Nel 2026 il progetto Politico Poetico continua: accanto ai laboratori, agli Speakers’ Corners 2026, evento al confine tra flash mob e spettacolo teatrale diffuso
in Piazza Maggiore, e alle nuove Lettere alla Città presentate in Consiglio Comunale, nasce Habil delle città, spettacolo che unisce realtà virtuale e teatro dal vivo, per parlare dei giovani che abitano le periferie, reali e metaforiche delle nostre città.
Di seguito tutti i dettagli.
Speakers’ Corners 2026
Domenica 19 aprile 2026 ore 16.30
Piazza Maggiore, Bologna
Un evento al confine tra flash mob e spettacolo teatrale diffuso
400 adolescenti, 400 progetti per la città, 400 sguardi sul mondo
con le classi delle Scuole Secondarie di II grado di Bologna che hanno preso parte ai laboratori di teatro e cittadinanza attiva 2025-26
e con i gruppi dei quartieri di Bologna che hanno preso parte al percorso
Domenica 19 aprile alle 16.30, Piazza Maggiore torna a essere in un grande palco a cielo aperto, Bologna in un grande teatro in occasione di Speakers' Corners, evento conclusivo del percorso dei laboratori di teatro e cittadinanza attiva 2025-26, condotti dal Teatro dell’Argine, nell’ambito della seconda edizione di Politico Poetico.
Politico Poetico torna a portare nel cuore della città le voci di centinaia di adolescenti che, dopo mesi di laboratori di teatro e cittadinanza attiva nelle scuole e nei quartieri condotti dal Teatro dell’Argine, saliranno su una cassetta della frutta e prenderanno la parola.
A Londra, a Hyde Park, lo Speakers’ Corner esiste da oltre un secolo. È il luogo dove chiunque può esprimersi, dove le idee si scontrano e si mescolano, dove il dibattito è ancora una forma viva di partecipazione. A Bologna, grazie a Politico Poetico, gli Speakers’ Corners diventano un grande palcoscenico diffuso, in cui la città intera si trasforma in teatro. Un teatro senza mura, senza biglietti, senza attori né spettatori definiti. Un teatro in cui tutti possono prendere la parola, ma soprattutto in cui tutti possono essere toccati da una parola, anche solo per un istante. Perché il teatro c’è, anche quando non lo riconosciamo. C’è ogni volta che qualcuno cerca di connettersi con gli altri attraverso la propria voce e il proprio corpo. C’è in ogni angolo della piazza in cui un adolescente sale su una cassetta e dice: “Ascoltatemi”. C’è in ogni battaglia raccontata, in ogni storia condivisa, in ogni sguardo che cambia prospettiva. Il teatro c’è, anche quando non ce ne accorgiamo.
Gli Speakers’ Corners di Politico Poetico sono un’azione politica. Perché prendere la parola in pubblico è un gesto di responsabilità, è decidere di dire: io esisto, io ci sono, io ho qualcosa da dire. È l’atto di chi non si accontenta di subire il mondo così com’è, ma prova a cambiarlo, a modificarne la traiettoria. Chi sale su quella cassetta non sta solo parlando: sta esercitando un diritto. Il diritto di essere ascoltati e ascoltate, di porre domande, di proporre soluzioni. Sta portando la propria voce in un luogo pubblico, trasformando lo spazio urbano in una piazza di confronto, in un’arena di idee. È un atto politico perché rivendica uno spazio di dialogo, perché chiama gli altri a rispondere, a riflettere, a prendere posizione. Non più parole chiave da cui partire, ma una domanda semplice e radicale: cosa hanno da raccontare di sé, della propria città e del mondo in cui stanno crescendo.
