SCUSI, LEI CHI È?
di
Stefano Bartolomeo
PERSONAGGI
GUALTIERO INZERILLO
MEDICO (DUILIO)
ANESTESISTA (MARPESSA)
PROFESSORE
BECCHINO
GENERALE
LAURA
UOMO IN BLU
QUADRO PRIMO
STUDIO MEDICO OSPEDALIERO. AMBIENTE ASETTICO: BIANCO, ACCIAIO E PELLE.
SUL FONDO SOLTANTO L’ESSENZIALE. QUATTRO SEDIE, UN LETTINO, UNA LUNGA SCRIVANIA, UN COMPUTER.
LUCE NON ECCESSIVA CHE DISEGNERA' PIU' SAGOME CHE FIGURE NETTE.
GUALTIERO: (faro di luce su di lui. Fissando i tre in camice bianco che, seduti dietro la scrivania, danno le spalle al pubblico) Buonasera allora!
Si spegne il faro, si avvia a destra, nel buio.
SILENZIO.
I TRE RIGIDI. SPALLE AL PUBBLICO.
SI SCAMBIANO INTENSE OCCHIATE.
PROFESSORE: (si rivolge alla donna, preoccupato) Nel complesso?
ANESTESISTA: (fissa il Professore, ottimista) ... C'è di peggio! (allarga le braccia) ASA II.
PROFESSORE: ... (sereno) Bene...
MEDICO : (pront. fiducioso) Già! Bene!
PROFESSORE: A domani signori.
BUIO
QUADRO SECONDO
STESSA SCENA. SCRIVANIA IN FONDO MA FACCIA AL PUBBLICO
UN FASCIO DI LUCE BIANCA INONDA DAL FONDO IL PALCOSCENICO ATTRAVERSO UNA VETRATA OPACA SU CUI IN ALTO SI STAGLIA LA SILHOUTTE INGIGANTITA E DEFORMATA DELLA SCRITTA “C H I R U R G I A”.
LUCE PROGRESSIVAMENTE PIÙ INTENSA SINO A RENDERSI QUASI ABBAGLIANTE DA CREARE FORTI CONTRASTI.
LE TRE FIGURE SARANNO SENZA CAMICE.
MEDICO: Buongiorno, ingegnere. Il professore ne ha ancora. Ha incaricato me.
GUALTIERO: Bene.
MEDICO: (prontamente tendendo il braccio destro) ... Sono l'aiuto. Mi chiamo Duilio.
GUALTIERO: (gli stringe la mano. Con la sinistra regge una cartella in pelle) Piacere.
MEDICO: (si siede dietro la scrivania, gioviale) Mi dica.
GUALTIERO: (lievemente confuso) Il mio medico dovrebbe aver già parlato col...
MEDICO: (pront. c.s.) Certo! Lei è l'aneurisma!
GUALTIERO: (sorpreso) Io?... (quasi divertito seppur titubante) Sì... L'aneurisma!
MEDICO: (scrolla la testa. Deciso.) ... L'operazione!?... L'unica opzione... Lo sa.
GUALTIERO: Non allontana le mie perplessità.
MEDICO: Per cosa?
GUALTIERO: Temo che il mio cuore... Comprende...
MEDICO: (pront. misterioso) ... Sono prudenti... Gli anestesisti
GUALTIERO: (quasi tra sè) Bene.
MEDICO: Li sentiamo?!
GUALTIERO: Perchè no. Gra-zie.
MEDICO: Intanto prego. (Indica il lettino, Gualtiero va, esegue). Abbassi i pantaloni.
(palpando l'addome) ... Proprio un bel malloppo.
(tastando gli inguini) Polsi conservati...
(staccandosi da G.) Da operare!... Tenere un affare di questo genere in pancia
è come giocare alla roulette russa. (s'infervora) Le prossime ventiquattrore saranno
quelle decisive?... Coraggio! E via a sfidarle... Elettrizzati e incoscienti.
GUALTIERO: (perplesso, mentre si riveste) Non ...
MEDICO: Mi perdoni. Solo un raffronto pittoresco... Ma il rischio non è indifferente, creda.
Una pacca leggermente più forte sull'addome?!... Omicidio colposo!
GUALTIERO: (impaurito) Il cuore?... Reggerà?
MEDICO: (pront. cordiale) ... Gli esami del sangue?
GUALTIERO: Sono nella mia borsa.
MEDICO: Bene. Arrivo subito. Si accomodi (accenna alla sedia in fronte alla scrivania)
GUALTIERO: Prego.
IL MEDICO ESCE. BREVE PAUSA. RIENTRA PRECEDUTO DA
UNA DONNA IN TAILLEUR SCURO E FONENDOSCOPIO AL COLLO
MEDICO: (indicandola entusiata) La dottoressa Marpessa! Delle nostre anestesiste...
La più in gamba.
ANESTESISTA: (Fissa G. Fa un cenno col capo)
GUALTIERO: (tende la mano che ricade nel vuoto) Piacere, Inzerillo.
MEDICO: (all'Anestesista) Aneurisma... Oltre sei centimetri! In paziente con aterosclerosi
di entità medio-grave, claudicatio intermittens all'arto sinistro. Polsi a riposo conservati.
ANESTESISTA: (a Gualtiero) Gli esami?
GUALTIERO: (li tira fuori dalla cartella che tiene sulle gambe e li porge a M)
ANESTESISTA: Ha un ECG?
GUALTIERO: Temo di no.
ANESTESISTA: Non importa. Lo faremo. Tolga la camicia.
GUALTIERO ESEGUE. MARPESSA PORTA ALLE ORECCHIE
IL FONENDOSCOPIO E AUSCULTA IL TORACE
MEDICO: (pront. Appena si è distaccata dal paziente) Che ne dici?
ANESTESISTA: (fissa Gualtiero) Qualcosa in effetti c'è. Piccolezze!
Occorrerà, in ogni caso... Vedere un attimo...
MEDICO: (c.s.) Una bella anamnesi!
ANESTESISTA: (annuisce lenta)
GUALTIERO: (frastornato mentre si riveste) Fare altre indagini?
MEDICO: (c.s.) Se sarà il caso ingegnere.
ANESTESISTA: (tra sé) ... E' pur sempre un ingegnere!
MEDICO: (grave) Eh, sì.
ANESTESISTA: Ha problemi di respiro?... A riposo o quando fa le scale... O in salita?
GUALTIERO: No. Non direi.
ANESTESISTA (fissando G.) Quanti anni ha?
GUALTIERO: Quarantanove.
ANESTESISTA: (delusa, allarga le braccia) Mi perdoni, ma ne dimostra almeno dieci di più!
GUALTIERO: ... (desolato le rimanda il gesto, allarga le braccia)
ANESTESISTA: (autorevole) Un intervento impegnativo...
MEDICO: (pront. Sicuro) Rischio sulla circolazione intestinale innanzitutto...
ANESTESISTA: (c.s.) Possibili perdite di sangue rilevanti... Con conseguente degenza in
Rianimazione... Magari intubato! (b.p. Lo fissa. Determinata) E allora?
GUALTIERO: (perplesso. Bloccato sui loro sguardi) Ditemelo voi. Sono nelle vostre mani.
MEDICO: (sorride) Le nostre mani! (tra sè) Dite tutti così!
GUALTIERO: (frastornato) Cosa dovrei...
