Perfettamente integrati, immersi, coinvolti, in un mondo dove la cronaca dei media ci travolge e dove, purtroppo, la violenza generale (domestica, familiare, di coppia, lavorativa) dilaga e va sempre ad aumentare, non ci capita spesso di fermarci a riflettere
su quello che di tanto malvagio sta accadendo, magari accanto a noi, nel nostro pianerottolo, nella nostra città, nel mondo. L’associazione Città Teatro, in collaborazione con Bottega del Pane e Teras Teatro, ha proposto il 28 febbraio e l’1 marzo, al Piccolo Teatro della Città di Catania, all’interno della rassegna “Nuovo Teatro”, l’atto unico “Radio Killers” della scrittrice, regista ed attrice palermitana Valeria La Bua che con la sua drammaturgia si intrufola - attraverso tre emblematici ed oscuri episodi di cronaca nera- negli intricati meandri della mente umana, partendo dal’insolito e particolare, punto di vista dell’assassino, di chi commette un crimine.
L’autrice, attingendo dalla filosofia di Hannah Arendt e dalla sua celebre opera “La banalità del male”, con i personaggi dei tre episodi raccontati in scena, si interroga sui meccanismi che portano all’atto estremo e sul labile confine tra responsabilità individuale e sistema sociale.
L’atto unico di circa 70 minuti si apre con il primo episodio ambientato nel 2017 in una località al confine tra la Francia e l’Italia dove arrivano numerosi immigrati clandestini che la gendarmerie è costretta a respingere verso il confine italiano. In uno di questi momenti una donna incinta muore per la fatica di aver camminato a lungo sulla neve e perché non aveva ricevuto nessun soccorso. Le autorità francesi aprono un’inchiesta e chiamano a deporre la gendarme responsabile (resa da Marta Cirello) in quel momento e che spiega le scelte, quasi obbligate, che è stata chiamata a fare in nome del forte senso patriottico e della grandezza della Francia. La gendarme non è stata scalfita dal pianto della donna nigeriana che lamentava forti dolori, che chiedeva aiuto ed in nome del ruolo che ricopriva, ha così calpestato la sua umanità, ignorando la possibilità di una scelta diversa.
Il secondo episodio si svolge in un piccolo e modesto appartamento dove vive una giovane coppia di sposi (Gianmarco Arcadipane e Marta Cirello) caratterizzata da una latente semplicità e dal tarlo del male. I due giovani, disturbati dall’arroganza e dalla prepotenza di vicini di casa rumorosi e maleducati alla fine esplodono e la rabbia si impadronisce del marito che con un martello si rende protagonista di una strage. In un solo istante avviene l’irreparabile e la violenza appare come l’unico strumento per risolvere il loro problema, con una vendetta necessaria come riscatto economico e riconoscimento di diritti calpestati.
La pièce si chiude poi con il terzo quadro legato al 1985, quando una star della musica pop internazionale scampò a un tentativo di aggressione nel quale persero la vita le sue guardie del corpo, ma lui si salvò. Autore del tentativo di omicidio, con tanto di arco e frecce, un padre, reso in scena da un determinato Gianmarco Arcadipane, al quale, poco tempo prima il cantante aveva investito il figlioletto, che era suo fan, riducendolo a un tronco umano.
Abili e convincenti in scena, nei tre episodi narrati, Marta Cirello e Gianmarco Arcadipane, che si muovono in una essenziale e fredda scenografia curata da Mariella Beltempo e Rosalba Cannella che con pochi oggetti (due sedie, un tavolinetto, due armadietti metallici) riesce a ben rappresentare l’aspetto psicologico fragile, confuso dei protagonisti delle tre storie. Efficace e scorrevole la regia della stessa autrice e di Davide A. Toscano.
Particolarmente intrigante e chiave dello spettacolo - oltre alle rotelle dentate che girano e rimandano al meccanismo perverso, imprevedibile, malvagio che muove le nostre vite- la presenza di tre radio diverse per tre episodi di cronaca diversi, che inquadrano il tempo con il classico – e che ancora molti ricordano bene – uccellino della radio che introduceva l’inizio delle trasmissioni con la riproduzione del suono gracchiante delle frequenze che si cercavano sulle manopole delle radio di un mondo, di un tempo ormai lontano.
Alla fine applausi per l’atto unico, per il testo e per i due interpreti con il pubblico che nel lasciare la sala ripensa a quanto sia labile il confine tra la ragionevolezza umana e l’atto banale e malvagio dell’omicidio, soprattutto in un mondo squinternato come quello attuale.
Lo spettacolo ricordiamo che si è aggiudicato il Premio Sicilia di Scena 2022/2023 del Teatro Biondo di Palermo.
“Radio Killers è teatro di parola e di presenza, - sottolinea l’autrice Valeria La Bua- ma soprattutto è teatro nel senso più puro: ci chiede di interrogarci davanti a ciò che ci inquieta. Questo lavoro conferma quanto sia importante, per chi fa teatro oggi, investire sulla riflessione più che sulla facilità”.
Radio Killers
di Valeria La Bua
con Gianmarco Arcadipane e Marta Cirello
Regia di Valeria La Bua e Davide A. Toscano
Scene di Mariella Beltempo e Rosalba Cannella
Produzione Associazione Città Teatro, in collaborazione con Bottega del Pane e Teras Teatro
Rassegna Nuovo Teatro - Piccolo Teatro della Città di Catania - 28 febbraio e 1 marzo 2026
Spettacolo vincitore del Premio Sicilia di Scena 2022/2023 del Teatro Biondo di Palermo.
Visto l’1 marzo 2026 al Piccolo Teatro della Città di Catania
Foto Dino Stornello