Gli Speakers’ Corners di Politico Poetico sono un’azione teatrale, nel suo significato più autentico: una pratica che ha a che fare con il corpo, con la voce, con l’incontro diretto tra chi parla e chi ascolta. I ragazzi e le ragazze che salgono sulle cassette di legno sparse per la piazza non stanno solo facendo un discorso in pubblico. Stanno costruendo una relazione con lo spazio intorno, con le persone che passano, con chi si ferma anche solo per un attimo, con chi magari storce il naso o con chi annuisce convinto. Stanno sperimentando sulla propria pelle il senso del teatro, che è prima di tutto una forma di azione politica: il tentativo di incidere sulla realtà attraverso la parola, il gesto, la presenza.
Il pubblico vede un adolescente salire su una cassetta e parlare. Ciò che non vede è il lungo lavoro che ha portato a quel momento: ore di riflessione, discussione, ricerca. Giornate passate a dare forma a un pensiero, a un’urgenza, a una domanda che sentono propria. Prove davanti agli altri, paura di non essere ascoltati, terrore di essere presi in giro dai compagni, dubbi sul tono giusto da usare, sulla parola esatta da scegliere nel tentativo di trovare una voce, di affinarla, di renderla forte, chiara, capace di arrivare all’altro.
Gli Speakers’ Corners non sono semplici esercizi di cittadinanza attiva. Sono spazi di trasformazione, dove l’energia, la rabbia, il sogno, il bisogno di giustizia e di cambiamento si fanno corpo, respiro, voce. Sono lo spazio in cui le storie personali diventano narrazioni collettive, le paure si trasformano in azione e il diritto di parola diventa il diritto di essere ascoltati e ascoltate. E allora il teatro torna alla sua essenza: non spettacolo, ma atto politico. Non finzione, ma presenza. Non intrattenimento, ma necessità. Gli Speakers’ Corners non sono solo l’evento finale di un percorso di laboratorio. Sono una dimostrazione pratica di cosa può fare il teatro quando diventa strumento di cittadinanza. Quando insegna a prendere la parola, a guardare negli occhi chi ti ascolta, a non abbassare la voce, a reggere lo sguardo di chi non è d’accordo. Il teatro c’è, anche quando nessuno lo riconosce. Anche quando sembra solo una cassetta di legno e un giovane che parla.
con le classi delle Scuole Secondarie di II grado di Bologna che hanno preso parte ai laboratori di teatro e cittadinanza attiva 2025-26 I.I.S. Aldini Valeriani 3^CGC, I.I.S. Serpieri 3^P, Liceo Ginnasio L. Galvani 2^O, Liceo Scientifico A. Righi 3^M, Liceo Scientifico A. B. Sabin 3^O, Liceo Scientifico E. Fermi 3^C e 3^P, Liceo Laura Bassi 3^S, I.I.S. Belluzzi - Fioravanti 2^A, I.I.S. Crescenzi Pacinotti Sirani 3^CS, I.I.S. Manfredi - Tanari 3^DT, I.I.S. Rosa Luxemburg 2^F, CEFAL Emilia-Romagna gruppo interclasse, FOMAL 2^E, I.P.S.A.S. Aldrovandi Rubbiani 3^ BM e 4^DG
e con i gruppi dei quartieri di Bologna che hanno preso parte al percorso
a cura del Teatro dell’Argine
laboratori nelle scuole e nei quartieri a cura di Clio Abbate, Giacomo Armaroli, Caterina Bartoletti, Nicola Bonazzi, Riccardo Canzini, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Mattia De Luca, Giulia Franzaresi, Paolo Fronticelli, Laura Gnudi, Biljana Hamamdzieva, Francesco Izzo Vegliante, Francesco Lolli, Irene Montanari, Andrea Paolucci, Ida Strizzi
Si ringraziano le docenti e i docenti che hanno collaborato al progetto
Si ringraziano il Comune di Bologna e Bologna Welcome per il supporto all’evento finale
Si ringrazia Coop Alleanza 3.0
In caso di maltempo, l'evento si terrà in Salaborsa.
