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Un affresco divertente, ironico, malinconico, di una umanità, di un quartiere popolare come San Berillo, tra i più complessi e contraddittori di Catania, di un microcosmo che ormai non c’è più. Il tutto visto attraverso delle variegate cartoline musicali, con battute, sketch, canzoni e coreografie, personaggi semplici e rappresentativi che

raccontano e si raccontano in una parte di città che, all’improvviso viene smembrata, trasferita e cancellata in nome del progresso, di un nuovo progetto edilizio, mai compiutamente realizzato. Questo e tanto altro troviamo nell’atto unico “L’oro di San Berillo” dello scrittore e giornalista catanese Domenico Trischitta,  proposto dal 13 al 15 febbraio, al Piccolo Teatro della Città di Catania, nell’adattamento drammaturgico e con la regia di Gisella Calì. Lo spettacolo musicale è prodotto da Associazione Città Teatro in collaborazione con Fiat Lux 2.0.
Il lavoro, in circa ottanta minuti, non affronta in modo cronachistico o drammatico le vicende, le storie, i problemi e la disperazione dei tanti abitanti del popoloso quartiere di San Berillo che negli anni Cinquanta furono costretti ad abbandonare le proprie case ed a trasferirsi nel nuovo quartiere “residenziale” di Nesima, a seguito degli sventramenti urbanistici – con le terribili pale meccaniche - che trasformarono profondamente la città. L’adattamento drammaturgico e la regia di Gisella Calì opta, sin dalle prime battute, per una chiave leggera, ironica e con un taglio musicale, da varietà, dove gli abitanti e protagonisti della storia del quartiere (in primis quel Don Saro- ispirato al padre dell’autore Trischitta - nei panni di malinconico traghettatore dei giorni e della storia di un microcosmo), si ritrovano a cantare, a ridere, a riflettere tra canzonette dell’epoca, numeri ed intrattenimento e poi, man mano, tutto sfocia nella nostalgia e nei ricordi di un quartiere destinato solo a scomparire.
In una atmosfera evocativa, musicale e maliconica, emergono così sulla scena le viuzze del quartiere, la sua gente, il cinema Mirone, le voci di Caruso e Tamagno, la prostituta napoletana, il bagnino, i giovani militari in cerca di donnine, il bagnino e il personaggio di Manciafranco che arrivava con le angurie più buone al mondo.
Semplici e curati i costumi di Rosy Bellomia e le coreografie di Erika Spagnolo mentre i sei interpreti in scena (Cosimo Coltraro, Carmela Buffa Calleo, Axel Torrisi, Giorgia Morana, Alessandro Chiaramonte, Daniele Caruso) si muovono in modo frenetico e coordinato nel funzionale impianto scenografico di Rosario Di Paola con delle cabine di un lido che si trasformano, in base all’esigenza del momento, in officina meccanica, bar o altri spazi della vita del quartiere, regalando risate, e profonde riflessioni al pubblico.
Una pièce che conquista subito per la coralità e per il notevole impegno profuso dagli interpreti e che, ripetiamo, vira di più sull’aspetto leggero, evocativo e affettivo sottolineando in alcuni momenti e soprattutto nel finale, con le commoventi riflessioni di Cosimo Coltraro/Don Saro, le dinamiche storiche, sociali ed umane legate alla trasformazione del quartiere. Significative ed ironiche nella pièce le buffe figure dei giornalisti alla ricerca di scoop o dei politici alle prese con linguaggio e slogan validi ieri come oggi.
Essenziali al successo dello spettacolo la profondità e la poesia del testo di Trischitta, la scelta registica del registro nostalgico e musical- popolare e la presenza di brani musicali, cantati e ballati, degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta che seguono, sottolineano, i momenti più difficili del racconto, scandendo cosìil trascorrere del tempo (i bombardamenti, lo sventramento, la criminalità mafiosa).
Particolarmente apprezzati per le loro sentite e “vere” interpretazioni, tra battute, canzoni e balletti, Cosimo Coltraro e Carmela Buffa Calleo, attorniati dalle performance degli applauditi Axel Torrisi, Giorgia Morana, Alessandro Chiaramonte, Daniele Caruso.
Testo intrigante, drammatico, di denuncia sociale quello di Domenico Trischitta, pubblicato nel 2015 e spettacolo reso fruibile e godibile dall’adattamento e dalla regia di Gisella Calì. Alla fine prolungati e calorosi applausi per tutti, dall’autore agli interpreti, stremati e commossi, dalla regista alla produzione.

“L’oro di San Berillo” 
di Domenico Trischitta 
Adattamento drammaturgico e regia Gisella Calì
Con Cosimo Coltraro e Carmela Buffa Calleo, Axel Torrisi, Giorgia Morana, Alessandro Chiaramonte, Daniele Caruso
Direzione musicale Elisa Giunta
Coreografie Erika Spagnolo
Costumi Rosy Bellomia
Scenografia Rosario Di Paola
Produzione Associazione Città Teatro in collaborazione con Fiat Lux 2.0
Stagione Piccolo Teatro della Città di Catania - 13-15 febbraio 2026
Visto al Piccolo Teatro della Città di Catania il 15 febbraio 2026

Foto Dino Stornello