MARIAVITA

Dramma di

Giuliano Angeletti

 

SCENA:
fondo neutro, una stanza sala d’attesa in uno studio medico, due poltroncine, un tavolino con un portariviste. Il tutto deve apparire  molto vero e tangibile. 
Sul fondo è campita una porta, l'unica visibile, che conduce di fuori. E' come un punto di fuga lontanissimo e irraggiungibile. Dovremo sorprenderci ogni qual volta uno dei personaggi vi si accosterà o vi armeggerà rendendola di colpo reale. Una finestra appesa nel vuoto, un vuoto tangibile come il vuoto di un’esistenza mai vissuta. 
Suggerisco di non sottovalutare l'ampia superficie : quasi che, a tratti, sembri calare.
La finestra simbolica è talmente ampia da buttar dentro, ma lo ripeto: solo dapprincipio, tanto di quello splendore che, anche oscurato, insisterà comunque a promanare una luminescente penombra. Gli oggetti indispensabili al nostro racconto, e la cui lista è da evincere via via che verranno evocati, sono tutti compresenti sin da subito, ma dissimulati l'uno tra gli altri, abiti compresi, in modo che il loro trovarsi lì, o non lo si noti a colpo d'occhio, o appaia come un aspetto naturale dell'ambiente. Insomma, penso a un luogo sinottico, eppure semplice, non equivoco. Che offra, ad apertura, un'impressione di assoluta naturalezza.
I personaggi sono due. Lei si chiama Mariavita, mentre suo figlio preferisco indicarlo come Elio.
La fila di puntini di sospensione significa, ovviamente, una pausa in atto.


Personaggi:
Mariavita ( Madre di Elio)
Elio ( figlio diversamente abile di Mariavita )
Infermiera


SCENA 1: 
Ambientazione Sala d’attesa di uno studio medico

(Una donna, di apparente età di quarant’ anni, un giorno bella ma ora trascurata, il suo volto è stanco i suoi abiti sono dignitosi ma non alla moda,  la donna è seduta presso in un divanetto  vicino ad un tavolino con un portariviste  ha con se una borsa con referti medici, un libro che ogni tanto nervosamente sfoglia, accanto a lei suo figlio di un’età di circa vent’anni con gravi problemi fisici )

ELIO:  (giocherella con il numero di prenotazione visita, ride ) ah-ah...  mamma! ( ride) ah – ah  mamma ! (ride)

MARIAVITA: ( sta leggendo il libro) cosa c’è Elio!
ELIO: (ride) ah –ah mamma !
MARIAVITA: cosa vuoi  Elio
ELIO: ( ride) mamma perché hai preso il numero
MARIAVITA: (alterata) perché siamo in uno studio medico e in uno studio medico bisogna prendere il numero di prenotazione 

ELIO: ( ride isterico) Ma noi non avevamo un appuntamento?

MARIAVITA: (calma) anche se avevamo un ‘ appuntamento 

ELIO: ( isterico) ... un’ appuntamento (ride) un ‘ appuntamento (ride) un’ appuntamento 

MARIAVITA: ( calma) finiscila Elio, finiscila! Fai silenzio amore …

(E giunge il tonfo di qualcosa in terra)

ELIO: (fa silenzio, si gira sentendo il colpo) ...

MARIAVITA: ( si volta) è caduto il libro (lo raccoglie)

ELIO: ( guarda fisso una mattonella) mamma... mamma 

(Tende l'orecchio) 
(pausa)

MARIAVITA: ( severa) cosa c’è! 

ELIO: mamma … mamma …. 

MARIAVITA: ( severa) cosa c’è … cosa c’è … fai silenzio …

( Elio allunga una mano per toccare la mattonella, la tocca e ne segue il contorno)

MARIAVITA: (alterata)  Elio, leva le mani da lì…

(L'uomo toglie le mani e le mette in tasca)

ELIO: non tocco niente , ma

(Si azzittisce)

MARIAVITA: Elio perché toccavi la mattonella?

ELIO: la mattonella

MARIAVITA: non mettere più le mani per terra.

ELIO: non metto più le mani per terra

MARIAVITA: bravo

ELIO: Elio è bravo perché non mette più le mani per terra….

MARIAVITA: ( ha un leggero mancamento ma poi si riprende) ohh! 

ELIO: (preoccupato) che cos’hai mamma!

MARIAVITA: (ripresasi cerca di darsi un contegno) niente… non ho niente!

ELIO: perché stavi scivolando ?

MARIAVITA: non stavo scivolando !

ELIO: mamma perché tu puoi scivolare sul pavimento mentre io non posso

MARIAVITA: Elio finiscila, e vai a lavarti le mani 

ELIO: (mostra le mani alla madre) non ci vado a lavarmi le mani … non ci vado a lavarmi le mani … non ci vado …

MARIAVITA: (alterata) basta … Elio basta … basta … non ce la faccio più … non ce la faccio più (piange)
ELIO: ( piange) mamma non piangere …un bacino … mamma un  bacino (si alza e si avvicina alla madre)

(la madre bacia il figlio)

MARIAVITA: adesso Elio fai il bravo e vai a lavarti le mani…

ELIO: si vado, ma mamma accompagnami …

MARIAVITA: ( teneramente) no, non ti accompagno vai da solo

ELIO: no … non vado da solo
MARIAVITA:(materna) no, sei grande Elio, devi andare da solo…
ELIO: ho paura dei mostri

MARIAVITA: vai Elio in quel bagno: non ci sono mostri (benevola) ci sono stata io prima, e ti posso assicurare che non c’è nessuno

ELIO: (si alza) io vado … allora vado … ma non mi accompagni!

MARIAVITA: ( allunga la mano e stringe la mano al figlio) vai tesoro vai e mi raccomando se devi fare la pipì tira l’acqua

ELIO: (Ci pensa, poi tanto per dire) Beh, va bene … tiro l’acqua…
(Elio entra nel bagno)

MARIAVITA: (prende in mano le cartelle cliniche di Elio le esamina) dovrebbe esserci tutto: questa è la visita del centro igene mentale, ( prende il referto e lo mette sul tavolino) questi sono gli encefalogrammi, questi sono i referti dello psicologo, e questa è la distrofia muscolare (prende il tutto e lo mette sul tavolino) non dovrebbe mancare niente: l’unica cosa che manca è il dottore che non è ancora arrivato.
(si sente il rumore dello sciacquone)
MARIAVITA: meno male, ha tirato lo sciacquone.
(ritorna Elio) 

ELIO: (soddisfatto) visto mamma, hai sentito … ho tirato l’acqua

MARIAVITA: si che ho sentito, ma ora fammi vedere le mani.

