LA  MADRE  DI BUCHA

Dramma in un atto di

Antonio  Sapienza


Personaggi:

La Madre
Un soldato
Un ufficiale
Una giovane donna

 

La vicenda si svolge in un tunnel sotto la cittadina di Bucha, in Ucraina.

 

Sulla scena viene ricostruito una parte del tunnel, e precisamente il locale di ventilazione, ove si svolgerà il dramma. 
Inizio dell’opera: musica misteriosa, quasi tragica, scena quasi buia. Poi un tenue bagliore si noterà nella parte destra del locale. Dopo un minuto, la luce aumenterà lentamente, fino a dimostrarsi emessa da una lampada a mano, tenuta da una donna anziana, la quale è leggermente ingobbita, passo indeciso, vestito scuro, grande fazzoletto che le fascia la testa e nasconde tutti i capelli grigi. Ella porta una sedia tenuta dalla spalliera, trascinandola; mentre con l’altra mano regge la lampada e un fagottino.  
Essa attraverserà la scena fermandosi a metà locale di ventilazione, poserà a terra il tenue lume, quindi poggerà la sedia, delicatamente, alla parete vicina, e si siederà.
Madre – (guardando una fotografia presa da una tasca, la bacia) Eccomi di nuovo qua, come ogni giorno, in questo luogo d’incontro fra due eserciti in guerra. L’uno per aggredire, l’altro per difendersi. E tutti e due per far piangere di dolore le loro madri, le moglie, i propri figli degli uomini che combattono e muoiono. Già, combattono...ma mentre il primo lo fa in nome e per conto di un uomo ambizioso, che esercita il suo potere con la forza delle armi; l’altro lotta per difendere la sua Terra e il suo Popolo oltraggiato.(pausa, poi guardando la foto)  E mio figlio è lì fuori, dall’altra parte di questo budello oscuro fatto di cemento e di dolore...Ed io lo aspetto qui, ora e sempre. Ma... ma... cuore di Madre, porto conforto anche ai soldati cosiddetti nemici, che cercano in me perdono, comprensione per le loro azioni, e... Dio mi perdoni- anche, perchè da loro eletta tacitamente, sacerdotessa di pace- anelano l’assoluzione nel pentimento. Ma, ma devono presentarsi in pace, e per segno, portano una candela accesa (bacia la foto e la ripone in tasca) . 
Conclusa la tirata, essa si metterà in raccoglimento, ponendosi le mani sul viso.
Musica e luci adatte.
Dopo due minuti, dal fondo sinistro della scena, entra, timidamente, un giovane soldato: Claudicante, lacero, sporco in viso come se l’avesse affumicato, che regge in una mano una candela accesa, e, nell’altra una bottiglietta che conterrà del the.
La donna alza lo sguardo benevolo verso il soldato, il quale rincuorato procede verso la donna, e, a un metro di distanza della quale, si inginocchia e porge alla donna il contenuto della bottiglietta.
Soldato – Prendi, Madre, è the caldo, ti riscalderà dal freddo di questo tunnel.
Madre- Grazie figliolo, lo berrò. Intanto poggia la candela per terra, bene in vista.
Il soldato esegue, ma la guarda come se si aspettasse una spiegazione. La donna annuisce e poi parla.
