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Un bel pezzo di teatro di parola: solido, ben pensato, basato su dialoghi potenti, su uno scontro tra contenuti e posizioni diverse, radicalmente inconciliabili e sulla capacità attorale di tre professionisti di rango. Questi i temi che vengono

attraversati: la presenza del male, la prepotenza e la tracotanza del pensare di saperlo gestire restandone indenni, l’avidità che acceca, il potere che avvelena, l’esitazione nell’attraversare il varco della colpa, l’indifferenza per la vita e per la morte degli altri. Raccontiamo di “Titanic” lo spettacolo che ha debuttato tra il 10 e il 21 dicembre nella Sala Strheler del Teatro Biondo di Palermo. Il testo è di Davide Sacco che cura anche la regia, mentre in scena ci sono Rosario Lisma (un prete cattolico, bugiardo, sordidamente materialista, affarista, truffatore), Filippo Luna (il vecchio armatore del Titanic) e Alessio Barone (il giovane ricchissimo, di apparente stolida dabbenaggine). Si tratta sostanzialmente dell’odioso ordito di una truffa di enormi dimensioni economiche e di diaboliche implicazioni morali ai danni di un giovane ricchissimo e dabbene che avrebbe dovuto acquistare il Titanic e quindi, da proprietario, assumerne anche la piena responsabilità, appena qualche ora prima che il mondo venisse a conoscenza del tremendo naufragio. Ma la magia del teatro saprà ribaltare l’impostura e, sorprendentemente, sventare quella truffa. Certo non è opportuno rivelare oltre, perché lo spettacolo avrà presumibilmente ancora tanta vita e tante repliche, però una caratteristica va annotata e resa esplicita: gli attori – come si è detto - sono tutti molto bravi e consapevoli, ma sembrano faticare un po’ perché il testo, seppur interessante e drammaturgicamente funzionale, appare un po’ troppo verboso o meglio – come suol dirsi in questi casi nel linguaggio che tradizionalmente descrive la letteratura – “concettoso”: qualche esempio tra molti «... noi abbiamo sfidato Dio», «...siamo ingranaggi dismessi di un mondo di pace che vive in guerra», «...l’arte degli sciocchi è vedere la vita per quel che è». Di concetti come questi appare molto ricco il testo e non sempre sono facili da gestire. Questa concettosità, così rilevante e pensosa, non può essere elisa o ignorata, ma rende oggettivamente faticosa la recitazione e inutilmente gli interpreti calcano gli accenti del pathos per involverla nei dialoghi e renderla teatralmente credibile. Una ingombrante caratteristica testuale che dunque o diventa il tavolo principale su cui giocare l’intera partita dello spettacolo, eliminando ogni forma di realismo, oppure forse andrebbe notevolmente alleggerita.

Titanic. Dal 10 al 21 dicembre 2025 Palermo, Teatro Biondo, Sala Strheler. Prima Nazionale. scritto e diretto da Davide Sacco, Con Rosario Lisma, Filippo Luna e con Alessio Barone. Musiche Davide Cavuti. Luci Luigi Della Monica. Spazio scenico Davide Sacco. Costumi Luciana Donadio. Assistente alla regia Ornella Matranga. Produzione Teatro Biondo Palermo.

Foto Rosellina Garbo