ELIO: no, non voglio 

MARIAVITA: fammi vedere le mani ho detto

ELIO: no le mani no, non voglio … non voglio

(si nasconde le mani dietro la schiena)

MARIAVITA: fammi vedere le mani ti ho detto! Elio fammi vedere le mani, obbedisci … ( autoritaria si alza) fammi vedere le mani, altrimenti stasera non ti do la nutella.
ELIO: la nutella …  voglio  la   nutella … la nutella ecco le mani

(allunga le mani e le fa vedere alla madre)

MARIAVITA: ( si alza e le esamina) non mi sembrano lavate bene, torna a lavartele

ELIO: si vado … vado a lavarle … ma voglio la nutella…
(Elio entra in bagno, si sente l’acqua scorrere)

MARIAVITA: ( piange ) come faccio… e come farò … come farò!
(Elio torna e mostra le mani alla madre)

ELIO: visto

MARIAVITA: (asciugandosi le lacrime, ride) si adesso va bene … va bene amore

ELIO:  mamma un bacino … un bacino

MARIAVITA: sei grande, per un bacino
ELIO: un bacino mamma … un bacino … perdono … perdono…
MARIAVITA: (con un singulto, si alza e bacia il figlio)  si Elio ma fai il bravo, mi raccomando

ELIO: (vede la madre piangere) mamma perché piangi!

MARIAVITA: (asciugandosi gli occhi e sorridendo) sono lacrime di gioia amore mio

ELIO: non piangere mamma, non piangere…

MARIAVITA: no, no non piango (si asciuga gli occhi) visto non piango , ma adesso siediti e fai il bravo
(Elio si siede, breve pausa)
ELIO: mamma
MARIAVITA. Cosa c’è

ELIO: mamma

MARIAVITA: cosa vuoi Elio 
(pausa)

ELIO: io ti ho visto piangere … mamma 
MARIAVITA: non piangevo
ELIO: io ti ho visto piangere mamma
MARIAVITA: ti ho detto che non piangevo (alterata) basta adesso basta
ELIO: tu mamma piangevi
MARIAVITA: erano le cipolle, ha casa ho pulito le cipolle
ELIO: ma non hai pulito le cipolle
MARIAVITA: si ho pulito le cipolle
ELIO: ma io non me ne sono neppure accorto.
MARIAVITA: (alterata) se ti dico che ho pulito le cipolle, ho pulito le cipolle.
ELIO: e quando le hai pulite
MARIAVITA: (breve pausa) si amore le ho pulite (pausa) e le ho pulite quando sei andato a vedere i cartoni in camera tua
ELIO: (convinto) si sono stato a vedere i cartoni …. Sono stato a vedere i cartoni
MARIAVITA: (ride isterica) amore la mamma non piange mai …  
ELIO: (ripete in maniera ossessiva dondolandosi) la mamma non piange mai (ripete più volte) 
MARIAVITA: adesso tesoro, fai il bravo
(breve pausa)
ELIO: mamma (ripete più volte)
MARIAVITA:  (alterata) e ci risiamo … cosa c’è adesso
ELIO: il dottore non è ancora arrivato

MARIAVITA: no, non è ancora arrivato

ELIO: ma allora è in ritardo

MARIAVITA: (guarda l’orologio) si è in ritardo!

ELIO: (si alza e guarda l’orologio della madre) di quanto !

MARIAVITA: per adesso di dieci minuti

ELIO: dieci minuti? E quanti sono dieci minuti

MARIAVITA: un minuto è sessanta secondi, fai il calcolo

ELIO: (con le dita) un minuto è sessanta secondi

MARIAVITA: allora quanti secondi sono dieci minuti?

ELIO: dieci minuti sono?

MARIAVITA: (suggerisce) sessanta per dieci …

(Elio goffamente ripete)

ELIO: sessanta per dieci

MARIAVITA: sei cent…

ELIO: sei cent ..

MARIAVITA: seicento

ELIO: seicento ( euforico) come sei brava mamma

MARIAVITA: no, non sono brava

( Euforico si alza e salta)

ELIO: la mia mamma è brava

MARIAVITA: (agitata) finiscila Elio finiscila e siediti, altrimenti … stasera niente e sai di cosa parlo.

ELIO: si mamma non lo faccio più

MARIAVITA: bravo non farlo più
( silenzio circa dieci secondi)

ELIO: mamma

MARIAVITA: (sfoglia alcune pagine del libro che si è portato) cosa c’è tesoro. 

ELIO:  ( non riesce a dire orologio) mamma mi regali un orolilogio.

MARIAVITA: ma Elio cosa te ne fai di un orologio!
ELIO: per vedere l’ora

MARIAVITA: per vedere l’ora?

ELIO: si voglio un orolilogio 

MARIAVITA: si dice orologio e non orolilogio 

ELIO: voglio un orolilogio

MARIAVITA: (alterata) ma non lo conosci l’orologio, cosa ne fai dell’orologio 
ELIO: voglio un orolilogio

MARIAVITA: a casa hai una scatola intera di orologi

(mette la mano nella borsetta prende un  fazzolettino per asciugarsi le lacrime) 

MARIAVITA: per favore, per favore … non hai bisogno di un orologio … non lo conosci, non mi fare arrabbiare.

ELIO: l’orolilogio

MARIAVITA: non lo conosci, guarda ( mostra l’orologio al figlio) adesso dimmi che ora è

ELIO: (perplesso si tocca la nuca) sono le ore … sono le ore

MARIAVITA: (ride) vedi non lo conosci

ELIO: sono le tre e mezzo

MARIAVITA: per te amore sono sempre le tre e mezzo

ELIO: perché non sono più le tre e mezzo

MARIAVITA: il tempo passa Elio, passa come la mia vita

ELIO: cosa vuoi dire mamma

MARIAVITA: niente amore (abbraccia il figlio)

ELIO: (abbracciato) bacino … mamma … bacino

MARIAVITA: si però dopo fai il bravo bambino

(Elio si rimette a sedere)

ELIO: però mamma me lo compri

(fintamente infastidita)

MARIAVITA: no non te lo compro, anzi ti dirò che se non la smetti stasera non ti faccio neppure il panino con la nutella
ELIO: no il panino lo voglio

