Lavoro d’ufficio

di

Giancarlo Ferraris




I personaggi

Hans Waller, funzionario del Partito Nazista
Erich Maier, funzionario del Partito Nazista
Hilde Ley, fidanzata di Hans
Tenente Gustav Grabner, ufficiale delle SS Gestapo
Agenti della Gestapo

I tre punti di sospensione indicano:
- brevi momenti di pausa nei discorsi dei personaggi;
- discorsi interrotti o sospesi.

I rapporti (date, località e numeri) citati nel testo sono stati del tutto inventati dall’autore puramente per esigenze di narrazione, nell’assoluto rispetto della memoria dei morti.


Nota

Che cosa sapevano i tedeschi dei campi di concentramento e dei campi di sterminio? Oltre alla loro concreta esistenza, quasi niente. Indubbiamente, il metodo di mantenere rigorosamente segreti i particolari del sistema terroristico, rendendo così l’angoscia indeterminata, e quindi tanto più profonda, si è rivelato efficace. Perfino molti funzionari della Gestapo ignoravano che cosa avveniva all’interno dei lager, dove essi stessi inviavano i loro prigionieri. Eppure… Eppure non c’era neanche un tedesco che non sapesse dell’esistenza dei campi o che li ritenesse dei sanatori. Erano pochi i tedeschi che non avessero un parente o un conoscente deportato in qualche campo o, almeno, che non sapessero che il tale o il talaltro ci era stato mandato. Tutti i tedeschi erano stati testimoni della multiforme barbarie antisemitica: milioni tra di loro avevano assistito, con indifferenza o con curiosità o con sdegno o, magari, anche con gioia maligna, all’incendio delle sinagoghe o all’umiliazione di ebrei, uomini e donne, costretti ad inginocchiarsi nel fango delle strade. Molti tedeschi avevano saputo qualcosa dalle radio straniere e parecchi erano venuti a contatto con prigionieri che lavoravano nei lager. A non pochi tedeschi poi era accaduto di incontrare, nelle strade o nelle stazioni ferroviarie, schiere miserabili di detenuti.

(Eugen Kogon, Lo Stato delle SS)



Primo momento

Settembre 1941. Nel Municipio di una cittadina della Germania non ancora toccata dalla seconda guerra mondiale, Hans Waller ed Erich Maier, due funzionari poco più che ventenni del Partito Nazista, stanno attendendo nell’Ufficio Informazioni, seduti davanti a una telescrivente, l’arrivo dal fronte orientale di alcuni rapporti.

Hans
Quanti rapporti ci sono arrivati dal fronte fino adesso?

Erich
Due…

Hans
Ne dovrebbe arrivare un altro… Almeno così mi è stato comunicato.

Erich
Non temere… Arriverà… Non ho dubbi sulla nostra efficienza e sulla nostra tecnologia.

Hans
Speriamo!

Erich
Vuoi del caffè?… Ce n’è rimasto un po’.

Hans
È proprio quello che mi ci vuole.

Hans si alza dalla scrivania e si accosta a un mobiletto, riempie una tazza di caffè e la sorseggia.

Erich
Ecco il rapporto…

Hans
Fa un po’ vedere.

Hans si avvicina nuovamente alla scrivania e non appena il rapporto è uscito dalla telescrivente lo prende e lo legge con attenzione, continuando a sorseggiare il caffè.

Hans
Bene… Mi pare completo anche questo… Facciamo un po’ il riepilogo… Io ti leggo, oltre alla numerazione dei rapporti, alle date e alle località, i numeri delle singole unità e dei totali di ogni rapporto, tu li trascrivi su un foglio a parte e li conteggi di nuovo, controllando soprattutto che i totali corrispondano a quelli riportati dai singoli rapporti… Poi, come da procedura, facciamo la nota riepilogativa, con il totale complessivo di tutti i rapporti, e insieme alla nota li trasmettiamo a Berlino.

Erich
Dai… Leggi.

Hans legge uno a uno i rapporti che sono arrivati mentre Erich li annota.

