La libreria virtuale

Consulta il nostro archivio on line di testi teatrali: quasi duemila opere di centinaia di autori contemporanei. Leggi liberamente tutti i copioni che desideri, fai una ricerca per autore, titolo, numero di personaggi, genere, durata a seconda delle tue esigenze. Leggi le sinossi e il testo completo, contatta l'autore.

I drammi segnalati

L'archivio completo dei testi teatrali pubblicati e recensiti nella rubrica "Il dramma del mese" dal 2000 al 2025. Centocinquantotto drammaturgie tutte da leggere.

Il libro

Aleksandr Tairov: il teatro delle emozioni di Silvana De Vidovich

Chi è veramente e perché scrivere di Aleksandr Tairov, regista ormai quasi dimenticato e per di più russo? In un momento tra l'altro in cui la letteratura russa, ingiustamente, usufruisce di ben poche ribalte. È la prima delle tante domande che si pone e ci pone

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Drammaturgia contemporanea in scena

  • Lus

    Chi è veramente Bélda, la protagonista di questo spettacolo, strega o guaritrice ovvero capro espiatorio che assume su di sé il dolore e il peccato del mondo, persa nel tempo e nello spazio delle campagne romagnole e della lingua, dura e metallica come le zolle rivoltate, che le attraversa e feconda?

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  • D'oro

    In una sorta di creativo ribaltamento del rapporto che in Teatro, e non solo quello di prosa, intercorre tra testo e musica, in D'ORO, lo spettacolo per le musiche di Gianluca Misiti e la parola di Roberto Latini proposto al Festival Opera Prima di Rovigo,

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  • Le tre cicoriane

    Dario De Luca, ha presentato a Primavera dei Teatri 2026, il terzo episodio della sua trilogia dedicata alla favola calabrese: dopo “Re Pippuzzu fattu a manu” e “I quattro desideri di Santu Martinu”, è arrivato il momento de “Le tre cicoriane”,

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  • Ragazza blu

    Mi piace immaginare, e con me penso tante altre persone, “SUQ”, evento e Festival teatrale in esso incastonato, come una nave corsara che, guidata dalla sua capitana Carla Peirolero e con la sua variegata 'ciurma' di minoranze, geografiche o etniche,

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  • Si son fatte le due

    Questa drammaturgia, di e con Chiara Fenizi e Julieta Marocco, è un bell'esempio di teatro comico al femminile (in qualche modo io credo le attrici/autrici avessero in mente come modello le interpretazioni ad esempio di Franca Valeri e Bice Valori

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  • KR70M16 – Naufrago senza nome

    Nello spettacolo KR70M16, Saverio La Ruina, in questo caso drammaturgo, regista e interprete, intreccia tre motivi di enorme gravità e fortissimo impatto: il fenomeno epocale delle migrazioni dal sud al nord del mondo

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  • Sutta scupa

    Sutta scupa, lo spettacolo che Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano hanno ripensato, riallestito, diretto e interpretato affinché, a vent’anni dal suo fortunato debutto (allora la regia era di Fabrizio Ferracane), debuttasse, il 28 maggio in prima nazionale,

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  • Senza Hitler

    Tutto è incentrato su una folle, affascinante, ipotesi: cosa sarebbe successo se, nel 1907, il giovane Adolf Hitler fosse stato ammesso all’Accademia delle Belle Arti invece di, come avvenne nella realtà, essere respinto alle selezioni? Cosa sarebbe diventato l’aspirante pittore

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Articoli e interviste

  • Overtourism – un percorso di alta formazione per under 35

    Un percorso di alta formazione teatrale destinato a under 35 promosso da Pergine Festival in collaborazione con Estate Teatrale Veronese e con il sostegno del Ministero della Cultura e di Siae nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

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  • Il giardino delle Esperidi festival 2026

    È un 'nessun luogo' che per questo raccoglie e suggerisce infiniti luoghi, tra boschi, ville e sentieri sullo sfondo del lago manzoniano. Per arrivarvi, l'hanno infine chiamato Campsirago, si sale dalla pianura del consueto, annebbiata dai luoghi comuni del fare (e guadagnare, anche in Teatro)

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  • Campania Teatro Festival 2026 - 6

    Ritorna la Spagna in scena e caratterizza il Campania Teatro Festival 2026 con una produzione Barco Pirata e Teatro de la Abadìa, attraverso cui l’attrice, regista e ideatrice di CASTING LEAR, ossia Andrea Jiménez, coinvolge il pubblico del Festival

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  • Fuori formato festival 2026