MARIAVITA: adesso fai il bravo e ricorda che non siamo a casa

ELIO: (guarda fiso una mattonella ) no non siamo a casa

MARIAVITA: adesso lasciami tranquilla

ELIO: si mamma
( breve pausa) 
(Elio fissa la mattonella vicino alla sua sedia)
MARIAVITA: (autoritaria) Elio smettila di fissare le mattonelle
(Elio non risponde e  con le dita ne traccia un simbolico perimetro)
MARIAVITA: la vuoi smettere mi fai venire i nervi
( prende il libro sfoglia una pagina poi nervosa lo getta sul tavolino dove ha lasciato la borsa con i referti medici)
(pausa)
Elio la devi finire con i tuoi atteggiamenti, e la devi finire anche con il tuo modo di dire io voglio perché mi da i nervi (alza la voce) hai capito!  Chiaro!
ELIO: ( con voce soffocata) ho capito .. devo fare il bravo … ma la nutella
MARIAVITA: (calma) la nutella solo se fai il bravo
ELIO: (si alza nervoso e ripete girando per la stanza) faccio il bravo … faccio il bravo … il bravo
MARIAVITA: adesso siediti
ELIO: si mi siedo … mi siedo … (si siede)
(pausa)
(si sente un vociare di bambini provenire dal cortile)
MARIAVITA.: senti Elio i bambini giocano
ELIO: (svogliato) si li sento    
MARIAVITA: (euforica si alza e va alla finestra) Elio … Elio vieni… vieni, a vedere i bambini giocano a pallone, vieni
ELIO: (non si muove e si raggomitola  su se stesso e cambia sedia) 
MARIAVITA: vieni Elio, vieni … vieni a vedere…
ELIO: (raggomitolato a se stesso e cambia di nuovo sewdia) no … no … non  vengo  … non vengo
MARIAVITA: ma Elio, ti è sempre piaciuto giocare a pallone …  (ride) ti piaceva giocare in porta … si in porta ed eri anche bravo
ELIO: (piange) non voglio giocare in porta … non voglio, giocare in porta.
MARIAVITA: (alterata) come non vuoi più giocare in porta … ed io che ho fatto tanti sacrifici per comprarti i guanti … ti ricordi …li volevi,  colorati … c’erano verdi, rossi … ma tu li hai voluti gialli, perché si vedevano bene 
ELIO: (piange) non voglio più giocare in porta … non voglio più giocare a pallone … non voglio più giocare a niente
MARIAVITA: (alla finestra) vieni … vieni a vedere hanno fatto goal … il portiere non è poi tanto bravo … sei più bravo tu … e poi i tuoi guanti sono più belli.
ELIO: (si raggomitola) non voglio più giocare a pallone … non voglio più giocare in porta
MARIAVITA: (alterata) adesso me lo dici il perché non vuoi più giocare a pallone
ELIO: non voglio, non voglio (si contorce) non voglio, non voglio
MARIAVITA: adesso lo voglio sapere
ELIO: (si calma) non voglio perché mi brucia.
MARIAVITA: (ride) ti bruciano le mani … perché tirano forte … ma i portieri sono così. Non preoccuparti … domani,  ti porto io al campetto, e ti ritorno a prendere alle quattro … 
ELIO: no non mi portare, non voglio … non voglio, mi brucia.
MARIAVITA: (ride) ma cosa ti brucia … fammi vedere le mani ( prende le mani al figlio e le esamina)  ma gioia non hai niente … le mani non sono per niente arrossate … e poi al limite basta un poco di crema e ritornano come prima (bacia le mani al figlio) visto basta un bacetto e tutto passa … povero Elio … povero Elio … (piange ma senza farsi notare) domani ti porto a giocare a calcio … con Giorgio, con Pietro 
ELIO: (si divincola e si raggomitola ripendo all’impazzata ) no con Pietro no … con Pietro no (lo ripete più volte)
MARIAVITA: non ti preoccupare parlo io con Pietro:  è lui che tira forte, è vero gli dirò di tirare in porta più piano
ELIO: (si divincola e si raggomitola ripendo all’impazzata ) no con Pietro no … con Pietro no (lo ripete più volte)
MARIAVITA: (alterata) adesso smettila … Elio smettila !
ELIO: no Pietro no … no Pietro no …
(pausa)
MARIAVITA: cosa ti ha fatto Pietro
ELIO: niente!
MARIAVITA: cosa ti ha fatto Pietro
ELIO: niente … niente 
(si raggomitola e ripete niente … niente più volte)
MARIAVITA: cosa ti ha fatto Pietro, lo voglio sapere (alterata) lo voglio sapere.
ELIO: mi brucia … mi brucia…
MARIAVITA:  ma cosa ti brucia, cerca di finirla
ELIO: mi brucia quà … (mostra il petto ) mi brucia qua
(mostra il petto e si raggomitola)
MARIAVITA: sarà stata una pallonata, ma è normale per un portiere prendere le pallonate.
ELIO: non è stata pallonata … non è stata pallonata.
MARIAVITA: (alterata) ma cosa vuoi che sia  … tirati su e fammi vedere
(breve pausa)
MARIAVITA: allora fammi vedere
ELIO: no … non ti faccio vedere
MARIAVITA: fammi vedere altrimenti … questa sera niente 
ELIO: non voglio … non voglio 
(arriva la madre di forza e toglie la maglia al figlio)
MARIAVITA: (grida) no … no… cosa ti hanno fatto .. cosa ti hanno fatto
(mostra al pubblico il petto tutto ustionato da sigarette accese)
MARIAVITA: (piange) ma cosa ti hanno fatto … ma cosa ti hanno fatto (alterata) e chi è stato! Pietro no… è stato Pietro ma io lo denuncio …. Denuncio lui e tutta la sua famiglia … tutti
ELIO: no mamma!
MARIAVITA: (alterata) e cosa fai, dopo tutto quello che ti ha fatto: lo difendi anche
ELIO: no, ma lui ha detto
MARIAVITA: e cosa ha detto … e cosa ha detto lo voglio proprio sapere
ELIO: ha detto!
MARIAVITA: e cosa ha detto … dillo forte … dillo, no non lo dire forte siamo in uno studio medico … ma dillo
ELIO: ha detto … che se anche se lo dico, chi è stato a bruciarmi non mi crederebbe nessuno perché sono uno scemo.
