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Opera Aperta

Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale

STAGIONE 2026/2027

Opera Aperta è la nuova Stagione di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, un titolo-dedica a Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa. Opera Aperta, il saggio pionieristico del 1962 di Eco, diventa invito e orizzonte della progettualità 26/27. Per lo scrittore significa libertà di interpretazione per i lettori, per ERT segnala un teatro aperto, che mette in relazione poetiche, linguaggi, generazioni e pubblici diversi, riaffermando la pluralità come valore.

La Stagione 2026/2027 entra nel pieno della progettualità della Direzione generale di Natalia Di Iorio e della Direzione artistica di Elena Di Gioia. Si articola in cinque città e, da quest’anno, si amplia con l’apertura della Sala Grande del Teatro delle Passioni di Modena, che si aggiunge alla Sala Piccola e completa il percorso di riqualificazione del complesso ex Enel avviato nel 2023. La nuova sala, realizzata nel rispetto del carattere storico e industriale dell’edificio, accoglie una platea in legno su piano inclinato con 210 poltrone, comprensive di posti dedicati a persone con disabilità e si avvale di un sistema tecnologico a induzione magnetica per spettatori con ipoacusia o sordità. Diventano così nove le sale complessivamente gestite da ERT: il Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni (Sala Grande e Sala Piccola) a Modena; il Teatro Arena del Sole, con le Sale Leo de Berardinis e Thierry Salmon, e il Teatro delle Moline a Bologna; il Teatro Bonci a Cesena; il Teatro Fabbri a Vignola; il Teatro Dadà a Castelfranco Emilia.

L’immagine della Stagione, declinata città per città, è stata creata da Stefano Ricci, disegnatore e artista visivo riconosciuto a livello internazionale, abituato a dialogare con teatro, danza, cinema, musica e arti grafiche.

In programma 130 titoli di cui 18 prime assolute, 5 prime nazionali e 5 anteprime; 28 tra nuove produzioni e coproduzioni e 13 riprese; 89 ospitalità di cui 12 spettacoli internazionali.
Ogni città mantiene una propria identità dentro una stessa idea di Teatro Pubblico: tradizione e innovazione, maestri e nuove generazioni, radicamento territoriale e apertura nazionale e internazionale.

L’inaugurazione della Stagione si sviluppa in modo integrato nel segno della nuova progettualità, con quattro produzioni ERT: a Modena, al Teatro Storchi, Le Baccanti di Theodoros Terzopoulos, per la prima volta al chiuso dopo il debutto estivo al Teatro Grande di Pompei e a Ostia Antica; alle Passioni in prima assoluta Viaggio a Hong Kong di Pascal Rambert con Sandro Lombardi; all’Arena del Sole di Bologna Che dolore terribile è l’amore dal romanzo di Han Kang diretto da Daria Deflorian in prima italiana, dopo il debutto al Festival di Avignone; al Bonci di Cesena, dopo essere stato presentato a Tbilisi, arriva in prima nazionale GONE di Kepler-452. Una scelta che valorizza relazioni artistiche consolidate e, al tempo stesso, apre a nuove collaborazioni con Istituzioni teatrali italiane ed europee, rafforzando la presenza di ERT nel panorama internazionale.