Madre – Vedi figliuolo, la candela dev’essere bene in vista, perchè è il segno col quale si dimostra che tu sei venuto in pace per parlare con me. Infatti devi stare tranquillo che nessuno ti farà del male. Ora bevo il tuo the, poi ti darò questa. (prende dal fagottino una focaccia, ne stacca una parte e la porge al giovane soldato. Nel porgerla fa in gesto del segno della croce degli Ortodossi) E’ il mio piccolo simbolo del corpo di Cristo che ci diede come purificatore per i nostri animi, ed io lo presento come... come segno pratico, per parlare di pace e d’amore agli uomini di buona volontà. Tieni mangia, figlio mio, e parlami di te.
Soldato – ( evidentemente commosso, prende il pane lo bacia de poi, lentamente lo mastica e quindi l’ingoia.)  Grazie, Madre. anche se non ne sono degno d’essere considerato come un ...figlio tuo. E ecco il perchè: Ho peccato nei confronti di Dio Padre e degli uomini. Sono un assassino e non ho ucciso solo in battaglia... Oh Dio! Dio. (si dispera e forse piange)
Madre – Calmati. ( lo osserva da vicinissimo, poi scuote la testa) No tu non sei peccatore. Tu sei la vittima. Vittima dei Capi Criminali. 
Soldato- No Madre, io sono particolarmente colpevole per avere ucciso un piccolo bambino, mettendolo sotto le ruote del mio camion . Che orrore Madre, che obbrobrio, che crimine. (esitando) L’avevo visto, esitava ad attraversare quello che rimaneva della strada. Esitava perchè sperava che lo facessi attraversare, che mi fermassi... ma non potei fermare in tempo, Il camion lo travolse. Scesi dal mezzo per soccorrerlo, ma quando lo vidi maciullato, vomitai e mi girai dall’altra parte. Poi il mio capo mi riscosse dall’annichilimento dicendomi a gran voce: “Buttalo, in una buca, come una carogna d’animale, e salta su, prima che il nemico ci scopra, siamo allo scoperto! Esitavo, ma lui gridò “Dannazione sali e filiamo!” “ No risposi, io questo corpicino lo seppellisco”. Ma il capo scese dal camion, mi prese per la collottola e mi fece risalire. Parti! mi disse. E io, vigliaccamente, partii.
Madre- Tu sei senza colpa. E’ stata la guerra! 
Soldato – Sarà come tu, caritativamente, mi dici, Ma io da quel giorno ho il rimorso che mi attanaglia e non posso più dormire senza sognare il piccolo maciullato. Vedi, Madre, sono venuto da te per confessarmi e chiedere perdono a nome di tuo figlio che so disperso, là fuori. (indica la parte della galleria da dove è arrivato.)
Madre- Sai?
Soldato- Si, Madre, so. So perchè tra alcuni commilitoni si è sparsa la voce della tua presenza nel tunnel, nell’attesa che possa giungere tuo figlio, vivo! E... e... lo cerchiamo.
Madre- Ti ringrazio e ringrazia anche i tuoi commilitoni che ti hanno preceduto, venendo a me.(pausa) Vedi figliolo, la mia attesa è una forma di fiducia nella Provvidenza. Io non so come mio figlio possa arrivare a me... se è ancora vivo... se è  ferito...o veramente disperso...o prigioniero...chissà. Ma io sono tenace: Aspetto. Ma aspetto anche voi, i cosiddetti nemici, per parlare con voi giovani vittime di capi ambizioni, inumani, criminali! Mio figlio forse s’è perso per combattere, come te, per esseri spregevoli. ( Come in trance) La guerra! La più grande idiozia dell’umanità. La guerra! falciatrice di giovani vite, di mamme addolorate, di padri disperati, di tragedia di intere popolazioni. La guerra principale causa dell’estinzione dell’umanità... e forse della vita del Pianeta. ( poi, come tornata in se ) Giovane soldato, io, per mio conto, ti dichiaro innocente. ( nota che il giovane piange e le lacrime descrivono dei solchi chiari sul viso scuro ) Tieni, figliolo, ( le porge il suo fazzoletto) Con le lacrime stai lavando il tuo viso e la tua coscienza. Vai con Dio figliolo, e...spero che anche il mio ragazzo possa ritornare a me in nome di Dio e della Sua Pace.
