Lampo 
con una valigetta che si apre da sola ogni tre secondi 
È il profumo del nostro successo, Berto.
la valigetta si apre 
E smettila di aprirti, per favore, siamo in pubblico.
Berto 
Ricordati: oggi siamo produttori teatrali internazionali. Io sono Berto Von Strudel, viennese, raffinato, allergico alla verità.
Lampo 
E io sono Lampo De La Cruz, metà spagnolo, metà genio, metà…
si ferma 
…sono troppe metà.
Si sente un tonfo nel backstage.
Nina 
da dietro
Non è colpa mia! Il pavimento non è solido!
Berto 
spaventato 
Chi è stato? Un fantasma? Una ballerina? O peggio… una ballerina fantasma?
Regina 
entra con passo deciso, un taccuino e un’espressione che potrebbe fermare un treno 
Chi siete voi due? E perché state parlando da soli sul mio palco?
Berto 
inchinandosi troppo, quasi cade 
Siamo produttori. Internazionali. Visionari. E anche un po’…
si guarda intorno 
…disperati, ma questo non lo diciamo.
Lampo 
Siamo qui per trasformare la vostra compagnia in una leggenda mondiale.
la valigetta si apre di nuovo 
E per favore, smettila!
Regina 
li squadra come si squadra un frigorifero che fa rumori strani 
Vedremo. Le ragazze stanno arrivando.
Dal backstage esplode un caos: una risata, un urlo, un “chi ha preso la mia parrucca?”, un “non è una parrucca, è il gatto del teatro!”.
Berto 
entusiasta 
Lampo, senti? È musica. Musica di opportunità.
Lampo 
Sembra più un inconveniente Berto.
Regina 
alzando la voce 
Ragazze! In scena! E comportatevi come se avessimo un budget!
Silenzio improvviso. Poi un’altra caduta.
Le sette donne
Il neon continua a vibrare come un insetto che non vuole morire. Dal backstage arriva un’esplosione di voci, passi, oggetti che cadono. Regina inspira profondamente, come una santa martire del teatro.
Regina 
con autorità 
Ragazze, in scena. E fate finta di essere professionali.
Entrano una alla volta, ma tutte cercano di entrare per prime, incastrandosi nella porta come un gruppo di pecore ostinate.
Entrata di Mafalda
Mafalda 
stringendo un quaderno come fosse un’arma 
Regina, ho controllato i conti. Qualcuno ha preso una penna senza firmare il modulo di uscita. È un reato.
Berto 
spaventato 
Un reato? Per una penna?
Mafalda 
Per due. Una blu e una nera. Seriali 44-B e 44-C. Io tengo tutto registrato.
Lampo 
bisbigliando a Berto 
Questa ci arresta prima ancora di truffarla.

 


Entrata di Zaira
Zaira entra come se stesse interpretando Medea, Antigone e Lady Macbeth contemporaneamente.
Zaira 
con voce tragica 
Regina… il mio cuore è un abisso. Il mio talento è incompreso. Il mio eyeliner è sbavato.
Regina 
Zaira, siamo in una commedia.
Zaira 
La mia anima non conosce la commedia.
Lampo 
ammirato 
Berto, questa è perfetta per il ruolo di… boh, qualcosa di drammatico.
Berto 
Sì, tipo “pubblico pagante”.
Entrata di Nina
Nina entra correndo, scivola, si rialza, scivola di nuovo, poi si ferma come se nulla fosse.
Nina 
Sono pronta! Ho fatto stretching, riscaldamento, raffreddamento, riscaldamento del raffreddamento e raffreddamento del riscaldamento.
Berto 
confuso 
Quindi… sei calda o fredda?
Nina 
Sono un microonde emotivo.
Entrata di Piera
Piera entra lentamente, con un’aria filosofica e un metro da scenografa come fosse un bastone da rabdomante.
Piera 
Ho misurato il palco. È troppo corto per la vita, troppo lungo per la morte, e perfetto per l’assurdo.
Lampo 
bisbigliando 
Berto, questa parla come un manuale di istruzioni scritto da un poeta ubriaco.
Berto 
Perfetto. Il pubblico adora i poeti ubriachi.
Entrata di Lulù
Lulù entra cantando una nota che fa tremare il neon. Il neon si spegne per protesta.
Lulù 
orgogliosa 
È il mio nuovo acuto. Lo chiamo “Il Gabbiano Ferito”.
Regina 
Sembra più “Il Condominio Che Chiama i Carabinieri”.
Berto 
applaudendo per finta 
Bravissima! Hai mai pensato di cantare… lontano?
Entrata di Ornella
Ornella entra guardandosi intorno come se fosse in un film di spionaggio.
Ornella 
Io lo so. Lo so che qualcuno mi segue. L’ho sentito. Passi. Respiri. Un colpo di tosse in codice.
Lampo 
In codice?
Ornella 
Sì. Tre colpi: “ti vedo”. Due colpi: “ti seguo”. Uno: “ho finito le caramelle”.
Berto 
serissimo 
Terrificante.
Le sette donne si schierano
Le sette donne si dispongono in fila, ognuna con un atteggiamento completamente diverso. Sembra una parata di caratteri impossibili.
Regina 
Ecco la compagnia. Siamo pronte per il vostro… progetto internazionale.
Berto 
gonfiando il petto 
Signore, siete davanti ai due più grandi produttori del continente.
Mafalda 
Quale continente?
Lampo 
Tutti.
Zaira 
tragica 
Io sono pronta a soffrire per l’arte.
Nina 
Io sono pronta a correre per l’arte!
Piera 
Io sono pronta a misurare l’arte.
Lulù 
Io sono pronta a cantare l’arte!
Ornella 
Io sono pronta a smascherare l’arte.
Berto 
Perfetto. Allora… iniziamo.
Il neon si riaccende da solo, come se volesse assistere allo spettacolo.
IL GRANDE IMBROGLIO 
Il neon vibra come un insetto nervoso. Le sette donne fissano i due imbroglioni con un misto di speranza, sospetto e pura follia artistica. Berto e Lampo si scambiano uno sguardo: è il momento di vendere la bugia più grande della loro carriera.
Berto 
apre le braccia come un predicatore del successo 
Signore… siete davanti a un’occasione irripetibile. Un tour mondiale. Teatri pieni. Luci. Applausi. Standing ovation. E forse anche un buffet.
Nina 
saltella 
Un buffet?! Con cosa? Con cosa? Con cosa?

Lampo 
Con… ehm…
improvvisa 
…cose internazionali. Tartine globali. Crocchette transcontinentali.
Piera 
filosofica 
Il cibo è un ponte tra i popoli. Anche le crocchette.
Mafalda 
stringe il quaderno 
Prima di parlare di crocchette, parliamo di contratti.
Berto 
Contratti! Certo!
estrae fogli stropicciati dalla tasca 
Eccoli. Freschi di stampa. Appena sfornati. Ancora caldi.
Ornella 
si avvicina sospettosa 
Perché sono stropicciati?
Lampo 
Perché… ehm… sono contratti dinamici. Vivono. Respirano. Si muovono.
Zaira 
tragica 
Come il mio cuore.
Regina 
prende un foglio, lo osserva 
Qui c’è scritto “Tour Mondiale 2026 — Firmare qui per diventare leggende”.
alza un sopracciglio 
E sotto c’è un disegno di un gatto.
Berto 
È il nostro logo.
Lampo 
Sì. Rappresenta… l’agilità del successo.
Lulù 
entusiasta 
Io adoro i gatti! Posso cantare l’inno ufficiale del tour?

