Mario Mattia Giorgetti, da molti anni, era ormai Sipario e ormai da altrettanti anni (la dirige dal 1984) Sipario era Mario Mattia Giorgetti, nel segno di una rara sensibilità per l'arte, il teatro e la scrittura che ne informava la composizione e l'edizione, sia cartacea che web.
È morto ieri a 88 anni a Milano. Una lunga e intensa carriera che lo ha visto protagonista in Teatro, come apprezzato attore e regista innovativo, in Televisione, come attore e autore soprattutto di fiction e documentari a sfondo culturale, e anche nel Cinema di cui si segnala la collaborazione soprattutto con Carlo Lizzani. Ha diretto infine varie compagnie, festival e teatri, tra cui il Teatro dell'Arte e il Teatro Litta di Milano nonché, per quattro anni, il Teatro Olimpico di Vicenza. Docente presso l'Istituto del Dramma Antico di Siracusa, ha insegnato “Arte e scienza nei linguaggi dell'attore”. Stava preparando il suo ultimo spettacolo e come tutte le vite profondamente vissute fino all'ultimo, quello spettacolo sarà il segno di una vitalità e di una creatività che Mario Mattia Giorgetti coltivava da sempre, non solo per sé stesso ma anche per gli altri. Sapeva scegliere perché sapeva capire ed io stessa ho avuto la fortuna di apprezzare questa rara qualità. Insieme alla sua compagna, Gillian Whittingham, ha costruito qualcosa di bello e credo dobbiamo essergli per questo grati. Quando la perdita è improvvisa e inaspettata è forse più dolorosa ma è anche il segno di un fuoco che non ha mai smesso di illuminare il percorso. Così potranno continuare sia l'uno che l'altro se sapremo raccogliere il testimone.