ANESTESISTA: (brusca ma con dolcezza) ... È sposato?
GUALTIERO: (mesto) Separato.
MEDICO: Figli?
GUALTIERO: Una bambina di quindici anni.
ANESTESISTA: (ironica) Beh! Quindici anni!
GUALTIERO: Per me lo è ancora, dottoressa. Mi sono separato quando ne aveva nove.
ANESTESISTA: Immagino!... (amorevole) Cuore di padre!
GUALTIERO: (pront. accenna ad un sorriso di gran gioia)
ANESTESISTA: Per noi è importante... Se l'intervento non dovesse... Lei capisce...
Occorrono dei riferimenti.
GUALTIERO: (ansioso) Scusate, il professore?
MEDICO: In sala.
ANESTESISTA: (grave, allude a un esito sfortunato dell'intervento)
Ha mai meditato... Sull'eventualità?
GUALTIERO: (smarrito) Ma... Perchè...
MEDICO: (brusco) Come la vede?
GUALTIERO: (c.s.) Non saprei.
ANESTESISTA: Un giorno come tanti?
GUALTIERO: (la fissa con sospetto)
ANESTESISTA: (incalzante) Per i suoi genitori?
GUALTIERO: (c.s.) Sono morti.
ANESTESISTA: Per i suoi fratelli?
GUALTIERO: Non ne ho.
MEDICO: Per sua moglie?
GUALTIERO: (con ansia) Credo... Non so... Probabilmente.
ANESTESISTA: E per sua figlia?
GUALTIERO: (c.s. alza il tono) Scusate... Non vedo...
ANESTESISTA: (dolce ma pronta) E' importante nella pianificazione del trattamento ingegnere.
MEDICO: Lei ha figli?
GUALTIERO: (adirato e categorico) Ma scusi si ripete?... Una figlia, ho detto!
(Breve pausa)
(ansioso e distratto) Allora?... Allora?
ANESTESISTA: (c.s. ma categorica) Attenda il Professore.
LUCE ABBAGLIANTE SOLO SU GUALTIERO.
BUIO.
QUADRO TERZO
STESSA SCENA. DALL’ALTO UNA LUCE PIU’ PACATA.
ANESTESISTA E MEDICO IN PIEDI. A LATO DEL PROFESSORE
ANESTESISTA: (con foga, a voce bassa) Sta arrivando.
MEDICO: (freme, a voce bassa) E lui?
ANESTESISTA: (c.s.) È di là... (puntandosi l'indice sulla natica destra)
Con una bella fiala di Valium.
ENTRA IL PROFESSORE
PROFESSORE: Buongiorno, signori.
MEDICO: Buongiorno, professore.
ANESTESISTA: Buongiorno.
PROFESSORE: (va dietro la scrivania. Al MED.) Cosa ne pensi del nostro aneurisma?
MEDICO: Da operare. Al più presto.
PROFESSORE: (all'Anestesista) Il cuore?
ANESTESISTA: Bene... Nel complesso.
PROFESSORE: Gli avete già parlato!?
MEDICO: (sicuro di sé) Certo, professore.
PROFESSORE: (perentorio) In maniera poco corretta, direi.
MEDICO: (più pacato) Perché?
PROFESSORE: (c.s.) Ma via!... Non avete ancora imparato a condurre un'indagine.
ANESTESISTA: Volevamo soltanto...
PROFESSORE: (irritato) Eh no... Non così... Tatto mia cara!... Lo avete agitato e basta.
MEDICO: Ma noi...
PROFESSORE: (pront., brusco) Forza! Non perdiamo altro tempo.
IL MEDICO ESCE. RIENTRA PRECEDUTO DA GUALTIERO
(si alza e gli va incontro) Ingegnere!
GUALTIERO: (gli tende la mano) Buongiorno. Inzerillo!
PROFESSORE (indica la sedia) Si accomodi.
GUALTIERO: Grazie. (si siede)
PROFESSORE: (medita mentre si siede. Eccitato) Inzerillo, Inzerillo... Parente del famoso boss?
GUALTIERO: (risentito) No di certo!...
PROFESSORE: (sorride deluso) Fa lo stesso!... Come sta?
GUALTIERO: Meglio, grazie... (pront. Concitato) Deve visitarmi?
PROFESSORE: L'hanno già fatto i colleghi.
GUALTIERO: (pront.) Interessa risolvere il problema allora.
PROFESSORE: Quale problema?
GUALTIERO: (perplesso) L'aneurisma!
PROFESSORE: (abbozza un sorriso) In realtà non è un problema.
GUALTIERO: (c.s.) Forse per voi... Ma (stringendosi nelle spalle a ribadire un'ovvietà)
Sono qui per questo...
PROFESSORE: (c.s.) ... Potrebbe anche tenerselo...
GUALTIERO: (c.s.) Non è da operare?
PROFESSORE: Sicuro!... Se lo vuole.
GUALTIERO: Lo temo un po’ naturalmente... Ma... Avendomi assicurato...
PROFESSORE: (tra sé) ... Le assi-cu-ra-zioni!
GUALTIERO: (pieno di speranza) E lei è un gran chirurgo... Io lo so.
PROFESSORE: (fiero) Il migliore, se è per questo!... (b.p. in un tocco di ilarità accennando
alla pancia) Proprio una bella bomba là dentro... (lo fissa intenso)
Senza pensarci! Che ne facciamo?
GUALTIERO: (pront.) Lasciamolo!... (b.p.) Lei diceva che, in fondo, mi conosce.
PROFESSORE: (al Medico) La cartella dell'ingegnere, per favore.
MEDICO: Un istante! (fa una ricerca al computer). Eccola! (gira il monitor verso il professore).
GUALTIERO: (stupefatto ed entusiasta) Avete già redatto...
PROFESSORE: (brusco) Mi ascolti... E corregga qualora... (inizia a leggere) Gualtiero Inzerillo...
"Figlio di Mario e Anna Tarsi, commercialista il primo, insegnante di pianoforte la seconda”. È esatto?
GUALTIERO: Si.
PROFESSORE: (legge) “Figlio unico. Sviluppo psicofisico nella norma.
Grado di istruzione: Laurea in Ingegneria Edile presso il Politecnico...
Coniugato con Laura Sarli nel... Successivamente separato nel...
Una figlia a carico. Attività lavorativa privata dal...” Le torna?
GUALTIERO: (sorpreso) Tutto giusto. Ma a che serve?
MEDICO: (piccato) Anamnesi personale fisologica, ingegnere. Serve.
GUALTIERO: Non credo ci sia molto altro.
PROFESSORE: Bene!... Perché non ha fratelli?
GUALTIERO: (sorride perplesso) Che domande!... Temo che mia madre non potesse più...
PROFESSORE: No! No! Qui (indica sul monitor) risulta che nel luglio 1943,
a distanza di ventiquattro ore da un rapporto col marito, restò nuovamente incinta.
GUALTIERO: (sorpreso) Che sta dicendo!?
PROFESSORE: Sì! Purtroppo la guerra negò la nascita della nuova creatura.
Da allora sua madre non volle più averne e lei fu proclamato erede unico.
GUALTIERO: (stravolto) Non posso crederci!
ANESTESISTA: (tra sè) Neppure godere magari della luce riflessa di un fratello.
PROFESSORE: (brusco) Quanto si ritiene intelligente?