Rapporto n. 1                                        9 settembre 1941
Albart                            n. 12 unità
Babj                            n. 27 unità
Cezoc                            n. 34 unità
Davul                            n. 05 unità
Ecath                            n. 56 unità
Frulen                            n. 63 unità
Granot                            n. 74 unità
Totale rapporto n. 1                  n. 311 unità

Rapporto n. 2                                     10 settembre 1941
Hilmt                            n. 83 unità
Ilian                            n. 94 unità
Lumpad                                n. 107 unità
Moscart                                n. 116 unità
Nevert                                n. 123 unità
Oderst                                n. 138 unità
Pasquaz                                n. 143 unità
Totale rapporto n. 2                        n. 804 unità

Rapporto n. 3                                       11 settembre 1941
Quants                                n. 152 unità
Rubent                                n. 167 unità
Sostak                                n. 170 unità
Tador                                n. 185 unità
Ursus                                n. 194 unità
Voivd                                n. 207 unità
Zandor                                n. 216 unità
Totale rapporto n. 3                     n. 1.291 unità

Erich
Totale complessivo: 2.406 unità.

Hans
2.406 unità, eh? Sei sicuro di aver contato bene?

Erich
Sicurissimo!… 2.406 unità.

Hans tace per alcuni attimi, accostandosi di nuovo al mobiletto del caffè sul quale appoggia la tazza ormai vuota, poi ritorna vicino a Erich.

Hans
Trasmetti pure gli originali dei rapporti con la nostra nota riepilogativa… Se Berlino vorrà avere maggiori chiarimenti dovrà mettersi in contatto con il fronte.

Erich trasmette subito i rapporti con la nota a Berlino. Pochi istanti dopo arriva un altro rapporto.

Erich
Ehi, Hans!.. È arrivato un altro rapporto…

Hans
Un altro?

Erich
Sì!… E mi sembra più corposo dei precedenti… Mi riferisco ai numeri, ovviamente.

Subito Hans prende il rapporto appena arrivato e lo legge a Erich che provvede ad annotarlo.

Rapporto n. 4                                       12 settembre 1941
Janis                                n. 357 unità
Knila                                n. 462 unità
Wladj                                n. 576 unità
Xanax                                n. 683 unità
Yuth                                n. 796 unità
Totale rapporto n. 4                     n. 2.874 unità

Erich
Somma dei totali di tutti i singoli rapporti, compreso l’ultimo: 5.280 unità… Non chiedermi se va bene perché…

Hans
Lo so che va bene!… Lo so che ci sai fare con i numeri, meglio di me!… Adesso, però, sbrigati… Trasmetti subito l’ultimo rapporto con la nota riepilogativa aggiornata a Berlino.

Erich si affretta a trasmettere l’ultimo rapporto con la nota. Pochi secondi dopo il telefono dell’Ufficio appeso a una parete squilla sonoramente e Hans corre subito a rispondere.

Hans
Municipio, Ufficio Informazioni…

All’altro capo del telefono risuona una voce fredda e adirata.

Tenente Grabner
Comando della Gestapo, tenente SS Gustav Grabner… Voglio subito il responsabile dell’Ufficio… Subito ho detto!

Hans
Sono io, signore.

Tenente Grabner
Si può sapere perché non me li inviate subito, non appena vi arrivano, i rapporti?

Hans risponde all’ufficiale con tono garbato, ma fermo.

Hans
Perché non ci vengono inviati in tempo reale, ma dopo alcuni giorni, signore!

Tenente Grabner
Da questo momento in poi voglio i rapporti giorno per giorno, mi sono spiegato?… Ditelo a chi ve li deve inviare!

Hans
Non spetta a me, non spetta a questo Ufficio avanzare tale richiesta, signore… Però può farlo lei… Deve soltanto mettersi in contatto con il fronte orientale.

L’ufficiale si adira ancora di più, alzando il tono della voce.

Tenente Grabner
Che cosa?… Incredibile!… Qual è il suo nome?

Hans
Hans Waller, signore.

Tenente Grabner
Bene, Waller… Uno di questi giorni verrò a farle visita… Si tenga pronto a ricevermi.

Hans
Io e l’altro membro del Partito Erich Maier siamo sempre pronti, signore…

Tenente Grabner
Quindi siete in due!… Bene!… Verificherò di persona l’efficienza del vostro Ufficio e l’avverto Waller: se trovo qualcosa che non funziona come dovrebbe lo faccio chiudere e la spedisco con il suo collega al fronte, sono stato chiaro?

Hans
Chiarissimo, signore.

Il tenente Grabner interrompe bruscamente la telefonata. Hans riappende con calma la cornetta del telefono, riavvicinandosi a Erich.

