Pin It

“Gran teatro anatomico”, della compagnia bolognese Archivio Zeta è uno spettacolo site specific, complesso, colto, interessante. È andato in scena, dal 24 ottobre al 23 novembre 2025, negli affascinanti spazi storici (la biblioteca) dell’Istituto

Ortopedico Rizzoli, dove la compagnia è in residenza artistica. La drammaturgia e la regia di questo lavoro sono di Gianluca Guidotti e di Enrica Sangiovanni. Il testo è stato liberamente costruito a partire dal romanzo “I vagabondi” della scrittrice polacca Olga Tokarczuk (premio Nobel per la letteratura 2018). In particolare ad essere intrecciate sono tre storie tratte dal romanzo “I vagabondi”: la sorella di Chopin (Sangiovanni) che contesta il divieto di cantare per le donne in chiesa in occasione dei funerali di Chopin e che porta il cuore del grande fratello morto da Parigi a Varsavia; la vicenda umana e scientifica del grande medico anatomista olandese Andreas van Wesel, 1514 – 1564 (il nome è tradotto in italiano con Andrea Vesalio, laddove il personaggio è interpretato con bella e consapevole energia da Andrea Maffetti), che mette in gioco direttamente il proprio corpo per proseguire nel viaggio avventuroso della ricerca anatomica; infine la storia di Soliman, il bambino portato via dalla Nigeria e, cresciuto a poco a poco in importanza e prestigio, giunto fino alla corte d’Austria e la severa e dolorosa protesta di sua figlia (in scena Ermelinda Nasuto, che sa trattenere e gestire la tempesta di dolore per il tradimento subìto e sa incendiarsi quando non può far altro), di una figlia che reclama la restituzione del corpo del padre il quale dopo la morte è subito privato della pelle, vergognosamente disumanizzato e quindi esposto come stranezza nella wunderkammer dell’imperatore d’Austria per essere ammirato o studiato e del quale, con acclamato sottotesto razzista, si dubita la sostanza umana. Una vicenda quest’ultima incredibilmente accaduta in una corte a suo modo moderna, attraversata e animata da pulsioni massoniche e illuministe. Queste tre vicende attraversano la storia europea, dal rinascimento fino all’ottocento romantico e sono, come s’è detto, sapientemente intrecciate in una struttura spettacolare itinerante, in cui teatro e narrazione si intridono a vicenda. E perché definire “sapiente” questo intreccio? Perché, come sempre nei lavori di quest’ensemble, la drammaturgia sembra posarsi sul turbamento che nasce da una riflessione scaturita a contatto con luoghi storici e significativi oppure, di fronte a vette - o baratri - di pensiero, di parola, di senso: il rapporto tra interno ed esterno o tra corpo e cosmo; il mistero del legame d’amore di una determinata persona con una determinata terra e la creazione identitaria che può scaturire da ciò; la turpe e indicibile violenza del razzismo, che talvolta si annida in recessi così profondi dell’animo umano da non potersi mai del tutto ritenere vinta la battaglia contro di esso. Si sono citati tutti gli interpreti ed è giusto citare anche Giuseppe Losacco, per  la solidità attorale e la potenza che riesce a esprimere nelle tante scene in cui è presente, così come è giusto ricordare Patrizio Barontini per la densità affascinante delle musiche proposte ed Emanuela Dall’Aglio per i costumi che sanno suggerire epoche, contesti culturali e fascinazioni artistiche e pittoriche (ben evidenti in quello bellissimo di Ermelinda Nasuto), senza banalizzazioni e senza mai forzare la libera attività di ricostruzione fantasmatica del pubblico. 

Bologna. Gran Teatro Anatomico. Dal 24 ottobre al 23 novembre, Istituto Ortopedico Rizzoli.  Drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni. Linfa liberamente tratta dalle storie di Olga Tokarczuk, con Gianluca Guidotti, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Ermelinda Nasuto, Enrica Sangiovanni. Consulenza musicale Patrizio Barontini. Costumi Emanuela Dall’Aglio. Assistenti costumi Ilaria Strozzi, Anna Gaiti. Tecnica Elio Guidotti. Grafiche stampe anatomiche Andrea Sangiovanni. Cura delle relazioni Emanuela Rea. Ufficio stampa Francesca Rossini – Laboratorio delle parole. Grafica Silvia Galliani. Produzione Archiviozeta 2025. Fa parte di VISTA PARADOX 2025 prospettive culturali realizzato con il sostegno del Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività, nell’ambito dell’accordo di programma con MiC Direzione Generale Spettacolo a sostegno di attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche e con il contributo di Regione Emilia-Romagna e Fondazione Carisbo. In collaborazione con IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, nell’ambito del Patto per la lettura Bologna. Si ringraziano Annamaria Milanesi e Sara Nanni (IOR), Maria Pia Cumani (Laboratorio di Disegno Anatomico, DiBINEM, Università di Bologna-Istituto Ortopedico Rizzoli), Kirsten de Graaf e Vincenzo Scorza.

Foto Franco Guardascione