MARIAVITA: (alterata)  davvero ti ha detto così … davvero ti ha detto così
(abbraccia il figlio)
MARIAVITA: è vero … è vero, gioia è vero … suo padre è avvocato, e poi quando ti eri fatto male
ELIO: no non mi ero fatto male, mi avevano buttato dalle scale … credimi … credimi
MARIAVITA: si tesoro, mi ricordo … ma se lo sai io ti ho sempre creduto
ELIO: no non mi credevi … non mi credevi … mamma non mi credevi…
MARIAVITA: (alterata) adesso basta , io ti credevo perché sono la tua mamma e le mamme credono sempre a quello che dicono i figli (premurosa) adesso tesoro basta … basta ti prego
ELIO: si mamma
(breve pausa)
ELIO: ma quei signori non mi hanno creduto
MARIAVITA: chi sono quei signori
ELIO: quelli vestiti di bianco e di vede
MARIAVITA: verde … ti ho detto che si dice verde
ELIO: si vede
MARIAVITA: tesoro non lo pronuncerai mai bene il nome verde
ELIO: cosa vuole dire vede
MARIAVITA: verde è un colore, come il colore rosso … come il colore giallo
ELIO: perché il giallo è giallo
MARIAVITA: (alterata) adesso smettila, non ho tempo per risponderti,  lasciami leggere
( la donna prende il libro e legge)
(breve pausa)
ELIO: tu però hai creduto a loro quando hanno detto che mi sono buttato dalle scale
MARIAVITA: io non ho creduto a loro, però ti ricordi quando eri piccolo e per essere al centro dell’attenzione davi le testate contro i muri
ELIO: io no davo le testate contro i muri erano i mostri
MARIAVITA: non erano i mostri
ELIO: erano i mostri che mi facevano dare le testate contro i muri (grida) non ero io … non ero io
MARIAVITA: va bene ma ora fai silenzio siamo in uno studio medico … capito!
ELIO: va bene sto zitto
(pausa)
ELIO: mamma!
MARIAVITA: di nuovo! Dimmi Elio
ELIO: lo sapevi che il dottore dai capelli bianchi, quando sono rotolato dalle scale, mi ha dato delle caramelle
MARIAVITA: tutti alle visite ti danno le caramelle
ELIO: ma lì di più…
MARIAVITA: e poi  Gilberto, è bravo … non sembra neppure il padre di Pietro … e poi bisogna vedere se è stato Pietro a bruciarti, comincio ad avere dei dubbi e tu non ti sia bruciato a casa con le sigarette
ELIO: lo sai che mi ha dato sei pacchetti di caramelle basta che io dicevo che mi sono buttato dalle scale, ma io (ride) ma io (ride) lo ho fregato
MARIAVITA: e cosa hai fatto
ELIO: (ride) mi sono messe le caramelle in tasca e ne ho chieste altri due pacchetti
MARIAVITA: e la verità era che ti sei buttato apposta dalle scale, così era scritto nel referto
ELIO: no la verità … era che mi hanno buttato dalle scale
MARIAVITA: ma Elio, tesoro … la gente non ti crede perché tu cambi sempre versione alle cose e questo i dottori lo sanno … lo sanno … devi mantenere una linea e portare avanti la verità
ELIO: ma come faccio … loro con me sono sempre così gentili … come faccio a dire a loro di no!
MARIAVITA: (abbraccia il figlio) povero amore mio (piange) cosa ne sarà di me quando non ci sarò più
ELIO: (piange) non voglio che tu non ci sia più … non voglio … non voglio ( si abbracciano)
MARIAVITA: (sempre abbracciata al figlio) non preoccuparti tesoro finché ci sarò io nessuno ti farà del male
ELIO: si mamma … si mamma
MARIAVITA: adesso siediti e rimani calmo, tra poco arriva il dottore e magari ti regala anche le caramelle
(Elio si siede)
ELIO: vieni anche tu dentro con me quando mi chiamano
MARIAVITA: non so se mi permetteranno di entrare … comunque domandare è lecito … è rispondere 
ELIO: la so! La so! È cortesia
MARIAVITA: (sorridente)  bravo Elio … bravo il mio bambino
(si alza dalla sedia, bacia il figlio e poi torna a sedersi)
( breve pausa)
ELIO: mamma tu che lavoro fai!
MARIAVITA: (euforica ) la mamma caro Elio è laureata in lettere moderne e con 110 e ha anche insegnato per cinque anni  (con singulto e a voce bassa) ma precaria
ELIO: la mamma è una maestra … la mamma è una maestra
MARIAVITA: no caro, tua mamma è una professoressa ed è ben diverso
ELIO: mia mamma è una pronfessoressa
MARIAVITA: professoressa  … P-R-O-F-E-S-S-O-R-E-S-S-A non pronfessoressa
Ripetilo con mamma … da bravo
ELIO: pronfessoressa
MARIAVITA: lasciamo perdere
ELIO: ma adesso non sei più pronfessoressa
MARIAVITA: si sono sempre professoressa ( a bassa voce quasi scusandosi) ma non esercito
ELIO: cosa vuole dire
MARIAVITA: caro vuole dire che non insegno … e faccio dell’altro
ELIO: perché 
MARIAVITA: perché non insegno e basta! Chiaro
ELIO: e adesso cosa fai!
MARIAVITA: io prima lavoravo in una ditta di pulizie … e andavo di qua e di là
ELIO: che bello mia mamma che lavora in una ditta di pulizie … che bello
MARIAVITA: (sconsolata) è proprio bello … è proprio bello
ELIO: dove vai a pulire domani … dove vai?
MARIAVITA: da nessuna parte
ELIO: ma se devi fare le pulizie, devi andare da qualche parte
MARIAVITA: (alterata) non vado più da nessuna parte … rimango a casa
ELIO: ma devi andare
MARIAVITA: non vado più da nessuna parte, la ditta dove lavoravo è fallita, e ci devono dare ancora gli stipendi in arretrato di sei mesi … (alterata) hai capito!
ELIO: cosa vuole dire?
MARIAVITA: (alterata) basta! Ho detto basta!
ELIO: scusa mamma … scusa un bacino, un bacino … perdono … perdono
MARIAVITA: (abbraccia il figlio e lo bacia) si ma desso fai il bravo… il bravo e gioca con il telefonino
