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Fondazione Teatro Piemonte Europa presenta i prossimi spettacoli al Teatro Astra di Torino

Aurunca
Palcoscenico Danza

Teatro Astra
31 marzo > 1 aprile 2026
durata 60 min
orari mar h 21 | mer h 19

di e con Elías Aguirre
consulente drammaturgico Francisco Javier Suarez Lema
light designer Sergio G. Domínguez
assistente alla coreografia Ruth Muelas
musiche Jorge da Rocha
video Rober Gimbel
consulenza manipolazione oggetti Zero en Conducta
graphic design Ramseh Beogram
costumi Marisa Maggi
scene Juanjo de la Fuente
produzione Mayda Islas / SNEO

prima nazionale

L’ultimo lavoro del coreografo Elias Aguirre che con il termine “Aurunca” allude a una stazione ferroviaria dell’Italia meridionale (Sessa Aurunca), uno di quei tanti non-luoghi insoliti che ho attraversato. La performance è strettamente correlata a “Imbermoves”, un progetto fotografico che Aguirre dedica ad innumerevoli non-luoghi: spazi dimenticati come palcoscenici dove ha catturato autoritratti in movimento. Questo è stato l’innesco di Aurunca, un progetto tramite cui indagare la relazione tra le persone e il loro rapporto con la morte e i non luoghi. Sullo spazio scenico degli elementi traslucidi ricordano il dispiegarsi delle ali degli insetti attraverso tecniche di manipolazione degli oggetti. La morte è un’idea a cui alcune persone pensano più di altre, ma a cui tutti abbiamo pensato almeno una volta. Pensare alla morte significa riflettere su qualcosa di cui non si ha alcun controllo, ma anche ristabilire delle priorità per riposizionarci nella vita. Non si tratta di accettare l’idea della fine e di danzare come automi verso la nostra scomparsa, ma di essere consapevoli che la scomparsa è musica e la vita la sua danza (José Francisco Suarez Lema). Elias Aguirre, Artista multidisciplinare, danzatore, coreografo, fotografo, artista visivo e audiovisivo. Come danzatore è stato membro della compagnia Mayumana, si è esibito insieme a prestigiosi artisti della musica, della danza e del teatro e ha partecipato a diversi film. Nel 2008 Elías Aguirre ha iniziato a creare progetti, sia da solo che in collaborazione. A partire dal 2010 entra a far parte delle compagnie residenti del Comune di Madrid, esibendosi nei cinque continenti, ricevendo sostegno istituzionale e ottenendo importanti premi internazionali (1° Premio Iberoamericano per Alicia Alonso, 1° Premio del Concorso Coreografico Burgos-New York). La sua ricerca, plastica e coreografica, si ispira al mondo della natura e combina tecniche di danza contemporanea e urbana.

Teatro Astra
A pelle nuda sul palco. Eroine ed eroi shakespeariani per voce femminile

Teatro Astra

7 > 12 aprile 2026

durata 90 min

orari mar h 21 | mer h 19 | ven h 21 | sab h 19 | dom h 17

di e con Lucilla Giagnoni

musiche originali Paolo Pizzimenti

luci Massimo Violato

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa

Un’attrice su una pedana in controluce: è Romeo che contempla Giulietta al balcone, ma anche Giulietta stessa, e poi Desdemona, Otello, Emilia, Lady Macbeth, Macbeth. Interpreta personaggi maschili e femminili, senza distinzione. Nel teatro di Shakespeare le donne non potevano recitare, non avevano voce. Una strana condizione per il tempo in cui sul trono sedeva la più significativa regnante della storia inglese, Elisabetta I Tudor. Una contraddizione? Il teatro, però, è luogo in cui dare spazio, a queste contraddizioni, in cui poter trovar loro un senso, aprendosi a nuove possibilità. Dal teatro, allora, si riparte, per saldare questo debito e riparare al torto. Lucilla Giagnoni si fa guida del pubblico in un percorso dentro Shakespeare, attraverso le sue opere e i suoi protagonisti, in un'affabulazione che si intreccia intimamente all'interpretazione accompagnandoci nel tempo, nel mondo e nella misteriosa figura dell'autore teatrale che spalancò le porte della modernità (non a caso, nato lo stesso anno di Galilei e morto lo stesso anno di Cervantes).

