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Una pulsante, viva, estremamente convincente, Lucia Lavia è la protagonista al Teatro Verga di Catania, dal 10 al 19 aprile 2026, per la stagione dello “Stabile” etneo, dell’atto unico “La signorina Else”, tratto dall’omonima novella del 1924 di Arthur Schnitzler, medico, romanziere e drammaturgo austriaco.

Il monologo, adattato e diretto dal regista di fama internazionale Henning Brockhaus, con la traduzione di Renata Colorni, è prodotto dal Teatro Stabile di Catania. L’adattamento e la regia di Brockhaus e l’interpretazione completa, magnetica di Lucia Lavia, in uno dei personaggi più complessi della letteratura del Novecento, restituiscono allo spettatore in sala, in circa sessantacinque minuti, una pièce mai fuori dalle righe, sempre appassionante, coinvolgente e che si sofferma - accompagnata a tratti dalla musica al pianoforte de “Il carnevale” di Robert Schumann - in una sorta di gabbia, sempre sospesa tra pudore e disperazione, sull’intrigante figura di Else, diciannovenne della borghesia viennese, figlia di un facoltoso avvocato con il vizio del gioco. La giovane, durante una vacanza in montagna, riceve una lettera della madre che la informa che il padre rischia l’arresto per aver sottratto denaro a un ricco amico di famiglia. Else deve quindi salvare il nome della famiglia e chiedere aiuto al ricco mercante d’arte, con un debole per lei, von Dorsday, che accetta di saldare il debito di 30mila fiorini a patto che la giovane si mostri nuda.
Durante lo spettacolo Else/Lucia, si muove tra sogno e realtà nel luminoso spazio scenico, tra marionette (Paul e Cissy, von Dorsday) immobili, mosse e spostate dalla stessa Else in base alle sue intenzioni e vari quadri di Gustav Klimt.
Else salta, cambia espressioni, sorride ironicamente, si racconta, soffre e mostra il suo stato d’animo, le sue contraddizioni e l’impossibilità di scegliere tra due soluzioni per lei ugualmente inaccettabili: deve prostituirsi per salvare il padre oppure difendere la propria integrità, condannando la famiglia alla rovina.
Alla fine, tra le fredde ed ipocrite marionette, in primis quella di von Dorsday, schiacciata tra i doveri, i costumi e la sua volontà, Else decide di mostrarsi nuda nella hall dell’albergo e poi, dopo un delirio, sviene. Rimasta poi sola con i suoi fantasmi, non resiste alla vergogna e si toglie la vita con il Veronal.
Rappresentazione di grande suggestione, sorretta dall’esperta mano registica di Henning Brockhaus che nel suo adattamento sospeso tra realtà e immaginazione, punta sulla camaleontica, agile e sanguigna interpretazione di una Lucia Lavia in grande forma capace di disegnare una convincente, dolorosa ed espressiva Else, ansiosa e sola, travolta dalla sua gioventù e dalle sue responsabilità, sospesa tra emancipazione e costrizione sociale.
Ben congegnato l’impianto scenografico di Giancarlo Colis, autore anche dei costumi ed in linea le azzeccate coreografie di Valentina Escobar ed il sottile ed impietoso gioco luci di Gaetano La Mela.
Pubblico attento, coinvolto ed alla fine prodigo d’applausi per la protagonista e per un testo che si sofferma sulla superficialità della società viennese, mettendo in evidenza una condizione femminile segnata dalla dipendenza economica, dal giudizio sociale e dalla violenza della mercificazione del corpo.

“La signorina Else”
di Arthur Schnitzler
Traduzione di Renata Colorni
Adattamento e regia di Henning Brockhaus
con Lucia Lavia
Scene e costumi di Giancarlo Colis
Coreografie di Valentina Escobar
Luci di Gaetano La Mela
Produzione Teatro Stabile di Catania
Stagione Teatro Stabile di Catania - Teatro Verga 10-19 aprile 2026
Visto alla Sala Verga di Catania il 12 aprile 2026

Foto di Antonio Parrinello