Soldato – (alzandosi e prendendo dal suolo la candela accesa) Ti ringrazio Madre e spero anch’io che il tuo ragazzo possa giungere da quella galleria (indica la parte da dove è entrato)  sano e salvo.
Esce di scena.
Buio, con musica adatta, per un minuto.
Entra in scena una giovane donna, vestita dimessamente, senza trucco, incrocia le mani sul ventre, dove tiene uno scialle nero. Cammina dimessamente, guarda fisso la madre.
Donna giovane – Madre, madre...ancora qui?
Madre-( Alza il capo, guarda quasi a fatica la donna, annuisce) – Già. 
Donna- Già... già...ma con chi parlavi?
Madre- Con un soldato.
Donna- Amico o nemico?
Madre- Non fa differenza.
Donna- Sei sicura?
Madre- Sono tutti figli di mamma mandati al macello.
Donna- Pensi che qualche altra madre, di là, lo faccia a tuo figlio?
 Madre- Può darsi...forse, ma lo spero
Donna – Già. Ma tu ci pensi e convintamente, che sia vivo. ( sospira vistosamente) Beata te. E vieni qui senza il tuo scialle. Ti vuoi ammalare?  (glielo mette teneramente sulle spalle) Ecco fatto... ma cosa credi che non ci pensi anch’io?
Madre- Tu ci pensi. Si che ci pensi, eccome! Ma io non penso! Io so, di preciso, che mio figlio tornerà a noi, Da quel cunicolo...e lo aspetto. (pausa) e verrà!
Donna- Ah, se avessi la tua fiducia...
Madre- E allora saresti madre, non moglie.
Donna- Eh no! No! No! L’amore mio per tuo figlio, anche se è diverso dal tuo, non è meno forte...intenso...carnale!
Madre- E vuoi che non lo sappia? Certo che è diverso, ma vero. Ma a te manca la fiducia che ho io.
Donna- La tua fiducia è ammirevole, ma...vana...
Madre- Vana? No figlia! Non è vana. Essa mi da la forza per continuare a vivere. Senza quella forza sarei già morta di dolore. Dolore e ancora dolore. (riflessiva) Tutta la mia vita è colma di dolore: Lo partorii con dolore, lo curai dalla meningite e fu dolore, lo accompagnai nell’ansia ,e con dolore, nel tempo degli studi, temendo le conseguenze del terribile morbo. Lo sostenni con immenso sacrificio quando volle immettersi nella vita sociale, nel lavoro...e anche quando mi disse che voleva sposarti e fare una famiglia lo sostenni. E tu lo sai.
Donna- Lo so, madre, ma so anche che, pur nel diverso modo d’amarlo, io sono più  forte di te, io aspetto. Tu lo speri.
Madre- No! No! (si dispera) No! Io ne sono certa. (indica l’altra parte della galleria) Egli verrà da lì. E io lo accoglierò.
Donna- E io sarò là, nella nostra casa, seppur dissestata dalla guerra. Si,  (indica la parete della galleria dalla quale è arrivata) sarò lì ad attenderlo.
Madre -Vai, figlia e abbi fiducia nell’Altissimo.
Donna- Ce l’ho, e tanta. Vado ma t’aspetto di là, ti preparerò qualcosa di caldo... verrai, si?
Madre- Verrò, ma prima avverrà qualcosa... ma verrò.
Donna- Cosa avverrà?
Madre. Non lo so, ma so che avverrà!
Donna- Lo spero, lo spero...(poi sommessamente) lo spero. (lentamente esce)