GUALTIERO: (ancora frastornato, alza il tono) Sinceramente... Adesso non capisco davvero...
ANESTESISTA: (puntuale, gli fa il verso) Sinceramente... Non importa davvero...
Quel che capisce o no.
PROFESSORE: (c.s.) Intelligenza! Nella sua multiformità di espressioni.
GUALTIERO: Abbastanza, direi.
ANESTESISTA: Coraggio!
GUALTIERO: Beh, nel complesso, molto.
PROFESSORE: (lo guarda perplesso)
GUALTIERO: Non è d'accordo?
PROFESSORE: (c.s. Poi annuisce) Peccato che sia dotato di un'intelligenza solo potenziale.
MEDICO: In soldoni lei... E'...
GUALTIERO: (pront. balbetta) ... Un cre-tino?
ANESTESISTA: (pront.) Tombola!
GUALTIERO: (seccato, a voce sostenuta) No!... Non afferro proprio il nesso.
ANESTESISTA: Ingegnere!... Su!...
GUALTIERO: (la fissa poco convinto)
PROFESSORE: (lo incalza) Nell'ambito del suo lavoro, invece?
GUALTIERO: (seccato e ironico) Anche questa domanda rientra nell'indagine...
ANESTESISTA (pront. Con un sorriso. Accennando col capo) Esattamente!
GUALTIERO: (c.s. Riflette) Non sui gradini più alti della scala.
MEDICO: Da uno a dieci?
GUALTIERO: (infastidito) Un... sei!?
PROFESSORE: (sarcastico, al Medico e all'Anestesista)
Imparate colleghi... (irritato, a Gualtiero) La modestia.
GUALTIERO: (pront., c.s.) Nessuna falsa modestia. Conosco quanto basta il mio mestiere.
Senza presunzioni. (pront., piccato) Posso ritenermi soddisfatto.
ANESTESISTA: (pacata) Anche la sua professione non è fatta solo di uomini ineccepibili.
GUALTIERO: (pront.) Sono tante le persone degne.
ANESTESISTA: (c.s.) I grandi nomi, non certo lei.
GUALTIERO: (c.s.) No! Tante. Tante.
MEDICO: Bassa letteratura!... I cattivi sono infelici... I buoni felici.
PROFESSORE: Mi dica. Perché alla fine degli anni sessanta non accettò
quella grossa commessa delle Ferrovie dello Stato?
All'epoca aveva solo ventinove anni!
GUALTIERO: (c.s. smarrito) Cosa vuol dire... (b.p. Cedendo perchè punto sul vivo)
Comunque non era un'opera seria.
ANESTESISTA: Miliardi e fama al collega e amico che accettò al posto suo.
GUALTIERO: (c.s.) Fossi in lui non ne andrei orgoglioso. Solo un gran pasticcio…
(abbassa la voce) Pesante comministione tra interessi pubblici e privati...
(la rialza) E poi lei non tiene conto dell'opinione pubblica, pronta a scagliarsi
contro quelle opere che sono solo un dispendio economico.
MEDICO: (sarcastico) Eccome! Quanto si scagliano!
ANESTESISTA: Chi è lei per poter affermare che il lavoro di un illustre professionista
non vale nulla?
GUALTIERO: (fiero) Sono innanzitutto un collega e, soprattutto, un cittadino.
FRAGOROSA RISATA DI MEDICO E ANESTESISTA
PROFESSORE: (sorride) Mi faccia capire!... Vuole confrontarsi con un nome simile?
O vuol dire la sua in quanto cittadino?
GUALTIERO: (pront.) Solo pubblicità, mi creda!
PROFESSORE: Già! ... Non l’ha mai presa in considerazione?
GUALTIERO: (secco) Vendere fuffa?... No! Mai!
MEDICO: La sua modestia?
GUALTIERO: (c.s.) No!... Quello è soltanto barare. Bell'amico! Un imbroglio.
Anche pericoloso.
PROFESSORE: Al funerale di questo amico era presente il meglio dell'ingegneria e
della politica del Paese.
MEDICO: (con un ghigno) Non sei andato! Saresti apparso un infiltrato, un curioso.
GUALTIERO: Sì, non ero di quel giro! Potete giurarci!
PROFESSORE: (sospira) Eppure volevi...
GUALTIERO: (alza la voce) Non è vero!... Non è vero!... Volete spiegarmi cosa cercate?
MEDICO: Sereno!... (ironico) E' per pia-ni-fi-ca-re...
ANESTESISTA: Mai spinto oltre il palmo del tuo naso.
Silenzio
PROFESSORE: ... Esempio?... Tutto su una donna! (b.p.) Giorno dopo giorno,
ti considerava sempre più...
GUALTIERO: (pront. c.s.) Non sono d'accordo. Per un certo periodo Laura mi ha... Amato
ANESTESISTA: (sorride amara a testa bassa)
MEDICO: Laura?
GUALTIERO: (c.s.) Proprio così.
PROFESSORE: (fissandolo) Bene! Desidero che tu faccia un passo indietro,
fino al settantanove, anno in cui, a giugno, venne a trovarvi Marisa,
la sorella che risiede in Australia.
GUALTIERO: Sì! Ricordo. Fu un bel mese.
PROFESSORE: (fa un cenno al Medico)
MEDICO: (preme un tasto sulla scrivania) Et voila!
PARTE UNA REGISTRAZIONE CHE SI DIFFONDE DALL’ALTO
VOCE DI LAURA: (adirata) “È insopportabile! Mi illudevo, ma è proprio un cretino...
Sono disperata... Sapevo di aver sposato un deficiente, ma non fino a questo punto...”
VOCE DELLA SORELLA: (sorpresa) “Su, Laura! Che vai dicendo!? Gualtiero
è tutt'altro che un deficiente. È un uomo di gran classe. Perchè parlare così!
VOCE DI LAURA: (c.s.) “Non siamo nessuno. Tra un po’ abbiamo anche
problemi per arrivare a fine mese... Cosa vuoi saperne tu... Gli vivi accanto?
(con stizza, poi piange) Ma la vera deficiente sono stata io. Sposare un tizio solo perché era un ingegnere”.
VOCE DELLA SORELLA: (c.s.) “Credevo vi amaste!”.
VOCE DI LAURA: (ironica) “Come non crederlo?”.
VOCE DELLA SORELLA: (mesta) “Invece era tutta una farsa. Beh! Forse, conoscendoti,
avrei dovuto immaginarlo, solo che ero felice per te.
Finalmente, dopo tante squallide storie, un sentimento ricambiato,
una gioia per entrambi”.
VOCE DI LAURA: (c.s.) “Sai che gioia!”
GUALTIERO: (pront., grida) Basta! Basta! Fermate quel nastro...
VIENE INTERROTTA LA REGISTRAZIONE
Ma che significa?!... Parla di me? (con strazio) Che vuol dire!?
(c.s. si indica la pancia) Io sono qui solo per questo...
(preme le mani sulla pancia) Solo per questo.
(breve pausa)
MEDICO: (divertito a M.) A te che sembra dottoressa? Parlavano di lui le signore?...
(spietato) Spiacente!... Stralcio da conversazione, a tratti anche più cruda,
fra due sorelle nel salotto di casa tua, un pomeriggio...
(ironico) Tu e tuo cognato... A te-a-tro!
GUALTIERO: (scuote la testa, fissa il pavimento) “Un cretino”!...
