STN-Studio Novecento, in una co-produzione internazionale, porta in scena una rivisitazione potente e onirica della Medea di Euripide. Il testo di Marco Pernich, con linguaggio postmoderno, proietta lo spettatore in un'atmosfera notturna e quasi
surreale, sostenuta da un coro eccezionale e dalle intense interpretazioni degli attori. La produzione brilla anche grazie all'abilità interpretativa di Stefania Lo Russo, che incarna una Medea complessa e sfaccettata. La sua Medea è una figura in cui convivono la seduttrice e la donna tormentata dalla sua scelta, rendendola "una e molte". Questa duplice natura è il cuore del mito, esplorando gli estremi delle emozioni umane: amore, passione, rabbia e dolore. Le azioni di Medea ci interrogano sui limiti della vendetta e sulle conseguenze del lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Il dramma interiore della protagonista, divisa tra passione e dovere, tra le gioie dell’alba e i pensieri del buio, è magnificamente evidenziato dal coro di donne, che funge da specchio delle mille sfumature del suo animo. La regia di Silva Krivichkiene attraverso movimenti ritmici e mutamenti espressivi, riesce a mettere in luce le diverse sfumature dei personaggi e il divario tra i protagonisti. Il coro, composto da attrici italiane e lituane, enfatizza in modo brillante il divario linguistico e culturale del progetto "Medeja/Medea", trasformandosi nella voce collettiva dei pensieri della protagonista. In uno scenario senza tempo e senza spazio, Giasone attende, ignaro del suo destino, fino all'arrivo di Tiresia, il veggente-profeta. In questo stesso "non-luogo" e "non-tempo" appare anche Medea, prigioniera dell'istante che precede il tragico assassinio dei suoi figli. Entrambi i personaggi si confrontano con il loro passato, con le versioni più giovani di sé stessi: Giasone con il giovane avventuriero innamorato, Medea con la ragazza sacerdotessa fuggita con lui. Il confronto tra Medea e Giasone, tuttavia, fallisce miseramente. Nessuno dei due riesce a perdonare se stesso e, di conseguenza, l'altro, rendendo impossibile ogni riconciliazione. Un nuovo personaggio emerge, rivendicando il ruolo di unica vera vittima: Creusa, figlia del re di Corinto e promessa sposa di Giasone, tragicamente uccisa da Medea. In un confronto drammatico, Medea e Creusa riescono a trovare una sorprendente riconciliazione. Nonostante i tentativi di Tiresia di agire come un deus ex-machina, il suo compito fallisce. Con grande abilità scenica, in uno spazio essenziale, i personaggi si alternano, rievocando i loro errori nelle diverse età della vita. Quando le ferite sono troppo profonde la tragedia si rivela inevitabile, la riconciliazione è impossibile. Prevale solo il buio e nel buio tutto tace. Solo una domanda resta, per chi ancora sa ascoltare: avete mai riflettuto su come la mancanza di perdonarsi impedisca la riconciliazione con gli altri?
Con Stefania Lo Russo, Ailin Tracchia, Bianca Cerro, Povilas Krivickas, Tomas Kumpiniauskas, Olegas Paliulis, Rasa Kareivienė, Lina Kazlauskienė, Greta Antulytė, Aksenija Belova,Ieva Zubaitytė,Meda Kačergytė, Giacomo Piseri.
Scene: Antonello Ruggeri. Direttrice di produzione: Bianca del Basso. Tecnico: Andrea Pella
Foto Giulia Berruti
