STAGIONE TPE 2025/26: MOSTRI
Il TPE Teatro Astra svela il triennio 2025-2028:
PERSONE, un viaggio nell'identità e nelle sue trasformazioni.
Di fronte a un'epoca in cui le certezze vacillano e la realtà ci costringe a
riflettere su chi siamo, il direttore Andrea De Rosa ha scelto per il
triennio di esplorare le sfaccettature più intime e complesse del
concetto di identità, attraverso tre stagioni tematiche:
MOSTRI, GUERRA, AMORE.
La Fondazione TPE chiude la Stagione 2024/25 con ottimi risultati in
termini di affluenza e presenza sul territorio. Crescono gli spettatori
under 30 in sala e si moltiplicano le tappe delle produzioni in tournée.
1Stabilità della Fondazione TPE
“La Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa si distingue per l'importanza e la rilevanza
all'interno del panorama culturale italiano e internazionale. Il progetto culturale consolida il TPE
nella dimensione di un teatro regionale, ma posizionandolo anche come un attore chiave nella
scena culturale del paese – ruolo comprovato dalle tantissime recite fuori sede delle produzioni in
tournée. Il suo fondamento istituzionale è robusto, con soci fondatori di rilievo quali la Regione
Piemonte, la Città di Torino e l'Associazione Teatro Europeo e sostenitori multistrato – MiC,
Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRT, Intesa
Sanpaolo – che evidenziano la stabilità della Fondazione. Stabilità che viene confermata anche in
termini numerici, la Stagione 2024/25 ha visto una crescita degli abbonati del 10%. Un dato che
desideriamo sottolineare è l’incremento dei fruitori under 30 che registra un significativo + 19%.
Ciò significa che il TPE non è semplicemente un teatro, ma un bene culturale riconosciuto.” Giulio
Graglia, Presidente.
Triennio e Stagione, i temi
La direzione artistica del TPE Teatro Astra si basa sull'idea che il teatro pubblico debba
confrontarsi in modo urgente con il tempo attuale, riaffermando il suo ruolo di luogo privilegiato
per compiere una esperienza collettiva di conoscenza, attraverso l'incontro tra individui e
generazioni. Il costante aumento delle presenze indica che il pubblico ha apprezzato la forte
proposta tematica che ha guidato la nostra programmazione che, per le tre Stagioni passate, era
incentrata sul rapporto con la verità. L'obiettivo per il prossimo triennio è mantenere lo sguardo
aperto sul mondo e per questo motivo la programmazione sarà completamente incentrata sul
concetto di identità, parola sempre più centrale nel dibattito culturale, sociale e politico.
Attraverso lo sguardo degli artisti coinvolti nel prossimo triennio, ci chiederemo come si
trasformano le PERSONE quando si trovano coinvolte in situazioni straordinarie tanto da
diventare dei MOSTRI (25/26), come si trasformano durante una GUERRA (26/27) e infine
quando sono coinvolte in rapporti d’AMORE (27/28).
Non annunceremo dunque solo i titoli della prossima Stagione, ma anche la linea tematica
intorno alla quale si svilupperà il cartellone dei prossimi tre anni. L’intenzione della direzione è
imprimere una solida componente concettuale che guidi la programmazione e accompagni la
narrazione.
PERSONE
“Sempre più spesso ci troviamo di fronte a forze storiche che mettono in discussione le nostre
certezze, ci trascinano dinanzi a uno specchio di fronte al quale fatichiamo a riconoscere chi siamo.
Per questo motivo ho deciso di mettere al centro della programmazione del nuovo triennio del
TPE Teatro Astra l’idea di identità e delle sue trasformazioni. Per scandire e articolare i temi delle
prossime tre stagioni, mi sono lasciato guidare da altrettante domande che ho posto a me stesso e
agli artisti coinvolti nella programmazione: Che cosa diventano le persone quando si trovano ad
affrontare esperienze estreme, tali da farle diventare dei MOSTRI (Stagione 2025/26)? Che cosa
diventano le persone quando sono coinvolte in una GUERRA (stagione 2026/27)? Che cosa
diventano le persone quando sono coinvolte in un rapporto d’AMORE (stagione 2027/28)?
Il teatro ci permetterà, come sempre, di giocare a indossare una maschera ma il gioco funzionerà
solo se, al calare delle luci in sala, saremo disposti ad ammettere che dietro quella maschera ci
sono PERSONE che potremmo essere noi.” Andrea De Rosa, direttore
Chi sono, dunque, i MOSTRI, protagonisti della prossima stagione?
“Nell’etimologia della parola latina, - prosegue Andrea De Rosa – mònstrum è colui che rivela
qualità, buone o cattive, che oltrepassano i limiti della normalità – uomini e donne che si ritrovano
per natura, per scelta o per necessità, a diventare qualcosa che non rientra nei parametri
prestabiliti: eroi, assassini, geni, squilibrati, artisti, maghi, maniaci... creature straordinarie, ma pur
sempre umane (troppo umane). Il mostro appare all’improvviso nelle nostre vite e le sconvolge
perché altera il fluire quotidiano degli eventi. Ci fa paura ma non lo possiamo ignorare perché ci
costringe a guardare come in uno specchio l’immagine di cosa potremmo diventare e ci pone
davanti a un bivio, tra luce e oscurità.”