Erich
Guai in vista, Hans?

Hans
La Gestapo verrà a trovarci… In uno di questi giorni avremo una visita di controllo del tenente delle SS Gustav Grabner…

Hans ed Erich si guardano negli occhi per alcuni lunghi attimi in silenzio.

Hans
Questa sera che impegni hai?

Erich
Devo accompagnare i miei in un posto… E tu?

Hans
Hilde vuole vedermi… Per una cosa molto importante mi ha detto…

Erich sorride.

Erich
Matrimonio in vista, vero?

Hans fa un lungo respiro.

Hans
Credo proprio di sì.

Erich
Auguri, allora.

Hans
Grazie…  Tornando al lavoro, credo che oggi, ricezione dei rapporti a parte, dovremo ordinare tutto l’Archivio…

Erich sbuffa leggermente.

Erich
Mano alle scartoffie allora, anche perché ce n’è una montagna da sistemare.

Senza dire altro Hans ed Erich iniziano a mettere in ordine l’Archivio dell’Ufficio.


Secondo momento

La sera di quella stessa giornata Hans si incontra con Hilde in una birreria.

Hilde
Sono contenta che tu sia venuto.

Hans
Vogliamo bere qualcosa?... Ti va una birra piccola?

Hilde
Sì!… Una birra piccola va bene.

Hans fa cenno al birraio di portare al tavolo due birre, che vengono subito servite.

Hans
Allora, Hilde… Sono tutt’orecchi…

Hilde socchiude gli occhi per alcuni istanti, facendo un lungo respiro.

Hilde
Vedi Hans…

Hans
Lo so di che cosa vuoi parlare… Ti dico subito che vorrei che aspettassimo ancora un po’… La guerra sta andando bene per noi e tra non molto l’Unione Sovietica cadrà… Aspettiamo la fine di questa campagna, che è la più impegnativa per le nostre truppe… Forse… Forse dopo la conquista dell’Est, che è piuttosto vicina, la guerra terminerà e tutto sarà più bello e più facile.

Hilde
Sinceramente… Sinceramente non ho voluto vederti per parlare del nostro matrimonio, ma di altro…

Alle parole di Hilde Hans rimane sorpreso e al tempo stesso divertito.

Hans
Ah sì?!... Questa è bella!


Hilde
Sì, sì… Lo so… Lo so che la cosa ti sembra strana.

Hans sorride.

Hans
E di che cosa vuoi parlarmi, allora?

Hilde
Vedi, Hans… Ti devo dire una cosa molto importante, ma mi rimane difficile parlartene…

Hans mette la destra su un braccio di Hilde.

Hans
Insomma, Hilde… Mi hai fatto venire qui per parlarmi e adesso mi dici che ti rimane difficile farlo… Si può sapere che hai nella tua bella testolina bionda?... Dai!... Intanto che trovi le parole, gustiamoci le nostre birre.

Hans e Hilde iniziano a sorseggiare le loro birre.

Hans
Allora?

Hilde
Conosci Fritz Schundler, quel mio vicino di casa alto e robusto?

Hans sorride nuovamente.

Hans
Quella specie di armadio a quattro ante?... L’ho visto un paio di volte… E allora?

Hilde
Due giorni fa è ritornato in licenza dal fronte orientale… Era… Era sconvolto!... Sconvolto, mi capisci?

Hans si fa cupo in volto.


Hans
La guerra è un’esperienza molto dura e non tutti riescono a reggerla… A me, essendo un membro del Partito, almeno fino adesso, è stata risparmiata, ma, prima o poi, ne sono certo, mi toccherà imbracciare il fucile.

Hilde ha un sussulto, che cerca di mascherare.

Hilde
Mi auguro che la guerra possa finire prima.

Hans lancia uno sguardo fulmineo a Hilde.

Hans
Non ci vedo nulla di male a combattere per la grandezza della Germania, la nostra patria… Comunque, mi stavi parlando di quel tuo vicino di casa, di quel Fritz Schundler… Ebbene?

Sul volto di Hilde si disegna un’espressione di paura e di orrore.

Hilde
È tornato dal fronte orientale sconvolto, ti dicevo… E ha raccontato le cose orribili che ha visto… Cose orribili!

Hans
Avrà raccontato dei combattimenti, dei bombardamenti, dei caduti, dei feriti… Della guerra, insomma!