A scandire il percorso sono tre donne delle tragedie shakespeariane, tre figure archetipiche: Giulietta, giovane romantica; Desdemona, ragazza che vuole diventare donna; Lady Macbeth, donna spietata che desidera essere regina. In questa avventura shakespeariana per voce femminile, tragedia e biografia personale si mescolano; la voce dell’attrice si fa personaggio, e viceversa.

Uno spettacolo che omaggia il potere del teatro nel farsi strumento interno, di messa in dubbio; ogni personaggio è un’immersione, un’esplorazione dentro sé stessi, una scoperta delle proprie parti, che richiede una spoliazione: a pelle nuda, sul palco, non per procurare sofferenza ma per condividere conoscenza. Se la grandezza dell'opera di Shakespeare si rivela quando c'è un corpo che la incarna, dando voce a tutte le luci e le ombre dell'umano, questo spettacolo è un'esperienza che può toccare in profondità il corpo e l'interiorità affamata di ogni adolescente.

NOTE DI REGIA

"Ho scritto la maggior parte degli spettacoli che ho interpretato. Mi sono immersa anche in grandi classici, dando vita alle loro parole. La mia prima vocazione infatti è quella dell’attrice: abito il palco come gli adolescenti la loro cameretta e, insieme, i pellegrini, un santuario. Avvolta nel nero di quinte e fondali, abbagliata dalle luci, ogni volta supero la soglia dello spazio/tempo e dialogo con i grandi artisti e artiste del passato. Il mio compito è farmi antenna, medium, medium poetica. Certo, richiede un lavoro di spoliazione: mettersi a pelle nuda è la condizione necessaria perché la vita fluisca da loro attraverso me oltre il proscenio. Trasmettere vita è uno dei doni più grandi del Teatro e, con lo sviluppo delle intelligenze artificiali e del virtuale, sarà un’esperienza sempre più concreta e preziosissima. Questa energia me la dà la Poesia perciò anche Shakespeare col suo teatro. I suoi personaggi, maschi e femmine senza distinzione, hanno segnato molte tappe della mia evoluzione. Potrei raccontare la mia vita, tramite loro. Sono in me: dormono, sognano, a colazione e cena, parlano, discutono, urlano, piangono, arrossiscono e…mi fanno la pelle, nel senso che me la rifanno ogni volta nuova: una rigenerazione profonda, cellulare. La si potrebbe definire un’estetica integrale. Giulietta, Desdemona, le streghe del Macbeth, Lady Macbeth. Ma anche Romeo, Otello, Jago, Macduff, Macbeth. Ecco i personaggi shakespeariani che ho interpretato: maschi e femmine, senza distinzione. Curioso perché nel Teatro di Shakespeare le donne non potevano recitare. Non avevan voce. Mi vien da pensare che è come se avessi saldato un debito. Interpretare i personaggi maschili è stato divertente e terribile come un transfert, un’esplosione. Ma calarsi nei panni di queste creature femminili è stata una vera e propria esplorazione di un mistero, di ciò che non conoscevo di me. Giulietta, Desdemona, le streghe, Lady Macbeth, un‘esplorazione che arriva fino al limite della loro morte. Una fine violenta che tutte le volte sogni di poter cambiare. E visto che non è possibile qualcosa puoi loro donare: la tua Voce. Hanno bisogno di te e ti aspettano: Giulietta quando sei un’attrice agli inizi, Desdemona quando incominci a conoscere l’arte dell’incantamento, le streghe quando il sedurre è diventato il gioco più bello, Lady Macbeth quando desideri solo di esprimere la tua potenza. Chissà chi mi aspetta, ora.”
Lucilla Giagnoni