Chi sono le Persone che si trasformano in MOSTRI? Dalle leggende più antiche fino ai racconti
della cronaca contemporanea, ogni spettacolo offre una prospettiva unica, trasformando il
palcoscenico in uno specchio delle nostre ombre più profonde.
Chi è il Mostro nel tuo spettacolo? Lo abbiamo domandato alle registe e ai registi, che hanno
risposto dandoci un punto di vista inedito sul proprio lavoro: ci sono mostri inequivocabili come il
leggendario Dracula di Bram Stocker (regia di Andrea De Rosa) e quelli reali, come il Charles
Manson (di Fanny & Alexander), ci sono fatti mostruosi come quelli narrati da Nicola Lagioia in La
città dei vivi (regia di Ivonne Capece) e quelli descritti a Günther Anders dal pilota che sganciò la
3bomba su Hiroshima, in Atomica dei Muta Imago. E poi ci sono Gli angeli dello sterminio di Testori
(regia di Antonio Latella), Antigone (regia di Roberto Latini), Macbeth e Lady Macbeth protagonisti
di Anatomia di un assassinio (un progetto di Chiara Muti in collaborazione con Teatro Regio
Torino), Sesto Tarquinio, l’orrido violentatore di Lucrezia in Shakespeare / Poemetti di Valter
Malosti, Shakespeare stesso per Lucilla Giagnoni in A pelle nuda sul palco, il Cancro, l’animale
mitologico inteso come simbolo di un femminile orgogliosamente mostruoso in iGirl di Marina
Carr (regia di Federica Rosellini). Infine, ci sono le mostruosità della realtà, individuale e collettiva,
contenute nei 26 spettacoli in cartellone: il decadimento (Enrico IV regia di Giorgia Cerruti), la
natura umana (Improvvisamente l’estate scorsa regia di Stefano Cordella), la marginalità
(Bloomsville regia di Valentina Renna), i regimi (LUI di Ashkan Khatibi), la normalità (Pinocchio di
Davide Iodice), i limiti (Biancaneve regia di Andrea Lucchetta), il Mediterraneo (A place of safety
di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi). Perché in fondo... il mostro siamo noi (La tempesta regia di
Alfredo Arias).
Tournée
Dopo una Stagione in tournée che, con le produzioni Edipo re di Andrea De Rosa e Wonder
Woman di Antonio Latella, ha toccato le principali città italiane, la nuova produzione in
circolazione nei teatri sarà Orlando da Virginia Woolf, con Anna Della Rosa, con la regia di Andrea
De Rosa, che partirà da Torino per un’attesissima ripresa. A grande richiesta continuerà a girare
Wonder Woman di Antonio Latella, la cui delicatissima tematica – la cronaca di uno stupro di
gruppo ai danni di una ragazza di Ancona che ha dovuto lottare per ottenere giustizia – ha
riscontrato urgenza di visione e discussione.
Palcoscenico Danza
Si inserisce nel calendario della Stagione TPE la rassegna Palcoscenico Danza, diretta da Paolo
Mohovich, che ha voluto anche quest’anno imprimere la tematica della Stagione nella sua ricerca
artistica. È nata una programmazione ricca di creature mostruose: i due vulcani Fuji e Etna dello
spettacolo di Roberto Zappalà (Brother to Brother, 25 gennaio), le mostruose divinità proposte
dalla Hung Dance-Taiwan (Divine Monsters, 28 febbraio > 1 marzo), l' uomo-cervo cibernetico nel
quale si trasforma il portentoso Elias Aguirre (Aurunca 31 marzo > 1 aprile), il mostro sacro Maria
Callas interpretato da Roberto Tedesco, Adriano Bolognino e Carlo Massari per l'Opus Ballet
(Callas, Callas, Callas, 5 febbraio), le figure umane deformate grazie all’arte libera di Emanuela
Tagliavia (Short Cuts, 24 marzo), le donne insetto create dal trio guidato da Cristiana Casadio (Of
4restless nature al quale si aggiunge Interplay link, 28 > 29 aprile) e un fenomenale Made4you di
Eko Dance Project (Made4you.X, 23 > 23 aprile) giunto alle sua decima edizione.
Festival delle Colline Torinesi
Straordinario è anche il numero dell’edizione del Festival, la trentesima. La gestione e
realizzazione dell’evento dal 2018 fa capo al TPE, ma la sinergia di anno in anno si fa sempre più
concreta. Quest’anno è iGirl di Marina Carr, con la regia di Federica Rosellini, a essere momento di
condivisione artistica. La riapertura del teatro, come ogni anno da quando il Festival si tiene in
autunno, spetta proprio alle Colline che dall’8 ottobre al 3 novembre si snoda tra Astra,
Fondazione Merz, Palazzo degli Istituti Anatomici, Fonderie Limone, Museo del Risorgimento
Italiano, San Pietro in Vincoli e Le Roi Music Hall.