Hilde
Non proprio, Hans… Non proprio… Non ha raccontato della guerra, ma di quello che accade dietro le linee, dietro il fronte… Cose tremende, Hans!… Tremende!

Hans e Hilde tacciono per alcuni secondi, guardandosi negli occhi.

Hans
Sicuramente Schundler ti ha parlato della lotta che i nostri conducono contro i partigiani russi, che sono, inutile negarlo, una spina nel fianco, una minaccia costante… È una lotta dura, per certi versi più dura di quella che si svolge al fronte… Ma d’altra parte non possiamo permettere che le nostre conquiste siano messe in pericolo: sarebbe un delitto contro il Reich, contro la Germania.

Hilde si fa in avanti sulla sedia.

Hilde
Hans… Schundler mi ha detto che dietro le linee, dietro il fronte non ci sono i nostri soldati, ma altri… Mi capisci!… Ci sono altri!

Anche Hans si fa in avanti sulla sedia.

Hans
Altri chi, Hilde?... Altri… Chi?

Hilde
Altri…

Hans
Vuoi dire le organizzazioni del Partito?

Hilde sgrana gli occhi.

Hilde
Sì!... Quelli delle SS e la Gestapo!… Hans!… Stanno ammazzando gente che non c’entra niente con la guerra: uomini, donne, vecchi e bambini!… Soprattutto ebrei!... Tantissimi ebrei!

Hans si appoggia di nuovo sullo schienale della sedia.

Hans
E questo tuo vicino di casa, questo Fritz Schundler, ha visto veramente quello che tu mi hai appena detto oppure glielo hanno semplicemente raccontato?

Hilde
Fritz Schundler era sincero!… Lo si vedeva dai suoi occhi… Ha detto di aver visto lunghe, lunghissime file di ebrei condotte, ogni giorno, dalle SS e dagli uomini della Gestapo in posti lontani dai centri abitati, in mezzo ai boschi o tra le paludi, dove nessuno può vedere e dove…

Hans assume un’espressione quasi ironica.
Hans
Dove?

Hilde deglutisce con fatica, sgranando ancora di più gli occhi.

Hilde
Dove vengono uccisi… Sì!... Uccisi!... Le SS o quelli della Gestapo li ammazzano!… Gli sparano in testa o li fucilano a gruppi, anche con le mitragliatrici… E ogni esecuzione viene scrupolosamente annotata: quando è avvenuta, dove è avvenuta, quanta gente è stata uccisa…

Hans abbassa la testa poi guarda negli occhi Hilde.

Hans
Sai, Hilde, io credo che il tuo vicino di casa abbia bisogno di una licenza prolungata… Il cosiddetto stress da combattimento può avere effetti talvolta gravi sul cervello di certe persone, che finiscono per soffrire di allucinazioni.

Alle parole di Hans Hilde si risente molto.

Hilde
Allora non mi credi? È così, vero?... Non mi credi!

Hans si fa in avanti nuovamente sulla sedia.

Hans
Ti credo solo in parte, Hilde… Soltanto in parte… Te l’ho già detto prima: accanto alla lotta contro l’Armata Rossa dobbiamo sostenere anche la lotta contro i partigiani, che in moltissimi casi o sempre sono appoggiati dai civili… Per questo sono necessari provvedimenti duri e le organizzazioni del Partito stanno aiutando la Wehrmacht e anche la Luftwaffe affinché esse siano libere di avanzare, in condizioni di sicurezza, senza il pericolo di sabotaggi e attacchi alle spalle. Tutto qui.

Hilde stringe le labbra in una smorfia di rabbia e di orrore.

Hans
Ti dico che è così, Hilde!


Hilde
Io… Io non ti credo, Hans… Scusami, ma non ti credo…

Per la seconda volta Hans si fa cupo in volto.

Hans
E invece devi credermi, Hilde… Devi credermi… E ora vogliamo cambiare argomento e finire di gustare le nostre birre?

Hilde appare profondamente turbata e adirata.

Hilde
Cambiamo pure argomento, se questo ti va.

Hans fa un lungo respiro poi finisce di bere la sua birra.

Hans
Questa sera è andata così… Scusami, Hilde - ti giuro che non è un pretesto - ma domani mattina devo entrare presto in Ufficio e non voglio fare molto tardi questa sera.