ANESTESISTA: (maliziosa) Laura!... Turbata se suo marito avesse goduto
"del rilascio di titoli edilizi illegittimi"?
MEDICO: (pacato) Rinunciare ai milioni di un suocero impresario di pompe funebri...
GUALTIERO: (pront, seccato) La figlia di Mariotti? Quella?... Era orripilante perdio!
ANESTESISTA: Per essere considerato un deficiente da una il cui padre era solo
un commerciante dozzinale con più debiti che altro. O sbaglio?
GUALTIERO: (pacato) Quanto rancore! (con astio) Potrei rovesciare all'istante la mia sorte, ma...
ANESTESISTA: (pront. Dura) ... Da tempo ormai... Ti tiri dietro donne quart'ordine.
Impiegate, maestrine, pittrici da strapazzo, una fotografa dilettante,
una professoressa di filosofia pescata a un'asta fallimentare... Tutte rispettabili, intelligenti, sensibili, qualcuna anche sexy, ma del tutto inutili... Usate, consumate da un'esistenza misera anche più della tua, sfinite sotto il peso degli anni, isteriche, insoddisfatte, avvinghiate al lavoro... Pronte a darsi al primo venuto in cambio dell'illusione di potersi ancora struggere di passione come adolescenti.
GUALTIERO: (sconsolato, congiunge le mani come in preghiera) Alla mia età!... Un separato poi...
MEDICO: (pront., cinico) Almeno qualcosa di più fresco.
PROFESSORE: (sorride) O di utile. (c.s.) Per un piccolo buon incarico!
ANESTESISTA: Ricordi quella fanciulla ventisettenne?... Non le eri indifferente!
GUALTIERO: (frastornato, sbuffa) Diciassette anni meno!...
ANESTESISTA: (avvilita) Un calcio a tutto! Forse anche al migliore affare... Un figlio!...
PROFESSORE: Scegliere i genitori?... Non datur!... Il matrimonio, però... (Pausa)
ANESTESISTA: I numeri del tuo matrimonio piuttosto?... Trentacinque sigarette al giorno...
Due bottiglie di brandy la settimana... Una dieta da bulimico...
GUALTIERO: (pront.) Sempre stato così.
ANESTESISTA: (pront. pungente) E nessun motivo per desistere!
GUALTIERO: (triste con tensione crescente) ... Io sono malato!... E voi medici maledetti...
A incrementare la paura (terrorizzato)... Un'improvvisa tachicardia!
Un sussulto nel petto, un battito mancante... Che angoscia!...
Non ho neppure cinquant'anni. Non è possibile!... (urla) Non deve essere possibile!
ANESTESISTA: (c.s., cinica) C'è chi ha il cuore sfasciato dalla nascita...
GUALTIERO: (irritato si alza e incomincia a passeggiare)
La mia vita dovrebbe valer meno di quella di un diciottenne?
ANESTESISTA: ... Sono i tuoi cinquant’anni sterili contro i venti promettenti di uno studente...
MEDICO: O i tuoi monotoni e anonimi contro i trenta di un famoso stupratore.
PROFESSORE: O le tue cinquanta noiosissime primavere contro le sessanta o settanta
di illustri bancarottieri, di ministri corrotti, di Maestri Venerabili,
di capi mafia e via discorrendo... (tronfio) Significato pieno dell’esistenza...
Gente sazia della vita.
GUALTIERO: (schifato, si arresta. Li fissa) Questa!?... Gente di successo?
PROFESSORE: (pront.) Credi che Jack lo Squartatore abbia qualcosa da invidiare a Newton?
ANESTESISTA: In un sondaggio vincerebbe il buon Jack.
GUALTIERO: (pront. Riprende a camminare) Beh!... Notorietà alquanto deprecabile.
PROFESSORE: Caro ingegnere, nessuno qui sta parteggiando per Jack più che per Isaac,
per Kappler più che per Madre Teresa...
GUALTIERO: Ma no! Un benefattore... Continua a destare interesse anche dopo.
ANESTESISTA: (annuisce.) Anche Nerone, anche Hitler, anche Clemente VIII...
Minore immortalità terrena di un Sofocle? Semmai!
GUALTIERO: (avvilito) Io ho sempre agito con buon senso e correttezza.
ANESTESISTA Braccato da qualche giustizia superiore...
Inforcando di continuo gli occhiali della morte...
Pausa. Luce tenue sulla scena.
GUALTIERO: (Pacato. Faro di luce su di lui in proscenio. Al pubblico) E delle auto di lusso,
delle belle donne, dei fastosi palazzi coi loro ricevimenti?... Infine?
MEDICO: (c.s. Tuona alle spalle di G) Nulla!... Per chi ne sarà sempre escluso.
GUALTIERO: (c.s.) Forse è stata noia profonda.
MEDICO: (c.s.) Noia?!... Quella vera... Interviene solo dopo una vita vissuta, piena,
ricca di quel che soltanto dopo... Eventualmente... Potrà apparirci vuoto.
Vuoto che, comunque, supereremo in altra mondana pienezza per un giro di giostra successivo... Di vacuità immensa... Ma solo perché prima c’è stato ottimo cibo,
belle donne, fruscìo di seta e vetture dalle linee sinuose, simili a femmine da copertina, nel cui salire delle marce la gioia del motore sposa quella del tuo animo in un sentimento di benessere che quasi ti vela la visuale.
ANESTESISTA: (suadente) Lusso e noia... In un continuo erodersi a vicenda.
Breve pausa
GUALTIERO: (c.s.) O addirittura solo stanchezza!
ANESTESISTA: (agitando la testa, in un ghigno ironico)... La fatica di tenere gli occhi aperti... Chiuderli?... Più facile!... (ridendo) Nella riposta speranza di scovarvi chissà
qual novità... Qual dolcezza.
GUALTIERO: (Non più il faro di luce su di lui. Al Medico, irato e insieme avvilito)
Certi giorni... Le scale!... Con sosta a ogni rampa. A soli quarantanove anni...
PROFESSORE: (sospira) Ingegnere! (duro) Alibi?!... Basta!
Pausa
GUALTIERO: (in preda all’ansia) ... Ostili... Odiosi!... (pausa lunga.) D'accordo!... D'accordo!...
(B.p. Con sfida) E se fossi pronto a fermarmi!?... Si! Proprio così... Oggi stesso.
(fissa il Professore) Mi dica.
MEDICO: (esterrefatto) Ma!?... (sbuffando con sdegno) Ma sì!... Fai quel che vuoi!
PROFESSORE: (al Medico) Taci! (a Gualtiero) Im-pul-si-vo... (b.p. medita ad alta voce)
Chiudere!?... Al tramonto di questa giornata... (b.p. all'Anestesista)
Procurami una copia del quotidiano!
ANESTESISTA: (annuisce ed esce)
SILENZIO SULLA SCENA. IL PROFESSORE E IL MEDICO
SCRUTANO INTENSAMENTE GUALTIERO. RIENTRA L’ANESTESISTA
(porge il giornale al Professore) È quello di venerdì.
MEDICO: (sorpreso) Ma oggi è lunedì!
PROFESSORE: Taci.
MEDICO: (all’Anestesista, sottovoce) Non capisco!
ANESTESISTA: (ironica) Male, mio caro.
PROFESSORE: (brusco, sferra un pugno sulla scrivania) Signori!