Lettere alla Città 2026
lunedì 25 maggio 2026 | ore 11
Consiglio Comunale di Bologna
con i/le delegati di Politico Poetico II edizione a.s. 2025-26 e i ragazzi e le ragazze che hanno raccolto l’invito a partecipare
Lunedì 25 maggio alle ore 11, saranno presentate al Consiglio Comunale di Bologna le Lettere alla Città 2026, nell’ambito della seconda edizione di Politico Poetico.
Il documento raccoglie i temi, le proposte e i progetti emersi dalle centinaia di partecipanti durante l’anno scolastico 2025–2026, e le rielabora, analizzando criticità e proponendo soluzioni e raccomandazioni. Le Lettere alla Città rappresentano quindi una sintesi corale del lavoro svolto, nonché una vera e propria azione di advocacy, che porta le voci raccolte dal basso a chi amministra e delinea le politiche della città.
Per preparare questo momento, è stato costituito un gruppo di rappresentanza giovanile su base volontaria, composto da uno o più delegati e delegate per ciascuna classe coinvolta nel progetto. Il gruppo si sta incontrando per quattro pomeriggi, affiancato dalle guide teatrali del Teatro dell’Argine, con l’obiettivo di redigere un documento finale che darà presentato dal gruppo stesso nella seduta di lunedì 25 maggio del Consiglio Comunale. Un secondo momento di condivisione con la città del frutto del percorso svolto, che è anche un punto di vista delle giovani generazioni sul presente e sul futuro di Bologna.
Sarà possibile seguire la seduta del Consiglio Comunale in diretta su YouTube:
https://www.youtube.com/ConsiglioComunaleBologna
Inoltre, le Lettere alla Città, dopo la presentazione, saranno pubblicate sui canali del progetto.
Habil delle città
da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio
Sala dello Stabat Mater, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Bologna
Il nuovo spettacolo del Teatro dell’Argine
Da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio 2026 presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, debutta Habil delle città, il nuovo spettacolo del Teatro dell’Argine nell’ambito della seconda edizione del progetto Politico Poetico.
Habil è un ragazzino delle nostre periferie. Una cameretta troppo piccola, troppi fratelli, poco spazio per esistere. Si sente invisibile. Tiene il cappuccio calcato sulla testa e una lama nascosta in tasca. Habil è uno dei nessuno, centomila Habil delle nostre città. Lo incontriamo nei centri commerciali, sui treni regionali, alle fermate dell’autobus. Ci fa paura. Invochiamo lo Stato, la famiglia, la scuola. Lui scrive barre e fa a botte con Qabil.
Habil delle città è uno spettacolo per pochi spettatori alla volta, seduti in cerchio, a cui si chiede di attraversare due spazi e due responsabilità: stare dentro e stare di fronte.
Nella prima parte, attraverso un visore VR, seguiamo Habil in una giornata qualunque della sua vita. Camminiamo accanto a lui, incontriamo le sue relazioni, i suoi luoghi, il suo tempo. Nulla sembra eccezionale. Proprio per questo, ciò che accade alla fine di quella giornata, il corpo di un adolescente ucciso, coperto da un lenzuolo bianco, interrompe bruscamente ogni distanza.
Nella seconda parte il teatro torna a essere uno spazio condiviso. Seduti in quel cerchio, insieme a sei giovanissimi attori, il pubblico passa dall’intimità solitaria e immersiva della realtà virtuale alla necessità di stare insieme, come in un rito, come in una tragedia greca, dentro domande che non possono essere più evitate: quali responsabilità, individuali e sociali, attraversano una città quando un adolescente è perduto così? Chi è quel ragazzo morto? Ci riguarda?
Politico Poetico è un progetto del Teatro dell’Argine
in collaborazione con Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna e Fondazione IU Rusconi/Ghigi
cofinanziato dall'Unione europea - Fondi strutturali e di investimento europei Programma Nazionale Città Metropolitane e città medie sud 2021-2027
Sito www.politicopoetico.org | www.teatrodellargine.org
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