Continua a mantenere il suo fascino ed a mostrarsi sempre di estrema attualità il testo di Eugène Ionesco “La lezione”, in scena dal 2 al 7 dicembre, alla Sala Verga di Catania per la stagione di prosa dello Stabile etneo e con la regia di Antonio
Calenda. La pièce, prodotta da Tradizione e Turismo- Centro di Produzione Teatrale-Teatro Sannazzaro-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K, si avvale della interpretazione di Nando Paone, Daniela Giovannetti e Valeria Almerighi che danno vita, in circa 75 minuti, ad un atto unico che mette in luce il nonsense, il paradosso e la comicità del dialogo oltre che l’irrazionalità della condizione umana e l’angoscia dell’esistenza di allora ma che trova terreno fertile anche ai nostri giorni.
Il testo di Ionesco, icona del teatro dell’Assurdo, è del ’51 e pone in risalto l’incomunicabilità tra gli uomini e come siano diventati contrari al confronto e allo scambio con l’altro e le atrocità di tutte le guerre, tematiche sulle quali, ahimè, occorre oggi riflettere con attenzione.
La storia è nota a tutti: un allieva si reca a casa di un noto professore per ricevere alcune ripetizioni di matematica e filologia per conseguire il “dottorato totale”. A riceverla la governante, che ha un ruolo fondamentale nell’opera pur facendo solo sporadiche apparizioni. Inizialmente la conversazione tra allieva e professore scorre in maniera serena con la giovane che prende il sopravvento sull’uomo. Ma appena la giovane allieva inizia a incontrare delle difficoltà, la situazione cambia verso il dramma. L’allieva accusa prima un forte mal di denti, poi dolori che colpiscono il corpo intero ed è completamente soggiogata dal peso dei discorsi privi di senso del professore, che prima la lega e poi la uccide con un coltello invisibile. Il cadavere resta poi disteso sopra la scrivania e le gambe divaricate, con tanto di mutandine in vista, lasciano intendere che il sadico professore nutriva in sé anche un desiderio di violenza sessuale. Il “dramma comico” passa dal burlesco alla tragedia: il corpo della giovane viene celato da un telo rosso con una svastica al centro, simbolo di morte e di sopraffazione e viene nascosto all’interno di uno dei due armadi. Subito dopo la stanza viene sistemata e il suono del campanello annuncia l’arrivo della quarantunesima allieva della giornata.
Convincenti sulla scena i tre interpreti che, sul palco, si muovono come fantasmi deliranti, grotteschi e intrisi di un malinconico umorismo: il professore è reso con estrema efficacia da Nando Paone, l’allieva è la frizzante e poliedrica Daniela Giovanetti e la Governante è l’impeccabile Valeria Almerighi. Apprezzabili anche i costumi di Giulia Barcaroli ed il disegno luci di Luigi Della Monica.
Cast rigoroso, regia impeccabile di Antonio Calenda (che rende attuale il testo di Ionesco, rispettandolo ed avvicinandolo alle problematiche della nostra contemporaneità) e scena cupa ed in chiaroscuro di Paola Castrignanò, con due vecchi armadi di legno ai lati dell’entrata centrale, la scrivania del professore a sinistra e un baule sulla destra, per uno lavoro teso, a tratti alienante e comico che coinvolge il pubblico facendolo riflettere sull’illogicità e sul paradosso che stiamo vivendo. Reiterati, alla fine, gli applausi per lo spettacolo e per gli interpreti.
La lezione di Eugène Ionesco.
Con Nando Paone, Daniela Giovanetti e Valeria Almerighi.
Regia di Antonio Calenda.
Aiuto regia: Alessandro di Murro.
Scene: Paola Castrignanò.
Costumi: Giulia Barcaroli.
Disegno luci: Luigi Della Monica.
Produzione Tradizione e Turismo- Centro di Produzione Teatrale -Teatro Sannazzaro-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Accademia Perduta Romagna Teatri e Fattore K.
Stagione Teatro Stabile di Catania - Sala Verga - 2-7 dicembre 2025
Visto al “Verga” di Catania il 3 dicembre 2025
Foto Tommaso Le Pera