(legge la prima pagina) “Grave lutto nel mondo della cultura”.
ANESTESISTA: (rimarca sarcastica) “La scomparsa dell’ingegner Inzerillo”. In prima pagina.
A caratteri cubitali!
PROFESSORE: (ironico) No! E' Sciascia! (inizia a sfogliare il giornale e scorre le colonne)
Niente... Niente... (di getto) Eccolo! In un angolino!
(a Gualtiero e abbozza un sorriso) Guarda qui.
GUALTIERO: (frastornato, si avvia verso la scrivania) Cosa?
(il Professore gli gira il giornale. Lo prende. Rimane in piedi in faccia ai tre)
Non capisco...
PROFESSORE: (c.s.) Leggilo!
GUALTIERO: (c.s.) E' un necrologio!
PROFESSORE: (c.s.) E allora?
GUALTIERO: Non è tra le mie letture preferite.
MEDICO: Male!
ANESTESISTA: (con dolcezza) Coraggio! Questo è importante!
GUALTIERO: (c.s., scorre le colonne) “Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Proc...”.
PROFESSORE: (pront., lo interrompe) Non vorrai propinarci gli oltre cento riferimenti a
quest’anima eletta!... Vai in fondo. In calce, a destra... In fondo alla pagina.
GUALTIERO: ”Avvocato Egidio C... Egidio... zio Egidio...”.
PROFESSORE: (c.s.) Giù! Giù!
GUALTIERO: (c.s.) “Avvoc...”. (si blocca improvvisamente)
MEDICO: (c.s.) Allora?
PROFESSORE: Forza!
GUALTIERO: (distoglie lo sguardo dal giornale, piagnucola) Non posso.
PROFESSORE: (risoluto) Su! Ad alta voce!
GUALTIERO: (si copre gli occhi) Pietà!
PROFESSORE: (c.s.) È un ordine!
ANESTESISTA: (brusca) Leggi!
MEDICO: (infierisce) Ad alta voce!
PROFESSORE: (alza il tono) Coraggio!
GUALTIERO: (con voce tremula) “Seren... Serenamente si è spento l’ingegnere Gua... Gualtiero
Inzerillo. Ne danno il doloroso annunzio, a esequie avvenute, i condomini dello
stabile di via delle Grazie 18/3” (pausa, piange coprendosi il volto).
MEDICO: (sarcastico, a Gualtiero) Però i tuoi condomini... Ti salutano appena e poi vedi
che iniziativa? Un'intera pagina di giornale!... (b.p.) E Il tuo funerale?
ANESTESISTA: (c.s.) Vedessi che cerimonia, ingegnere! Parenti, amici, autorità...
Una folla devota che si stringe intorno al feretro in un dolore composto.
MEDICO: (c.s.) Davvero toccante!... (come estasiato indica) Guardate là! Che camera ardente!
Sul fondo appare un raggio di luce intensa, illumina la bara in una camera spoglia.
Il resto del palcoscenico cade nel buio. Un prete solitario vi impartisce
una fugace benedizione.
(se ne sente solo la voce) Che folla!... Ma... La tua ex?
ANESTESISTA: (se ne sente solo la voce ridanciana) Povera!... Così impegnata col fidanzato
che le sta regalando la più straordinaria forma di consolazione...
Chiusa dentro, fin dal pomeriggio, col messere suo... Di fronte a un panorama
marino. Ha perfino cenato in camera... Troppo il dolore per andar fuori!
GUALTIERO: (si è spostato in avanti e a sinistra sul proscenio. Al buio. Solo il suo lamento)
MEDICO: (c.s.) L’aumento della libido! Si sa! Rientra nelle dinamiche del cordoglio
e del lutto stesso.
GUALTIERO (c.s. Singulta quasi. Sdegnato) Non ci credo... Non credo a tutto questo.
Breve pausa
ANESTESISTA: (c.s.) No?... No?... Goditi lo spettacolo!
Buio in proscenio. Sul fondo a destra appare una luce lunare che illumina una parete di loculi cimiteriali. Qualche cipresso. Entrano due figure in ombra.
BECCHINO: (con lo sguardo rivolto ai cipressi) Eccoci agli alberi pizzuti!
(osserva Gualtiero rimasto indietro) Cosa fai lì come una statua? Vieni avanti.
(indica la mano di G. che pende inerte, pinza un pezzo di carta)
Il biglietto?... C’è l’indirizzo! (breve pausa. G immobile). Vabbè, te lo dico io.
Colombario 1068, fila 2, scomparto 205. (volge lo sguardo ai loculi. Indica)
Lassù! In angolo.
Breve pausa
GUALTIERO: Qui?
BECCHINO: Così c’è scritto.
GUALTIERO: Non era questo l’accordo... Mi avevano assicurato...
BECCHINO: (allarga le braccia) Capita! A volte può andar male...
Pausa
Che scarpinata per arrivare fin qui! Periferia nuovissima, blocchi unici,
lunghissimi... Non sai mai dove finiscono. (volge la testa prima
a destra poi a sinistra con la mano sopra gli occhi come a guardare lontano)
... Edilizia popolare...
GUALTIERO: (immobile) Chi ha scelto questo?
BECCHINO: Chi ha pagato!
GUALTIERO: (pront.) Magari avrà anche speso!
BECCHINO: Tanto erano soldi tuoi.
GUALTIERO: (in preda allo sconforto) A maggior ragione! Non c’era altro?
BECCHINO: Figurati!... Per risparmiare!
GUALTIERO: ... Del mio peraltro!
BECCHINO: Non più del tuo, in effetti... Degli eredi... Piuttosto, in merito, la tua signora
s’è lamentata con l’amica: “Una mi-se-ria!” ha esordito. “Ha lasciato nient'altro che
una miseria!”... Quanto era affranta nel suo vestito rosso! (ironico) A proposito!
Ha per caso origini indiane?
GUALTIERO: Per nulla! Perché?
BECCHINO: (c.s.) Lo chiedevo per via del colore rosso... Tipico delle vedove
di quei paesi... Comunque son venute qui, hanno parlato, hanno visto...
GUALTIERO: ... E hanno deciso che questo era il più conveniente!
BECCHINO: Si liberano sempre dei vani anche in zone ben più quotate
o in stabili d’inizio secolo che hanno il loro valore, ma...
GUALTIERO: Ma?
BECCHINO: Le avevamo proposto un locale dello stesso tipo, allo scomparto 45.
GUALTIERO: Chissà che cifra!
BECCHINO: Niente affatto! Solo poco più di questo... Anonimo... E fuori mano.
GUALTIERO: Orrendo.
BECCHINO: Mi dirai! Per quelle volte che ti verranno a trovare, un posto vale l’altro...
GUALTIERO: In effetti è proprio un bel viaggio dall’ingresso.
BECCHINO: È stato allora che le ho suggerito lo scomparto 45,
zona Grande Guerra... Ben esposto, residenziale, limitrofo alla bellissima dimora
di un generale, raggiungibile a piedi e, soprattutto, libero subito.
"Lo prenda signora!” le ho detto. “È un vero affare! Un cinquantennale rinnovabile”.
GUALTIERO: E lei?
BECCHINO: (inorridito al ricordo) Che sguardo!... Ha tirato a sé l’amica, bisbigliando:
“Ma che vuole questo? E poi, dimmi tu, che se ne fa Gualtiero di un locale così?
