Il “Teatro” etimologicamente è il luogo in cui si guarda ma è anche, per quell'effetto che Edoardo Sanguineti ha definito “immagine di suono”, il luogo in cui si ascolta e si ascolta soprattutto, guardandolo, la 'voce' dell'attore che recita. Angela
Zinno, Dottore di ricerca in “Digital Humanities – Arte, Spettacolo e Tecnologie Multimediali nonché, tra altri ruoli, Direttore Artistico del Teatro Universitario di Genova “Il Falcone”, ha concepito il suo libro proprio a partire da questa fascinazione, in fondo così consueta da essere quasi 'impercettibile'. Ma non si è fermata a questo cercando per così dire di 'visualizzare' (e legittimare scientificamente) quella sorta di sempre maggiore autonomia drammaturgica e creativa che la voce, anche separata dal corpo che la emette, e il suono in generale hanno conquistato grazie alle tecniche e alle tecnologie moderne, pur traendo queste la loro 'sorgente' ideologica nel più antico passato (dalla maschera della tragedia greca ad esempio). L'idea di fondo è che la voce e il suono nella loro gestione meccanica ed elettronica siano 'uni' nell'esito finale, ma 'trini' nel processo di composizione che, come scrive Zinno nella breve prefazione, si articola in “cattura, riproduzione e manipolazione”. Se la pietra angolare di una siffata costruzione è certamente l'esperienza di Carmelo Bene, il libro percorre con interesse altre esperienze italiane e straniere ancorando però le riflessioni più propriamente 'estetiche' con una serie di articolazioni tecniche e scientifiche che si addentrano nelle macchine, prima analogiche e poi digitali, e nei meccanismi che regolano e consentono questa laica 'trinità'. In certe sue parti dunque questo volumetto, che edita la tesi dottorale dell'autrice, è in certe sue parti piuttosto tecnico e anche, tra frequenze binarie e 'bit', ostico al cultore umanistico, ma nel contempo è anche intelligente non solo nell'integrare questa raccolta nell'interessante excursus storico, ma anche nell'opportunamente allargarla alle testimonianze vive di alcuni importanti autori contemporanei di teatro che quelle tecniche hanno implementato, da Luigi De Angelis a Andrea De Rosa, da Marco Donnarumma e Roberto Latini a Roberto Paci Dalò. Un volume ricco di notizie e di suggestioni.
Voce dal sen fuggita
Percorsi analogico-digitali della voce nel teatro contemporaneo
di Angela Zinno
Stefano Termanini Editore 2025
pagg 164
Euro 20,00