ELIO: (tira fuori dalla tasca un telefonino cellulare giocattolo ci armeggia prova a telefonare ma non risponde nessuno allora si rivolge alla madre) 
Mamma! 
MARIAVITA: cosa c’è !
ELIO: questo telefono non funziona …
MARIAVITA: no non funziona
ELIO: (esasperato cambia umore, diventa violento verso se stesso, getta il telefonino e si colpisce perpetuamente alla testa, la madre disperata interviene per calmarlo)
MARIAVITA: (calma il figlio) calmati Elio … calmati, fai il bravo bambino … 
(il figlio piange e i due si abbracciano: la madre accompagna il ragazzo a sedere, Elio si siede … trema ma sta calmo, Mariavita … va a consolare il figlio dopo torna a sedersi piangendo)
ELIO: (seduto, tremante ripete) il telefono … il telefono … il telefono  … il telefono
(la madre raccoglie in scena il telefono cellulare giocattolo e lo passa al figlio)
MARIAVITA: ecco il tuo telefono tesorino
ELIO: (respinge a malo modo la madre) non lo voglio … non lo voglio … non lo voglio
MARIAVITA: (premurosa) perché non lo vuoi più, ti è sempre piaciuto.
ELIO: perché non funziona
MARIAVITA: si che funziona ( quando schiaccia il bottone si sente sempre la stessa voce) hai sentito
ELIO: ma non riesco a telefonare
MARIAVITA: (intuitiva) ma non vedi … non c’è campo … non c’è campo, non riesco a telefonare neppure con il mio.
ELIO: non si riesce a telefonare! 
MARIAVITA: non si riesce, non si riesce.
ELIO: ma quando arriva il campo si può.
MARIAVITA: si quando c’è campo si può
ELIO: ma io voglio il telefono nuovo
MARIAVITA: si appena avrò i soldi ti prenderò un telefono nuovo
ELIO: grazie mamma grazie
(abbraccia la madre che si emoziona, i due tornano a sedersi)
MARIAVITA: però potresti fartelo regalare da tuo padre a Natale
ELIO: quanto manca a Natale
MARIAVITA: un po’ di tempo, ma non tanto tempo…
ELIO: si me lo faccio regalare a Natale
MARIAVITA: sai cosa fai, gli scrivi e poi gli telefoni, tanto gli devo parlare anch’io sono anni che non passa neppure gli alimenti
ELIO: si mio papà!  È bravo, mio papà … solo che
(piange)
MARIAVITA: che cos’hai da piangere
ELIO: mio papà è in cielo (segna con il dito indice) è lassù con la Madonna
MARIAVITA: (alterata) si la sua madonna è una bionda ucraina di vent’anni, tuo padre ha abbandonato me, te e me lasciandoci in queste condizioni  per quella puttana
ELIO: cosa vuole dire,  puttana
MARIAVITA: ma la vuoi finire, per favore  …  finiscila, ti prego.
ELIO: ma non ho detto niente
MARIAVITA: bravo, adesso fai il bravo
ELIO: ma puttana, cosa vuole dire
MARIAVITA: vuole dire … lasciami, in pace, ho  detto …. Chiaro.
(breve pausa)
ELIO: mamma … 
MARIAVITA: cosa vuoi adesso?
ELIO: mamma! Il signor Paolo, viene a trovarci domani
MARIAVITA: non so se domani,  passa … a trovarci.
ELIO: ma si ferma a dormire con te
MARIAVITA: (alterata) chi ti ha detto questo!
ELIO: me lo ha detto Annarosa
MARIAVITA: (alterata) quella pettegola che abita nel piano sotto di noi, e cosa ti ha detto adesso mi racconti tutto.
ELIO: mi ha detto
MARIAVITA: (alterata) cerca di dirmi, la verità, altrimenti, tu la Nutella non la rivedi più
ELIO: (piange) no, la Nutella la voglio
MARIAVITA: allora dimmelo, dimmelo e cerca di non dimenticarti nessuna parola
ELIO: (piange) io voglio la Nutella
MARIAVITA: la Nutella, dopo…  adesso dimmi tutto quello che ti ha detto Annarosa.
ELIO: (si calma ) Annarosa, ieri mentre salivo le scale, ha aperto la porta e mi ha chiamato
MARIAVITA: ti ha chiamato, e ti chiama spesso.
ELIO: Annarosa è brava, mi da sempre le caramelle, e a volte anche il gelato
MARIAVITA: anche il gelato e dopo le caramelle, ma lo sai che non devi mangiare troppa roba dolce, perché ti fa male…
ELIO: lo so mamma ma per una volta
MARIAVITA: è inutile che ti tengo a dieta, quando appena esci di casa ti abbuffi
ELIO: non lo faccio più, non lo faccio più.
MARIAVITA: io faccio di tutto per curarti, almeno il diabete e tu …
ELIO: non lo faccio più … non lo faccio più, pedonami mamma, pedonami.
MARIAVITA: si dice perdonami, non pedonami, quante volte devo ripeterlo
ELIO: si ho capito pedonami
MARIAVITA: (alterata) perdonami, perdonami, non sai dire altro,  ma Elio, cerca di capire, io lo faccio perché ti voglio bene, capisci … io sono tua mamma, e ti voglio bene (piange)
(Elio piange)
ELIO: un bacino mamma, un bacino 
MARIAVITA: si un bacino al mio Elietto, anche se tante volte mi fa arrabiare
ELIO: non lo faccio più, non lo faccio più
(i due si abbracciano e si baciano)
(tornano a sedersi)
MARIAVITA: Elio!
ELIO: cosa vuoi mamma!
MARIAVITA: (alterata) devi finire di dirmi qualcosa.
ELIO: cosa mamma!
MARIAVITA: cosa ti ha detto Annarosa
ELIO: non te lo dico!
MARIAVITA: dimmelo, lo voglio sapere
ELIO: non te lo dico
MARIAVITA: dimmi quello che ti ha detto
ELIO: no, non ti dico niente
MARIAVITA: (alterata) dimmelo… dimmelo, io ho diritto di sapere
ELIO: io te lo dico …
MARIAVITA: bravo dimmelo
ELIO: però!
MARIAVITA: però cosa, ti metti anche a dire anche però … e adesso cosa vuoi!
ELIO: voglio una gomma da masticare
MARIAVITA: perché lei ti da anche le gomme
ELIO: si
MARIAVITA: (apre la borsa e tira fuori un pacchetto di gomme, ne sfila una ed Elio fa l’atto di prenderla, ma Mariavita ritrae la mano)
ELIO: la voglio, la voglio …
MARIAVITA: (calma) allora voglio sapere tutto quello che ti ha detto (alterata) ma devi dirmi la verità e solo la verità