A una vita anonima, una sepoltura anonima”... Che donna!... Aggressiva dirai?!...
(caustico) Perchè sconvolta!
GUALTIERO: Questo...
BECCHINO: Aspetta, non è finita: “Cinquant’anni? Figuriamoci! Venti sono più che sufficienti...
Dopodiché c’è l’ossario!”... Credimi! Avrei voluto applaudirla... Mi sono trattenuto.
GUALTIERO: Si finisce tutti lì...
BECCHINO: No! Non tutti! (breve pausa) Subito dopo averti assicurato questo bel posticino,
sai di cosa si è informata donna Laura?
(lo fissa espandendo pian piano un gran sorriso)
GUALTIERO: (lo guarda inebetito)
BECCHINO: Ha mostrato grande interesse per una dimora perenne... In pieno centro
e con un contratto di novantanove anni.
GUALTIERO: (pront. sconsolato) Ma se ha appena detto che...
BECCHINO: (pront.) Per i suoi!... I Sarli! E anche per la famiglia del suo ultimo compagno.
Avresti dovuto vederla... Se potesse!... Tutto un Pantheon privato!
GUALTIERO: (pront. c.s.) Divinità passata, presente e futura.
BECCHINO: Ben detto!... Ben detto!
BUIO
LUCE SU GUALTIERO
GUALTIERO: (E' seduto adesso. Al Professore. Tra le lacrime, smozzica)
Non è assolutamente vero!... Scoppi in una risata... La supplico!
PROFESSORE: (b.p. lapidario) ... Scomparso da una parte... Apparso in un’altra.
Nulla distrutto... Sorte compresa... (b.p.) Archiviamo Inzerillo!... E stop.
P A U S A
GUALTIERO: (agitato, scatta in piedi; va verso la ribalta. Il fascio di luce lo segue. In crescendo)
No, no! Così no!... Così è troppo. Non mi va bene... Aspetti!
Voglio... Devo! (con enfasi) Ri-co-min-cia-re!
(c.s., avanti e indietro sulla scena) Sì!... Tornerò qui, carico di titoli,
di referenze, di qualifiche... Si può ripartire anche a cinquanta anni.
ANESTESISTA: (sferza) Farneticazioni!
GUALTIERO: (c.s. Impetuoso) No! Concretezza!... Tra gli illustri colleghi.
Quelli della Casa nuova... In fondo al viale... A dissertare, a spettegolare... Riverito!
ANESTESISTA: (sarcastica) La “casta degli ingegneri illustri”.
GUALTIERO: (aggressivo) Il posto che mi spetta dottoressa!
ANESTESISTA: (pront.) E con quali titoli, se non sono indiscreta?
GUALTIERO: (pront.) Li troverò, vedrete.
ANESTESISTA: (allarga le braccia e ruota su stessa; canticchia amabile e tagliente)
“Troverò”... “Vedrò”... “Farò”...
GUALTIERO: (ostenta sicurezza. Le braccia ripiegate sul petto, le mani sotto il mento.
Come stringesse una dama. Accenna a passi di danza. Con rabbia e ardore insieme)
Si! Si!... Quel posto!... Mio!... Mio!... Mio!
MEDICO: (sarcastico) ... Che irruenza!... Attenti voi, del diciotto di via delle Grazie
a ciò che cela il dottor Jekyll, pardon, l’ingegner Jekyll!
(ride e marca) Lascia perdere! Tieniti l'aneurisma!...
Il Sistema Sanitario Nazionale è già in deficit.
GUALTIERO: (c.s. Alza la voce) No! no! Balordo! (Breve pausa. Esausto. Si gira.
Corre verso la scrivania. Crolla in faccia a P) Mi operi... Mi operi.
Un colpo di spugna... A tutto questo dolore.
BUIO
QUADRO QUARTO
IL PROFESSORE SI ALZA E INIZIA A CAMMINARE PER LA STANZA.
GUALTIERO E' SEDUTO RIVOLTO AL PUBBLICO, AL CENTRO DEL PALCOSCENICO.
IL PROFESSORE GLI GIRA INTORNO.
MEDICO E ANESTESISTA SEMPRE SUL FONDO RISCHIARATO DA SCARSA LUCE.
PROFESSORE: (lento e profondo, in un’analisi clinica) Condannato alla fossa
comune... A un tratto una sindrome euforica acuta... Pronto a rinnegare…
Una chance!? (breve pausa. Scettico, arriccia il volto) Fantastici progetti
a dar lustro alle sue ossa?... Palazzi Ponti... Piazze... O romanzi, poesie...
Composizioni per pianoforte e orchestra?... O quadri, sculture...
Trattati scientifici?... Teorie economico-politiche... Capolavori fotografici... Altro!?...
(storce sarcastico le labbra, oscilla la testa in diniego) Nulla!
Pausa.
(Fissa G. Con impeto) La “sen-si-bi-li-tà architettonica”!...
GUALTIERO: (ricambia lo sguardo perplesso)
PROFESSORE: (ironico. c.s.) Quasi puerile!
GUALTIERO: (sembra illuminarsi) Sì!... L' Architettura!... I Maestri!...
Mies van de Rohe... Gropius... Il grande Terragni...
E perchè no... Marcello Piacentini (estasiato) Che ispirazione!...
Il rigore del calcolo e delle linee insieme...
(gustandolo quasi) Il Be-llo!... Era roba mia giuro...
PROFESSORE: (si avvicina all’orecchio di Gualtiero. Pront) ... Sensibilità e rancore allora.
... Sapientemente condotti dalla disperazione... E il gioco è fatto.
GUALTIERO: (c.s. turbato)
PROFESSORE: (riprende a vagare per la stanza) Semplice! In ogni città
“scatoloni di cemento armato”... Incapacità e corruzione... A tuo dire.
(lapidario) Di-sfar-se-ne, ingegnere!
GUALTIERO: (perplesso e turbato lo interroga con lo sguardo)
PROFESSORE: (eccitato, con la mimica) Bum! Bum!... Al suolo!
GUALTIERO: (esterrefatto) Che dice!
PROFESSORE: (deciso) So a chi puoi rivolgerti.
GUALTIERO: (impaurito) Mi prende in giro!?
PROFESSORE: (indispettito) Vuoi cambiare o no?
(volgendo lo sguardo indietro, con tono deciso) Prego Generale!
Sul fondo a destra fascio di luce su una figura in alta divisa
GENERALE: Andrei sul tradizionale certamente... Esplosivi ad alto potenziale.
Nitroglicerina o il TNT... Comunemente noto come tritolo...
Oppure altro classico. Bombe ad alto esplosivo... Almeno di medio calibro...
Sì!... Starei tra i cinquanta e trecento chili.
PROFESSORE: Grazie Generale!
Sul fondo a destra si spegne il fascio sulla figura in alta divisa
GUALTIERO: (inebetito rimane a fissare il punto dove apparso il Militare)
PROFESSORE: (pacato a G.) Proposta unica mio caro, ma di senso... Buon senso!
Ben corredata!... Certo! Da articoli fatti pervenire a riviste specializzate
in cui motivare ogni attentato... (ride della battuta) Che esplosione!
GUALTIERO: (c.s.; scrolla la testa) Ma co-sa c'è da ri-de-re!?
ANESTESISTA: (smozzica indispettita, a M.) Occhio!... Ricade!
