Il Campania Teatro Festival 2025 si conclude anche quest’anno e tra gli ultimi spettacoli in programma, nella sezione di luglio, ritroviamo due importanti nomi della scena italiana: Elena Bucci e Marco Sgrosso. Da sempre legati al nome della compagnia
“Le belle bandiere”, da loro fondata nel 1993, questi straordinari attori e autori presentano in scena l’11 luglio, presso il Teatro Nuovo di Napoli, DUE, spettacolo che potremmo definire un saggio scenico sulla recitazione, sul dialogo, sul rapporto di coppia. Una continua trasfigurazione tra passato e presente, tra realtà e immaginazione, tra scena e quotidianità, attraverso una costante dualità che è elemento cardine di questo lungo dialogo/monologo, attraverso cui queste due figure si sovrappongono e si distaccano continuamente. Questo spettacolo è fatto di parole, tantissime e fortemente poetiche, e di gesti fluttuanti ed eleganti che accompagnano gli spettatori. È evidente una fortissima simbiosi e osmosi tra i due attori, frutto di esperienza e di lavoro costante, modello di un teatro concreto, colto, una vera e propria lezione per i più giovani. Uno spettacolo, dunque, di altissimo livello, meno plateale e più intimo, profondo e storico allo stesso tempo, all’interno del quale ritroviamo numerosissime citazioni. Un’isola, l’acqua che la circonda, due persone sopravvissute, moderni Adamo ed Eva del teatro, che cercano di raccontare la fatica, l’entusiasmo, la passione, gli anni della rivoluzione artistica, che provano a sopravvivere, mentre la luna si specchia sull’acqua il cui livello continua ad alzarsi. Saranno sommersi? Saranno annientati? Combattono costantemente questa inquietudine con i piedi saldi per terra, gli sgabelletti sulle spalle, il corpo, mezzo di scena fondamentale. Si comincia un’avventura in due, si procede in due, si sottolinea la costanza nel lavoro in coppia, si raccontano gli incontri, le evoluzioni, la formazione, si afferma, quasi ironicamente, che questa coppia non è tale negli affetti, ma è legata solo professionalmente. In verità la fusione tra questi due artisti è così profonda che lo spettatore forse non è interessato a quest’ultima informazione, ma rimane affascinato dal mondo mistico e poetico, dall’atmosfera elevatissima che questo spettacolo crea all’interno del teatro. Questo racconto è costantemente e inevitabilmente binomiale, alterna non solo realtà e immaginazione, passato e presente, ma si sofferma a lungo anche su celebri momenti teatrali, su dialoghi shakespeariani, su riferimenti pirandelliani, sulla formazione con Leo De Bernardinis, sulle grandi sperimentazioni teatrali, sulle grandi coppie di personaggi che hanno caratterizzato la storia del teatro universale. In particolare appare di grande suggestione il riferimento ad uno dei testi più belli, moderni e intensi del Seicento teatrale europeo, a metà tra letteratura e drammaturgia. Parliamo del capolavoro di Pedro Calderón de la Barca, “La vita è sogno”, evidenziando in particolare il concetto di dialogo, inserito all’interno di una vita considerata effimera e labile. Ritorna il sogno shakespeariano, ritornano i riferimenti alla filosofia e alla letteratura, spingendo il nostro pensiero fino ai dialoghi leopardiani delle modernissime “Operette morali”. Come nella poetica di Leopardi, anche in questo spettacolo compare la luna, personaggio che dialoga silenziosamente con i due protagonisti, secolare interlocutrice con l’umanità. La voce diventa assoluta protagonista, sostenuta da movimenti leggeri, da corpi flessibili, da una vera solidità scenica. Questo spettacolo è un laboratorio teatrale full immersion, concentrato in un’ora e quindici minuti. I lunghissimi applausi rivolti ai due attori dimostrano come il pubblico eterogeneo che caratterizza in genere un Festival, composto anche da numerosi attori o da spettatori occasionali, abbia colto profondamente il messaggio. Certamente l’esperienza attoriale e la solida formazione dei due attori hanno contribuito a costruire un prodotto scenico di altissimo livello, unico nel suo genere perché contiene e manifesta con eleganza e determinazione la cifra stilistica di questa coppia.
DUE
CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2025
TEATRO NUOVO NAPOLI
11 LUGLIO 2025
DA UN’IDEA DI ELENA BUCCI
DRAMMATURGIA, REGIA E INTERPRETAZIONE ELENA BUCCI E MARCO SGROSSO
DISEGNO LUCI LOREDANA ODDONE
DRAMMATURGIA SONORA E CURA DEL SUONO RAFFAELE BASSETTI / FRANCO NADDEI
COSTUMI NOMADEA
COLLABORAZIONE AL PROGETTO NICOLETTA FABBRI
ASSISTENTE VALERIO PIETROVITA
PRODUZIONE LE BELLE BANDIERE
CON IL SOSTEGNO DI REGIONE EMILIA ROMAGNA E COMUNE DI RUSSI
Foto Salvatore Pastore