ELIO: si mamma
MARIAVITA: si ma non ti stare ad inventare niente, altrimenti non ti do la gomma
ELIO: dammi la gomma, dammi, la gomma!
MARIAVITA: prima voglio sapere cosa ti ha detto quella pettegola
ELIO: (ad alta voce)  voglio la gomma, voglio la gomma
MARIAVITA: raccontami tutto ed io dopo te ne do due
ELIO: due gomme
MARIAVITA: si tesoro, due gomme da masticare
ELIO: si due gomme (ride isterico) due gomme (si alza dalla sedia e corre per la scena ripetendo) due gomme.
MARIAVITA: vieni a sederti … vieni Elio, fai il bravo, altrimenti non ti do proprio niente.
(Elio torna a sedersi)
MARIAVITA: (calma) adesso, dimmi tutto, altrimenti non ti do niente
ELIO: (grida) voglio le gomme … voglio le gomme …
MARIAVITA: voglio sapere tutto quello che ti ha detto, ieri … ed anche le altre volte.
ELIO: non ti dico niente … non ti dico niente, perché non mi vuoi bene, non mi dai neppure le gomme!
MARIAVITA: si che ti voglio bene, io Elio ti voglio bene … ti voglio bene…
ELIO: non mi vuoi bene, non mi vuoi bene…
MARIAVITA: (piange) ma io sono tua mamma… non lo devi dire che ti voglio bene … non lo devi dire
(pausa)
ELIO: dammi le gomme, voglio le gomme 
MARIAVITA: io non ti do niente … non ti do niente … chiaro
ELIO: va bene dammi almeno una gomma
MARIAVITA: va bene io ti do una gomma ma poi mi racconti tutto, e non solo quello che ti ha detto ieri ma anche quello che gli hai detto le altre volte.
ELIO: va bene, ma dammi la gomma
MARIAVITA: (prende la gomma da masticare, la scarta e la mette in bocca al figlio) ti piace!
ELIO: (sorride) si tanto
MARIAVITA: non la stare ad ingoiare, quando non ha più sapore… sputala
ELIO: si mamma
MARIAVITA: adesso … raccontami tutto
ELIO: si mamma
MARIAVITA: ma non inventarti niente , io voglio solo la verità!
ELIO: si mamma (fa le bolle con la cin gomma) 
MARIAVITA: cosa ti ha chiesto Annarosa
ELIO: Annarosa mi ha chiesto se
MARIAVITA: cosa ti ha chiesto, lo voglio sapere!
ELIO: ha voluto sapere di Giovanni
MARIAVITA: e cosa gli interessa di Giovanni
ELIO: ha voluto sapere se viene sempre a casa
MARIAVITA: e tu cosa gli hai detto
ELIO: si
MARIAVITA: (agitata) perché gli hai detto si!
ELIO: ha insistito tanto
MARIAVITA: dovevi dirle no!
ELIO: perché … dovevo dirle no
MARIAVITA: perché sono cose che non ti riguardano!
ELIO: si che mi riguardano, quando viene a casa, mi cambia i programmi della televisione: non vuole vedere i cartoni
MARIAVITA: non devi più raccontare agli estranei quello che succede in casa
ELIO: ma mamma, mi hai detto di dire sempre la verità!
MARIAVITA: è vero! Ma tu tante cose le inventi
ELIO: ma di Giovanni è la verità! Viene sempre
MARIAVITA: ieri l’altro sera, non è venuto
ELIO: ma ieri sera c’era,  e ha anche cenato da noi … 
MARIAVITA: si ha cenato da noi, ma ha fatto anche la spesa e ricorda che se hai mangiato la carne è merito suo
ELIO: si … la carne … la carne , quanto tempo è che non mangiavamo la carne
MARIAVITA: ti piace la carne, vero
ELIO: si!
MARIAVITA: allora se ti piace la carne, non devi andare a raccontare ad Annarosa tutto quello che succede a casa nostra
ELIO: ma è così gentile
MARIAVITA: gentile o non gentile, devi fare silenzio
ELIO: ma è brava, lei mi vuole bene
MARIAROSA: e poi cosa ha voluto sapere
ELIO: ha voluto sapere se Giovanni si ferma a dormire con la mamma 
MARIAVITA: (inferocita) e tu cosa hai detto
ELIO: si si ferma a dormire con mamma
MARIAVITA: (piange) non dovevi dire niente… non dovevi dire niente … 
ELIO: mamma non piangere
MARIAVITA: non dovevi dire niente, ma lo sa Annarosa che prendo il sussidio di disoccupazione e devo pagare l’affitto e ho un figlio come te da mantenere ( grida) ma lo sa o non lo sa Annarosa queste cose, prima di giudicare e magari di andare a spettegolare su di me … dalla verduraia e dalla parrucchiere.
ELIO: mamma io non volevo! Non volevo! (piange)
MARIAVITA: (feroce) non volevi, ma l’hai fatto … non volevi, ma fai tutto di testa tua
ELIO: non velevo, pedonami … mamma … pedonami ….
MARIAVITA: ho detto che devi dire perdonami e non pedonami … capito
ELIO: si mamma!
MARIAVITA: adesso finiscila e raccontami tutto e senza inventarti niente
ELIO: ho capito … ho capito … 
MARIAVITA: ma Annarosa cosa ti ha detto 
ELIO: la tata Annarosa
MARIAVITA: adesso quella vipera è diventata anche la tua tata
ELIO: ma le tue tate erano la nonna Maria e la nonna Cecilia, quella un pò meno
MARIAVITA: voglio sapere cosa gli hai detto ad Annarosa
ELIO: ha voluto sapere del via vai di uomini che entrano ed escono in casa
MARIAVITA: (alterata) e tu cosa le hai detto! Cosa le hai detto!
ELIO: voglio l’altra gomma 
MARIAVITA: io non ti do, più niente (alterata) dimmi cosa ti ha detto!
ELIO: io non ti dico niente
MARIAVITA: non mi dici niente, e stasera niente
ELIO: no! Niente no…
MARIAVITA: allora parla, cosa gli hai detto
ELIO: si vengono tanti uomini a casa
MARIAVITA: (disperata) non dovevi dire niente, non dovevi dire niente
ELIO: ma mamma, sei tu che mi dici di dire sempre la verità
MARIAVITA: la verità, la verità … ma tu tante cose le inventi: tu sei malato Elio e non so se Annarosa ti ha creduto
ELIO: si che mi ha creduto, vedeva salire gli uomini in casa … e poi mi ha detto