Shakespeare / Poemetti. Venere e Adone – Lo stupro di Lucrezia

Teatro Astra

14 > 19 aprile 2026

durata 120 min con breve intervallo

orari mar h 21 | mer h 19 | gio h 20 | ven h 21 | sab h 19 | dom h 17

un progetto di e con Valter Malosti

progetto sonoro e live electronics G.U.P. Alcaro

regia, traduzione, adattamento teatrale e ricerca musicale Valter Malosti

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa

A partire dai due spettacoli, pluripremiati, da lui diretti nel 2007 e nel 2012, e caratterizzati dall’alta densità musicale, ha ideato, in collaborazione con G.U.P. Alcaro, una versione in forma di concerto che unisce i due Poemetti, questa volta senza più scena, se non quella, ricchissima e potentissima, creata da voce e suono. Anno 1593. Londra è devastata dalla peste e i teatri sono chiusi. Shakespeare compone su commissione il poemetto erotico­ mitologico Venere e Adone che gli darà la fama come poeta. Sotto la patina arcadica (con ampie striature comiche) Venere e Adone è una sorta di protocollo psicoanalitico ante­ litteram dell’eros più carnale e ossessivo. L’anno seguente l’autore riprende un episodio dell’antica storia romana: lo stupro di Lucrezia da parte di Sesto Tarquinio. Un atto di violenza raccontato in modo sconvolgente. La voce di Lucrezia diviene uno dei più alti esempi di meditazione sulle conseguenze dello stupro visto dalla parte di una donna. Ma a impressionare ulteriormente il lettore/ascoltatore è lo sguardo nella psiche del carnefice, la lucida analisi dei suoi impulsi tortuosamente contradditori.

NOTE DI REGIA

"I due poemetti sembrano formare una specie di dittico simmetricamente contrappuntato, in cui la seconda tavola rovescia la prima: dallo sfondo giorgionesco (e ariostesco) di Venere e Adone con conigli cani, cavalli e cinghiali si passa ne Lo stupro di Lucrezia ad un tragico notturno, immerso in una livida oscurità caravaggesca squarciata dalla luce di una torcia. La figura del mostro andrebbe senza ombra dubbio in questi Poemetti a Sesto Tarquinio, l’orrido violentatore di Lucrezia, ma occorre prestare attenzione anche alla figura di Venere che per il grande poeta inglese Ted Hughes, autore di un visionario e misterico saggio/poema Shakespeare and The Goddess of Complete Being, si sdoppia nel cinghiale assassino di Adone che con un bacio di morte gli squarcia proprio l’inguine, con la dea che confessa che se anch’essa avesse avuto zanne aguzze baciandolo lo avrebbe potuto uccidere per prima. E sia detto en passant per Hughes questi poemetti sono la base in cui individuare idealmente tutta la strategia poetica e i fondamenti metafisici dell’intera opera shakespeariana, dunque figure estreme colme di metafora e di mito inserite in una sorta di equazione tragica che innerva tutte le sue opere maggiori. Lucrezia e il suo suicidio hanno provocato vibranti polemiche e contrapposizioni sul giudizio morale (e politico) da dare a questa figura esemplare, e anche all’interno del mondo cristiano, fu una vera “causa celebre” della casistica (vedi Agostino: “ammazzando sé stessa ha ammazzato un’innocente”). Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia, oltre ad essere due capolavori assoluti, sono gli unici e certi originali di quel mostro di bravura dai contorni tuttora fascinosamente incerti che risponde al nome di Shakespeare."
Valter Malosti

Made4you.x

Palcoscenico Danza

Teatro Astra

23 > 24 aprile 2026

durata 65 min con intervallo

orari gio h 20 | ven h 21

Eko Dance Project

Made4You 2026 sarà un’edizione particolarmente significativa, poiché celebrerà il decimo anniversario del progetto. Per festeggiare questo importante traguardo, Pompea Santoro ha voluto coinvolgere uno dei coreografi più influenti della sua carriera e a lei particolarmente caro: Nacho Duato, artista di fama mondiale, con il quale ha condiviso il palcoscenico ai tempi del Cullberg Ballet. Duato sarà il padrino della serata, conferendo ulteriore prestigio all’evento. Per l’occasione verrà presentato “Liberté”, estratto da Rassemblement, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet.

