Due palchi, due visioni, due commistioni. I protagonisti de I promessi sposi alla prova vengono catapultati nell’oggi milanese. Giovanni Testori, famoso critico d’arte, pubblica negli anni ’80 un testo teatrale in cui i promessi sposi manzoniani vengono smembrati. Il duplice palco, a due altezze differenti, introduce anche visivamente il concetto meta-teatrale che si evince già dal titolo
La tendenza moderna di portare le prove in scena facendone un vero e proprio spettacolo emerge anche in questo testo, in scena al teatro Mercadante di Napoli dal 12 al 23 gennaio, con la regia di Federico Tiezzi. Il maestro-regista- Don Abbondio- Fra Cristoforo- Innominato, tutti interpretati da Sandro Lombardi, ricorda sicuramente il regista pirandelliano de I sei personaggi in cerca d’autore, così come tutta la costruzione scenica. E non solo. Il debutto autunnale del Lear di Albertazzi mescolava prove e verità shakespeariane in uno spettacolo intenso, con tavolo scarno al centro che ritroviamo anche sulla scena del Mercadante. Ma nello spettacolo manzoniano di gennaio l’intensità a volte si perde. Volutamente scissi, i personaggi alternano interpretazione e prova, saltando dalle battute lette e studiate alla recitazione vera e propria, ma sembrano non amalgamarsi del tutto nell’animo degli attori. Nulla da recriminare a quest’ultimi, che danno un’ ottima prova della loro faticosa performance scenica, tutti indistintamente, da Iaia Forte, la monaca di Monza, a Francesco Colella, che nei panni di Renzo gioca con la sua febbre e la sua raucedine reale, pregando il maestro di non farlo sforzare ulteriormente. Pestilenza, malattia reale o malattia della società? Gli elementi, i valori, i temi manzoniani vengono rispettati ma mostrati su un palco circense, come denota il tendone rosso sul secondo palco rialzato, e presentati da un maestro-regista-narratore che sembra dire “venghino signori, vengino!”. Sicuramente volute, l’apparenza e l’ipocrisia da avanspettacolo in cui viviamo oggi vengono mostrate come infernali nemiche dei puri e casti valori manzoniani. Il tocco di ironia e a volte di sconvolgente scurrilità, che avrebbero fatto comicamente inorridire il severo Manzoni, permette al pubblico di sciogliersi in qualche risata che smorza la lunghezza dello spettacolo, ovviamente inevitabile. Colpisce la scena del commovente addio al paese natio, che trasforma le toccanti pagine manzoniane in un’immagine di rimembranza pittorica: “La zattera della Medusa” di Géricault. Azzardiamo questa visione, forse dettata dalla deformazione professionale dell’autore Testori, o forse voluta dal regista, o forse solo immaginata da noi, ma sta di fatto che Agnese, Lucia, Renzo e conducente della barca si posizionano sul tavolo al centro della scena, ricreando la bellezza delle parole manzoniane. E il rumore della barchetta che fende l’acqua non è registrato: basta un secchio pieno d’acqua in cui muove la mano Agnese a darci la dolcezza. Anche l’incontro tanto sospirato tra Renzo e Lucia al Lazzaretto, emoziona tantissimo: “sei tu, sei tu, sei tu…” esclama l’attore che sembra commosso davvero nel rivedere Lucia. La lettura conservatrice del testo manzoniano rimane quella più diffusa tra il pubblico meno giovane ma anche da chi continua a leggerlo a scuola o nei suoi studi post scolastici o privati. Questa mentalità, ahimè, non ci permette di cogliere al meglio la volontà innovativa del Testori o ci limita. Di certo l’impressione primaria che dà questo spettacolo è di un’ enorme satira nei confronti del testo manzoniano, quando invece l’accusa è rivolta alla nostra contemporanea società. Mettiamola e mettiamoci allora “alla prova”, come vorrebbe lo stesso Testori.
Visto il 14 gennaio 2011 teatro Mercadante Napoli
I promessi sposi alla prova
di Giovanni Testori
drammaturgia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
regia Federico Tiezzi
con Francesco Colella, Marion D’Amburgo, Iaia Forte,Sandro Lombardi, Alessandro Schiavo, Caterina Simonelli, Massimo Verdastro, Debora Zuin
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanna Buzzi
luci Gianni Pollini
una produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Teatro Stabile di Torino, Compagnia Sandro Lombardi