    Torna con la sua undicesima edizione, dal 30 giugno al 3 luglio, “FUORI FORMATO”, il Festival Internazionale dedicato alla sperimentazione dei nuovi linguaggi e delle forme espressive della danza contemporanea. promosso dal Comune di Genova e affidato, come di consueto,

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Esteticamente parafrasando, e forse fecondamente ribaltando, la visione complessa di Walter Benjamin, questo spettacolo ci porta a pensare che forse la maniera migliore e più profonda per affrontare la poesia sta nel suo essere 'tradotta' (nei molti

significati, linguistici, letterari, ma anche fisici e geografici che questo termine porta con sé), quasi che questo 'transito' essenziale sia la chiave per indagare il mistero che la parola lirica custodisce, e che per essere svelato e rivelato in fondo non possa che, quella parola, essere 'tradita'.
È infatti, “Le Nuvole sopra Ferrara”, uno spettacolo che rappresenta un viaggio di trasformazione, che qualcuno ha per questo definito dantesco, un viaggio inevitabilmente 'lungo', se vuole essere creativo giungendo alla sua meta sconosciuta, e che appunto ci porta questo “barbaro in giardino” (è il titolo della raccolta inedita da cui si genera la drammaturgia) a partire da una 'Nonna', una nonna armena narratrice in fuga, alta ed elegante ma soprattutto semplicemente buona, una 'cristiana' come il poeta non ha mai in altri conosciuto.
Una sorta di piccolo”Grand Tour” fuori tempo (siamo alla fine degli anni '50 del novecento) da parte di un intelletuale e scrittore polacco, che in patria è isolato anche per motivi politici, e che finalmente ha modo di venire in Italia e incontrare la grande pittura e la grande architettura prima, durante e dopo il Rinascimento (che è nostro ma anche di tutti).
Ma poiché la poesia è in sé emozione sentimentale, che dunque accade senza poter essere fino in fondo raccontata, di altro dobbiamo parlare, e questo spettacolo lo fa, incominciando dal profondo legame culturale, storico e anche caldamente affettivo che lega Italia e Polonia, forse soprattutto la Polonia all'Italia, piuttosto che l'Italia, sempre 'distratta', alla Polonia.
Così la drammaturgia incastona le emozioni in questa narrazione appena accennata ma storicamente data, vista con gli occhi dell'uomo prima che dello scrittore.
Ma non solo, anche linguisticamente la efficace regia di Sergio Maifredi  parla d'altro costruendo la drammaturgia nei movimenti scenici (entrate e uscite, luce e buio) che accompagnano le parole dette, facendo qualcosa che è più ed è diverso da una lettura grazie al dialogo che costruisce tra l'attore (un bravissimo Giuseppe Cederna dalla dizione e dalla mimica così empatica e spontanea da rifuggere ogni retorica) e il personaggio (il poeta polacco Zbigniew Herbert di cui ricorre il centenario della nascita), una distanza dovuta e necessaria ma continuamente attraversata come un confine osmotico, e tra le parole e la musica.
Soprattutto la musica, composta per l'occasione da uno spesso commovente e coinvolgente compositore esecutore di grande qualità Michele Sganga, non è utilizzata come semplice accompagnamento o colonna di sfondo, bensì è un incalzare continuo di domande e suggestioni che cercano risposta, spesso trovandola o anche solo suggerendola, nelle parole del poeta.
Nasce così uno spettacolo in cui il dialogo è un modo per uscire dalla solitudine del monologo, per gettare nel mondo un seme di lievito anche se la mano resta sconosciuta. Uno spettacolo nella concretezza della sua complessità che trascina e coinvolge quasi che noi stessi ci mettessimo in viaggio senza bagagli.
In questo contesto anche gli inevitabili riferimenti storici e perché no politici che ne sono scenario, si trasfigurano assumendo valori universali che prescindono dalla storia senza farne assolutamente a meno.
Nell'ambito del trentesimo Festival della Poesia di Genova “Parole Spalancate” (segue la dedica al premio Nobel Wisława Szymborska nel 2023 e prosegue nel 2025 con “La mia Europa” di Czesław Miłosz, altro poeta polacco Premio Nobel per la Letteratura), un festival che, grazie al suo 'inventore' Claudio Pozzani, pervicacemente e felicemente ripropone uno sguardo 'diverso' su un fare artistico, il fare poesia, di cui ben poco si 'questiona', nel senso di approfondire oltre la superficie, in questo nostro, molto prosaico, oggi.
L'8 giugno, alla presenza della Presidente della Fondazione Herbert di Varsavia che ha porto un breve indirizzo di saluto, nella magnifica “Sala del Maggior Consiglio” del Palazzo Ducale della città, piuttosto piena di un pubblico man mano sempre più interessato e coinvolto fino agli applausi, caldi e numerosi, che hanno chiosato lo spettacolo. In prima nazionale.
LE NUVOLE SOPRA FERRARA La poesia e il viaggio in Italia di ZBIGNIEW HERBERT, regia SERGIO MAIFREDI. Con GIUSEPPE CEDERNA. Musiche scritte ed eseguite al pianoforte da MICHELE SGANGA. Drammaturgia GIUSEPPE CEDERNA e SERGIO MAIFREDI. Consulenza e collaborazione ai testi ANDREA CECCHERELLI. Produzione Teatro Pubblico Ligure. Coproduzione Istituto Adam Mickiewicz di Varsavia. Con il patrocinio del Consolato Generale di Polonia in Milano. In collaborazione con Fondazione Zbigniew Herbert di Varsavia, Istituto Polacco Roma