PROFESSORE: (più affabile) Sufficienti tre o quattro azioni accuratamente preparate...
Ti suggerisco almeno due siti famosi... Del tuo bel Paese...
Milano! Torre Velasca!... Da sempre divisiva nei giudizi...
Roma! Il Corviale!... (sarcastico) Ottimo esempio di esaltazione delle masse...
O dell'individuo... Di meno famoso ma non male posso proporti
i "Dioscuri di Agrigento" noti come palazzo Vita e palazzo Riggio...
Obbrobri quasi gemelli... Come svettano! Neppure utili ad oscurare
quel Centro Storico che si polverizza di giorno in giorno alle loro spalle...
GUALTIERO: (pront.) Ma che discorsi! (breve pausa. Angosciato) E le vittime poi?
PROFESSORE: (c.s.) Si provvederà al meglio... Sempre a cercar cavilli!...
Hai mai sentito amministratori locali preoccuparsi anticipatamente di
frane e inondazioni?... O dittatori e strateghi delle loro bombe?
MEDICO: (con marcata euforia) Oggi ci sono anche le "bombe intelligenti" comunque.
GUALTIERO: (fissa il Medico, atterrito) Voi siete da legare!...
PROFESSORE: (c.s.) Potresti disporre di assegni e coperture per questo, lo sai?... In alte sfere.
GUALTIERO: (c.s., fissa il Professore, alza la voce) Lei... E'... Pazzo!...
Ho bisogno di un legale qui dentro.
ANESTESISTA: (al prof) Vuole un legale!
PROFESSORE: (annuisce)
MEDICO: Ma certo. (ammiccando, verso il fondo) Prego avvocato illustrissimo.
Il suo assistito... Reclama...
Viene avanti il Becchino, diretto verso G.
GUALTIERO: (turbatissimo, al Becchino) Avvocato?... Lei?... Ma non ci siamo già visti?...
No! No! Si fermi lì... Vada via... Vada via
PROFESSORE: (Fa cenno di andare al Becchino che si allontana nel buio.
Riprende imperturbabile) E allora ingegnere... C’è chi non attende altro che
qualcuno vada a proporglielo. Dico bene Generale?
Sul fondo a destra sotto il fascio di luce riappare la figura in alta divisa
GENERALE: Eccome! Servirebbe proprio!... Da sfruttare in funzione anticomunista.
Non sono mica spariti quelli!...
GUALTIERO: (c.s. Perso tra la figura scomparsa e il professore) Ma che dice questo!...
Basta!... (lo fissa intenso, quasi supplichevole)
PROFESSORE: (c.s.) ... Non ti resta che scrivere articoli e saggi.
MEDICO: (c.s.) Andrebbero a ruba.
ANESTESISTA: (c.s.) Attentati. Rivendicazioni. Saggi...
GUALTIERO: (pront.) ... Ed ergastolo!
MEDICO: (c.s.) E anche se fosse...
PROFESSORE: Userai uno pseudonimo o una sigla... Raggiunto l’acme... La Televisione!
Per presentarti al Paese... Un trionfo!
MEDICO: (entusiasta) La stampa si scatenerebbe... Interviste!... Monografie!
GUALTIERO: (ironico) Addi-rit-tura!
ANESTESISTA: (c.s.) Perché no?... L’attenzione dell’industriale e del politico, dello spazzino
e del macellaio... dello storico e del sociologo... Vorranno sapere! Tutti!
Una luce a sinitra sul fondo illumina una figura di giovane donna.
E' Laura da cui G. è separato.
LAURA: (amorevole) Gualti!... Sii ragionevole!... Che successo avremmo!
Una nuova esperienza... Insieme!
GUALTIERO: (incantato, dolcissimo) Laura!... Tu!?... Come stai bene!
(mesto) Sai? Devo operarmi!... Al più presto... (preoccupato)
Non è proprio una passeggiata. Ci sono dei rischi mi hanno detto...
LAURA: (con sufficienza) Ci sono sempre dei rischi... Nel vivere. Gualti.
GUALTIERO: (c.s.) Laura!... Vienimi a trovare.
LAURA: Dopo!... Chiedi piuttosto un bell'assegno... Ce lo meriteremmo no?
GUALTIERO: (c.s.) Vieni prima!... Prima!... Vado dentro da solo capisci?!... Ho freddo!
LAURA: (oscillando la testa in diniego) Dopo il debutto televisivo Gualti... Dopo...
Ascoltami! Chiedi dell'assegno!... Non dimenticarlo come al tuo solito... Non dimenticarlo.
Si spegne la luce su Laura.
GUALTIERO (deluso tende la mano verso la figura che non c'è più)
PROFESSORE Lascerai un segno indelebile…
GUALTIERO: (Duro) Un termine di paragone!?
PROFESSORE: (c.s.) Le stragi!... Quelle più atroci e assurde.
GUALTIERO: Squilibrati è dir poco!... Non posso sbagliarmi... (b.p) Ma come!?
(amaro) ... Ancora oggi familiari indignati e straziati... Ignari.
Sul fondo a destra sotto il fascio di luce riappare la figura in alta divisa.
MEDICO: (cinico) Già!... Storiacce avviluppate in "Supporti piombati" ... Impermeabili ai raggi X!
ANESTESISTA: (c.s.) E se non se ne preoccupano governanti e cittadini... A te cosa frega?
GUALTIERO: Io non credo che la materia in questione vada liquidata così, dottoressa.
Sul fondo a destra il fascio di luce si sposta a fianco "del Generale" sulla figura di un uomo prossimo alla settantina, dai capelli bianchi, grossi occhiali, completo blu scuro, in cravatta.
Luce ora sull'uno ora sull'altro.
UOMO IN BLU: Ma cosa vuol saperne lei giovanotto... Sono stati questi!... No!... Questi altri!
GENERALE: Mi scusi Maestro ma perchè no quei due terroristi in vacanza?
UOMO IN BLU: Anche!... Chi potrebbe escluderlo!... Comunque bisogna stringere.
(categorico) "Pista A" o "Pista B"... Tutto qui!...
(b.p. c.s.) Sceglieremo!... E accetteranno questa verità...
GUALTIERO: Che vuol dire accetteranno? Chi?
UOMO IN BLU: Le masse!... Che torneranno a noi!... Come è giusto che sia.
Si spegne il fascio di luce sulle due figure.
GUALTIERO: (frastornato) Ha detto noi?
ANESTESISTA: (pront. Interrompe dura) ... Cose ben più grandi... Passa sopra!...
(marca) Abbandonati alla potenza della pubblicità mio caro...
GUALTIERO: (in uno scatto d'ira, si alza, si gira verso il fondo, indica ora l’uno, ora l’altro)
E' un imbroglio! Vigliacco!... Lo sapete bene!
(con ansia crescente, ricade sulla sedia) Cinquanta rispettabili anni...
Un colpo di spugna!?
ANESTESISTA: (c.s.) ... In cambio via tutto!... Alle spalle la fossa comune!
GUALTIERO: (in preda all’ansia) Mi sembra di udirli già: “Eccolo, il corretto! L’integerrimo!”
ANESTESISTA: (c.s.) Loro starnazzeranno riempiendo le giornate, ammortizzando la noia
con altra più fresca... Per te... Una storia grande... Nuova di zecca.
GUALTIERO: (c.s. Al Professore) La garanzia!?... Sì! La mia camera in quel condominio!?