Programma della Stagione TPE 2025/26: MOSTRI
DRACULA
11 > 30 novembre 2025
prima nazionale / produzione TPE
liberamente ispirato al romanzo di Bram Stoker
testo Fabrizio Sinisi
regia Andrea De Rosa
con Michelangelo Dalisi, Marco Divsic, Michele Eburnea,
Chiara Ferrara, Federica Rosellini
luci Pasquale Mari
suono G.U.P. Alcaro
costumi Graziella Pepe
assistente alla regia Marco Corsucci
produzione TPE - Teatro Piemonte Europa
Il mostro è l’essere che a qualsiasi prezzo rifiuta la morte; mostruoso è il desiderio di prolungare la
vita oltre ogni limite.
Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi
Il conte Dracula non è più da tempo solo un personaggio nato dalle leggende popolari e
dalla fantasia di Bram Stoker: vero e proprio mito dell’età moderna, è diventato il simbolo di
un’immortalità vissuta come una condanna. La sua vicenda, elaborata in una nuova versione da
Fabrizio Sinisi, evoca il sogno tutto contemporaneo di un corpo che potrebbe diventare immortale
tramite i progressi della tecnologia. Mentre il Vampiro, eterno e solo, cerca una via di fuga dalla
propria natura, gli altri personaggi lottano per affermare il valore della mortalità. È davvero un
dono vivere per sempre, o è, invece, una maledizione?
ATOMICA
3 > 7 dicembre 2025
produzione TPE
6di Günther Anders
regia Claudia Sorace
drammaturgia e suono Riccardo Fazi
con Alessandro Berti, Gabriele Portoghese
collaborazione alla drammaturgia Gabriele Portoghese
consulenza letteraria Paolo Giordano musiche originali Lorenzo Tomio
disegno scene Paola Villani direzione tecnica e disegno luci Maria Elena Fusacchia
costumi Fiamma Benvignati
si ringrazia l’artista Elisabetta Benassi
per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
produzione INDEX in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures, Emilia Romagna Teatro ERT
/ Teatro Nazionale in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro con il supporto di MAB
Maison des Artistes Bard, ATCL / Spazio Rossellini. Compagnia finanziata dal MiC – Ministero della
Cultura
Il mostro è un prodotto della nostra fantasia che diventa reale, e nel diventare reale si manifesta
come una forza scatenata e senza limiti, che non conosce confini.
Riccardo Fazi e Claudia Sorace
La mattina del 6 agosto del 1945, Claude Eatherly, giovane pilota texano, dà l’ok definitivo per lo
sgancio della bomba atomica su Hiroshima. Sarà l’unico della missione a sentire il peso di questa
colpa. Nel 1959 il filosofo tedesco Günther Anders gli scrive una lettera. I due avviano un
epistolario che ha la forma di un’unica grande interrogazione: che ne è di noi, ora che siamo in
grado di distruggere il mondo al quale apparteniamo?
LA CITTÀ DEI VIVI
9 > 14 dicembre 2025
produzione TPE
liberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia
regia Ivonne Capece
adattamento drammaturgico Ivonne Capece
con Sergio Leone, Daniele Di Pietro, Pietro De Tommasi,
7Cristian Zandonella (cast in via di definizione)
scene Rosita Vallefuoco assistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera
videomaking e regia video Ivonne Capece costumi e concept visivo Micol Vighi
sound designer Simone Arganini assistente alla regia Micol Vighi
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari,
Fondazione Teatro di Napoli, Teatro di Sardegna
Il mostro è il riflesso di una società voyeuristica, che scrolla le spalle, posta una storia su
Instagram, si annoia a morte.
Ivonne Capece
Roma. Due ragazzi uccidono un coetaneo. Senza un perché. Un delitto vero, feroce, inspiegabile.
La città dei vivi è uno spettacolo che non dà tregua: racconta un crimine,
ma parla di tutti noi. È la storia di una città che ci somiglia troppo. Di un male che non ha volto,
perché può averne mille. Guardare o distogliere lo sguardo? Il teatro non lascia scelta. Il romanzo
di Nicola Lagioia diventa uno spettacolo lirico e doloroso, che è insieme
un’indagine giornalistica, filosofica e teatrale - una discesa scenica nel lato invisibile delle
città e delle nostre coscienze.
ENRICO IV
Una commedia
16 > 19 dicembre 2025
ospitalità
di Luigi Pirandello
regia e costumi Giorgia Cerruti
adattamento a cura di Fabrizio Sinisi
con Davide Giglio, Giorgia Cerruti, Giulia Eugeni, Luca Serra Busnengo
disegno luci, consulenza scenotecnica Lucio Diana
sound design Guglielmo Diana
fonica Luca Martone
tecnico luci Francesco Venturino
realizzazione costumi Daniela Rostirolla
organizzazione Emanuela Faiazza
8produzione Piccola Compagnia della Magnolia
in coproduzione con CTB/Centro Teatrale Bresciano e Operaestate Festival
con il sostegno di Scarti/Centro di Produzione Teatrale di Innovazione, La Spezia
Il mostro è Enrico IV che rigetta il decadimento, sia il proprio che quello delle persone care, e urla
la sua disperata passione di stare nel mondo, nei sensi, nella vita.