Il piano produttivo - cardine del Progetto generale - presenta complessivamente 15 debutti tra produzioni e coproduzioni, realizzate grazie a una rete di collaborazioni tra teatri italiani e realtà europee che rafforzano la presenza di ERT nel panorama internazionale; un percorso che, come un’opera aperta, attraversa linguaggi, generazioni e poetiche differenti.
La Stagione apre a testi capisaldi del teatro e della letteratura, dal mito fondativo di FAUST. Fatto, non detto nella versione di Romeo Castellucci, maestro del teatro contemporaneo fino a Le smanie per la villeggiatura, un classico di Goldoni diretto da Giorgio Sangati.
Tra i grandi interpreti, Lino Guanciale con una lettura scenica in prima assoluta con Il Mago di Redonda – Alle origini dell’anima giocosa di Umberto Eco, un viaggio teatrale alla ricerca delle radici dell’identità di uno dei più autorevoli intellettuali; Fausto Russo Alesi propone un grande classico della letteratura russa, Il cappotto di Gogol’; Massimo Popolizio dirige e interpreta un fortunato testo di Alan Bennett, La pazzia di Re Giorgio, con un ricco cast di ventuno interpreti.
La drammaturgia contemporanea trova spazio con testi di autori italiani e internazionali: da Mariangela Gualtieri che firma Bestemmia, l’ultimo spettacolo di Teatro Valdoca diretto da Cesare Ronconi; a Danio Manfredini con uno dei suoi spettacoli cult Cinema Cielo; la compagnia Dammacco/Balivo con il debutto di Homo Sapiens Live Show; la prima assoluta di 4:48 Psychosis, opera-testamento di Sarah Kane con Federica Rosellini diretta da Pietro Babina e i due lavori de lacasadargilla dai testi Caryl Churchill, L’amore del cuore diretto da Lisa Ferlazzo Natoli e, in ospitalità, Escaped Alone, con la regia della stessa Natoli insieme ad Alessandro Ferroni; Incendi del libano-canadese Wajdi Mouawad con Frédérique Loliée Filippo Dini, diretto da Marco Lorenzi.
Nel rapporto tra teatro e letteratura si inseriscono anche Il delirio del particolare di Vitaliano Trevisan con Maria Paiato e la regia di Giorgio Sangati; La vasca di Franco Marcoaldi regia di Andrea Renzi con Anna Bonaiuto; John e Joe di Ágota Kristóf nell’interpretazione e direzione di Manuela Mandracchia e Alvia Reale; Di madre in figlia, dall’ultimo romanzo di Concita De Gregorio, anche in scena diretta da Gaia Saitta.
Tra le voci più originali delle nuove generazioni Niccolò Fettarappa torna con Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso, una satira surreale sulla crisi dell’eros; Leonardo Manzan con il nuovo spettacolo La Festa che si ispira alla supra rituale brindisi georgiano; il debutto alla regia della giovane performer Anita Pomario con Notturno264.
Tra le formazioni legate alle città di ERT: Teatro dei Venti e gli attori detenuti degli istituti penitenziari di Modena e Castelfranco Emilia diretti da Stefano Tè in Abisso e Potere. Macbeth in forma di Danza Tragica;
la compagnia di Arte e Salute (ai quali si aggiunge il ritorno in scena di Vito) in Così è se vi pare di Pirandello, guidata da Nanni Garella; Ateliersi con Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972–1977 prosegue il lavoro su Carla Lonzi; Nuda preghiera, atto unico di Emilio Rentocchini, interpretato da Angela Malfitano e Paolo Musio, con la regia di Michelangelo Campanale.

La Stagione si arricchisce anche di progetti speciali: Partitura Moscato - L’eco infinita della parola, dedicato a Enzo Moscato, grande maestro scomparso nel 2024, che si compone di tre spettacoli: Non posso narrare la mia vita regia di Roberto Andò, protagonista Lino Musella; Scannasurice diretto da Carlo Cerciello con l’intensa Imma Villa; S-enz con Giovanni Ludeno, accompagnato dal vivo dalle musiche di Paolo Polcari/Almamegretta e dalle immagini di Roberto-C. Quest’anno ERT festeggia molti anniversari: sono 50 anni gli anni di carriera di Enzo Vetrano e Stefano Randisi in Stagione a Bologna con due titoli del loro repertorio e l’anteprima di Woyzeck - Uno studio; RezzaMastrella festeggiano i primi 40 anni con gli storici Fotofinish e 7-14-21-28; sono 30 gli anni di attività di Teatrino Giullare che presenta La stanza di Pinter e Alla meta di Bernard e 25 quelli della Compagnia Arte e Salute; si brinderà ai 90 anni di Vittorio Franceschi in una serata speciale tra poesia e musica.
Nella primavera del 2027 sarà dedicato un focus a Giuliano Scabia, con l’obiettivo di restituire la vitalità e l’attualità della sua eredità artistica, e un progetto speciale per Leo de Berardinis, in dialogo con Carola de Berardinis.

Due gli spettacoli di danza direttamente prodotti: Catalogo, su idea di Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo, coinvolge alcune delle figure più significative della danza contemporanea (Silvia Gribaudi, Francesca Pennini di CollettivO CineticO, Sotterraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten); e Replica, in cui Michele Abbondanza e Antonella Bertoni si affidano alla regia e coreografia dei giovani Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, in occasione dei 30 anni di attività della compagnia.

Fra le ospitalità, maestri della scena contemporanea italiana come Antonio Latella, che in Oscar con Sonia Bergamasco rilegge il personaggio iconico manga Lady Oscar; Emma Dante, Leone d'Oro 2026 alla Biennale di Venezia, con L’angelo del focolare; Umberto Orsini in Prima del temporale diretto da Massimo Popolizio; Armando Punzo con Cenerentola della Compagnia della Fortezza, nata all’interno del Carcere di Volterra.