Berto 
Certo!
poi a bassa voce a Lampo 
Non esiste un inno, vero?
Lampo 
No, ma se canta abbastanza forte, nessuno se ne accorgerà.
Lulù inspira profondamente. Il neon trema. Le altre si tappano le orecchie.
Lulù 
canta una nota che sembra un allarme antincendio 
AAAAAAAH—
Il neon si spegne. Silenzio totale. Poi un rumore di vetri che vibrano.
Regina 
Lulù, basta. Il teatro non ha l’assicurazione per questo.
La “quota di partecipazione”
Berto 
ricomincia il discorso con finta professionalità 
Dunque, per partecipare al tour serve solo una piccola quota. Una cifra simbolica. Una goccia nel mare del successo.
Mafalda 
Quanto?
Lampo 
Ehm…
fa finta di consultare un foglio vuoto 
…una cifra… artistica.
Piera 
L’arte non ha prezzo.
Berto 
Appunto! Quindi… mille euro.
Nina 
Mille euro?!
scivola, cade, si rialza 
È tantissimo! È pochissimo! Non so come sentirmi!
Zaira 
tragica 
Io pagherei anche con il mio dolore.
Ornella 
Io pagherei solo se prima controlliamo che non sia una truffa.
Silenzio. Berto e Lampo sorridono come due statue di cera che stanno per sciogliersi.
Regina 
decisa 
Ragazze, ascoltiamo tutto. Poi decidiamo.
La bugia cresce
Berto 
Il tour toccherà città meravigliose: Parigi, New York, Tokyo, Follo, Bottagna, Bastremoli
Lampo 
E anche…
inventa 
…San Pietroburgo del Sud.
Piera 
Non esiste.
Lampo 
Appunto! Sarete le prime a esibirvi lì.
Mafalda 
scrive sul quaderno 
San Pietroburgo del Sud: da verificare.
Ornella 
Io l’ho sentito. È un luogo segreto. Ci fanno esperimenti.
Berto 
Esatto! Esperimenti… teatrali
Il momento della firma
Le donne si avvicinano ai contratti. Berto e Lampo sudano come due fontane emotive.
Regina 
Prima di firmare, voglio una prova. Una dimostrazione. Un assaggio del vostro “genio internazionale”.
Berto 
bloccato 
Una prova?
Lampo 
ancora più bloccato 
Un assaggio?
Regina 
Sì.
si avvicina 
Voglio vedere cosa sapete fare.
Le sette donne si stringono, sorridono, si preparano a giudicare. Gli imbroglioni deglutiscono.
Berto 
bisbiglia a Lampo 
Siamo morti.
Lampo 
Peggio. Siamo in scena.
Sipario che vibra come se volesse scappare.
LE DONNE SCOPRONO LA TRUFFA 
Il neon, ormai traumatizzato, lampeggia come un superstite. Berto e Lampo sono al centro del palco, pronti a improvvisare la loro “dimostrazione artistica”. Le sette donne li osservano come si osservano due frigoriferi che parlano.
La dimostrazione “artistica”
Regina 
Bene, signori produttori. Mostrateci il vostro genio.
Berto 
Certo!
sì schiarisce la voce 
La nostra specialità è… il teatro fisico.
Lampo 
Sì! Il teatro… fisicissimo.
Nina 
entusiasta 
Allora fate una capriola!
Berto 
Una… cosa?
Nina 
Capriola! Dai! È fisico!
Lampo 
bisbiglia 
Berto, tu sai fare una capriola?
Berto 
Io non so fare nemmeno un pensiero lineare.
Berto tenta una capriola. Si piega. Si blocca. Scricchiola. Cade di lato come un armadio stanco.
Zaira 
tragica 
Che caduta struggente. Degna di un eroe sconfitto.
Mafalda 
Degna di un referto medico.
Il sospetto cresce
Ornella 
si avvicina a Lampo, occhi stretti 
Tu… hai l’aria di uno che nasconde qualcosa.
Lampo 
Io? No! Io non nascondo niente!
la valigetta si apre da sola e cade fuori un panino 
Tranne questo.
Ornella 
Un panino?
lo annusa 
È un panino… sospetto.
Piera 
Ogni panino è sospetto, se lo guardi abbastanza a lungo.
Mafalda 
sfoglia il quaderno 
Ho controllato i contratti. Ci sono errori. Tanti errori.
Indirizzi inesistenti. Date impossibili.
E soprattutto…
alza un foglio 
…qui c’è scritto “Firmare qui per diventare famosi come Beyoncé”.
Regina 
Beyoncé non firma contratti così.
Lulù 
Io sì!
La telefonata incriminante
Il telefono di Lampo squilla. Un suono ridicolo, tipo gallina isterica.
Lampo 
spaventato 
Oh no.
Berto 
Non rispondere!
Lampo 
Devo! È la suoneria “Cliente che paga”.
Risponde. Le donne si avvicinano come un branco di gatte curiose.
Voce al telefono 
fuori scena, distorta 
Lampo! Hai trovato qualcun altro da spennare?
Silenzio. Le donne spalancano gli occhi. Regina incrocia le braccia. Mafalda prende appunti come una stenografa del destino.
Lampo 
Ehm… no… cioè… sì… cioè…
chiude il telefono di colpo 
Era mia madre.
Ornella 
Tua madre ti chiede se hai trovato “qualcun altro da spennare”?
Lampo 
È… un modo di dire affettuoso.
Piera 
La famiglia è un mistero.
La prova finale
Regina 
Bene. Ora basta.
si avvicina ai due imbroglioni 
Voglio la verità.
Berto 
La verità?
ride nervosamente 
La verità è sopravvalutata.
Mafalda 
La verità è nei numeri. E i vostri numeri non tornano.
Zaira 
La verità è nel dolore. E io sento dolore.
Nina 
La verità è nella velocità!
corre in cerchio senza motivo
Lulù 
La verità è in una nota pura!
emette un acuto che spegne di nuovo il neon
Ornella 
La verità è che voi due siete…
pausa drammatica 
…imbroglioni.
Silenzio. Berto e Lampo si guardano. Poi sorridono come due bambini colti con le mani nella marmellata.
Berto 
Ok… forse… un pochino.
Lampo 
Ma con stile!
La decisione delle donne
Regina 
Ragazze, riunione immediata.
Le sette donne si stringono in un cerchio. Parlano a bassa voce. Si sentono frasi sparse: “vendetta”, “coreografia”, “trappola”, “glitter”, “umiliazione elegante”.
Berto 
bisbiglia a Lampo 
Secondo te stanno decidendo di perdonarci?
Lampo 
Sì, certo.
pausa 
No.
Le donne si voltano tutte insieme, come un esercito teatrale.
Regina 
Abbiamo deciso.
Berto 
Ehm… deciso cosa?
Regina 
Che avrete… una seconda possibilità.
Lampo 
Davvero?
Regina 
Sì.
un sorriso inquietante 
Ma alle nostre condizioni.
Le sette donne avanzano lentamente. Berto e Lampo indietreggiano. Il sipario vibra come se volesse scappare.
LA VENDETTA TEATRALE 
Il neon, ormai rassegnato, decide di restare acceso. Le sette donne avanzano come un esercito coreografato. Berto e Lampo indietreggiano fino a sbattere contro il sipario, che vibra come un animale spaventato.
La trappola: la finta audizione
Regina 
Signori… abbiamo deciso di darvi una seconda possibilità.
Ma prima… dovete superare un’audizione.
Berto 
Un’audizione?
ride nervosamente 
Per noi? Ma noi siamo produttori!
Lampo 
Sì! Noi giudichiamo, non veniamo giudicati!
Mafalda 
Oggi invertiamo i ruoli. È matematica.
Zaira 
È destino.
Nina 
È divertente!
Piera 
È filosoficamente necessario.
Lulù 
È musicale!
Ornella 
È una trappola.
pausa 
E io adoro le trappole.
Prova 1: Recitazione drammatica
Regina 
Prima prova: recitazione.
Interpretate…
pausa teatrale 
…un uomo che scopre di essere stato truffato.
Le donne si scambiano un sorriso malefico.
Berto 
Ehm… ok…
si mette una mano sul petto 
Oh no! Sono stato truffato! Che tragedia! Che ingiustizia! Chi mai potrebbe aver osato?!
Zaira 
applaude con finta commozione 
Troppo poco dolore. Devi soffrire come se ti avessero rubato l’anima.
Berto 
L’anima?
si accascia a terra 
Aaaaah! La mia animaaaa!
Lampo 
lo imita malissimo 
Anche la mia! È sparita! Era qui un attimo fa!
Piera 
La vostra anima è un concetto fragile.
Mafalda 
E anche i vostri portafogli, a quanto pare


