In una sorta di creativo ribaltamento del rapporto che in Teatro, e non solo quello di prosa, intercorre tra testo e musica, in D'ORO, lo spettacolo per le musiche di Gianluca Misiti e la parola di Roberto Latini proposto al Festival Opera Prima di Rovigo,
non è la musica che ha 'accompagnato' il testo ma bensì lo ha preceduto, cioè è la musica che ha custodito la parola detta, ispirandola e generandola.
Ma non si tratta, come potrebbe suggerire il titolo, “D'oro” da Disco d'oro detto dagli stessi artisti del nucleo fondativo dello storico “Fortebraccio Teatro”, di una semplice “compilation discografica”, quanto piuttosto di un mosaico che si compone con coerenza sul palcoscenico, quasi a disegnare i confini dell'anima artistica di entrambi i protagonisti, dando luogo scenico alla loro, reciprocamente intrecciata, storia estetica.
Chi siano Gianluca Misiti e Roberto Latini, e cosa sia stato per la scena italiana Fortebraccio Teatro, gran parte di noi e del pubblico sa bene, quello che qui i due aggiungono è la loro 'presenza' che dà vita non ad una storia trascorsa ma al suo e al loro 'oggi', senza malinconia e senza nostalgia ma con l'amore che portano e donano, qui e ora, per ciò che hanno fatto.
È l'esibizione libera e senza falsi pudori di questa loro presenza, l'uno con le sue note originali e originalmente interpretate con la spontaneità e libertà esecutiva che sempre lo ha contraddistinto, l'altro con la voce che dà corpo a parole selezionate, travestite e trasfigurate in un 'recitato' che ancora una volta 'aggiunge' respiro e sentimento a quelle parole, senza nulla togliere alla loro autonoma, presente o passata che sia, genetica significatività.
Dunque, più che parlare e scrivere dello spettacolo in sé, siamo attratti da ciò che vive e nasce, talora con esiti inaspettati e talvolta contrastanti, intorno e a partire dallo spettacolo.
“D'ORO” infatti è qualcosa che genera emozione, l'emozione del guardare ed ascoltare con sentimento, quella sostanza di cui siamo fatti che, scrisse Shakespeare che con Pirandello è parte integrante di questo transito scenico, è la stessa di cui sono fatti i sogni.
Un'emozione che per una volta almeno ci dà occasione di pensare a noi stessi e di guardare dentro noi stessi, prima ancora di guardare e pensare a ciò che vediamo, almeno per una volta, sul palcoscenico, quasi come in una 'preghiera' che sa andare oltre le forme di una qualsiasi religione, rompendo in un respiro il 'silenzio' di Dio
La capacità di generare emozioni e insieme di suscitare riflessione, è una qualità di cui sia Misiti che Latini hanno dato ampia prova, una prova provata anche dai numerosi premi ricevuti, e che qui confermano, l'uno e l'altro, insieme.
Nell'accogliente Chiostro degli Olivetani di Rovigo, luogo topico di canto e preghiera, venerdì 12 giugno. Applaudito.
D'ORO, di e con Roberto Latini, voce recitante, e Gianluca Misiti, pianoforte