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La produzione di spettacoli tratti da testi di Luigi Pirandello, già da diversi anni, sembra essersi cristallizzata nella forma dei grandi allestimenti degli stabili o delle grandi compagnie di giro: una forma che trae linfa dalla tradizione del dramma borghese ma oggi appare sempre più incapace

di leggere la trama del presente ed esprimere un dialogo interessante tra i registi contemporanei e i testi del grande drammaturgo. Ovviamente la lezione feconda di Carmelo Bene appare ignorata e quasi del tutto dimenticata. Una forma che oggi sempre più viene messa in discussione criticamente, mentre si presentano allestimenti che ricercano e provano approcci nuovi, diversi e radicalmente altri all’universo poetico e teatrale di questo autore. Queste brevi considerazioni per presentare “La patente” lo spettacolo, tratto dall’omonima (e celeberrima) novella di Pirandello, che i siciliani Salvatore Tringali (regista e attore) e Giuseppe Muscarello (danzatore) hanno costruito e presentato sulla scena del Teatro comunale di Noto l’8 febbraio scorso. Uno spettacolo delizioso che si propone come un perfetto congegno scenico in cui azione teatrale, testo, narrazione, danza si presentano in piena armonia e avvolte da una singolare leggerezza. Nella massima concentrazione possibile del tempo (forse anche un po’ eccessiva) e nella totale semplificazione dello spazio scenico, nulla è concesso alla banalità, nulla è concesso alla facile risata, nulla alla conferma della memoria scolastica relativa a questa novella: l’ironia pervade con intelligenza sorniona l’interpretazione e rinnova il testo dal di dentro, la danza d’altro canto sembra abitare lo spazio del respiro e quello della connotazione delle parole, sembra estenderli e riempirli di sensi inattesi. Anche la musica è scelta e applicata in modo singolare e interessante: si tratta prevalentemente della riproduzione in un loop ipnotico e astratto di un brano di Carlo Rustichelli tratto dall’indimenticabile film/serie Amici miei. Il focus del racconto poi (ovvero la dialettica tra il protagonista, il presunto menagramo Rosario Chiarchiaro, e il giudice D’Andrea, pur contenuto nella tessitura dello spettacolo e collocato esattamente dove lo ha posto Pirandello, sembra colpire all’improvviso lo spettatore e costringerlo a riflettere sulla dialettica tra una condanna che salverebbe sostanzialmente il protagonista e una assoluzione che lo condannerebbe definitivamente e inappellabilmente. Spettacolo godibile e molto interessante.

La Patente
Noto, Teatro Comunale “Tina Di Lorenzo”, 8 febbraio 2026. Di e con Salvatore Tringali e Giuseppe Muscarello. Regia di Salvatore Tringali. Produzione di Cantina Sperimentale Iblea in collaborazione con Muxarte e Fondazione Teatro Tina Di Lorenzo - Noto. Musiche tratte dalla colonna sonora di “Amici Miei”, tema secondario dal titolo Una Bravata, di Carlo Rustichelli.

Foto Grazia Asaro