Prova 2: Danza
Regina 
Seconda prova: danza.
Una coreografia semplice.
Nina si mette al centro, pronta a guidare 
Seguite Nina.
Nina 
Uno! Due! Tre!
fa un salto mortale 
Facile, no?
Berto 
No.
Lampo 
Assolutamente no.
I due tentano di imitarla: Berto inciampa nel suo stesso piede, Lampo gira su sé stesso come una trottola impazzita e finisce addosso a Ornella.
Ornella 
lo spinge via 
Attento! Potrei interpretarlo come un attacco.
Lampo 
Era danza!
Ornella 
Peggio.
Prova 3: Canto
Regina 
Terza prova: canto.
Lulù vi darà la nota.
Lulù 
emette un acuto che fa tremare il sipario
Berto 
si tappa le orecchie 
Ma questa è una nota o un terremoto?
Lampo 
Io… io non posso cantare. Sono allergico alle melodie.
Lulù 
Perfetto!
gli dà un colpo sulla schiena 
Vai!
Lampo 
emette un suono indecifrabile, simile a un clacson stanco
Piera 
Interessante.
Sembra il lamento di un frigorifero esistenzialista.
Zaira 
È pura tragedia sonora.
Prova 4: Umiliazione elegante
Regina 
Ultima prova.
Dovete interpretare…
pausa 
…due tecnici delle luci.
Berto e Lampo si guardano, terrorizzati.
Berto 
No.
No, Regina.
Questo è troppo.
Lampo 
Noi siamo artisti! Visionari! Produttori!
Regina 
Da oggi… siete tecnici delle luci.
Mafalda 
È scritto qui.
mostra un foglio 
Ho preparato un contratto vero.
Ornella 
E l’ho controllato tre volte.
Zaira 
È il vostro destino.
Nina 
È divertentissimo!
Lulù 
È musicale!
Piera 
È giusto.
Il ribaltamento
Le donne consegnano ai due imbroglioni due giubbotti catarifrangenti, due torce e un manuale intitolato “Come non bruciare un teatro — guida per principianti”.
Berto 
disperato 
Ma… ma… noi dovevamo truffarvi!
Regina 
E invece…
si avvicina 
…vi abbiamo assunto.
Lampo 
Assunto?!
Regina 
Sì.
Come tecnici delle luci.
A tempo indeterminato.
Con turni notturni.
Le sette donne esplodono in una risata trionfale. Il neon si accende e spegne come un applauso elettrico.
IL RIBALTAMENTO FINALE 
Il neon, ormai complice, illumina la scena con un tremolio quasi festoso. Le sette donne hanno completato la loro vendetta: Berto e Lampo indossano i giubbotti catarifrangenti, tengono in mano due torce e un manuale che non sanno leggere. Il sipario si apre lentamente, rivelando… il pubblico del teatro.
Il pubblico applaude, convinto che tutto faccia parte dello spettacolo.


L’inizio del caos
Regina 
con voce da presentatrice 
Signore e signori, benvenuti alla prima mondiale del nostro nuovo spettacolo:
pausa 
“Gli Imbroglioni Illuminati”.
Applauso del pubblico. Berto e Lampo si guardano, terrorizzati.
Berto 
Regina… aspetta… noi non siamo pronti!
Regina 
Perfetto. È questo il bello.
Lampo 
Ma noi non sappiamo cosa fare!
Nina 
Allora improvvisate!
scivola, cade, si rialza 
Funziona sempre!
La scena improvvisata
Regina 
Tecnici delle luci… in posizione!
Le donne li spingono al centro del palco. Berto e Lampo, confusi, puntano le torce in direzioni casuali: negli occhi del pubblico, sul soffitto, addosso a loro stessi.
Piera 
osserva 
Interessante. È un’illuminazione concettuale.
La luce che cerca sé stessa.
Zaira 
È tragicamente poetico.
Mafalda 
È fiscalmente discutibile.
Ornella 
È un codice segreto.
pausa 
Lo so.
Il pubblico entra nel gioco
Il pubblico ride. Applaude. Alcuni imitano le torce. L’atmosfera diventa surreale.
Lulù 
si avvicina al pubblico 
Siete pronti per il mio acuto?
Pubblico 
Nooooo!
Lulù 
lo fa comunque 
AAAAAAAH!
Il neon si spegne. Il pubblico applaude convinto che sia un effetto speciale.
Berto 
nel buio 
Lampo! Dove sei?
Lampo 
Non lo so! Sono diventato un’ombra!
Nina 
accende una torcia 
Eccovi! Sembrate due gatti bagnati!
Il colpo di scena
Regina 
Signore e signori, ora il momento più atteso:
la confessione degli imbroglioni!
Il pubblico applaude. Berto e Lampo sbiancano.
Berto 
Confessione?
Regina, ti prego…
Regina 
Avanti.
si avvicina 
Dite la verità.
Lampo 
La verità?
si guarda intorno 
Davanti a tutta questa gente?
Zaira 
La verità è un atto teatrale.
Piera 
E filosofico.
Mafalda 
E obbligatorio.
Ornella 
E sorvegliato.
Lulù 
E musicale!
Nina 
E veloce! Dai!
La confessione comica
Berto 
Ok!
alza le mani 
Siamo imbroglioni!
Lampo 
Sì!
si inginocchia 
Siamo truffatori!
Ma truffatori… con un sogno!
Regina 
Ah sì?
E quale sarebbe?
Berto 
Fare soldi senza lavorare!
Lampo 
È un sogno nobile!
Il pubblico esplode a ridere.