Giorgia Cerruti
Un’opera sensoriale in cui le parole di Pirandello raccontano stati d’animo e rapporti tra le
persone. Un giovane, mentre prende parte a una cavalcata in costume nei panni di Enrico
IV imperatore di Germania, viene sbalzato da cavallo, batte la testa e impazzisce. Da quel
momento, crede di essere veramente Enrico IV per dodici anni finché, a un tratto, rinsavisce ma
decide di farsi credere ancora pazzo. Un audace adattamento, a cura di Fabrizio Sinisi, che assume
la pazzia consapevole come arma di smascheramento del mondo.
BLOOMSVILLE
21 > 26 dicembre 2025
ospitalità
ispirato a Luci della città di Charlie Chaplin
regia Valentina Renna
con la supervisione di Simone Schinocca
composizioni originali e colonna sonora live Supershock (Paolo Cipriano)
con Francesca Bovolenta, Simone Fava, Diva Franceschini,
Michela Paleologo, Andrea Semestrali
lighting design, coordinamento tecnico e scenico Florinda Lombardi, Sara Brigatti
produzione Tedacà
Il mostro è la solitudine, il conformismo, la marginalità: il vagabondo di Chaplin si confronta con
queste condizioni, affermando il valore della propria unicità.
Valentina Renna
Bloomsville, come tutte le città del mondo, rappresenta un luogo ricco di contraddizioni.
Tra le sue vie si muove un vagabondo dall’animo gentile e pragmatico, perennemente
9conteso tra la libertà della strada, il perbenismo della classe borghese e l’autenticità riservata della
gente comune. Attraverso di lui, il pubblico è accompagnato a riscoprire il
valore di un’umanità semplice e imperfetta di cui stiamo forse perdendo consapevolezza.
Lo spettacolo omaggia Charlie Chaplin e il suo capolavoro del cinema muto Luci della città
mediante l’intreccio di teatro fisico, danza, luci e musica dal vivo, ritrovando e rinnovando
l’universalità dei suoi personaggi e dei linguaggi non verbali.
GLI ANGELI DELLO STERMINIO
9 > 18 gennaio 2026
prima nazionale / produzione TPE
di Giovanni Testori
adattamento Federico Bellini
regia Antonio Latella
con Francesco Manetti, Matilde Vigna, Alfonso Genovese
spazio scenico Giuseppe Stellato
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
assistente alla regia Marco Corsucci
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con stabilemobile
Forse il mostro è Testori, la cui parola diviene mostruosa perché non teme lo scandalo, anzi, lo
cerca e lo provoca. Ma il mostro è anche la vita stessa, in un mondo in cui anche gli angeli possono
sterminare.
Antonio Latella e Federico Bellini
Cinquanta centauri, angeli di un Paradiso perduto, seminano il terrore tra le rovine di una
Milano già devastata dall’Apocalisse. Sono solo temporaneamente sopravvissuti alla fine di
tutto; gli eventi di morte si susseguono senza interruzione in tutta la città, trasformata in un
grande obitorio dove ogni cosa ha perso il suo nome, dove la stessa urbe, la città, ha ormai visto
anche il suo Duomo trasformato in latrina o fossa comune. Spetta a un cronista, forse alter-ego
dell’autore stesso, cercare di riordinare almeno la successione dei fatti, affidandosi ai racconti o
alle intuizioni di una donna di grande eleganza, cartomante; eppure, ogni tentativo di dare una
logica e una scansione a ciò che avviene si scontra inevitabilmente con la rapidità e la
10frammentarietà della fine, che in fondo delega a ognuno di noi la responsabilità di ricordare o
pensare a un’eventuale resurrezione.
LUI
22 > 23 gennaio 2026
ospitalità
di Ashkan Khatibi
drammaturgo, attore e regista Ashkan Khatibi
coordinatrice del progetto Negar Mokarram Dorri
gruppo di regia Sadaf Baghbani, Parinaz Ghasedi
assistenti di scena Soheyl Asgari, Kiumars Chaharlangi
direttore di scena e scenografia Danial M.
segretaria di edizione Marzieh Fakhari
video designer Kimia Rahman
sound designer F.S
traduttrice Sanam Naderi
Il mostro sono i regimi totalitari e oppressivi. Lui cerca di non diventare un mostro perché crede
che anche una sola candela possa illuminare l’oscurità.
Ashkan Khatibi
Lui è Ashkan Khatibi, classe ‘79, drammaturgo, attore, cantante, musicista e produttore
iraniano. Dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si è distinto come una delle voci più vicine alle
istanze popolari ostili alla Repubblica Islamica. Dopo essere stato arrestato e violentemente
interrogato dall’intelligence iraniana, ha lasciato il suo paese, la famiglia e i suoi allievi. È arrivato
in Italia e qui ha continuato la sua vita artistica. Lui è una lettera aperta al mondo libero, un
racconto di scrittori e artisti che vivono all’ombra della dittatura. È un grido per richiamare
l’attenzione di coloro che non hanno mai conosciuto la censura e la repressione come parte
inseparabile del loro corpo, della loro anima e della loro opera.
BROTHER TO BROTHER - dall’Etna al Fuji
25 gennaio 2026
11Palcoscenico Danza
Zappalà Danza
Roberto Zappalà intreccia un dialogo tra i vulcani Etna e Fuji, tra danza e Taiko, su un
originale e suggestivo tappeto sonoro. In scena nove danzatori della Compagnia Zappalà
Danza e i musicisti Munedaiko danno vita a un rito fisico e musicale, in cui battiti e ritmi
uniscono corpi, civiltà e memorie.