MARIAVITA: cosa ti ha detto
ELIO: mi ha detto se ti facevi pagare, ma io non gli ho detto niente … sonoi furbo io … sono furbo io
MARIAVITA: ormai potevi dire tutto quello che volevi
ELIO: io non ho detto niente
MARIAVITA: allora non hai detto niente, è stato tutto uno scherzo … bravo Elio … bravo 
(si alza e lo bacia)
ELIO: non gli ho detto niente solo per quanto riguarda i soldi, ti pagavano mamma ti pagavano e mi portavano le caramelle a me
MARIAVITA: non dovevano portarti le caramelle … non dovevano troppa roba dolce ti fa male
ELIO: si ma mi dicevano anche di non dirlo alla mamma
MARIAVITA: disgraziati … io cerco di curarti ed anche di curarmi
ELIO: sei ammalata mamma!
MARIAVITA: non preoccuparti per me. L’importante è che stai bene tu, e per quanto riguarda le pettegolezze di Annarosa … se non dicevi niente, era meglio, ma mi ero accorto che le cose stavano cambiando e la gente …. Sapeva … quando passo per strada … la gente, si volta … a volte fa qualche commento, ma sono buoni solo a criticare e a giudicare … purtroppo la mia vita ha preso questo giro, ma io non volevo e non voglio, ma l’affitto va pagato e le medicine sia per me che per te devono essere pagate, ma dentro di me non volevo farlo … ma ho dovuto farlo
(piange)
ELIO: mamma perché piangi!
(Mariavita si asciuga le lacrime)
MARIAVITA: non piango Elio
ELIO: ma tu piangi
MARIAVITA: no! Non piango … la mamma non piange mai
ELIO: no piangi … piangi
MARIAVITA: non piango, ho solo tagliato le cipolle
ELIO: no non è vero, perché tutte le volte che piangi mi racconti che hai tagliato le cipolle.
MARIAVITA: (alterata) basta, ti ho detto che non piango, e se ti dico che non piango è vero
ELIO: ma le cipolle
MARIAVITA: (alterata) basta … sono state le cipolle … e adesso Elio … finiscila … basta
ELIO: si mamma … basta
MARIAVITA: adesso amore … basta e fai silenzio, anzi gioca con le figurine
ELIO: ma non ho portato le figurine
MARIAVITA:  allora prendi un giornale e guarda le figure
ELIO: non ho voglia di guardare le figure
MARIAVITA: allora gioca con i pennarelli
ELIO: non ho i pennarelli, volevo portarli ma tu non hai voluto, perché non hai voluto (piange) perché non hai voluto
MARIAVITA: perché ti sporcavi tutte le mani
ELIO: io non mi sporco le mani
MARIAVITA: adesso basta … basta non ti sopporto più
ELIO: (piange) ma allora non mi vuoi più bene
MARIAVITA: si che ti voglio bene, ma adesso fai il bravo bambino
ELIO: io sono un bravo bambino, è vero mamma
MARIAVITA: no, non lo sei 
ELIO: non è vero, non è vero io … sono bravo
MARIAVITA: fai arrabbiare la mamma e se fai arrabbiare la mamma lo sai dove finisci
ELIO: lo so ma io non ci vado
MARIAVITA: si che ci vai e lo sai che se continui a farmi arrabbiare quando muori vai all’inferno, e laggiù il diavolo ti farà bruciare per mille anni
ELIO: (si raggomitola su se stesso)  no … no … all’inferno no … mamma ti prego all’inferno no … no … (piange) non voglio andare all’inferno
MARIAVITA: e invece ci vai se non fai il bravo bambino 
ELIO: io sono bravo … mamma sono bravo 
MARIAVITA: se non vuoi andare all’inferno devi metterti composto e fare silenzio
ELIO: si mamma!
(breve pausa)
ELIO: mamma
MARIAVITA: dimmi!
ELIO: cosa vuol dire, questo giro …
MARIAVITA:(alterata)  ma la vuoi finire,  per favore Elio smettila … smettila , non puoi capire … non puoi  capire … ho un figlio che non capisce e non capirai mai, perché sei ritardato
ELIO: (piange) mamma! Mamma! Mamma!
MARIAVITA: (abbraccia il figlio) perdonami amore perdonami, non volevo, non volevo (bacia il figlio) perdonami
ELIO: mamma ti voglio bene, ti voglio bene ( i due si abbracciano)
MARIAVITA:  anch’io ti voglio bene 
ELIO: sei la mamma più bella del mondo
MARIAVITA: e tu sei il bimbo più bello del mondo.
ELIO: mamma un bacino
MARIAVITA:
(tornano a sedersi)
(breve pausa)
ELIO: mamma cosa vuole dire ritardato
MARIAVITA: (piange) ritardato …(pausa)  perché vuoi sapere cosa vuole dire questa parola
ELIO: perché tu hai detto che sono ritardato, la maestra ha detto che sono ritardato
MARIAVITA: come!  La maestra ti dice che sei ritardato!
ELIO: si la maestra dice ai miei amici “ non fate i dispetti ad Elio … perché è ritardato
MARIAVITA: ha detto veramente così!
ELIO: si (ride) e me lo dice sempre!
MARIAVITA:  (alterata) così te lo dice sempre! Bisogna che ci parlo io alla maestra
ELIO: (piange raggomitolandosi con se stesso) No mamma, non ti arrabbiare con la maestra, lei è brava, mi vuole bene: non come i miei compagni !
MARIAVITA: (si dispera) Amore  la colpa è mia, amore la colpa è mia (abbraccia il figlio e lo bacia) tesoro di mamma, la colpa è solo mia, io non dovevo mandarti a scuola in quella classe, non dovevo… ma io l’ho fatto per il tuo bene: io volevo che tu fossi come tutti gli altri ragazzi.
(breve pausa)
Ma tu non puoi capire … non puoi capire … (piange)
ELIO: mamma!
MARIAVITA: dimmi tesoro
ELIO: la signora maestra mi ha detto di darti questo ( tira fuori una busta )
MARIAVITA: (prende la busta in mano) e questa cos’è? (apre la busta e legge a voce alta) €  350 per spese di cancelleria e carta igienica ed in più la quota divisa per trenta per un vetro rotto di una finestra, e danneggiamenti vari all’aula… 
(subito pausa dopo alterata)  Elio, ma cos’hai combinato: hai spaccato un vetro! 
