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Una full immersion nella fantasia, nella poesia, nella letteratura di classe, nell’immaginazione per respirare un po’ di aria pura tra tanto smog di ipocrisia, di cattiverie e di dilagante mediocrità culturale e di linguaggio. Assistere allo spettacolo “OceanoMare”, tratto dal libro omonimo di Alessandro Baricco, nella convincente riduzione drammaturgica di Giuseppe Ferlito e con l’abile regia di Franco Giorgio, per la produzione del Centro Teatro Studi, vuol dire ritrovarsi in una dimensione magica, surreale. Vuol dire entrare nelle pagine del libro ed attraverso le parole, i gesti, le emozioni regalate dai due interpreti in scena, vivere la storia narrata, respirare le speranze, i sogni, i desideri dei personaggi evocati.  In una ambientazione particolare tra vento e rumore del mare, tra sabbia e suggestioni profonde, lo spettacolo accompagna il pubblico in una spiaggia dai poteri taumaturgici, miracolosa, che infonde coraggio per individuare la propria strada e assecondare i propri desideri. La produzione, il regista hanno scelto nell’ambientazione della pièce di far rivivere la locanda Almayer, un posto magico, insolito, una sorta di locanda sulla riva del mare, un luogo-non luogo quasi al di fuori del tempo, dove si

ritrovano personaggi che hanno una loro “missione” da svolgere proprio in quel luogo. Donne, uomini, provenienti da mondi e paesi lontani, con la segreta speranza di ritrovarsi con se stessi e con gli altri.
Anche nella riduzione drammaturgica di Giuseppe Ferlito, Alessandro Baricco usa il mare come metafora esistenziale e narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici. Lo spettacolo, così come il libro di Baricco non ha una trama lineare, definita e sulla scena, attraverso la voce dei convincenti ed appassionati Giuseppe Ferlito e Maria Rita Sgarlato, si materializzano personaggi e storie molto diverse tra loro, accomunate dalla ricerca di se stessi ed inizialmente espressa con paure, aspirazioni, pene da espiare, vendette e sensi di colpa.
L’ambientazione è surreale, magica ed i veri protagonisti della storia sono la locanda Almayer, con la sua spiaggia a due passi dal mare ed il mare, l’oceano. Nello spettacolo e nella storia ritroviamo diversi personaggi: c’è Elisewin, aristocratica ragazza ipersensibile che spera di guarire da una malattia che la rende “troppo fragile per vivere, ma troppo viva per morire”; c’è l’ambizioso pittore Plasson che dipinge i suoi quadri esclusivamente con l’acqua salata, passando intere giornate sulla riva, con il pennello in mano, alla ricerca degli occhi del mare, ovvero le navi; c’è il Professor Bartleboom, ideatore di un’enciclopedia sui limiti, volenteroso di studiare i confini del mare per arricchire la sua opera ed inoltre è autore di lettere d’amore in cui descrive le sue giornate, per poi racchiuderle in un cofanetto di mogano da consegnare alla donna che, un giorno, conquisterà il suo cuore; c’è Madame Deviera, fedifraga mandata alla locanda dal marito, affinché “guarisca” dall’adulterio e infine c’è Adams, lo sconosciuto che “ha gli occhi di un animale in caccia”, un superstite del naufragio del’Allance, dal quale si salvarono, su una zattera degli orrori, solo quindici uomini.
Lo spettacolo “OceanoMare” è stato proposto lo scorso 16 luglio al Palazzo della Cultura di Catania, all’interno del cartellone “Catania Summer Fest 2022”, suscitando l’interesse, la curiosità degli spettatori che per l’intera durata della pièce (circa novanta minuti) hanno vissuto ed ascoltato l’intreccio magico e le avventure dei personaggi della storia, tributando poi alla fine i meritati applausi alla messa in scena, alla lineare regia di Franco Giorgio ed ai due raffinati interpreti, Giuseppe Ferlito e Maria Rita Sgarlato, supportati, cullati, dalle dolci e suadenti musiche di Ezio Bosso, con il surreale impianto scenografico di Giuseppe Busacca e Franco Giorgio, i costumi di Marisa Fossati e Daniela Antoci e il gioco luci di Giorgio Baglieri. Un lavoro di squadra ottimamente riuscito per uno spettacolo che crea suggestioni, invita alla riflessione sul nostro cammino, sulla vita, sui desideri, sui mille luoghi dove perdersi o incontrarsi di nuovo.
“Poi non è che la vita vada come tu te la immagini – scrive Baricco - Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così…io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile”.

“OceanoMare”
di Alessandro Baricco
Progetto drammaturgico di Giuseppe Ferlito
Regia di Franco Giorgio
Con Giuseppe Ferlito e Maria Rita Sgarlato
Musiche di Ezio Bosso
Costumi di Marisa Fossati e Daniela Antoci
Scenografia di Giuseppe Busacca e Franco Giorgio
Luci e fonica Giorgio Baglieri
Produzione. Centro Teatro Studi
Cortile Platamone di Catania - Rassegna Catania Summer Fest -16 luglio 2022