Un pubblico che si ritrova in una realtà angosciante, apocalittica, in un futuro prossimo, dove non si leggono più i libri, dove non contano più le emozioni di una poesia del passato (si sconoscono Foscolo, Ungaretti, Ghandi o Dio) e dove tutti sono in contrapposizione,
mentre un potere oscuro, malvagio, che non lascia spazio a nessuna speranza per il domani, divide, massacra, fa il lavaggio del cervello, uccide la memoria, cancella i pochi ricordi di chi, nascosto ed impaurito in un angolo di una città, di un distretto, si lascia andare a qualche considerazione su come immaginava di vivere la propria vita. In questo contesto, mescolando - con intelligenza e misura - teatro e musica prevalentemente rock dal vivo, si sviluppa in un atto unico di circa centodieci minuti, tirati e senza alcuna sosta, “Damnatio Memoriae”, l’opera teatrale rock scritta e diretta da Paolo Toti Guagenti, a cura di Rebetiko Produzioni e proposta nell’accogliente spazio di Scenario Pubblico, a Catania, come secondo appuntamento del progetto e rassegna teatrale "Uno. Nessuno. Centomila INVISIBILI", sostenuto dal Ministero della Cultura (Progetti speciali teatro 2026).
Un Progetto quello di Rebetiko Produzioni che si sofferma sull’invisibilità come frutto dell’incomunicabilità e dando voce a storie, paure, tensioni dell’oggi tramite un linguaggio su diversi livelli e più che contemporaneo.
In un appartamento di un palazzo bombardato, in un futuro non bene identificato, si muovono tre personaggi sopravvissuti ad un attacco militare. I tre indossano dei cravattini arancioni, che spiegano la loro appartenenza ad uno dei due gruppi politici in lotta (identificati con cravattini porpora e cravattini arancioni). Il loro conflitto si è esacerbato nella strage avvenuta cinque giorni prima nella piazza principale del distretto est, luogo in cui si nascondono i tre protagonisti. La situazione è davvero tragica: le comunicazioni sono interrotte e qualcosa dà ad intendere che qualcuno al potere voglia nascondere ciò che veramente sta accadendo.
Con “Damnatio Memoria” (la cosiddetta “cancellazione della memoria”), l’autore e deus ex machina dell’intera e complessa operazione, si inoltra in un sentiero ostile, fatto di assoluta incomunicabilità, di capovolgimento della realtà e di annullamento di ideali, di ideologie e soprattutto di ricordi e di sentimenti. Paolo Toti Guagenti, autore anche di scene, costumi e visual art con la sua creazione fotografa l’attuale situazione della nostra società, sempre più indirizzata verso l’assoluta disumanità ed incomunicabilità e che non lascia spazio ai sentimenti, alla parola, virando sempre più verso il totale annullamento degli invisibili.
La pièce che, come detto, mescola in perfetta sincronia teatro, musica e visual art, analizza e ben descrive i tre sopravvissuti e l’ambiente che li circonda e soffoca e si avvale di una squadra di autentici professionisti sia per la parte teatrale (con gli impeccabili Maria Rita Sgarlato, Chiaraluce Fiorito e Santo Santonocito, tutti e tre efficaci e convincenti, nel tratteggiare il carattere, le paure, le manie dei tre sopravvissuti) che per quella musicale (Francesca Pulvirenti, con la sua poderosa voce e la band “I Color Indaco” con la loro eccellente esecuzione dal vivo).
I tre personaggi della vicenda si muovono in una scena con uno schermo gigante e comodini, cassettiere, sedie, tv, cassetta degli attrezzi e cornici deformate in legno e tutto si alterna alla musica rock, ai musicisti organici al racconto, ai comunicati della televisione, ai rumori di passi ed agli spari. Alla fine prevalgono la perdita di ogni dimensione di vita, in un mondo fuori rotta, oltre ad un fumo che annebbia sentimenti, obiettivi e speranze di perseguitati e persecutori, oppressi ed oppressori.
Lo spettacolo di drammaturgia contemporanea, al debutto a Catania, unisce in modo armonico, grazie ad un una attenta regia, le immagini caotiche di guerra -e purtroppo attuali -della visual art ai corposi interventi musicali dando poi spazio al vero e proprio racconto con i monologhi teatrali dei tre sopravvissuti con tanto di cravattino arancione e di un quarto personaggio che, nel finale, raccontandosi tra il pubblico, si svela rivelando il suo ruolo ambiguo e distruttivo, pur cercando di restituire un minimo di giustizia e comprensione ai protagonisti in scena ed all’intero racconto.
Un testo sicuramente crudo, più che reale, che lascia poco spazio alla speranza, all’uomo con i suoi sogni e desideri, ricco di mille e più contraddizioni e spunti che consentono allo spettatore di poter riflettere su come è o possa diventare, tra breve, la nostra società, in mano ad imbonitori, falsi profeti o loschi individui, mentre dilagano arroganza, incomunicabilità e disumanità.
Alla fine per uno spettacolo inedito e, ripetiamo, complesso e con un linguaggio a tratti soffocante, claustrofobico, gli applausi convinti del pubblico per un cast corposo- tra attori e musicisti- e per l’autore Paolo Toti Guagenti che ha consegnato a tutti noi una sua visione severa, angosciante del mondo e della società, mostrando a cosa può portare il bubbone dell’incomunicabilità, la manipolazione del pensiero, la cancellazione della memoria e la totale assenza di osservazione critica, di comprensione e di ascolto dell’altro. Ed alla fine dello spettacolo per il pubblico, incuriosito e turbato, la convinzione è una sola: che quanto ha assistito e ascoltato in “Damnatio Memoriae” è già realtà in una società dove si vive di apparenza, non si comunica più per la nebbia della presunzione e dell’incoerenza e dove innocenti ed assassini hanno lo stesso volto, mentre gli invisibili crescono a vista d’occhio in un modo sempre più dissociato.
Damnatio Memoriae
Drammaturgia e regia di Paolo Toti Guagenti
con Chiaraluce Fiorito, Maria Rita Sgarlato, Santo Santonocito e Francesca Pulvirenti e la band I Color Indaco.
Direzione musicale, scene, costumi, audio, visual art di Paolo Toti Guagenti
Rebetiko Produzioni
Progetto Ministero della Cultura e Rassegna teatrale “Uno. Nessuno. Centomila INVISIBILI” - Scenario Pubblico Catania - 16 maggio 2026
Visto il 16 maggio 2026 a Scenario Pubblico di Catania
Foto Giacomo Orlando