PROFESSORE: (b.p. Con malizia, sapendo di cogliere nel segno)
Ci sono anche uomini di scienza pura... Ultimamente, in verità,
gradiscono sempre meno questo domicilio comune.
GUALTIERO: (euforico quasi balbetta) ... Chi... Chi sono?... (grida esaltato) Chi?
ANESTESISTA: (lenta e impassibile) Al completo. Da Lavoisier a Cannizzaro... Natta...
Da Galilei a Majorana... Pauli... (accattivante) Altri... I più grandi... Tu-tti.
GUALTIERO: (raggiante e confuso, balbetta) ... Anch'... Anch'io allora.
PROFESSORE: (più pacato) Avrai un posto degnissimo.
GUALTIERO: (c.s.) Me lo ha promesso.
PROFESSORE: (c.s.) Senza dubbio.
GUALTIERO: (c.s.) Come ingegnere.
PROFESSORE: (seccato alza la voce e pesta il piede) Non è vincolante! Non è vincolante!
GUALTIERO: (sorpreso e stizzito) Cioè?... I miei progetti allora?... La sua proposta? Tradita?
PROFESSORE: (pront., in crescendo) Coosa? (riplana) Qui l’importante è esserci, prender
parte, poter circolare fra questi giardini. Essere invitati, rispettati, ossequiati.
Risplendere.
BREVE PAUSA. IL PROFESSORE TORNA DIETRO LA SCRIVANIA.
IN PIEDI. SEMPRE ALLE SPALLE MEDICO E ANESTESISTA
Opposti!?... Sì! Qui!... Ma fratelli... Nella gloria.
ANESTESISTA: Dedizione totale... E sarà fama... Fidati!
GUALTIERO: (scuote il capo in senso di diniego) Sarei altrettanto infelice...
(medita) Avrei potuto anche io... Che ci voleva!...
Valigette con contante in Municipio... Già da ragazzo...
MEDICO:(mordace) Obsoleto!... Volgare la mazzetta tout court... Buttata lì!
Oggi e' tutto regolarizzato. Timbri a posto. Nulla da eccepire... Ben altra procedura...
GUALTIERO: Lo so. Lo so... Ma io no... (altero) Etsi omnes, ego non
ANESTESISTA: (pungente) ... Matteo 26, 33! Cita lo scolaretto modello!...
Già! Seppur tutti, io no... (con astio) E' solo la giustificazione di un vigliacco!
PAUSA. LUCE SU GUALTIERO CHE SI ALZA E MUOVE VERSO LA RIBALTA.
GUALTIERO: (grida) Basta… Basta! (b.p.) Il conflitto!... Sempre!… Per cosa?…
Siamo mortali, perdio! (breve pausa, placato) Si, d’accordo, riusciremo pure
a dimenticarcene, a relegare questo maledetto pensiero in sotterranei inespugnabili
per poter non esser chiamati pazzi... Ma niente... Lo sia-mo...
Non c’è dato vedere che la produzione e la distruzione.
Che sia opera di un dio o di noi stessi poco importa.
Tutto è sul serio: discorsi, impegni, idee, discordia, armonia... (breve pausa)
Eppure non riesco ad avere il sopravvento sul dubbio... Gramigna tremenda!
PROFESSORE: (Si alza ma non si muove. Pacato, accademico) Il dubbio!...
Diffonde attraverso le guaine dei nervi sino ad approdare ai centri superiori.
L’epilogo è un lucido squilibrio psichico sino a morirne... A milioni... Ogni giorno.
In che altra peggior condizione può giungere un uomo all’appuntamento
più esclusivo della vita?... (alza la voce) Mor-ta-li?... Bene!...
(con enfasi) Allora!?... Tracannare tutto! Fino all'ultima goccia!
GUALTIERO: (c.s.) ... Le vostre certezze cialtrone! Una tortura. Da ore!
(in preda allo sconforto, caricandosi)
Una gabbia di matti!... Volete vendermi la luna nel pozzo!?... No!
Non voglio questa vostra luna... Non la vorrei in ogni caso.
Rinnegarmi diceva!?... (recita sarcastico le precedenti parole del prof)
"Per esserci, prender parte, poter circolare fra questi giardini
Per essere invitati, rispettati, ossequiati... Risplendere!" ... No!
(a Marpessa) Non passo sopra niente mia cara dottoressa...
I segreti di Stato, i depistaggi, gli affamatori, i cospiratori, i voltagabbana,
i ladri piccoli e grandi... Gli impuniti di questa Repubblica che fa di tutto per
svendersi ai peggiori offerenti... (b.p.) No! Io lì!... Sì! Tra i milioni di anonimi!...
Che hanno attraversato i secoli... Non soddisfatti... Innanzitutto di se stessi. Ovvio...
Traditi da piccole e grandi utopie... Ma certamente...
Certamente non sfamati da certa popolarità o dal denaro... (pausa)
E poi... Sì! Ho paura io!... Sempre più paura dello specchio...
Del cranio che affiora... E tutto perde significato (Pausa)
E allora lo dico io!... Fra questi giardini meravigliosi solo perchè ho abbattuto
uomini e cose?... (b.p.) Tutto questo per una camera con Unabomber,
Mara Cagol, Betassa... Alibrandi... O il buon Salvatore Giuliano?...
E tanti... Tanti altri... (amaro) Bella prospettiva!... Grazie davvero del pensiero.
Pausa
Mi scrutate come grandi felini! Lo so! (secco) Ma è no!... Caparbiamente no!...
(b.p.) Chi sarete mai!?... (alza la voce, lapidario) Io sono Gualtiero Inzerillo
e vado avanti così... (definitivo) Risolto-il mio-aneurisma.
SI FA FORTE FOSCHIA COME MATTINA D'INVERNO.
LUNGO SILENZIO. I TRE SI SCAMBIANO OCCHIATE.
GUALTIERO E' SCOMPARSO DALLA SCENA
MEDICO: (pront. Preoccupato, piagnucolante) Ma Professore!... Uno così?!... Ribadisco.
Il Sistema Sanitario è già in deficit.
PROFESSORE: Notte mio provvidenziale imbecille.
IL MEDICO VOLTA LE SPALLE AL PUBBLICO. ESCE VELOCE SUL FONDO
PROFESSORE: (All’Anestesista, teso) Il cuore?
ANESTESISTA: (fissa il Professore, sorride maliziosa) Tranquillo... Alto. Alto rischio!
(c.s. Allarga le braccia, euforica) ASA III... (astiosa e raggiante) anche IV.
VOLTA ANCHE LEI LE SPALLE AL PUBBLICO. SI AVVIA REPENTINA SUL FONDO
BREVE PAUSA
PROFESSORE: (Rilassato) Molto bene!... Grazie mille mia cara.
(In faccia al pubblico allarga le braccia, desolato ma avvertibile
un certo minaccioso sarcasmo)
Nelle mani di Dio... Decisamente!... A domani signori.
Accenna ad un inchino
BUIO
RISCHIARA UNA LUCE SCARSA E NEBBIOSA
SI PERCEPISCE PROGRESSIVAMENTE SUL FONDO UNA CRUDA PARETE DI LOCULI VUOTI.
È SCOMPARSA LA VEGETAZIONE TIPICA DEL CIMITERO.
SOFFIA UN VENTO LUGUBRE.
TELA