Buio. uno due  minuti. Musica adatta.
   
Quando riprende la scena, con una musica misteriosa e con una luce che si avvicina al centro della scena, dove la Madre è inginocchiata mentre la sua focaccia è deposta sulla sedia e il fazzolettone è sul suo capo, mentre lo scialle le copre le spalle che a volte sussultano. A reggere la candela accesa è un ufficiale inferiore, alto e massiccio, che procede a passo di marcia. Quando giunge vicino alla Madre, si ferma, mi pone sull’attenti e saluta militarmente. Non offre nulla a differenza dei commilitoni predecessori.
Ufficiale- Eccoci qua! Finalmente ti vedo di presenza. Sei famosa sai? Ma certo, ti chiamano la Santona di Bucha. Quale onore (ironico). Ah, Sai mi è stato detto che con una candela in mano potevo parlare con te. Ma non ne ho capito bene il motivo. (sarcastico) Certo non per far vendere candeline a quel vecchio barbone che sta all’inizio del bunker. Saresti così gentile da spiegarmi l’arcano motivo?
La Madre alza il capo, guarda attentamente il nuovo arrivato, si alza lentamente, spolvera la sedia dopo aver tolta la focaccia e messa nel fagotto, poi si siede e, lentamente parla. 
Madre – E’ per la tua integrità.
Ufficiale – La mia...integrità? Ma dai, mi hai preso per imbecille: Come può una vecchia donna minacciare l’integrità di un valoroso soldato?
Madre- Io no, certamente, ma il tiratore scelto che si trova alle mie spalle, appostato nella galleria, potrebbe, potrebbe...se si spegnesse quella candela che porti in mano. Chiarito ciò, ti prego metti quella candela sul pavimento e parlami.
Ufficiale- Capisco, donna. Sei protetta! Benissimo! (cambio di tono) Sai avevo voglia di conoscerti, anche perchè hai ammonito alcuni miei uomini sulla violenza della guerra... e sui risultati... insomma, li hai demotivati. E questo non lo posso ammettere!
Madre- Già, già... la motivazione...l’obbedienza...la distruzione e la morte. Per te sono argomenti patriottici...disciplina, già. Ma tu hai presente ...
Ufficiale- ...Io ho presente la difesa della patria.
Madre- ...Di quale patria parli? 
Ufficiale. Come di quale patria, ma della mia Patria. Perbacco!
Madre- (riflessiva) La tua patria, già. (pausa) E dimmi la tua patria è oltre il tunnel? 
Ufficiale- Ma no, è lontana assai. Ma il cuore è qui, con l’esercito.
Madre- Quindi tu staresti difendendo la tua patria nella patria di altri uomini?
Ufficiale- Dipende. Se la minaccia è latente, si! 
Madre- E in questo caso la Patria che minaccia sarebbe la mia?
Ufficiale- Certamente: il tuo Capo...
Madre- ...in mio Presidente...
Ufficiale- ...il tuo  presidente, che cospira contro di noi unendosi alle forze capitalistiche e naziste. La nostra è difesa preventiva.
Madre- Capisco. La difesa presentiva prevede l’annientamento della Patria altrui. Molto interessate e molto istruttivo. E dimmi tale difesa, prevede anche che due vecchi contadini, vengano uccisi per sottrare loro il bestiame, e poi bruciargli la loro fattoria ?
Ufficiale- E tu come lo sai?
Madre- Le voci girano e alcune volta anche i morti parlano attraverso voci veritiere.
Ufficiale- Sciocchezze! La guerra è guerra! E non ci possono essere tentennamenti. E comunque: Guai ai vinti!
Madre- Ai vinti? Quali vinti? quei vecchietti... o la bambina di dodici anni che hai stuprato?
Ufficiale- Fa parte del bottino di guerra! A noi soldati la gloria non basta: Ci vogliono gesti concreti...
Madre- Ad esempio?   
Ufficiale- Il bottino di guerra ...e le ragazze fanno parte di esso.
Madre- Barbari!
Ufficiale- Come ti permetti?
Madre- Ti ho offeso? Allora ti dico: incivile. vigliacco e prepotente coi deboli. E adesso vai!
Ufficiale- Ehi, ehi, calma. Con chi credi di parlare?
Madre – Con le forze del male!
Ufficiale - (Irritato) Sangue di Giuda...(poi calmandosi) E cosa mi devo aspettare da una vecchia bigotta...Comunque, di te ne ho fin sopra i capelli, Vado via (minaccioso) per adesso.
Madre- Non ti fermo.
Ufficiale – Certamente e come potresti? Sei soltanto una povera vecchia rincoglionita.
