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Lo scorso 12, 13 e 14 dicembre, nell’ambito della stagione di prosa “Fragori”, al Teatro del Canovaccio di Catania, l’associazione culturale MezzAria Teatro ha proposto, con la regia di Nicola Alberto Orofino, l’atto unico “Cuori”, tratto da “Lettera di Bambola

e Lettera del soldato” di Barbara Nativi, attrice, regista, traduttrice e drammaturga scomparsa nel 2005 e fondatrice e direttrice del Teatro della Limonaia a Sesto Fiorentino e del festival teatrale Intercity.
Premettiamo che il testo, o meglio i due monologhi della Nativi dai quali si muove l’operazione, sono tutt’altro che facili da portare in scena e che la rappresentazione alla quale abbiamo assistito, pur giocandosi la carta della metafora e dell’allegoria, non convince in pieno. Lo spettacolo è poco scorrevole, accusa delle pause nello svolgimento e lascia alla fine, tra il pubblico, un senso di incompiuto, come di una idea di messa in scena. 
La pièce, in circa sessanta minuti, essenziale e senza alcuna scenografia, è incentrata su due attori che propongono - attraverso una visione ed impostazione registica di Nicola Alberto Orofino, minimalista e con una chiave di lettura allegorica e metaforica - due cuori che si incontrano, si guardano e si innamorano. 
Sul palco, senza alcun orpello scenico, si muovono due giocattoli manovrati dal destino, dalla sorte o dalla cattiveria umana, ovvero un soldatino di stagno con una gamba sola ed una ballerina di carta, sorridente e poco intelligente, immobile su un piede. 
A dare vita sulla scena, con passione ed impegno, al soldatino di stagno e alla ballerina, sono Francesco Bernava e Alice Sgroi che animano i loro personaggi mettendo assieme diversi linguaggi, dalla musica alla prosa, dalla poesia alla danza, esaltando la loro passione ostacolata dalle intemperie della vita.
La pièce, che racconta al pubblico dell’amore infelice ed appassionato di due giocattoli imperfetti e segnati da una inevitabile solitudine, utilizza anche l’espediente della lettera attraverso il quale la ballerina ed il soldato confessano i loro sentimenti ed i sogni più intimi. Il soldato in tuta di Francesco Bernava comunica per lettera ai suoi genitori che sta bene e che si vuole sposare mentre la sorridente ballerina in tutù di Alice Sgroi, nella sua lettera di bambola e con una poesia in rima, narra i suoi sentimenti, i suoi conflitti, con parole semplici.
Alla fine i due poveri giocattoli, la ballerina ed il soldato di stagno, bruceranno insieme tra le fiamme, come il loro inconfessabile ed unico amore, ma li ritroveremo poi sulla scena in panni diversi e umani, di una signora in minigonna ed in attesa di qualcosa o qualcuno e di un signore elegante che, indossato il soprabito, va incontro alla sua vita.
Nei difficili panni della ballerina e del soldato, Alice Sgroi e Francesco Bernava, attraverso una interpretazione misurata e dolorosa, cercano di evidenziare con una intonazione di voce particolare, dei movimenti sincronizzati e meccanici e delle espressioni da giocattoli, i difetti, le mancanze, l’imperfezione dei loro personaggi sospesi tra la ricerca del loro amore universale e l’impossibilità di raggiungerlo.
Spettacolo, come detto, poca omogeneo e lineare e che, malgrado l’impegno degli interpreti e l’attenta lettura registica di Nicola Alberto Orofino non riesce a regalare al pubblico un lavoro godibile e dalle allettanti aspettative. Spettatori che, nonostante qualche titubanza, alla fine hanno applaudito la proposta, i due interpreti ed il regista.

CUORI, Lettera di Bambola e Lettera del soldato 
di Barbara Nativi
Con Francesco Bernava e Alice Sgroi 
Regia di Nicola Alberto Orofino
Costumi di Piero Giuffrida 
Assistente alla regia Gabriella Caltabiano 
Disegno luci Marco Napoli
Organizzazione Filippo Trepepi 
Prodotto da Associazione culturale MezzARIA Teatro 
Teatro del Canovaccio Catania - Stagione Fragori - 12, 13 e 14 dicembre 2025
Visto il 13 dicembre 2025 al Teatro del Canovaccio di Catania