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A Napoli, o in una qualunque città del sud, un incontro tra due destini simili ma opposti. Raccontiamo lo spettacolo “Incontro” del “Collettivo lunAzione” e per la regia di Eduardo Di Pietro che si è visto a Castrovillari il 30 maggio scorso nel contesto di

Primavera dei Teatri XXV. Una donna (Federica Carrubba Toscano) parla in una scuola: testimonia la sua condizione di vittima di un fatto spaventoso di violenza urbana: è ferita, è lacerata, racconta accorata e dignitosa la sua esperienza di sorella privata del fratello, totalmente ignaro e innocente, per la violenza inaudita e tremenda di un proiettile vagante. «Mio fratello è stato “attinto” da tre colpi di pistola. Il terzo mortale» così ricorda e sintetizza la donna col freddo e involuto linguaggio della polizia. Le si scaglia contro con foga scomposta, greve volgarità e violenza verbale, disturbandone sguaiatamente l’intervento, un ragazzotto (Lorenzo Izzo) che ha subito la stessa sorte ma probabilmente – e lui lo sa bene anche se omertosamente nega - suo fratello non era innocente e apparteneva allo stesso ambiente di coloro che gli avevano sparato. Un camorrista di seconda, terza o quarta fila, ucciso per chi sa quale miserabile faida o interesse. Un camorrista coi soldi però, uno riuscito, col macchinone importante e i vestiti griffati e certo no, non era un proiettile anonimo e vagante quello che l’ha ucciso. Un incontro fortuito, casuale, destinato a chiudersi immediatamente, senza alcuna speranza di proseguire costruttivamente, eppure - siccome è veramente impossibile che l’umanità proceda per strade banalmente prevedibili – tra i due si scopre la possibilità reale, per quanto ardua, che nasca qualcosa di simile a una amicizia (si rincorrono gioco e durezza, leggerezza e scontro, simpatia, empatia e antipatia, senso di protezione e rifiuto, attrazione d’intelligenze e gretta ignoranza, alienazione, mistero, curiosità, affettività). Continuano a incontrarsi i due, a vedersi anche in altri luoghi, e la donna si prende cura della disastrosa situazione scolastica del ragazzo. In che cosa consiste la difficoltà di quest’incontro? Nel fatto che le mentalità incarnate da queste due persone non possono mettersi in dialogo e anzi, siccome una delle due è esattamente la negazione dell’altra e di qualsiasi forma di umanità e di cultura, non c’è dubbio che si tratta di una relazione destinata a chiudersi, guastarsi, finire male. Al di là di alcuni nodi o segmenti che non convincono del tutto (ad esempio, la parte che riguarda il rapporto con i professori della scuola appare un po’ semplificata e poco meditata), la qualità teatrale migliore di questo lavoro sta nell’intensità feroce della prova attorale dei protagonisti: non si risparmiano emotivamente, intellettualmente, fisicamente. A un certo punto la donna assume movenze, aggressività, durezza, linguaggio di lui: una scena terribile e straordinaria. Ma non è uno sforzo sterile o di pura calligrafia teatrale: offre e pretende autenticità, strattona il pubblico, chiede di guardare e non girarsi altrove, impone coraggio e attenzione politica e, dentro l’attenzione politica, chiede riguardo e pietas perché di morti ammazzati si sta parlando, di gente che vive sotto il sudicio tallone della sottocultura mafiosa e della violenza che ne deriva.

Castrovillari, Festival Primavera dei Teatro 2025. 30 maggio 2025, Teatro San Girolamo. Incontro (Prima nazionale). Progetto e regia: Eduardo Di Pietro, con Federica Carruba Toscano e Lorenzo Izzo. Aiuto regia: Renato Bisogni. Costumi e scene: Barbara Veloce.  Sound design: Tommy Grieco. Light design: Andrea Iacopino. Produzione: Collettivo lunAzione. Coproduzione: Teatro della Caduta. Residenza artistica Concentrica presso Spazio MalaErba, Anomalia Teatro.

Foto Angelo Maggio