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Quasi a conclusione della stagione 2025-2026 del Teatro Stabile di Catania è stato messo in scena nella sala del Teatro Verga, dall’8 al 17 maggio, l’atto unico “Virdimura”, tratto dal romanzo di Simona Lo Iacono, vincitore del Premio Vittorini 2024, con l’adattamento teatrale di Angela Dematté

e con la regia di Cinzia Maccagnano, lavoro coinvolgente di quasi due ore, coprodotto da “Stabile” di Catania e “Biondo” di Palermo.
Lo spettacolo, che si avvale di una complessa ed a tratti angosciante scenografia di Andrea Taddei, con le musiche di Etta Scollo, i costumi di Dora Argento ed il gioco luci di Gaetano La Mela, ruota sulla variegata interpretazione, nel ruolo del titolo, di Donatella Finocchiaro, evidenziando, oltre un cast assortito, l’efficace e visionaria regia di Cinzia Maccagnano che, con le sue intuizioni e trovate, riesce a tenere sempre alta l’attenzione del pubblico per una storia ambientata tra le difficoltà e la povertà della Catania del Medio Evo.
La pièce narra la vicenda della prima donna “dutturissa” a Catania, vissuta nel 1300, quando era assolutamente impensabile che una donna potesse diventarlo. La protagonista, resa dalla dinamica Donatella Finocchiaro, fa sue le competenze mediche grazie agli insegnamenti del padre Uria, estroso uomo di cura e riesce quindi ad operare ancor prima di ottenere la licenza ufficiale che consegue il 7 novembre 1376, dopo aver superato la prova di abilitazione alla professione medica. Virdimura venne così proclamata a Catania "dutturissa" da una commissione di esperti della famiglia reale, in relazione agli effetti delle disposizioni di Federico II ed ottenne anche la concessione di poter curare i poveri.
In scena la vita, il percorso di Virdimura è irto di sorprese, di complicazioni, alle prese con gli insegnamenti del padre, l’amore per Pasquale De Medico, le invidiose e bigotte che la circondano, il carcere, i malati, la perdita del figlio, il carcere, fino alla tanto desiderata licenza di “dutturissa”.
Una vicenda tutt’altro che facile da portare in scena e l’adattamento teatrale rigoroso di Angela Demattè riesce a mostrare al pubblico, raccontando la vita di Virdimura, eroina generosa e determinata, diversi quadri suggestivi e corali che raffigurano le condizioni sociali di un tragico periodo come quello del Medio Evo, inquadrando, disegnando, con delicatezza i vari personaggi.
A parte la frammentazione e l’eccessiva lunghezza di alcuni dialoghi, la regia della Maccagnano riesce a costruire una rappresentazione vigorosa ed intrigante dove Donatella Finocchiaro offre una interpretazione di spessore, umana, coraggiosa, fragile di Virdimura, mentre colpisce per simpatia e bravura la presenza della due matte interpretate, con il solito brio e la loro brillante comicità da Margerita Mignemi ed Olivia Spigarelli che con estrose buffonaggini ed un linguaggio ricco di speciali scioglilingua, contribuiscono ad alleggerire il tono della vicenda.
Nel cast da applaudire poi il poetico Uria di Franco Mirabella, l’affettuoso e innamorato marito di Virdimura Pasquale De Medico di Franz Cantalupo e nei panni delle corifee e in altri ruoli, Luana Toscano, Giorgia boscarino, Ornella Brunetto, Chiara Barbagallo e Luna Marongiu, quest’ultima davvero convincente nei panni della “diversa” Sciabè.
Rappresentazione poderosa, ben diretta da Cinzia Maccagnano che pur attraversando i momenti difficili ed oscuri di una Catania del Medio Evo, racconta vicissitudini e capacità di una eroina come Virdimura ed il pubblico alla fine apprezza e non risparmia gli applausi all’intera operazione ed al cast in scena.

Virdimura
Dal romanzo di Simona Lo Iacono (2024)
Adattamento teatrale di Angela Demattè
Regia Cinzia Maccagnano
Musiche di Etta Scollo
Scene di Andrea Taddei
Costumi di Dora Argento
Luci di Gaetano La Mela
Produzione Teatro Stabile Catania e Teatro Biondo Palermo
Stagione 2025/2026 Stabile Catania - Teatro Verga - 8 -17 maggio 2026
Visto il 15 maggio al Teatro Verga di Catania

Foto di Antonio Parrinello