Il ribaltamento totale
Regina 
Signore e signori…
indica i due 
…questi sono i nuovi tecnici delle luci del nostro teatro!
Applauso. Fischi. Risate. Qualcuno lancia un fazzoletto sul palco.
Berto 
Tecnici delle luci?!
Per sempre?!
Regina 
Per sempre no.
pausa 
Solo finché non imparerete a essere persone decenti.
Lampo 
Quindi… per sempre.
La chiusura del blocco
Le sette donne si dispongono in una linea perfetta. Berto e Lampo, ancora in giubbotti catarifrangenti, si mettono goffamente accanto a loro. Il pubblico applaude come se avesse assistito a un capolavoro.
Regina 
al pubblico 
E ora… preparatevi all’epilogo.
Il neon si accende da solo, come un sipario di luce.
EPILOGO CABARETTISTICO 
Il neon, ormai parte integrante della compagnia, si accende con un tremolio affettuoso. Il pubblico è ancora lì, divertito, confuso, entusiasta. Le sette donne avanzano al centro del palco come un’orchestra di caratteri, mentre Berto e Lampo, in giubbotti catarifrangenti, cercano di capire dove mettersi senza intralciare nessuno.
L’inizio dell’epilogo
Regina 
con voce solenne e ironica 
Signore e signori, ciò che avete visto non è solo teatro.
È vita.
È arte.
È…
guarda Berto e Lampo 
…improvvisazione disperata.
Berto 
Noi… noi possiamo andare?
Regina 
Non ancora.
Il pubblico vuole un finale.
Lampo 
Ma noi non sappiamo fare finali!
Piera 
Nessuno sa fare finali.
La vita è un eterno atto unico.
Zaira 
E un eterno dolore.
Nina 
E un eterno scivolare!
Scivola. Cade. Si rialza. Il pubblico applaude
La celebrazione del caos
Lulù 
Io propongo un finale musicale!
Mafalda 
Io propongo un finale con ricevuta fiscale.
Ornella 
Io propongo un finale in cui smascheriamo un complotto.
Regina 
Io propongo un finale…
pausa 
…in cui tutti imparano qualcosa.
Berto 
Io ho imparato che non bisogna truffare compagnie teatrali.
Lampo 
Io ho imparato che i giubbotti catarifrangenti non donano a nessuno.
Il pubblico partecipa
Una signora del pubblico alza una mano. Regina la indica come se fosse parte dello spettacolo.
Regina 
Prego, signora.
Signora del pubblico 
Ma questi due… lavorano davvero qui adesso?
Regina 
Sì.
Sono i nostri nuovi tecnici delle luci.
Signora del pubblico 
Ah.
Allora siete messi male.
Risata generale.
La dichiarazione finale delle donne
Regina 
Ragazze, è il momento.
Diciamo al pubblico cosa abbiamo deciso.
Le sette donne si dispongono in semicerchio. Berto e Lampo al centro, come due scolari puniti.
Mafalda 
Abbiamo deciso che la truffa…
pausa 
…non è un crimine.
È un’opportunità.
Berto 
Un’opportunità?
Piera 
Sì.
Un’opportunità per capire chi siete.
Zaira 
Per soffrire meglio.
Nina 
Per correre più veloce!
Lulù 
Per cantare più forte!
Ornella 
Per scoprire chi vi segue.
Regina 
E soprattutto…
si avvicina 
…per diventare parte della nostra compagnia.
Berto 
Parte… della compagnia?
Lampo 
Noi?
Regina 
Sì.
Non come attori.
Non come produttori.
Non come truffatori.
Ma come…
pausa teatrale 
…assistenti scenici tuttofare.
Il pubblico applaude come se fosse la rivelazione più comica del secolo.
La firma del nuovo contratto
Mafalda tira fuori un contratto spesso come un dizionario. Lo apre con un suono minaccioso.
Mafalda 
Articolo 1: obbedire a Regina.
Articolo 2: obbedire a Regina anche quando non parla.
Articolo 3: obbedire a Regina anche quando non c’è.
Articolo 4: non toccare le luci senza permesso.
Articolo 5: non toccare niente senza permesso.
Articolo 6: chiedere sempre il permesso.
Berto 
Ehm… c’è un articolo che parla di stipendio?
Mafalda 
Sì.
Articolo 7: non parlarne.
Lampo 
Firmiamo.
La firma comica
Berto prende la penna. La penna non scrive. Lampo gli passa un’altra penna. Non scrive. Lulù gli passa una terza penna. Esplode glitter.
Nina 
È la mia penna speciale!
Berto 
Ok…
coperto di glitter 
…firmo così.
Firma con un dito. Mafalda lo guarda come se avesse commesso un sacrilegio contabile.
Mafalda 
Questa firma è irregolare.
Ma accettabile.

Il finale musicale
Lulù 
Ora canto l’inno della compagnia!
Pubblico 
Nooooo!
Regina 
Lulù, aspetta.
Facciamo un finale corale.
Zaira 
Corale?
Io non faccio coro.
Io sono tragedia.
Regina 
Oggi sei commedia.
Zaira 
si arrende 
Che dolore.
Le sette donne si dispongono in fila. Berto e Lampo dietro, goffi come due lampade rotte.
Regina 
Uno… due… tre…
Tutti insieme, in un canto stonato, caotico, meravigliosamente sbagliato.
Tutti 
Siamo una compagnia!
Di pura follia!
Chi entra qui dentro…
…non scappa più via!
Il pubblico esplode in un applauso. Il neon si accende e spegne come un battito di cuore teatrale.
La chiusura definitiva
Regina 
Signore e signori…
grazie per aver assistito a questa storia di truffe, vendette, glitter e redenzione.
Berto 
Ehm… possiamo andare?
Regina 
No.
C’è da pulire il palco.
Lampo 
Sapevo che finiva così.
Le sette donne ridono. Il sipario si chiude lentamente, cigolando come un vecchio attore che non vuole lasciare la scena.
IL DOPO‑SPETTACOLO 
Il sipario si è appena chiuso. Il pubblico sta ancora applaudendo dall’altra parte, convinto di aver assistito a un capolavoro di teatro comico. Nel backstage, invece, regna il caos più totale. Il neon del corridoio lampeggia come un vecchio marinaio che fa segnali Morse. Le sette donne entrano una dopo l’altra, ridendo, urlando, commentando, mentre Berto e Lampo arrancano dietro di loro come due valigie dimenticate.
1. Il ritorno dietro le quinte
Regina 
sbuffa, ma sorride 
Brave tutte. È stato un disastro… meraviglioso.
Nina 
scivola, cade, si rialza 
Io ho contato almeno quattordici cadute. È il mio record personale!
Piera 
La caduta è un atto filosofico.
È il corpo che ricorda alla mente che la gravità esiste.
Zaira 
tragica 
Io sono caduta nell’anima.
Mafalda 
Io sono caduta nei conti.
sfoglia un quaderno 
Abbiamo speso troppo glitter.
Lulù 
Il glitter è un investimento emotivo!
Ornella 
Il glitter è un codice.
Lo usano per comunicare.
Berto 
Chi?
Gli alieni?
Ornella 
Peggio.
Gli attori.

 

2. Berto e Lampo cercano di capire il loro nuovo ruolo
Lampo 
Regina, scusa… ma noi… cosa dobbiamo fare adesso?
Regina 
Adesso?
pausa 
Pulire.
Berto 
Pulire… cosa?
Regina 
Tutto.
Lampo 
Tutto… tutto?
Regina 
Tutto tutto.
Berto guarda il palco. È un campo di battaglia: glitter, piume, fogli, torce, un paio di scarpe, un pezzo di scenografia che non dovrebbe essere lì, e un gatto del teatro che dorme sopra una sedia.
Berto 
Lampo…
Questo è l’inferno.
Lampo 
No, Berto.
Questo è il teatro.
3. Il gatto del teatro
Il gatto si sveglia, guarda Berto e Lampo come se fossero ospiti indesiderati, poi si avvicina con passo regale.
Nina 
Attenti!
Quello è il gatto del teatro!
Berto 
E cosa fa?
Piera 
Giudica.
Zaira 
Condanna.
Ornella 
Spia.
Mafalda 
E ruba penne.
Lulù 
E canta!
il gatto miagola stonato 
Vedi?
Berto 
Perché mi guarda così?
Regina 
Perché sa che siete imbroglioni.
I gatti sentono queste cose.
4. La riunione post‑spettacolo
Le sette donne si siedono attorno a un tavolo pieno di tazze, fogli, biscotti e oggetti non identificati. Berto e Lampo restano in piedi, come due scolari puniti.
Regina 
Bene.
Riunione.
Dobbiamo decidere il futuro della compagnia.
Mafalda 
Io propongo di aumentare il budget per la sicurezza.
guarda Nina 
Per ovvi motivi.
Nina 
Io propongo di aumentare il budget per i cerotti!
Zaira 
Io propongo di aumentare il budget per la tragedia.
Piera 
Io propongo di abolire il budget.
Il denaro è un concetto illusorio.
Lulù 
Io propongo un musical!
Ornella 
Io propongo di installare telecamere ovunque.
Regina 
Io propongo…
pausa 
…di non ascoltare nessuna di voi.