ANTIGONE
27 gennaio > 1 febbraio 2026
ospitalità
di Jean Anouilh
adattamento Roberto Latini
con Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann,
Roberto Latini, Francesca Mazza
scene Gregorio Zurla
costumi Gianluca Sbicca
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
regia Roberto Latini
produzione Teatro Nazionale di Roma, Teatro Vascello - La Fabbrica dell’Attore
Il mostro è la scelta: essere uomini o essere umani?
Roberto Latini
Le leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita?
La domanda che Antigone ci pone è uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a
prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione. È filosofia scesa intorno a noi, che ci
cammina accanto, che ci chiede, che ci ascolta. È una delle prove del nostro essere umani, una di
quelle poche che abbiamo scelto di portare con noi attraverso i secoli, per affermarci e
riconoscerci. Per consolarci, promettendo a noi stessi di averne cura. Antigone è nel destino del
Teatro di ogni tempo.
ANATOMIA DI UN ASSASSINIO
Shakespeare incontra Verdi
3 febbraio 2026
spettacolo fuori abbonamento
produzione TPE
dai testi dalla tragedia Macbeth di William Shakespeare
e dal melodramma Macbeth su testi di Francesco Maria Piave e musiche di
Giuseppe Verdi
ideazione ed elaborazione del testo Chiara Muti
con Luca Micheletti, Chiara Muti
ideazione sonora Raffaele Bassetti
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Teatro Regio Torino
in occasione di Macbeth di Giuseppe Verdi, 24 febbraio - 7 marzo 2026, Teatro Regio Torino
Il mostro è la coscienza sporca di Macbeth... il demone della resa dei conti.
Chiara Muti
Macbeth e Lady Macbeth, coppia infertile di luce e generatrice d’oscurità, duettano
alternando tragedia in prosa e libretto d’Opera immersi in uno spazio sonoro che lascia
intuire tutta la modernità della partitura verdiana. Con schiacciante e rivoluzionaria
teatralità la musica riesce a dar voce e spessore alle cupe allucinazioni dell’incubo della
tragedia. Con questo tema d’un uomo perso tra reale e immaginario, verità e finzione,
il drammaturgo inglese e il compositore italiano, rispettivamente nel 1606 e nel 1847,
anticipano, con stupefacente forza creativa, le teorie sull’inconscio della psiche umana, le cui tesi,
tra soglia del visibile e invisibile, sogno e realtà, daranno vita ad una nuova coscienza dell’umana
natura, dal ‘900 ai giorni nostri.
CALLAS, CALLAS, CALLAS
5 febbraio 2026
Palcoscenico Danza
COB Compagnia Opus Ballet
13Nel centenario della nascita di Maria Callas, la COB Compagnia Opus Ballet affida a
tre giovani e già affermati coreografi dal linguaggio contemporaneo, una creazione che
riflette la loro personale visione della leggendaria artista. Tre sguardi, tre approcci per
raccontare un mostro sacro della scena.
ORLANDO
10 > 15 febbraio 2026
produzione TPE / prima tappa della tournée
dal romanzo di Virginia Woolf
e dal carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli)
drammaturgia Fabrizio Sinisi
traduzione Nadia Fusini
regia Andrea De Rosa
con Anna Della Rosa
scene Giuseppe Stellato luci Pasquale Mari suono G.U.P. Alcaro costumi Ilaria Ariemme
assistente alla regia Paolo Costantini
musica di scena Sinfonia n. 6 (patetica) di Čajkovskij
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che
Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della
tua mente... ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae, accettando di diventare oggetto, musa,
modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di
Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo.
Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un enigmatico intreccio tra opera e
biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento anni, e
mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi
ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di
romanzo.
“Oltre che un classico di sconvolgente attualità, Orlando è un inno alla gioia esuberante
dell’avventura, alla libertà, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo, il
piacere, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale”. Nadia Fusini
MANSON
20 > 22 febbraio 2026
ospitalità
di Fanny & Alexander
ideazione, regia, luci, progetto sonoro Luigi Noah De Angelis
drammaturgia, costumi Chiara Lagani
con Andrea Argentieri
consulenza linguistica e fonetica Gabriella Gruder-Poni, David Salvage
promozione e comunicazione Maria Donnoli
organizzazione Maria Donnoli, Marco Molduzzi
amministrazione Stefano Toma, Marco Molduzzi
produzione E Production/Fanny & Alexander
in collaborazione con Olinda / Teatro La Cucina
Il mostro è l’occhio di chi guarda, what you see is what you get.
Luigi Noah De Angelis
Andrea Argentieri indossa i panni di Charles Manson, uno dei criminali più feroci della storia: a
partire dalle testimonianze video e audio, dalle numerose interviste che Manson rilasciò in vita,
incarna un ritratto mimetico del suo personaggio facendoci ripercorrere, tramite l’iperbole
variegata delle risposte, i meandri della sua mente labirintica, istrionica, scivolosa e manipolatoria.