Accanto a lui, due giovani coreografi selezionati arricchiranno il programma. Salvatore De Simone presenterà “W.I.P. una nuova creazione sviluppata in collaborazione con lo Studio Wayne McGregor. Il lavoro, ispirato ai danzatori di Eko, adotterà il metodo e i principi creativi elaborati dallo stesso McGregor, dando vita a una fusione innovativa tra linguaggi coreografici contemporanei. Tornerà inoltre Giovanni Insaudo con “Unknown 2.0”, un lavoro incentrato sull’esplorazione e sulla ricerca dell’impossibile. Infine, non poteva mancare Paolo Mohovich, da sempre grande sostenitore di questo prezioso progetto, che presenterà una nuova creazione, “Roter Puls”

Of restless nature + Interplay Link

Palcoscenico Danza

Teatro Astra

28 > 29 aprile 2026

durata 55 min

orari mar h 21 | mer h 19

Of Restless Nature

concept Cristiana Casadio

choreography Cristiana Casadio in collaborazione con le danzatrici

performers Brit Rodemund, Yurie Nishi, Cristiana Casadio

dramaturgical and choreographic advisor Julia Maria Koch

Architetture di spazi minimi

un progetto di Collettivo Lattea

di e con Chiara Cardona, Francesca Massaioli, Ornella Trespidi, Sabrina Boarino

Cristiana Casadio – prima nazionale

Of Restless Nature è uno spettacolo interpretato da tre danzatrici, ispirato alle sculture ibride dell’artista Germaine Richier. Il parallelismo tra donne e insetti diventa un mezzo poetico e ironico per mettere in luce le somiglianze che accomunano tutti gli esseri viventi, ma anche per evocare alcune condizioni legate all’esperienza femminile. Trasformazione e ciclicità emergono come elementi condivisi da ogni creatura, attraversando corpi, identità e forme di vita. La performance si svolge all’interno di un terrario immaginario: un microcosmo modellato dalle creature che lo abitano. Questo ecosistema artificiale, chiuso ma in costante evoluzione, riflette la nostra profonda connessione con il mondo naturale, ma anche la crescente alienazione da esso. Allo stesso tempo, questo spazio rimanda alla dimensione domestica, evocando la relazione a volte complessa e ambivalente tra la donna e la casa: luogo di protezione, ma anche di contenimento. Attraverso un linguaggio simbolico che lascia spazio all’ambiguità e al paradosso, Of Restless Nature tocca temi come il nostro modo di guardare il mondo, di categorizzare la vita e di stabilire gerarchie tra le esistenze. È un lavoro che nasce da un profondo amore per la natura e per tutte le creature che la abitano, dove anche la presenza più fragile o invisibile ha un peso nell’equilibrio dell’insieme.

Interplay Link, in apertura serata del 29 aprile, con Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea (durata 20 min)

Architetture di spazi minimi è un progetto coreografico che esplora il rapporto tra corpo, costruzione di relazioni e soglia, riconoscibile nell’elemento architettonico della finestra. Quest’ultima, vuoto e apertura verso l’ignoto, diventa spazio simbolico da abitare, luogo in cui prende forma l’interfacciarsi dei corpi, i tempi, dove il passato non è memoria, ma materia ancora in movimento.

Fondazione Teatro Piemonte Europa
Teatro della Città di Rilevante Interesse Culturale
via Rosolino Pilo 6, 10143 Torino
fondazionetpe.it