Madre – E così sia. (sussurra, facendo un gesto vago di rassegnazione)
Ufficiale- Un momento! E il boccone di focaccia? E la benedizione? 
Madre-Te l’avrei dato se ti fossi pentito. Ma vedo di no, e pure te ne vanti. 
Ufficiale- Io lo pretendo!
Madre- Da me? No! Io non posso.( esitazione) Non posso.
Ufficiale – (maliziosamente) Forse ho capito! Sentiamo: quanto vuoi?
Madre- Sei un essere volgare e ottuso; La benedizione non è in vendita. Bisogna meritarsela con i buoni comportamenti e il pentimento. 
Ufficiale – Beh, sei pignola vecchia. Comunque io ti ho parlato con verità...
Madre- ...La tua verità senza pentimento è nulla. 
Ufficiale- Ma è sempre verità, vecchia.
Madre – La tua presunta verità non è quella predicata da Cristo nostro Signore...
Ufficiale- ...E va bene. Ma lui era Cristo. Poi perdonò i suoi crocefissori...
Madre - ...che non sapevano. Ma tu sapevi! Sapevi!
Ufficiale- Sapevo, non  sapevo...insomma, diavolo basta!  Sei una donna e anche vecchia, sennò...
Madre- ...sennò?
Ufficiale- Ma vai all’inferno!(militarmente si gira sui tacchi, per andarsene furiosamente, ma  fatti pochi passi torna indietro) Ma...ma...aspetta un po’... forse capisco...ora capisco, tu ti stai innalzando troppo in alto... tu giudichi...  ma chi credi di essere? Tu ti atteggi a Ecuba, o  meglio, forse ti piacerebbe essere Atossa, eh? (poi pensieroso e anche soddisfatto del suo discorso) Ma sei soltanto una poveraccia, una vecchia biliosa! Taci? E fai bene a tacere...( sarcastico ) sai ora ti svelo un segreto... vecchia: noi non facciamo prigionieri...per i nostri nemici ci sono le fosse comuni e...e tuo figlio (ironico) chissà... sarà magari sepolto insieme a tremila suoi commilitoni, nella fossa più grande di Bucha. Addio vecchia strega! E non influenzare più i miei soldati con le tue assurde pretese di pace, d’amore e cazzate simili. I soldati sono uomini che devono ubbidire, combattere e morire coraggiosamente.
Madre- Queste tue parole non mi suonano nuove, già sentite moltissimi anni fa...E sai, ti confido anch’io un segreto: Mio figlio vive, egli vive in me, ma non nel ricordo, ma nella mia realtà, che è diversa della tua: arrogante e ignorante.
Ufficiale – Ehi, ehi, io ho studiato per tua regola e norma.
Madre – E sia! Ma non hai compreso. (poi, come per scacciare un cattivo pensiero) No. Ora ti dico qual’è la mia verità: Egli mi è vicino, sempre in ogni ora del giorno e della notte, perchè la sua vita è nella mia mente e nel mio cuore e nessun egumeno me lo può uccidere.
Ufficiale- Ehi, ehi, ma che fai? Imiti la madre della commedia di Pirandello? Sai? Io ho studiato, ma tu no! tu sei ignorante:..(con aria professorale)  allora, devi sapere, che quella madre, si chiamava donna Anna Luna...vedi che so tutto?  ( la donna perplessa, lo guarda come per dire: non capisco...ma cosa c’entra tutto questo con me. Allora l’ufficiale, con un tono sfacciatamente comprensivo ) E allora te lo spiego io: A quella donna Luna, il figlio le era morto, e giaceva stecchito nella stanza accanto, ma lei lo considerava vivo, perchè, il morto, non era più il giovane figlio che era partito- naturalmente per lei. Per lei nella sua incombente pazzia!...(vedendo la madre ancora perplessa) Va bene, suppergiù è così. (pausa e poi riprende con asprezza)  Ma quella, come avrai capito, era una madre pazza! Hai capito bene? Pazza! Come lo sei tu! Vecchia stolta! 
 Madre – No, no, non mi portare in un campo che non conosco. (come per scacciare un pensiero) No, io, non sono pazza. No! Io! (con calma) Io confido nella Provvidenza e uno di questi giorni, lui mi comparirà-vivo - dal fondo del tunnel, con una candela in mano accesa e mi consolerà per il resto dei miei giorni. 
Ufficiale – Tu vaneggi! E sai cosa ti faccio maledetta strega! (contrariato dalla calma della donna, fa per avventarsi, ma poi si ferma e riflette, quindi ) Ma va’ al diavolo! (irato ) E spegniamola questa ridicola candela! (con un calcio fa cadere la  candela, che si spegne, poi, nel buio, un piccolo bagliore e si ode uno sparo).