Foto Max Valle

Drammaturghi

  • Su di me di Giuseppe Manfridi

    14 novembre 2023. Una data che vale la pena di annotare. Non ho mai scritto di me prima d’ora per raccontarmi. Per commentarmi sì, è di certo accaduto, ma non per raccontarmi. Possibile? Più ci penso e più debbo confermarmi nella

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  • La composizione drammatica di Giuseppe Liotta

    A che punto sono arrivato, oggi 16 settembre 2022, nel mio lavoro di “drammaturgo”? In questo momento devo decidere se iniziare a scrivere un nuovo testo partendo da due eroi dell’Iliade la cui relazione mi inquieta già da un anno e non vede l’ora

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  • Speranza, rimozione e memoria di Franca De Angelis

    Si è sempre grati a chi ci chiede di fermarci qualche attimo a pensare a ciò che si fa, al perché lo si fa. Ringrazio quindi di cuore Marcello Isidori che mi ha chiesto questa breve autopresentazione; per quanto sappia di non avere una scrittura

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  • Più o meno, è andata così di Francesca Garolla

    La mia biografia, come tutte le biografie, sottolinea i successi ed elude del tutto ciò di cui non ho chiarezza. Quale è stato il momento esatto in cui ho fatto incontrare scrittura e teatro? Non lo so, e forse è per questo che non riesco a dirmi

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Racconti e favole teatrali di Giorgio Taffon

  • Stravaganti idee di uno scrittore-drammaturgo 4

    Elia, Vito e Lucia s’incontrano di nuovo per concludere la “lettura” del testo buttato giù da Elia, ispirato all’atto unico pirandelliano: “L’uomo dal fiore in bocca”. Questa volta si trovano in una saletta attigua al piccolo teatro, nel quartiere Appio Latino

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  • Stravaganti idee di uno scrittore-drammaturgo 3

    I tre compagni artisti, che i lettori interessati ormai conoscono, e cioè Elia, Vito e Lucia, si ritrovano di nuovo presso la solita sala da tè a due passi da piazza di Spagna. Esauriti i classici preamboli di cortesia Elia con decisione si rivolge a Vito:

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Osservatorio teatro di Giorgio Taffon

  • Circa la definizione di “Teatro d’Arte”

    Riprendo dal mio ultimo intervento della rubrica, “In cerca di teatro a Roma?”, l’opinione di Elio  De Capitani, il quale da anni sostiene a ragione che ciò che manca in gran parte del nostro sistema teatrale è un vero e proprio “Teatro d’Arte”, che sia in

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  • In cerca di teatro a Roma?

    Ritengo che rientri appieno nello spirito di questa rubrica rifarsi a quanto recentemente il regista Elio De Capitani, del milanese Teatro dell’Elfo, ha detto all’intervistatrice Federica Manzitti, sul <<Corriere della Sera>> di sabato 8 marzo:

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Drammaturgie del Teatro di figure di Alfonso Cipolla

  • Travagghiarisi ‘i sirati “Lavorarsi le serate”: sceneggiatura e recitazione nell’Opira catanese di Alessandro Napoli

    Alessandro Napoli, stimato saggista di raffinata cultura, rappresenta una figura di rilievo all’interno della storica famiglia Napoli, tra le più importanti dinastie dell’Opera dei Pupi di scuola catanese, attiva senza interruzioni dal 1921. In seno alla compagnia familiare,

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  • La grammatica dei burattini di Stefano Giunchi

    Verrebbe da chiedersi che cosa sarebbe oggi il teatro di figura in Italia senza la presenza “storica” di Stefano Giunchi, senza il suo paziente e tenace adoperarsi nel consolidare i presupposti di una vera rifondazione. Già la scelta stessa del termine teatro di figura

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