 

5. Il futuro degli imbroglioni
Regina 
E voi due.
Berto.
Lampo.
Avete qualcosa da dire?
Berto 
Sì.
si schiarisce la voce 
Grazie.
Lampo 
Sì.
Grazie anche da parte mia.
Regina 
Per cosa?
Berto 
Per non averci denunciato.
Lampo 
Per non averci picchiato.
Berto 
Per non averci buttato fuori.
Lampo 
Per averci dato un lavoro.
Regina 
Non vi abbiamo dato un lavoro.
Vi abbiamo dato una punizione.
Berto 
Sì, ma è la punizione più dignitosa che abbiamo mai avuto.
6. Il blackout improvviso
All’improvviso, tutte le luci si spengono. Buio totale. Rumori di passi. Un urlo. Un tonfo. Un miagolio indignato.
Nina 
Sono stata io?
Non volevo!
Credo di aver toccato un filo!
Regina 
Berto!
Lampo!
Dove siete?
Berto 
Qui!
Credo di aver calpestato qualcosa!
Lampo 
Credo di aver calpestato qualcuno!
Zaira 
tragica nel buio 
È la fine.
Piera 
È l’inizio.
Ornella 
È un sabotaggio.
Mafalda 
È un costo imprevisto.
Lulù 
È una nota bassa!
7. La riaccensione delle luci
Le luci tornano. Berto e Lampo sono intrecciati tra loro come due marionette rotte. Nina è sdraiata a terra. Il gatto è seduto su una pila di fogli. Regina si massaggia le tempie.
Regina 
Bene.
Direi che abbiamo bisogno di…
pausa 
…un corso di sicurezza.
Berto 
Lo faremo!
Lampo 
Sì!
Anche due!
Regina 
E di un corso di dignità.
Berto 
Quello sarà più difficile.
8. Il brindisi finale
Piera tira fuori una bottiglia di qualcosa di indefinito. Le donne si scambiano bicchieri spaiati. Berto e Lampo ricevono due tazze di plastica.


Regina 
Alla compagnia.
Tutte 
Alla compagnia!
Berto 
Alla… sopravvivenza.
Lampo 
Alla speranza.
Zaira 
Alla tragedia.
Nina 
Alle cadute!
Mafalda 
Alle ricevute!
Lulù 
Alle note alte!
Ornella 
Ai complotti!
Piera 
Alla filosofia del caos.
Bevono. Il gatto miagola come se volesse partecipare.
9. La chiusura del blocco
Regina 
Bene.
Domani si ricomincia.
Berto 
Domani?
Lampo 
Così presto?
Regina 
Il teatro non dorme mai.
Zaira 
Io sì.
Nina 
Io no!
Piera 
Il sonno è un concetto relativo.
Mafalda 
Il sonno è una spesa.
Lulù 
Il sonno è una nota bassa.
Ornella 
Il sonno è un complotto.
Il sipario immaginario del backstage si chiude. Il neon si spegne con un ultimo, affettuoso tremolio.
“LA NOTTE DELLE PROVE IMPOSSIBILI”
Il sipario si riapre all’improvviso, come se avesse deciso da solo. Il pubblico non se ne è ancora andato: alcuni stanno mettendo la giacca, altri stanno cercando le chiavi, altri ancora stanno litigando con il telefono. Ma quando vedono il sipario riaprirsi, si fermano. Curiosi. Confusi. Divertiti.
Sul palco, Regina entra con passo deciso, seguita dalle altre sei donne. Berto e Lampo arrivano ultimi, inciampando in un cavo e in un secchio.
1. Regina annuncia l’imprevisto
Regina 
Signore e signori…
il teatro ha deciso che non è ancora finita.
Pubblico 
mormorio divertito
Regina 
Questa è la nostra…
pausa 
…Notte delle Prove Impossibili.
Berto 
Le… cosa?
Lampo 
Perché “impossibili”?
Perché non “facili”?
Perché mai niente è facile?
Regina 
Perché siete voi due.
2. Prova impossibile n.1 — Il Numero Musicale Stonato
Lulù 
Io apro le danze!
Con la mia nuova canzone:
pausa 
“Miagolando nel vento”.
Mafalda 
Non è nel budget.
Lulù 
L’arte non ha budget!
Lulù canta. Una nota talmente alta che il neon si spegne, si riaccende, si spegne di nuovo, poi decide di restare acceso per pietà.
Berto 
coprendosi le orecchie 
È un’arma!
Lampo 
È un richiamo per i pipistrelli!
Dal soffitto si sente un rumore sospetto.
Ornella 
Lo sapevo.
Ci ascoltano.
3. Prova impossibile n.2 — La Danza Filosofica
Piera 
Ora… danziamo il concetto di “inutilità cosmica”.
Nina 
Io danzo tutto!
Zaira 
Io danzo il dolore.
Berto 
Io danzo la paura.
Lampo 
Io danzo… niente.
Non so danzare.
Piera 
Perfetto.
La non‑danza è danza.
Piera si muove lentamente come un albero che riflette sul senso della vita.
Nina gira su sé stessa come una trottola impazzita.
Zaira si contorce come un’anima in pena.
Berto e Lampo imitano due sedie rotte.
Pubblico 
applausi confusi ma entusiasti

 

4. Prova impossibile n.3 — Il Monologo Tragico di Zaira
Zaira 
al centro del palco, con una luce drammatica 
Io…
sono…
un abisso.
Berto 
Io sono un secchio.
Lampo 
Io sono un errore.
Zaira 
li ignora 
La vita è un sipario che si apre…
e poi si chiude…
e poi si riapre…
e poi si inceppa…
come quello di questo teatro.
Il sipario si muove da solo, cigola, si blocca, si riapre a metà.
Regina 
Sì, è lui.
5. Prova impossibile n.4 — Il Numero di Magia di Ornella
Ornella 
Ora vi mostro un trucco.
Un trucco che nessuno ha mai visto.
Un trucco…
pausa 
…che mi hanno insegnato.
Lampo 
Chi?
Ornella 
Non posso dirlo.
È un complotto.
Ornella prende un cappello. Lo scuote. Lo apre.
Ne esce… un foglio.
Mafalda 
È la mia ricevuta!
Ornella 
Esatto.
Magia.