L’attore invita ripetutamente il pubblico a rivolgergli delle domande, scegliendo tra i 32 quesiti che
gli sono stati consegnati all’ingresso del teatro. È così che si imprimono nella voce e nel corpo
dell’attore i ritmi, la gestualità spezzata e gli sguardi mutevoli dell’assassino, come se ci trovassimo
per un attimo di fronte al suo fantasma. A poco a poco l’incalzare delle domande produce una
strana trasformazione nella percezione di chi assiste: in ballo c’è davvero solo il giudizio, la
condanna alle azioni di questo strano, ambiguo personaggio? Oppure ci siamo anche noi, la nostra
stessa repulsione oppure l’indecifrabile attrazione per questo caso macabro, per le parole
depistanti e oblique che stiamo ascoltando?
PINOCCHIO.
Che cos’è una persona?
24 > 26 febbraio 2026
ospitalità
ideazione Davide Iodice
drammaturgia, regia, scene e luci Davide Iodice
con Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano
Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De
Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Vincenzo
Iaquinangelo, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso
Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini
compagnia Scuola Elementare del Teatro APS
training e studi sul movimento Chiara Alborino, Lia Gusein-Zadé
equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo Monica Palomby, Eleonora
Ricciardi
tutor Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo
versi Giovanna Silvestri
cura dei costumi Daniela Salernitano con Federica Ferreri
direttrice di produzione Hilenia De Falco
produzione Interno5, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale
Mostro è chi è affetto da una inguaribile normalità che tutto appiattisce e tutto vuole uguale.
Davide Iodice
La Scuola Elementare del Teatro è un progetto di arte e condivisione. La platea privilegiata
è quella con disagio economico e con disabilità fisica e intellettiva. Racconta Davide Iodice,
ideatore del progetto e dello spettacolo: “Più volte in questi dieci anni la figura di Pinocchio ci è
stata di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei
ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger. Pinocchio è il diverso, è
tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente. Nella prima stesura, il libro di Collodi
finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare un’impossibilità di uscita, poi corretta
dall’autore con una conciliante trasformazione in bambino, in Persona. Sì, ma che cos’è una
Persona?”.
DIVINE MONSTERS
28 febbraio > 1 marzo 2026
Palcoscenico Danza
Hung Dance-Taiwan
Due coreografie. Glanced Crack di Lai Hung Chung si ispira al mito di Nüwa, un essere
tra uomo e divino, uomo e serpente, che rattoppa il cielo ed esplora la mostruosa
ambizione umana che crea continuamente crepe tra umanità e natura. Mitici, di Giovanni
Insaudo, esplora il rapporto tra umani e dèi, la cui intersezione si manifesta come uno
strano e cupo corpo alieno.
IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA
4 > 7 marzo 2026
ospitalità
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Stefano Cordella
con Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider, Laura Marinoni, Edoardo Ribatto
scene Guido Buganza, costumi Ilaria Ariemme, disegno luci Marzio Picchetti
suono Gianluca Agostini, aiuto regia Noemi Radice direttore di scena e capo macchinista
Ruben Leporoni, capo elettricista e datore luci Marco Grisa, fonico Alberto Irrera
sarta di scena Lucia Menegazzo
produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Teatro Carcano Milano
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara
Improvvisamente l’estate scorsa viene presentato per gentile concessione della University of the
South, Sewanee, Tennessee
Il mostro è la natura, le sue grida, i rumori selvaggi. Il mostro è un Dio feroce che osserva i veri
mostri, gli esseri umani, che non sono più capaci di amare.
Stefano Cordella
Arte, famiglia, menzogna, sesso, malattia sono i temi di un dramma che ha le sue radici
autobiografiche in quel Sud degli Stati Uniti in cui Williams era nato e che ricorre come
17luogo elettivo in tanti dei suoi capolavori. Con un realismo visionario, denso d’immagini e di
vibrazioni liriche, con una lingua intensamente performativa, il testo mette a confronto, due
grandi personaggi femminili: la giovane Catharine, sconvolta da ciò che è accaduto al cugino
Sebastian durante una vacanza insieme, e la tirannica Violet, madre di Sebastian, determinata a
far tacere la nipote con ogni mezzo. Sarà lo psichiatra a fare in modo che Catharine possa
ricordare l’accaduto. La villa e il suo lussureggiante giardino tropicale diventano il palcoscenico
della memoria, per ritornare sulla scena del trauma e cercare di capire che cosa è davvero
successo l’estate scorsa.
iGIRL
10 > 15 marzo 2026
produzione TPE
di Marina Carr
traduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti
performer e regia Federica Rosellini
video Rä di Martino musica originale Daniela Pes
sound designer G.u.p. Alcaro costumi Simona D’Amico
scenografia Paola Villani light designer Simona Gallo
dramaturg Monica Capuani aiuto regia Elvira Berarducci
coproduzione TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile Bolzano, Elsinor - Centro di
Produzione Teatrale
sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival
diritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD
Il mito vuole che, mentre Eracle sta per uccidere Idra, un gigantesco granchio, il Cancro, esca
dall’acqua e frapponga il suo corpo per proteggere la vittima. Il Cancro per me è il simbolo di un
femminile orgogliosamente mostruoso, fragile e coraggioso, che dobbiamo
vedere riemergere dalle acque.