Hilde
Vai pure, Hans… Vai pure, se devi andare…

Hans lascia alcune monete sul tavolo per pagare le due birre e subito dopo esce dal locale, lasciando sola Hilde.




Terzo momento

Il mattino dopo Hans entra in Ufficio di buon’ora. La telescrivente ha già trasmesso numerosi rapporti provenienti dal fronte orientale. Hans li prende e li legge attentamente. Insieme ai rapporti è stata trasmessa anche una breve lettera molto particolare, che non sfugge a Hans.

Hans
E questa che roba è?

Hans legge a bassa voce la lettera e rimane attonito.

                              Al Gruppenführer SS Joachim Wepper
                              dal Brigadeführer SS Helmut Ganz

Pohlsk, 13 settembre 1941

     Carissimo Joachim,
ti comunico che la lotta contro gli ebrei, i nemici principali del Reich, sta andando avanti bene. In soli due giorni la mia unità ha bonificato sei piccoli centri abitati e proceduto all’eliminazione di 3.651 ebrei. Troverai tutti i dati nel rapporto n. 5. Sono stati giorni molto faticosi e credo che darò una breve, licenza ai miei uomini. Se la sono meritata. Tra le altre cose, sappi che sono riuscito a smettere finalmente di fumare. Saluta Inge e i ragazzi.

            Heil Hitler!
                                                        Tuo Helmut Ganz

Hans prende il rapporto n. 5 e lo legge attentamente.

Rapporto n. 13                                     13 settembre 1941
Axandrov                                n. 381 unità
Droitek                                n. 472 unità
Himlylov                                n. 563 unità
Nietpol                                n. 654 unità
Razant                                n. 745 unità
Voilok                                n. 836 unità
Totale rapporto n. 13                     n. 3.651 unità

Hans, ancora attonito, rammenta ripetutamente a bassa voce le parole di Hilde.
Hans
Gli sparano in testa o li fucilano a gruppi, anche con le mitragliatrici… E ogni esecuzione viene scrupolosamente annotata: quando è avvenuta, dove è avvenuta, quanta gente è stata uccisa… Quando è avvenuta, dove è avvenuta, quanta gente è stata uccisa…

Hans si siede su una sedia con la lettera e il rapporto in mano, parlando a bassa voce.

Hans
No!… Non è possibile!… Non ci credo!… Non ci credo e basta!

Hans si alza dalla sedia e inizia a camminare, barcollando ogni tanto, per l’Ufficio, sempre parlando a bassa voce e con in mano la lettera e il rapporto.

Hans
Non è possibile!… Non è possibile!

Hans si ferma di colpo, rilegge la lettera e il rapporto, poi si avvicina a una grande carta geografica, dove cerca affannosamente le località indicate nel rapporto, iniziando a gridare.

Hans
Non sarei mai entrato nel Partito se lo avessi saputo!… Mai!… Mai!… Io non sono un assassino!… E non voglio neppure essere complice di assassini!

In quel momento Erich arriva in Ufficio.

Erich
Buongiorno, Hans!… Vedo che anche tu hai avuto la mia stessa idea.

Hans risponde a Erich senza voltarsi.

Hans
Quale idea?

Erich
Quella di entrare prima della consueta ora in Ufficio per sistemare l’Archivio… Altrimenti non ce ne liberiamo più!… Pensa che tutte le scartoffie che dobbiamo mettere a posto le ho pure sognate questa notte!… Un vero incubo!
Hans si volta verso Erich, lanciandogli uno sguardo terribile.

Hans
Un vero incubo, dici?… Tra poco ne avrai uno ogni notte… E sarà uno peggiore dell’altro.

Erich si avvicina a Hans.

Erich
Hans!… Ma?!… Che hai?… Sei pallido come un cadavere!… Che ti è successo?

Hans scuote la testa senza dire nulla.

Erich
Hans!… Diavolo!… Che hai?

Hans porge a Erich la lettera e il rapporto.

Hans
Leggi, Erich… Leggi!

Erich legge attentamente la lettera e il rapporto senza però scomporsi minimamente.

Hans
Siamo degli assassini, Erich!… Siamo degli assassini come forse non ce ne sono mai stati nella storia della Germania… Nella storia di tutta l’umanità…

Erich lancia uno sguardo glaciale a Hans.

Erich
Tu stai male, Hans... È meglio che chiami un medico…

Hans
No!… Non mi serve un medico… Non mi serve…

Erich spinge lentamente Hans verso la sedia fino a farlo sedere.

