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Titivillus pubblica un'altra drammaturgia d'autore, aggiungendola alla vasta collezione che già impreziosisce la sua collana. Come negli altri casi non si tratta di un semplice copione, materia prima di messe in scena per il teatro di parola, ma di

un'opera teatrale che è anche, come sempre nel caso di Edoardo Erba, opera letteraria nel senso più ampio del termine, prodotto finito con una sua compiutezza e dignità al di là e prima ancora della sua realizzazione scenica. Dunque un testo da leggere e da apprezzare come tale, con i suoi dialoghi sempre brillanti e arguti, l'azione che appare lineare ma che invece presenta ben due capovolgimenti: quello dei ruoli dei due personaggi e quello di prospettiva con cui si osserva e si è sviluppata la vicenda. I due personaggi emergono tridimensionalmente col progredire dell'azione, scambiandosi i classici ruoli di vittima e carnefice, di dominante e dominato, fino alla svolta finale che, come detto, metterà in discussione ciò che l'autore ci ha fatto credere fino a quel momento, seguendo l'ideazione registica e la riscrittura di un "Ciascuno a suo modo" stravolto per la sua azzardata attualizzazione, e rivelandoci "il vero Pirandello" che ispira tutta la vicenda: Enrico IV. La prefazione è a cura di Maria Dolores Pesce e la postfazione di Gioele Dix, regista dello spettacolo prodotto dal Teatro Franco Parenti che ha debuttato con successo esattamente un anno fa.

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Pirandello Pulp
di Edoardo Erba
Titivillus 2025
pagg. 75 € 10,00