Federica Rosellini
Quattro artiste, Marina Carr - Federica Rosellini - Rä di Martino - Daniela Pes, convergono
nella creazione di un unico oggetto performativo inedito, ibrido, imprendibile. Marina Carr
18ha scritto iGirl per questi tempi di incertezza, intrecciando frammenti poetici, ricordi privati, odi
personali a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica, affrescando una tela
caleidoscopica in 21 quadri. Un oggetto indefinibile, delicato, sciamanico, commovente,
sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. Tradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti,
iGirl ha affascinato Federica Rosellini, che ha deciso di portarlo in scena fondendo teatro,
videoarte e musica, trasformando il testo in un rito contemporaneo. Suoni preistorici e
sperimentali, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica
immersiva, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante, corpo-graffito, corpo-
tatuaggio, veicolo di rifrazione e trasformazione continue.
LA TEMPESTA
17 > 22 marzo 2026
produzione TPE
di William Shakespeare
regia Alfredo Arias
scene Giovanni Licheri e Alida Cappellini
costumi Daniele Gelsi
luci Gaetano La Mela
con Graziano Piazza, Guia Jelo e in o.a. Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati,
Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto,
Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico
produzione Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE - Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese
Temiamo che un mostro appaia nelle nostre vite, senza sapere che forse quel mostro siamo noi.
Alfredo Arias
Sull’isola-palcoscenico, il geniale regista argentino realizza un allestimento poetico e
originale per raccontare la storia di Prospero, duca di Milano, appassionato di magia,
spodestato dal fratello Antonio. Con la figlia Miranda si rifugia nell’isola abitata da Calibano e da
alcuni spiriti, tra cui Ariele. Prospero riduce tutti al suo servizio. Dopo dodici anni, grazie alla
magia, fa naufragare la nave che traporta il re di Napoli, Alonso, il figlio Ferdinando, il seguito e
Antonio, suo fratello. Ferdinando incontra Miranda e se ne innamora, dominato da un
19incantesimo. Ariele intanto terrorizza il re Alonso e Antonio e li costringe al pentimento. Prospero
libera Ferdinando dall’incantesimo e gli dà in sposa la figlia e perdona il fratello purché gli
restituisca il ducato. Dopo aver rinunciato alla magia salpa per l’Italia, lasciando Calibano padrone
dell’isola.
SHORT CUTS
24 marzo 2026
Palcoscenico Danza
Emanuela Tagliavia
Musica, arti figurative, poesia. Contesti e impulsi creativi diversi, per un’unica vocazione
creativa. Quadri e sculture diventano costumi che abbracciano i danzatori trasformandoli
e quasi deformandoli. Ogni frammento coreografico si specchia nel successivo,
seguendo il fil rouge di una precisa visione artistica.
A PLACE OF SAFETY
Viaggio nel Mediterraneo centrale
26 > 29 marzo 2026
ospitalità
regia e drammaturgia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi
ideazione Kepler-452
con Nicola Borghesi, Flavio Catalano, Miguel Duarte,
Giorgia Linardi, Floriana Pati, José Ricardo Peña
assistente alla regia Roberta Gabriele
scene e costumi Alberto Favretto
disegno luci Maria Domènech
suono e musiche Massimo Carozzi
consulente per il movimento Marta Ciappina
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Metastasio di Prato, CSS Teatro
stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Théâtre des 13 vents CDN Montpellier (Francia)
in collaborazione con Sea-Watch e EMERGENCY
20il progetto gode del sostegno del bando Culture Moves Europe, finanziato dall’Unione Europea e
dal Goethe-Institut
In Europa ci diciamo che il mondo è pieno di mostri. Noi no. Noi europei siamo quelli bravi perché
abbiamo sepolto il nostro mostro in fondo al Mediterraneo.
Enrico Berardi e Nicola Borghesi
La compagnia teatrale Kepler-452, si imbarca su una nave che fa ricerca e soccorso nel
Mediterraneo centrale, la Sea-Watch 5. Nel corso di questa missione soccorrono 156
persone, che verranno sbarcate in un place of safety, un porto sicuro in Italia. Da questo
viaggio nascono una serie di pensieri, domande, inquietudini, incontri con soccorritori di
varie ONG operanti nel Mediterraneo – oltre alla stessa Sea-Watch, anche operatori di
Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY – alcuni dei quali raccontano
in scena ciò che hanno visto accadere, nel corso degli ultimi anni, a pochi chilometri dalle
nostre coste.
AURUNCA
31 marzo > 1 aprile 2026
Palcoscenico Danza
Elias Aguirre
Un potente assolo di Elias Aguirre che si presenta come un esploratore dei non-luoghi,
cioè, luoghi anonimi di transito ispirandosi all’antropologo Marc Augé: “Cosa succede
quando la mia casa diventa un non-luogo? Non avendo nessun riferimento umano o
spaziale mi trasformo in un altro essere, qualcosa di quasi mostruoso, come un cervo
mutante a Chernobyl”.
A PELLE NUDA SUL PALCO
Eroine ed eroi shakespeariani per voce femminile
7 > 12 aprile 2026
produzione TPE
di e con Lucilla Giagnoni
musiche originali Paolo Pizzimenti
luci Massimo Violato
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
Non si sa nemmeno se sia veramente esistito. Non si sa se fosse uomo o donna. O magari un
alieno, una prodigiosa creatura capace di far luce su ogni ombra della natura umana. Il vero
mostro è Shakespeare.