6. Prova impossibile n.5 — Il Duetto dei Due Imbroglioni
Regina 
Adesso tocca a voi due.
Un duetto.
Musicale.
Sentimentale.
Comico.
E soprattutto…
pausa 
…improvvisato.
Berto 
Io non canto.
Lampo 
Io non sento.
Regina 
Perfetto.
Andate.
Berto e Lampo si guardano.
Si prendono per mano.
Si schiariscono la voce.
Berto 
Io…
ero un uomo libero…
Lampo 
Io…
ero un uomo furbo…
Berto 
Poi ho incontrato te…
Lampo 
E ho smesso di esserlo.
Pubblico 
risata fragorosa
7. Prova impossibile n.6 — Il Caos Finale
Le sette donne entrano tutte insieme.
Nina corre.
Zaira piange.
Piera medita.
Lulù canta.
Mafalda conta.
Ornella spia.
Regina dirige.
Regina 
Tutti insieme!
Numero finale!
Musica immaginaria.
Luci che lampeggiano.
Berto e Lampo che cercano di seguire la coreografia e finiscono per sbattere l’uno contro l’altro.
Il gatto del teatro attraversa la scena con passo regale.
Tutti 
Siamo una compagnia!
Di pura follia!
Chi entra qui dentro…
non scappa più via!
Il pubblico esplode in un applauso.
Il sipario si chiude.
Poi si riapre.
Poi si richiude.
Poi si blocca a metà.
Regina 
Sì.
È proprio lui.
“LA NOTTE IN CUI NESSUNO VA A CASA”
Il sipario è chiuso. Il pubblico è uscito. Il teatro è immerso in un silenzio strano, come se stesse trattenendo il fiato. Nel backstage, però, nessuno ha intenzione di andarsene. Le sette donne sono ancora in piena energia post‑spettacolo. Berto e Lampo, invece, sembrano due panni stesi dopo un temporale.
1. Regina annuncia l’impossibile
Regina 
Bene.
Prima che andiate a casa…
pausa 
…non andate a casa.
Berto 
Come?
Lampo 
Perché?
Regina 
Perché stanotte…
si avvicina 
…si fa l’inventario.
Mafalda 
Sì.
Ho preparato una lista lunga quanto la Divina Commedia.
Zaira 
La Divina Commedia è un viaggio nell’oscurità.
Nina 
L’inventario anche!
Piera 
L’inventario è un atto filosofico.
È il teatro che si guarda allo specchio.
Lulù 
Io posso cantare mentre facciamo l’inventario!
Ornella 
Io posso controllare se qualcuno ci spia mentre facciamo l’inventario.
Berto 
Io posso…
pausa 
…morire?
Regina 
No.
2. L’inventario comico
Mafalda apre un registro spesso come un mattone. Lo sbatte sul tavolo. Il tavolo scricchiola come un attore anziano.
Mafalda 
Oggetto numero uno:
Una sedia.
Nina 
Quale?
Mafalda 
Quella che cade sempre.
Nina 
Ah, quella sono io.
Piera 
La sedia è un simbolo.
Rappresenta la stabilità che non abbiamo.
Zaira 
Rappresenta la mia anima.
Lampo 
Rappresenta il mio mal di schiena.


3. Il mistero degli oggetti scomparsi
Mafalda 
Oggetto numero due:
La parrucca rossa.
Ornella 
Rubata.
Regina 
Da chi?
Ornella 
Da loro.
indica Berto e Lampo
Berto 
Io non rubo parrucche!
Lampo 
Io non rubo niente che abbia bisogno di essere pettinato!
Nina 
Aspetta…
si guarda intorno 
…forse l’ho messa io sul gatto.
Il gatto entra in scena con la parrucca rossa in testa. Cammina con aria regale.
Piera 
È un’opera d’arte.
Zaira 
È una tragedia felina.
4. Il crollo psicologico di Berto
Berto 
Regina…
Io…
Non ce la faccio più.
Regina 
A fare cosa?
Berto 
A essere un tecnico delle luci!
Io non so distinguere un interruttore da un biscotto!
Lampo 
È vero.
Una volta ha acceso un biscotto.
Piera 
Il biscotto è un simbolo.
Zaira 
Il biscotto è un dolore.
Ornella 
Il biscotto è un messaggio.
Mafalda 
Il biscotto è una spesa.
Lulù 
Il biscotto è una nota bassa.
Nina 
Il biscotto è buono!
5. La prova di coraggio
Regina 
Berto.
Lampo.
Se volete restare nella compagnia…
dovete superare una prova.
Berto 
Un’altra?!
Lampo 
Ma quante prove ci sono?
Regina 
Infinite.
È teatro.
Zaira 
La prova è il destino.
Piera 
La prova è la vita.
Ornella 
La prova è un complotto.
Mafalda 
La prova è una voce di bilancio.
Lulù 
La prova è un acuto!
Nina 
La prova è una caduta!


6. La prova: “Il Monologo dell’Imbroglione Pentito”
Regina 
Dovete recitare un monologo.
Uno solo.
Sincero.
Profondo.
Comico.
E convincente.
Berto 
Io?
Recitare?
Lampo 
Io?
Essere sincero?
Regina 
Sì.
Avanti.
Berto si mette al centro del palco. Respira. Suda. Trema. Poi… parla.
Berto 
Io…
sono un imbroglione.
Ma non uno di quelli bravi.
Sono un imbroglione…
pausa 
…scarso.
Mi imbroglio da solo.
Mi perdo.
Mi confondo.
Mi dimentico cosa stavo truffando.
E poi…
si commuove 
…ho incontrato voi.
E ho capito che…
pausa 
…non sono tagliato per il crimine.
Sono tagliato per il teatro.
Che è peggio.
Silenzio. Poi un applauso spontaneo delle sette donne.
Regina 
Accettabile.


7. La prova di Lampo
Lampo 
Ok…
Ci provo anch’io.
Si mette al centro. Respira. Suda. Suda ancora. Poi…
Lampo 
Io…
sono un uomo semplice.
Volevo solo fare soldi senza lavorare.
È un sogno legittimo!
Ma poi…
ho capito che lavorare…
pausa 
…è più facile che lavorare con voi.
Regina 
Bravo.
Onesto.
E disperato.
Perfetto per il teatro.
8. Il giuramento della compagnia
Regina 
Bene.
Ora fate il giuramento.
Berto 
Che giuramento?
Regina 
Il giuramento della compagnia.
Le sette donne si dispongono in cerchio. Berto e Lampo al centro.
Tutte 
Ripetete con noi.
Regina 
Io giuro…
Berto e Lampo 
Io giuro…
Mafalda 
…di non toccare niente senza permesso.
Berto e Lampo 
…di non toccare niente senza permesso.
Zaira 
…di soffrire con dignità.
Berto 
…di soffrire con dignità.
Lampo 
Io già soffro.
Nina 
…di cadere con grazia.
Piera 
…di cercare il senso anche quando non c’è.
Lulù 
…di cantare solo quando richiesto.
Ornella 
…di sospettare sempre.
Regina 
…e di servire il teatro.
Sempre.
Berto e Lampo 
Sempre.
9. La chiusura 
Regina 
Perfetto.
Ora potete andare.
Berto 
Davvero?
Lampo 
Finalmente?
Regina 
Sì.
Ma domani alle sette…
prove.
Berto 
Alle sette?!
Lampo 
Del mattino?!
Regina 
Il teatro non dorme mai.
Il neon si spegne.
Il gatto miagola.
Il sipario immaginario cala.
Fine del blocco.
LA NOTTE DELLE PROVE SEGRETE
Il teatro è vuoto. Le poltrone dormono. Il sipario respira piano. Il neon del corridoio lampeggia come un vecchio marinaio che manda segnali a un faro lontano. Ma nel backstage, la compagnia è ancora sveglia. Nessuno ha voglia di andare a casa. Nessuno ha voglia di fermarsi. È come se la notte avesse deciso di diventare teatro.
Regina 
entrando con un fascio di fogli 
Bene.
È arrivato il momento delle prove segrete.
Berto 
Le… cosa?
Lampo 
Perché tutto quello che fai ha sempre un nome che fa paura?
Regina 
Perché funziona.
Le prove segrete servono a capire chi siete davvero.
Zaira 
Io sono un abisso.
Nina 
Io sono una trottola!
Piera 
Io sono un concetto.
Mafalda 
Io sono un bilancio.
Lulù 
Io sono una nota alta!
Ornella 
Io sono un’allerta.
Berto 
Io sono stanco.
Lampo 
Io sono confuso.
Regina 
Perfetto.
Siete pronti.