Erich
Siediti, Hans… Siediti e calmati…
Hans guarda negli occhi Erich, parlando faticosamente.

Hans
Hai letto, eh?… Hai letto?

Erich
Ho letto, Hans… E allora?

Hans
Ti… Ti sei mai domandato…

Erich
Domandato che cosa, Hans… Che cosa?

Hans
Ti sei mai domandato che cosa c’è dietro tutti quei numeri che compaiono nei rapporti che ogni giorno ci arrivano dal fronte orientale?… Te lo sei mai domandato?

Erich sorride, facendo un lungo respiro.

Erich
È evidente che si tratta di numeri riguardanti i nostri soldati che tornano a casa in licenza o che sono stati feriti o, purtroppo, che sono caduti in combattimento…

Hans continua a guardare negli occhi Erich, parlando faticosamente.

Hans
Ti sbagli, Erich!… Ti sbagli!… È quello che vogliono farci credere!… O quello che tu vuoi credere!… Quei numeri sono gli ebrei uccisi!… Le SS e la Gestapo stanno massacrando tutti gli ebrei che incontrano in Unione Sovietica!… E la lettera di quell’alto ufficiale delle SS, arrivata questa mattina, ne è la prova inconfutabile…

Erich assume un’espressione particolarmente torva.

Erich
Una lettera priva di valore… Manca anche la firma originale per esteso in fondo… È soltanto in calce…

Hans
Priva di valore?… Allora perché ci è stata inviata?… Perché?

Erich
È sicuramente un falso, che ci è stato trasmesso per informarci fino a che punto i nostri nemici hanno osato arrivare... È un documento fabbricato appositamente dagli ebrei!… Maledetta razza di scorpioni!

Hans
Ah sì?… Allora senti questa… Ieri sera… Ieri sera mi sono incontrato con Hilde, la mia fidanzata, che conosce un soldato, un certo Fritz Schundler, che ha visto tutto e che le ha raccontato tutto… Tutto!… Mi capisci, Erich?… Le SS e la Gestapo ogni giorno conducono interminabili file di ebrei in posti nascosti dove li uccidono… E ogni esecuzione viene puntualmente annotata: quando è avvenuta, dove è avvenuta, quanta gente è stata uccisa… Ecco che cosa sono i rapporti che ci vengono trasmessi!

Erich si rasserena, rivolgendosi a Hans con tono pacato.

Erich
E tu credi a ciò che questo soldato ha raccontato a Hilde, la quale poi lo ha raccontato a te?… Ci credi ciecamente, senza approfondire?… Hans… Quando siamo entrati nel Partito abbiamo giurato fedeltà al Führer, al Partito stesso, alla Germania… D’altra parte grazie al Partito abbiamo avuto un lavoro, abbiamo la possibilità concreta di fare carriera e abbiamo anche evitato di andare al fronte… Non mi sembra il caso di rinunciare a tutto questo per delle… Per delle dicerie…. E sai, che ti dico, Hans: che può essere anche pericoloso avere certe idee o fare taluni discorsi dal momento che siamo in guerra…

Alle parole di Erich Hans si turba ancora di più.

Hans
Non sono dicerie, Erich!… Non sono dicerie!… Quella lettera e quel rapporto, e così tutti gli altri rapporti, parlano chiaro!

Erich continua a parlare a Hans con tono pacato.

Erich
Il nostro compito, Hans, è semplicemente quello di ricevere i rapporti dal fronte, controllarli, fare la nota riepilogativa e inviarli a Berlino… Null’altro!… Non dobbiamo indagare, non siamo tenuti a farlo: questo è un compito che spetta ad altri… Il nostro è solo un lavoro d’ufficio… Soltanto un lavoro d’ufficio, niente di più!

Hans si alza dalla sedia, guardando Erich negli occhi e parlandogli ad alta voce.

Hans
Ascoltami bene, Erich… Nei rapporti sono indicate località che si trovano decine di chilometri dietro il fronte e non lungo la linea dei combattimenti, da dove i nostri soldati, in licenza oppure feriti, ritornano in Germania!… Sono tutti piccoli centri, letteralmente sconosciuti e senza alcuna importanza militare!… E poi… Poi perché trasmettiamo questi rapporti al Comando della Gestapo, che li vuole sempre così urgentemente, in tempo reale, e non al Comando della Wehrmacht o a quello della Luftwaffe, impegnate direttamente nei combattimenti?… E chi ce li invia così frequentemente dal fronte o meglio da dietro il fronte, se non le SS e la Gestapo, non impegnate nei combattimenti, ma solo con funzioni di polizia?