Lucilla Giagnoni
Un’attrice su una pedana in controluce: è Romeo che contempla Giulietta al balcone ma
anche Giulietta e poi Desdemona, Otello, Emilia, Lady Macbeth, Macbeth. Nel teatro di
Shakespeare le donne non potevano recitare, non avevano voce, dunque lei, l’attrice, sta
saldando un debito e riparando un torto. Interpretare i personaggi maschili è divertente e
terribile. Calarsi nei panni delle creature femminili è l’esplorazione di un mistero, di ciò che
non conosci di te, che porta fino al limite della morte, una fine violenta che tutte le volte
sogni di poter cambiare. E visto che non è possibile qualcosa puoi loro donare: la tua voce.
SHAKESPEARE / POEMETTI
Venere e Adone - Lo stupro di Lucrezia
14 > 19 aprile 2026
produzione TPE
un progetto di e con Valter Malosti
progetto sonoro e live electronics G.U.P. Alcaro
regia, traduzione, adattamento teatrale e ricerca musicale Valter Malosti
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
Mostro è Sesto Tarquinio, l’orrido violentatore di Lucrezia, ma attenzione a Venere che, per il
grande poeta inglese Ted Hughes, si sdoppia nel cinghiale assassino di Adone che con un bacio di
morte gli squarcia l’inguine.
Valter Malosti
A partire dai due spettacoli, pluripremiati, da lui diretti nel 2007 e nel 2012, e caratterizzati
dall’alta densità musicale, Valter Malosti ha ideato, in collaborazione con G.U.P. Alcaro, una
versione in forma di concerto che unisce i due Poemetti, questa volta senza più scena, se non
quella,ricchissima e potentissima, creata da voce e suono. Anno 1593. Londra è devastata dalla
peste e i teatri sono chiusi. Shakespeare compone su commissione il poemetto eroticomitologico
Venere e Adone che gli darà la fama come poeta. Sotto la patina arcadica (con ampie striature
comiche) Venere e Adone è una sorta di protocollo psicoanalitico antelitteram dell’eros più
carnale e ossessivo. L’anno seguente l’autore riprende un episodio dell’antica storia romana: lo
stupro di Lucrezia da parte di Sesto Tarquinio. Un atto di violenza raccontato in modo
sconvolgente. La voce di Lucrezia diviene uno dei più alti esempi di meditazione sulle conseguenze
dello stupro visto dalla parte di una donna. Ma a impressionare ulteriormente il
lettore/ascoltatore è lo sguardo nella psiche del carnefice, la lucida analisi dei suoi impulsi
tortuosamente contradditori.
MADE4YOU.X
23 > 24 aprile 2026
Palcoscenico Danza
Eko Dance Project
Per il decimo anniversario del progetto Pompea Santoro ha coinvolto uno dei coreografi
più influenti della sua carriera: Nacho Duato, artista di fama mondiale con cui ha
condiviso il palcoscenico ai tempi del Cullberg Ballet. Accanto a lui il danzatore e
coreografo Salvatore De Simone e Paolo Mohovich con la sua nuova creazione.
28 > 29 aprile 2026
OF RESTLESS NATURE + INTERPLAY LINK
Palcoscenico Danza
Cristiana Casadio
Cristiana Casadio esplora l’interdipendenza, il movimento incessante e la trasformazione
che accomunano tutti gli esseri viventi. Ispirato alle sculture ibride dell’artista Germaine
Richier, lo spettacolo – interpretato da tre danzatrici – celebra l’ambiguità e la
complessità dell’identità corporea come forma di resistenza e possibilità.
BIANCANEVE
12 > 31 maggio 2026
prima nazionale / produzione TPE
di Robert Walser
regia Andrea Lucchetta
scene Andrea Colombo
con Anna Bisciari, Francesca Cutolo (cast in via di definizione)
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
l mostro è la spinta a ridurre il trauma a qualcosa di comprensibile, digeribile. Biancaneve si ribella
a questa narrazione: non cerca di adattarsi, ma di liberarsi.
Andrea Lucchetta
Robert Walser riprende la fiaba classica di Biancaneve per immaginare ciò che accade dopo
il (presunto) lieto fine. Proprio laddove la narrazione tradizionale si interrompe, i personaggi
principali - Biancaneve, la Regina, il Cacciatore e il Principe - si incontrano per parlare di ciò che è
accaduto e dell’intenzione della Regina di uccidere Biancaneve, attraverso un fitto dialogo che
mette in discussione i ruoli prestabiliti, le dinamiche di potere e l’identità individuale. Biancaneve
diventa un simbolo della ricerca interiore in un mondo che riduce le sue esperienze a
un’interpretazione collettiva e soffocante. La sua storia si trasforma così in un’indagine sul modo
in cui memoria ed esperienza possano essere ingabbiate da una narrazione condivisa, che limita
ogni possibilità di autenticità.
Info e abbonamenti disponibili su tpeteatroastra.it e in biglietteria.
TPE Teatro Astra Via Rosolino Pilo 6, Torino
Giorgia Mortara ufficio stampa TPE Teatro Astra