 

La prima prova segreta: “Il Silenzio Assoluto”
Regina alza una mano. Tutti tacciono. Il teatro intero trattiene il fiato. Anche il neon sembra fermarsi.
Regina 
Dovete restare in silenzio.
Per un minuto.
Nina 
Un minuto?!
Zaira 
Il silenzio è una lama.
Piera 
Il silenzio è un concetto.
Lulù 
Il silenzio è…
emette un acuto involontario 
…ops.
Mafalda 
Il silenzio è un costo.
Ornella 
Il silenzio è sospetto.
Berto 
Io posso farcela.
Lampo 
Io no.
Io parlo anche quando dormo.
Silenzio.
Poi un rumore.
È il gatto del teatro che rovescia un secchio.
Regina 
Prova fallita.
La seconda prova segreta: “La Verità Impossibile”
Regina 
Ora dovete dire una verità.
Una verità impossibile da dire.
Zaira 
Io…
pausa tragica 
…non sono sempre tragica.
Silenzio.
Le altre la guardano come se avesse confessato un omicidio.
Nina 
Io…
salta 
…non so stare ferma.
Piera 
Io…
non capisco davvero la filosofia.
La invento.
Mafalda 
Io…
ho perso una ricevuta.
Una volta.
Nel 2009.
Lulù 
Io…
non so leggere la musica.
Vado a caso.
Ornella 
Io…
non ho prove dei complotti.
Ma li sento.
Berto 
Io…
non so cosa sia un faretto.
Lampo 
Io…
non so cosa sia la vita.
Regina 
Accettabile.
Siete sinceri.
E disperati.
Il teatro vi ama.
La terza prova segreta: “Il Caos Organizzato”
Regina batte le mani. Le luci si accendono e spengono. Un ventilatore parte da solo. Il sipario si muove. Il gatto corre. Nina scivola. Zaira piange. Lulù canta. Piera medita. Mafalda scrive. Ornella spia. Berto e Lampo urlano.
Regina 
Dovete sopravvivere.
Senza perdere la dignità.
Berto 
Troppo tardi!
Lampo 
Io non l’ho mai avuta!
Il caos cresce.
Il ventilatore fa volare fogli ovunque.
Nina scivola su un foglio.
Zaira cade in ginocchio come Ofelia.
Lulù canta una nota che spegne il neon.
Ornella urla “È un attacco!”.
Mafalda tenta di salvare i documenti.
Piera osserva tutto come un filosofo zen.
Berto e Lampo si abbracciano per paura.
Regina 
Bene.
Prova superata.
Berto 
Come?!
Regina 
Avete perso tutto.
Tranne la vita.
È già molto.
La quarta prova segreta: “Il Numero Impossibile”
Regina 
Ora dovete creare un numero comico.
Senza preparazione.
Senza oggetti.
Senza senso.
Berto 
Ma…
come si fa?
Lampo 
Io…
io non so essere comico.
Regina 
Perfetto.
È il punto.
Berto e Lampo si guardano.
Si mettono al centro.
Respirano.
Poi… iniziano.
Berto 
Io sono un lampione.
Lampo 
Io sono un insetto.
Berto 
Io illumino.
Lampo 
Io sbatto.
Berto 
Io tremo.
Lampo 
Io muoio.
Berto 
Io mi spengo.
Lampo 
Io rinasco.
Silenzio.
Poi un applauso spontaneo delle sette donne.
Zaira 
È poesia.
Piera 
È filosofia.
Mafalda 
È fatturabile.
Nina 
È bellissimo!
Lulù 
È musicale!
Ornella 
È un messaggio.
Regina 
È teatro.
La quinta prova segreta: “Il Giuramento Notturno”
Le sette donne si dispongono in cerchio.
Berto e Lampo al centro.
Il neon si accende da solo.
Il teatro ascolta.
Regina 
Ripetete.
Tutte 
Io giuro…
Berto e Lampo 
Io giuro…
Zaira 
…di non fuggire mai dal palcoscenico.
Nina 
…di cadere con grazia.
Piera 
…di cercare il senso anche quando non c’è.
Mafalda 
…di rispettare il bilancio.
Lulù 
…di cantare solo quando richiesto.
Ornella 
…di sospettare sempre.
Regina 
…e di servire il teatro.
Sempre.
Berto e Lampo 
Sempre.


La chiusura del blocco
Il teatro tace.
Le luci si abbassano.
Il gatto si accoccola su una sedia.
Le sette donne sorridono.
Berto e Lampo respirano come due sopravvissuti.
Regina 
Ora sì.
Potete andare a casa.
Berto 
Davvero?
Lampo 
Finalmente?
Regina 
Sì.
Ma domani…
alle sei.
Berto 
Alle sei?!
Lampo 
Del mattino?!
Regina 
Il teatro non dorme mai.
Il neon si spegne.
La notte inghiotte tutto.
Fine del blocco.
 “LA NOTTE IN CUI IL TEATRO SI RISVEGLIA”
È tardissimo. O prestissimo. Nessuno lo sa. Il teatro è immerso in una luce strana, come se avesse deciso di svegliarsi da solo. Le assi del palco scricchiolano. Il sipario si muove senza vento. Il neon del corridoio lampeggia come un occhio insonne. Le sette donne sono ancora lì, sedute, sdraiate, appoggiate, vive. Berto e Lampo, invece, sembrano due fantasmi che non hanno ancora capito come funzionano le catene.
1. Il teatro parla
Un rumore profondo. Un gemito. Un cigolio. Le pareti vibrano. Le luci tremano. Il teatro sembra… parlare.
Nina 
saltando in piedi 
L’avete sentito?!
Zaira 
È un lamento antico.
Piera 
È il teatro che riflette sulla propria esistenza.
Mafalda 
È un costo imprevisto.
Lulù 
È una nota bassa!
Ornella 
È un messaggio.
Codificato.
In linguaggio murario.
Berto 
È…
pausa 
…il palcoscenico che si lamenta?
Lampo 
O siamo noi che stiamo impazzendo?
Regina 
Entrambe le cose.
2. Il sipario si muove da solo
Il sipario si apre. Lentamente. Lentissimamente. Poi si richiude. Poi si apre a metà. Poi si blocca. Poi si muove come se stesse respirando.
Nina 
È vivo!
Piera 
Il sipario è un confine.
E i confini respirano.
Zaira 
È un sipario tragico.
Mafalda 
È un sipario che costa troppo.
Lulù 
È un sipario che canta!
emette un acuto 
AAAAH!
Il sipario si chiude di colpo.
Ornella 
Lo sapevo.
Ci ascolta.
3. Il teatro mette alla prova la compagnia
Le luci si abbassano. Una sola luce resta accesa, al centro del palco. Una luce che sembra chiamare qualcuno.
Regina 
Il teatro vuole qualcosa.
Berto 
Cosa vuole?
Regina 
Una prova.
Lampo 
Un’altra?!
Regina 
Il teatro non dorme mai.
E non perdona mai.
Zaira 
È un giudice antico.
Piera 
È un filosofo stanco.
Mafalda 
È un debito.
Lulù 
È un do!
Nina 
È un salto!
Ornella 
È un complotto.
4. La prova del teatro: “La Scena Perfetta”
Regina 
Il teatro vuole vedere…
pausa 
…una scena perfetta.
Berto 
Perfetta… come?
Regina 
Perfetta secondo lui.
Lampo 
E lui chi è?
Regina 
Il teatro.
Berto 
Ma il teatro non parla!
Il teatro scricchiola. Una tavola si solleva leggermente. Una luce si accende da sola.
Lampo 
Ok.
Parla.
5. La compagnia tenta la scena perfetta
Regina 
In posizione.
Tutti.
Le sette donne si dispongono in cerchio. Berto e Lampo al centro. Il gatto del teatro si siede su una sedia come un giudice antico.
Regina 
Scena perfetta.
Azione.
Zaira 
tragica 
Io sono la notte.
Nina 
Io sono la corsa!
Piera 
Io sono il dubbio.
Mafalda 
Io sono la ricevuta.
Lulù 
Io sono la nota!
Ornella 
Io sono l’ombra.
Regina 
Io sono la regia.
Berto 
Io sono…
pausa 
…confuso.
Lampo 
Io sono…
pausa 
…stanco.
Silenzio.
Il teatro scricchiola.
Una luce si spegne.
Un’altra si accende.
Il sipario si muove.
Regina 
Non gli piace.
6. Secondo tentativo: “La Scena Imperfetta”
Regina 
Ok.
Scena imperfetta.
Azione.
Zaira 
ride 
Io sono la gioia!
Nina 
Io sono la lentezza!
Piera 
Io sono la certezza!
Mafalda 
Io sono il caos contabile!
Lulù 
Io sono il silenzio!
Ornella 
Io sono la fiducia!
Regina 
Io sono…
pausa 
…stanca.
Berto 
Io sono un genio!
Lampo 
Io sono bello!
Il teatro vibra.
Una luce esplode.
Il sipario si apre di colpo.
Il gatto scappa.
Regina 
Gli piace.
7. Il teatro chiede un sacrificio
Una tavola del palco si solleva. Una luce rossa si accende. Il teatro sembra… indicare qualcosa.
Ornella 
Vuole un sacrificio.
Berto 
Un sacrificio?!
Lampo 
Di cosa?!
Regina 
Di ego.
Zaira 
Di dolore.
Piera 
Di senso.
Mafalda 
Di budget.
Lulù 
Di note alte.
Nina 
Di equilibrio!
Ornella 
Di segreti.
Regina 
Berto.
Lampo.
Avanti.
8. Il sacrificio degli imbroglioni
Berto e Lampo si avvicinano alla tavola sollevata. Tremano. Sudano. Si guardano.
Berto 
Io sacrifico…
pausa 
…la mia carriera di imbroglione.
Lampo 
Io sacrifico…
pausa 
…la mia dignità.
Regina 
Quella l’avevi già sacrificata.
Lampo 
È vero.
Il teatro vibra.
La tavola si abbassa.
La luce rossa si spegne.
Una luce calda si accende.
Regina 
Ha accettato.
9. Il teatro concede la benedizione
Le luci si accendono tutte insieme.
Il sipario si apre.
Il neon smette di tremare.
Il gatto torna.
Il teatro sembra… sorridere.
Regina 
Siamo una compagnia.
Ora davvero.
Zaira 
Una compagnia tragica.
Nina 
Una compagnia veloce!
Piera 
Una compagnia filosofica.
Mafalda 
Una compagnia in pari.
Lulù 
Una compagnia musicale!
Ornella 
Una compagnia sorvegliata.
Berto 
Una compagnia…
pausa 
…che ci ha adottati.
Lampo 
E noi…
pausa 
…non scappiamo più.