ELIO: (si raggomitola su se stesso) no, io non ho spaccato niente … non ho spaccato niente … non ho spaccato niente…
MARIAVITA: io ti credo … ma allora chi è stato!
ELIO: non lo so … non lo so !
MARIAVITA: si che lo sai!
ELIO: non lo so!
MARIAVITA: dimmi il nome!
ELIO: non posso! Non posso!
MARIAVITA: dimmelo
ELIO: sono stati Fabio, Marco e Stefano
MARIAVITA: allora se lo sapevi perché non l’hai detto alla maestra!
ELIO: perché se parlavo, mi picchiavano!
(breve pausa)
MARIAVITA: forse hai fatto bene così
ELIO: allora ho fatto bene
MARIAVITA: si hai fatto bene!
ELIO: allora Elio è bravo 
MARIAVITA: si è bravo
ELIO: ed intelligente
MARIAVITA: (ride) ma se non sai neppure cosa vuole dire la parola “intelligente”.
ELIO: (ride) si sono intelligente
MARIAVITA: si lo sei
ELIO: mamma cosa vuole dire “ritardato”.
(pausa)
MARIAVITA: (sorridente) ma amore ritardato, vuole dire che sei bellissimo , che sei una persona unica, ritardato vuole dire che sei, l’orgoglio di mamma
ELIO: allora sono bravo
MARIAVITA: si sei bravissimo (bacia il figlio)
ELIO: allora ritardato vuole dire che sono più bravo di intelligente …
MARIAVITA: si amore io sono orgoglioso di te, perché sei più bravo che intelligente
(Mariavita, abbraccia e bacia il figlio, ma contemporaneamente piange )
ELIO: mamma non piangere , non sei contento che sono ritardato!
MARIAVITA: si che sono contento,  ma trecentocinquanta Euro … sono troppi ed io non so come fare, non so come fare, devo dare i soldi al verduraio, al macellaio  … 
ELIO: te li fai dare da Giovanni stasera
MARIAVITA: (alterata) ti ho detto di finirla ( calma ) e poi … povero Giovanni, anche lui è l’unico che mi vuole bene,  e mi accetta come sono … ma non naviga neppure lui nell’oro 
ELIO: cosa vuole dire “navigare nell’oro” 
MARIAVITA: tesoro, volevo dire che anche lui, e un poveraccio come noi, perché noi siamo poveri Elio
ELIO: ma mamma quando muore la nonna noi diventeremo ricchi
MARIAVITA: ricchi ma scherzi,  la nonna ha un appartamento di due posti … ma è il suo e quando chiuderà gli occhi … noi ci trasferiremo da lei … e non pagheremo più l’affitto
ELIO: speriamo che muoia presto
MARIAVITA: (alterata) Elio, queste cose non si dicono …e ricorda che la nonna ti vuole bene, ti fa sempre il regalo a Natale e quando compi gli anni!
ELIO: ma mi regala poche cose
MARIAVITA: tesoro ricordati che lei prende settecento Euro al mese, e ce ne da una parte a noi per andare avanti … la nonna è brava e ci vuole bene
ELIO: allora viva la nonna!
MARIAVITA: si viva la nonna! Ma adesso siediti composto e fai il bravo bambino.
ELIO: si sono un bravo bambino … sono un bravo bambino (gira per la stanza in preda  all’euforia)
MARIAVITA: smettila … Elio smettila e siediti composto, altrimenti viene il dottore e ti fa la puntura
ELIO: no mamma, la puntura non la voglio … non la voglio
MARIAVITA: se fai il bravo bambino … il dottore non solo non ti fa la puntura, ma ti porta anche i cioccolatini
ELIO: i cioccolatini, si voglio i cioccolatini 
MARIAVITA: ma uno solo perché troppi ti fanno male, e io non voglio che il mio bambino si ammali
ELIO: la mamma mi vuole bene, perché non vuole che mi ammali
MARIAVITA:  adesso fai il bravo (guarda l’orologio)  ormai arriva il dottore
ELIO: si voglio il dottore, il dottore …
MARIAVITA:  fai il bravo, fai il bravo ecco che arriva l’infermiera
(entra l’infermiera)
ELIO: signora infermiera voglio il dottore
INFERMIERA:  (rivolta ad Elio) tesoro il dottore ha telefonato adesso
ELIO: viene … viene … quando viene  … quando viene 
INFERMIERA: signora Faconti, il dottore ha chiamato, e ha detto che purtroppo non può venire e la visita è stata rimandata a domani … mi dispiace …
ELIO:  cosa vuole dire mamma
MARIAVITA: (rivolta all’infermiera) non si signora non si preoccupi … ci vediamo domani , Elio alzati che andiamo
ELIO: no, non voglio … io voglio il dottore! 
INFERMIERA: ma Elio il dottore, oggi non c’è! Viene domani
ELIO: io voglio il cioccolatino … il cioccolatino
MARIAVITA: alzati Elio andiamo 
ELIO: il cioccolatino
MARIAVITA: (rivolta all’infermiera) signora abbia pazienza … questa è la mia croce! Alzati Elio … andiamo
ELIO: non mi alzo
INFERMIERA: ci penso io
(esce di scena e torna con il cioccolatino)
INFERMIERA: ecco il cioccolatino Elio, visto come sono brava
ELIO: grazie … grazie ( prende il cioccolatino e lo mangia)
MARIAVITA: (rivolta all’infermiera)  signora lo perdoni, questa è la mia croce … e non so neppure come tirare avanti
INFERMIERA: la capisco signora
MARIAVITA: Elio andiamo, dai che è tardi
(Elio e Mariavita si alzano)
INFERMIERA: arrivederci signora, a domani … e ci scusi per l’imprevisto
MARIAVITA:  niente, signora ci vediamo domani: Elio ringrazia la signora
ELIO: grazie signora
L’INFERMIERA:  ciao Elio
ELIO: lo sa signora cosa vuole dire Elio, il mio nome?
L’INFERMIERA: no, non lo so!
ELIO: cosa vuole dire mamma
MARIAVITA: Elio vuole dire raggio di sole
ELIO: (ride e gira per la scena, euforico)  io sono un raggio di sole … io sono un raggio di sole
L’INFERMIERA: Elio è un bel nome … proprio bello
ELIO: (ride e gira per la scena, euforico)  io sono un raggio di sole … io sono un raggio di sole
MARIAVITA: (ride) un raggio di sole per la tua mamma 

SIPARIO