Pin It

L’attore, autore e regista Antonio Caruso in occasione della celebrazione dei suoi quarant’anni di palcoscenico (1985-2025), vissuti tra spettacoli e didattica, lo scorso 27, 28 e 29 novembre, ha riproposto alla Sala Magma di Catania - dopo il debutto

del 9 agosto, sempre a Catania - l'atto unico “Il Privilegio (ovvero: il Diavolo e l'Ipocrita)”, drammaturgia e regia di Antonio Caruso con Donatella Marù e Antonio Caruso, produzione Centro culturale e teatrale Magma, diretto da Salvo Nicotra.
La pièce è il quarto capitolo della tetralogia sull'attore scritta da Antonio Caruso e le altre tre opere sono “Apologia di reato”, “Essere o non essere umano” e “Da Grande”. 
Anche in questo lavoro, della durata di circa novanta minuti, al centro di tutto c’è la passione, i sacrifici e la continua resistenza dell’attore nel portare avanti la propria attività e soprattutto la propria idea di teatro, mettendo al primo posto la dignità e non facendosi tentare dai trucchi  ambigui della pubblicità, da promesse politiche o da altri bassi sotterfugi che, soprattutto oggi, rendono sempre più lastricata di difficoltà la strada di chi vuole portare avanti l’attività di artista coerente, di attore fedele ai propri principi.
Lo spettacolo, impreziosito da brani di Giorgio Gaber, Franco Battiato e Rolling Stones, su una scena pensata da Donatella Marù, con un tavolo, una scala, abiti ed oggetti vari, vede protagonisti un uomo ed una donna, ovvero un attore che ha iniziato a provare un testo che, forse, verrà rappresentato ed il diavolo, sotto mentite spoglie di una donna, che chiede di un fantomatico provino.
Scomparsi i tecnici, la donna-diavolo, prima viene accolta con diffidenza e fastidio dall’attore, ma poi riesce a coinvolgerlo, mettendo a nudo i suoi dubbi, le sue incertezze in un periodo di crisi, quando si avverte ancor di più il peso degli anni e le tante difficoltà ed intemperie dell’esistenza, soprattutto per chi crede nella sua idea di teatro. Il diavolo proverà a sostenere che la professione dell’attore è effimera e molto precaria mentre l’artista, sostenuto dalle sue certezze, ribadisce che il teatro è legato visceralmente alla natura stessa del genere umano.
Sino all’ultimo il diavolo tentatore, con le sue armi di donna, cercherà di convincere l’attore a rinunciare ai suoi principi, alla sua moralità ed ai propri rigorosi pensieri, ma lui resisterà proprio perché è un privilegio stare sulla scena e recitare. Alla fine l’attore resisterà, il diavolo abbandonerà la scena e falliranno i tentativi di fargli scegliere le strade più semplici, come la via del denaro, del sesso, dell’affermazione del proprio ego e delle banalità ed ipocrisie della vita.
Intensi e coinvolti sulla scena Antonio Caruso (l’attore che continua a difendere il suo privilegio di poter recitare e affermare le proprie convinzioni) e Donatella Marù, che si disimpegna con notevole capacità nei panni del diavolo tentatore. 
Ha contribuito alla riuscita dello spettacolo, alle luci e fonica, Marilena Spartà.
Testo profondo e che, come accade in tutti i lavori di Antonio Caruso, si sofferma spesso sulle difficoltà della professione dell’attore o sulle nevrosi, le ossessioni, le pene che rendono frastagliato l’animo di ognuno di noi lungo il percorso della vita. Pubblico interessato e che non ha fatto mancare alla fine gli applausi per gli interpreti e per il lavoro.

“Il Privilegio (ovvero: il Diavolo e l'Ipocrita)” 
di Antonio Caruso
Regia di Antonio Caruso 
Con Donatella Marù e Antonio Caruso
Allestimento scenico Donatella Marù
Luci e fonica Marilena Spartà
Produzione Centro culturale e teatrale Magma - Catania - 27, 28 e 29 novembre 2025
Visto il 27 novembre alla Sala Magma di Catania

ANTONIO CARUSO: attore, autore e regista messinese, classe 1967; si forma alla Scuola del Teatro Stabile di Catania nel triennio 1989-1991. Dal 1988 a oggi, ha curato oltre cento laboratori di recitazione per studenti delle scuole superiori e per enti di formazione professionale. Fra il 1993 e il 1996 partecipa a diverse manifestazioni, organizzate dalla “Fondazione Falcone” e dal “Coordinamento antimafia” di Palermo, con opere d’impegno civile come “La Motivazione”, “Antimafia”, “Sì grazie due zollette”. Successivamente si dedica alla commedia brillante con “Sconosciuti fino all'alba”, diretta da Giorgio Albertazzi. Nel 1995 ha inizio un fruttuoso sodalizio artistico con il Centro Magma di Catania, ancora oggi in corso, che lo vede protagonista in diverse produzioni. Nel 2003, in coppia con Flavio Insinna, tiene un seminario sull'attore alla facoltà di Scienze della formazione di Catania. Dal 2006 al 2009 ha anche insegnato recitazione all'Accademia internazionale del Musical mentre nei quattro anni successivi ha condotto il “Laboratorio permanente dell'attore”. Dal 2012 al 2016 ha collaborato con il Dipartimento d’Economia e Impresa dell'Università di Catania, nell'ambito dello studio del Teatro d'Impresa per la gestione e la consulenza delle imprese familiari oggetto di analisi, poi, per gli studenti della Northeastern University di Boston. In qualità d’attore ha anche lavorato nella compagnia “Gli Stravaganti” mentre per i Magazzini Sonori ha realizzato la rassegna “Ogni maledetta domenica”. È stato protagonista di molti spettacoli come “Finale Di Partita” di Samuel Beckett con la regia di Elio Gimbo; “La Fabbrica del consenso”, scritto e diretto da Eliana Esposito per il Teatro Stabile di Catania; “Il Processo” da Kafka per la regia di Elio Gimbo, prodotto da Fabbricateatro e del monologo di Renato Pennisi “Alcibiade”, diretto da Salvo Nicotra per il Centro Magma.