10. La chiusura del blocco
Regina 
Bene.
Ora sì.
Potete andare a casa.
Berto 
Davvero?
Lampo 
Finalmente?
Regina 
Sì.
Ma domani…
alle cinque.
Berto 
Alle cinque?!
Lampo 
Del mattino?!
Regina 
Il teatro non dorme mai.
Il sipario si chiude.
Il teatro tace.
La notte finisce.
Fine del blocco.
 “DELIRIO FINALE ASSOLUTO”
È quasi alba. Il teatro è immerso in una luce blu, come se stesse trattenendo il respiro prima di un ultimo, gigantesco colpo di scena. Le assi del palco scricchiolano. Il sipario si muove da solo. Il neon del corridoio lampeggia come un cuore agitato. Le sette donne sono ancora lì, esauste e luminose. Berto e Lampo, invece, sembrano due fantasmi che hanno perso il manuale dell’aldilà.
Regina 
con una calma inquietante 
Bene.
È arrivato il momento.
Berto 
Il momento di cosa?
Lampo 
Perché ogni volta che dici “il momento” io sento odore di tragedia?
Zaira 
Perché la tragedia è ovunque.
Nina 
Perché la tragedia scivola!
scivola, cade, si rialza
Piera 
Perché la tragedia è un concetto.
Mafalda 
Perché la tragedia costa.
Lulù 
Perché la tragedia è una nota bassa.
Ornella 
Perché la tragedia ci osserva.
Regina 
No.
Perché è arrivato il momento…
pausa 
…del delirio finale.
1. Il teatro si ribella
Un boato.
Le luci esplodono in un arcobaleno.
Il sipario si apre e si chiude come un polmone.
Il pavimento vibra.
Il gatto del teatro corre in scena con una parrucca nuova.
Berto 
Il teatro…
sta avendo un attacco di nervi!
Lampo 
O un risveglio spirituale!
Piera 
È un risveglio concettuale.
Zaira 
È un risveglio tragico.
Nina 
È un risveglio velocissimo!
Mafalda 
È un risveglio che non era in programma.
Lulù 
È un risveglio in tonalità minore!
Ornella 
È un risveglio orchestrato da qualcuno.


2. Il teatro chiede un numero finale
Una luce si accende al centro del palco.
Una tavola si solleva.
Il sipario si apre a metà.
Il teatro sembra… chiamare.
Regina 
Vuole un numero finale.
Berto 
Un numero finale… di cosa?
Regina 
Di tutto.
Lampo 
Di tutto tutto?
Regina 
Di tutto tutto.
3. La compagnia prepara il caos
Le sette donne si muovono come un organismo unico.
Nina porta oggetti a caso.
Zaira si mette un mantello tragico.
Piera accende una candela filosofica.
Mafalda prepara un registro.
Lulù vocalizza.
Ornella controlla gli angoli.
Regina dirige come una dea del caos.
Regina 
Berto.
Lampo.
Al centro.
Berto 
Perché sempre noi?
Regina 
Perché siete gli unici abbastanza disperati da far funzionare tutto questo.
4. Il numero finale inizia
Musica immaginaria.
Luci che lampeggiano.
Il sipario vibra.
Il gatto attraversa la scena con passo regale.
Zaira 
Io sono la notte!
Nina 
Io sono la corsa!
Piera 
Io sono il dubbio!
Mafalda 
Io sono la ricevuta!
Lulù 
Io sono la nota!
Ornella 
Io sono l’ombra!
Regina 
Io sono la regia!
Berto 
Io sono…
pausa 
…un uomo nuovo.
Lampo 
Io sono…
pausa 
…un uomo migliore.
Silenzio.
Poi un’esplosione di luci.
Il teatro sembra applaudire.
5. Il delirio cresce
Le luci impazziscono.
Il sipario si apre e chiude.
Nina corre in cerchio.
Zaira declama versi inventati.
Piera medita in mezzo al caos.
Mafalda tenta di fare un bilancio del delirio.
Lulù canta note impossibili.
Ornella urla “È un segnale!”.
Berto e Lampo ballano come due lampade rotte.
Regina 
Più forte!
Più assurdo!
Più vivo!
6. Il teatro si placa
All’improvviso, tutto si ferma.
Silenzio.
Una luce calda.
Il sipario si chiude lentamente.
Il teatro respira.
Regina 
È finita.
Zaira 
È finita tragicamente.
Nina 
È finita velocemente!
Piera 
È finita concettualmente.
Mafalda 
È finita in pari.
Lulù 
È finita in tonalità maggiore.
Ornella 
È finita… per ora.
Berto 
È finita?
Lampo 
Davvero?
Regina 
Sì.
Potete andare a casa.
Berto 
Alle quattro del mattino?
Regina 
Il teatro non dorme mai.
Il sipario si chiude.
Il teatro tace.
La notte finisce.

SIPARIO