Sul volto di Erich si disegna un’espressione guardinga e di odio malcelato.

Erich
Ti sei sfogato, Hans?… Stai meglio adesso?

Hans
No!… Non sto affatto meglio… Scusami, Erich, devo uscire un momento… Torno più tardi…

Senza aggiungere altro Hans esce dall’Ufficio, lasciando cadere sul pavimento la lettera e il rapporto. Subito Erich li raccoglie e dopo averli appoggiati sulla scrivania fa una telefonata.

Comando della Gestapo
Comando della Gestapo… Parli…

Erich
Mi chiamo Erich Maier… Devo denunciare la presenza di un traditore all’interno del Partito: si chiama Hans Waller… Credo che poi dovrete interrogare anche altre due persone: una donna, Hilde Ley, e un altro uomo, un soldato di nome Fritz Schundler attualmente in licenza… Dovete intervenire subito, prima che sia troppo tardi…



Quarto momento

Nel primo pomeriggio di quello stesso giorno Hans rientra in Ufficio dove ad attenderlo, oltre a Erich, ci sono anche il tenente Grabner e tre agenti della Gestapo nascosti dietro una parete.

Erich
Bentornato, Hans… Stai meglio, adesso?

Hans
No… Non sto meglio… Bisogna fare qualcosa, Erich!… Non possiamo permettere che si uccidano altri innocenti!… Che orrore!… Che orrore!

Erich lancia uno sguardo fulmineo a Hans.

Erich
E che cosa vorresti fare?

Hans inizia a gesticolare scompostamente e a urlare.

Hans
Io… Io maledico il Führer!… Maledico il Partito Nazista!…. E maledico anche la Germania, che si sta macchiando di crimini innominabili!

In quel preciso momento il tenente Grabner e gli agenti della Gestapo escono allo scoperto.

Tenente Grabner
Erich Waller!… Lei è in arresto!

Subito gli agenti della Gestapo immobilizzano Hans rimasto letteralmente impietrito.

Tenente Grabner
Waller… Lei non è soltanto un traditore, ma anche un ebreo… Ho condotto delle ricerche e ho scoperto che i suoi nonni erano entrambi ebrei e che lei, quindi, è un ibrido di primo grado… Puah! Mi domando come abbia potuto entrare nel Partito senza che venisse scoperto, ma questo dettaglio, ormai, non è più importante… Avanti!… Portatelo via!

Immediatamente gli agenti della Gestapo conducono Hans fuori dall’Ufficio.

Erich
Siete intervenuti tempestivamente, tenente!

Tenente Grabner
Noi della Gestapo siamo sempre sul piede di guerra… La lotta contro gli ebrei è una priorità assoluta e sta diventando sempre più impegnativa… Fra l’altro - ironia della sorte! - avevo già previsto, ma per motivi puramente di controllo, un sopralluogo presso questo Ufficio.

Erich
E gli altri due traditori, Hilde Ley e Fritz Schundler?

Tenente Grabner
Non si preoccupi. La situazione è tutta sotto controllo… Senta Maier, le piace proprio lavorare in un buco come questo?… Non gradirebbe trasferirsi a Berlino e svolgere il suo lavoro al Comando della Gestapo, al civico 8 di Prinz Albrecht Straße?

Gli occhi di Erich si illuminano di una luce torva.

Erich
Eccome, tenente!

L’ufficiale abbozza un sorriso maligno.

Tenente Grabner
Allora si prepari a trasferirsi nella capitale!… Le faccio anche una confidenza, Maier… I nostri vertici stanno discutendo su un progetto molto complesso per cercare di risolvere nei prossimi mesi, una volta per sempre, il problema degli ebrei… Per attuarlo sarà necessaria la collaborazione di tutti i membri delle varie organizzazioni del Partito.

Erich
Conti su di me, tenente!

Tenente Grabner
Molto bene… Ora devo andare… L’aspetto a Berlino… Nel prossimo futuro il Reich avrà sempre più bisogno di giovani bravi e in gamba come lei!