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Laura Palmieri è stata, certamente non da sola basti ricordare la fruttuosa e lunga collaborazione con Antonio Audino, il Teatro alla Radio, ma non soltanto nel modo consueto della cura del “Radiodramma”, quanto piuttosto nella sua intuizione di mostrare il Teatro,

quello contingente delle sale intendo, esplorandone la persistenza che attraverso l'ascolto 'critico' poteva occupare più a lungo l'immaginario di ciascuno di noi.
Un ascolto che da elitario si faceva partecipato, costruendo quasi una 'terza o quarta dimensione' in cui si propagasse, proprio come le 'onde radio', nello spazio esistenziale consueto, oltre appunto l'intrinseca occasionalità della rappresentazione.
Dimensione 'terza' come la terza rete di Radio Rai che della sua competenza sul campo e della sua profonda sensibilità estetica, oltre la teoresi delle stesse e diverse Scuole, si è a lungo avvalsa, fino a pochi mesi fa quando, ormai terminato l'impegno con l'Ente Pubblico, aveva cominciato a mettere a disposizione e a rimettere in gioco in altro modo la sua esperienza 'unica' e irripetibile.
Laura Palmieri è morta oggi, colpita da una malattia contro cui lottava ma che alla fine l'ha vinta, e quell'esperienza e quella sensibilità, frutto di una passione robusta nel tempo della sua vita, ci viene a mancare e non sappiamo come e quando potrà essere 'sostituita'.
Temiamo, sperando di sbagliarci, che non potrà esserlo a breve perché è stata l'esito mai concluso di un percorso fatto non solo di passione, ma anche di applicazione e studio, un percorso sempre più necessario in questi tempi difficili per il Teatro e la Cultura in genere ma anche, purtroppo, sempre meno ricercato e ambito.
La perdita di Laura è dunque un dolore personale, intenso e improvviso che riporta alla mente tutti i momenti belli di cui la mia conoscenza di quella bella persona è costellato, ma non è solo un dolore personale, andando anche a riguardare tutto il mondo del Teatro, che molto avrebbe e ha ancora bisogno di lei.
Resta negli archivi di RadioTre o del premio UBU o nei molti altri luoghi frequentati, ciò che ha fatto e spero che quelle belle cose non si perdano nei meandri/musei di una flebile memoria ma restino vivi e fruttuosi come meritano.
Ora si trova di fronte al mistero. Buon viaggio Laura.