Utilizzando la tecnica del romanzo, questo diario di un laboratorio svolto da Mimmo Sorrentino nell'autunno del 2022, ci fa entrare nel vivo dell'esperienza umana, ancor prima che teatrale, del drammaturgo, regista e docente che ha dedicato il suo lavoro pluridecennale soprattutto al Teatro sociale.
Ambientato nella Residenza Gruber di Bologna dove sono seguite ragazze che lottano contro l'anoressia, Sorrentino ci racconta attraverso riflessioni, azioni, dialoghi, descrizioni, scambi d'email con il responsabile del centro, la cronaca del laboratorio destinato a produrre uno spettacolo finale. Possiamo quindi apprezzare l'approccio sempre attento, caratterizzato da un equlibrato e sapiente mix di sensibilità e mestiere, utilizzato per coinvolgere le partecipanti in modo che il teatro si trasformi da semplice occasione per spezzare la routine e distrarsi dal proprio dolore, a strumento per raccontarlo e, in qualche modo, tentare di elaborarlo. Emergono figure di una profondità toccante, esperienze e punti di vista che meritano di essere conosciuti, che ci avvicinano e ci coinvolgono in un mondo di dolore ma anche di speranza e voglia di vivere. Sorrentino riporta alcune delle brevi poesie scritte dalle ragazze come "compito" da svolgere a tutte le sedute laboratoriali e che andranno a costituire il testo dello spettacolo finale, caratterizzato dall'idea brillante che ha consentito di conciliare la resa artistica performativa con una delle tipiche difficoltà delle ragazze afflitte da anoressia: la necessità di non mostrarsi. Una testimonianza necessaria su uno dei principali fenomeni di sofferenza giovanile, sull'esperienza del Teatro sociale e sul modo di praticarlo da parte di questo meritevole artista. A conclusione del racconto, Sorrentino riporta le impressioni di alcuni dei pochi fortunati che hanno potuto partecipare allo spettacolo: Rosy Nardone, Nicola Bonazzi e Federica Zanetti.
Qualcosa di meglio del dolore
di Mimmo Sorrentino
Altra Economia 2026
pagg. 239 € 18,00