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Da qualche anno G.E.T., la rassegna di “Giovani Eccellenze Teatrali” curata dalla Associazione “La Chascona” e dal Teatro “Garage” di Genova San Fruttuoso che ospita gli spettacoli, è una vera e propria incubatrice di talenti, drammaturgici e attoriali,

incardinata in uno dei quartieri popolari della città così divenuto culturalmente molto dinamico.
Per questo speriamo che possa continuare a ricevere il sostegno delle Istituzioni Locali, date le ricadute anche sociali. Se la contingenza economica impone dolorosamente delle scelte, almeno che queste scelte siano lungimiranti.
Il 14 maggio si è svolta la premiazione di una delle più singolari costole di questa iniziativa, “Curiosare il GET” appunto, che in collaborazione anche con l'Università di Genova e il Teatro Il Falcone diretto da Angela Zinno, ha voluto stimolare non solo le giovani realtà teatrali ma anche l'approccio critico allo spettacolo con un bando volto a selezionare, tra gli studenti, nuove voci e nuovi sguardi appunto sugli spettacoli proposti, una possibile nuova generazione di critici teatrali dunque, approccio quest'ultimo da tempo un po' trascurato e abbandonato alle iniziative spontanee.
Tra i dieci finalisti, e i tre 'super-finalisti', la giuria composta dalle critiche teatrali Raffaella Grassi, Maria Dolores Pesce e Laura Santini ha scelto come vincitrice la brava Agnese Grazia Ede Ferla, con la seguente motivazione:
“La giuria assegna il premio per l’ottima qualità dell’analisi critica, l’originalità dello sguardo e la capacità di lettura delle forme espressive del teatro contemporaneo. Lo stile di scrittura è fluido e personale, in efficace equilibrio tra registro descrittivo e giudizio critico, con un’adeguata attenzione ai codici teatrali e una nitida osservazione delle dinamiche sceniche. L’autrice riesce a individuare con lucidità e sensibilità temi e forme degli spettacoli recensiti, arricchendo l’analisi con riferimenti culturali originali, coerenti e non scontati. Le recensioni si distinguono per profondità interpretativa, consapevolezza del linguaggio teatrale e capacità di trasformare l’esperienza della visione in una riflessione personale articolata e convincente, in grado di restituire la complessità e l'energia della scena contemporanea”.
È stata una bella serata, empatica e ricca di aspettative.