Non mancano i grandi testi e i grandi autori del teatro con due classici di Pirandello come Il berretto a sonagli con Silvio Orlando e la regia di Andrea Baracco e Non si sa come con Franco Branciaroli diretto da Paolo Valerio. Valerio Binasco si confronta ancora una volta con la scrittura di Goldoni in Una delle ultime sere di Carnovale con Natalino Balasso e Milvia Marigliano; Davide Livermore dirige Laura Marinoni, Anna della Rosa, Linda Gennari, Mariangela Granelli nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto; Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo con Claudio Di Palma e Fabrizia Sacchi è diretto da Luca De Fusco che firma anche Otello di Shakespeare (presentato all’interno di un progetto tra teatro e musica realizzato in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna). Roberto Latini rilegge Antigone di Anouilh con un gruppo di interpreti di cui fanno parte tra gli altri Manuela Kustermann e Francesca Mazza; Valerio Santoro dirige La rigenerazione, ultimo testo teatrale scritto da Italo Svevo, in scena Nello Mascia e Roberta Caronia; Renato Carpentieri è interprete di un dittico con la regia di Roberto Andò, composto da L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett e Press conference di Harold Pinter.

Due le biografie d’artista: quella di Giorgio Gaber scritta da Giorgio Gallione per Neri Marcorè e l’autobiografia di Paolo Calabresi in Tutti gli uomini che non sono.
Nel dialogo tra cinema e teatro: Il viale del tramonto dal capolavoro di Billy Wilder di Muta Imago con Iaia Forte e Massimo Verdastro, e il nuovo spettacolo di Massimiliano Civica, Quinto: Non Uccidere, tratto dal film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch con, tra gli altri, Marcello Sambati e Paola Tintinelli.
La Stagione si arricchisce inoltre di altre significative presenze che intrecciano linguaggi e generazioni: Ascanio Celestini, Alessandro Bergonzoni, Tindaro Granata, Babilonia Teatri, Sotterraneo e Teatro dei Borgia.

Il teatro è anche una lente sulla contemporaneità che trasfigura la cronaca facendola diventare memoria: Donna non rieducabile, a venti anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja, interpretato da Ottavia Piccolo e scritto da Stefano Massini, in Stagione anche con Stato contro Nolan (con Daniele Russo e la regia di Alessandro Gassmann) e con Lo zar che ricostruisce l’ascesa di Vladimir Putin, dove è anche interprete.

Forte la presenza femminile, componente strutturale dell’identità artistica del progetto 26/27: oltre alle attrici già citate, Lella Costa, Virginia Raffaele accanto a loro una generazione di artiste che non separa scrittura e processi collettivi come Giorgina Pi, Monica Demuru, Chiara Lagani.

Tra le presenze internazionali, la Compagnia Finzi Pasca con Titizé – A Venetian Dream, un viaggio emozionante fra clownerie, magia e acrobazie per festeggiare il Capodanno in Arena del Sole; l’artista cileno Malicho Vaca Valenzuela con Reminiscencia e in prima nazionale Alaska, il lavoro-manifesto del Mariupol Theatre of Ukraine Exile.
La musica spazia da Peppe Servillo con i Solis String Quarter per il Capodanno a Modena; Enzo Avitabile, Frida Bollani Magoni, Official Band Paolo Conte Music, Extraliscio, fino all’ensemble Ludus Gravis in dialogo con il disegnatore Stefano Ricci. Senza tralasciare il repertorio classico che rivive nelle esecuzioni della Filarmonica Arturo Toscanini e del Conservatorio Maderna - Lettimi di Cesena e Rimini.

Infìnita - paesaggi della danza è la nuova rassegna che, da ottobre a maggio, attraversa ERT con 31 spettacoli, di cui 2 prime nazionali e 4 anteprime.
Tra le proposte di respiro internazionale spicca il Poetry Event di Carolyn Carlson, icona della danza contemporanea, organizzato a Bologna in collaborazione con la Fondazione MAST e nell’ambito di un progetto con il Centro La Soffitta di UniBO, e la pluripremiata compagnia britannica Lost Dog diretta da Ben Duke in Juliet&Romeo.
A novembre la rassegna Infìnita ospita il focus Istantedanza - Corpi, trasmissioni, visioni del presente, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e con la collaborazione del Tavolo Regionale della Danza e di ATER Fondazione, che promuove la creatività residente in Regione e che quest’anno si fa forte della sinergia culturale con la Catalogna, portando nei teatri ERT quattro lavori con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna: la pluripremiata coreografa e danzatrice Núria Guiu Sagarra e il duo formato dai compositori, creatori e performer Aurora Bauzà e Pere Jou.
Tra le produzioni, Catalogo, su idea di Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo, coinvolge alcune delle figure più significative della danza contemporanea (Silvia Gribaudi, Francesca Pennini di CollettivO CineticO, Sotterraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten) per una partitura di assoli per l’addio alle scene della protagonista M.; Replica, in cui Michele Abbondanza e Antonella Bertoni si affidano alla regia e coreografia dei giovani Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, in occasione dei 30 anni di attività della compagnia. La rassegna è anche un’opportunità di incontrare maestri italiani, come Claudia Castellucci, Virgilio Sieni, Roberto Castello (in apertura di Stagione a Castelfranco Emilia). La programmazione si nutre di numerose presenze, tra cui CollettivO CineticO, Simona Bertozzi, Fabrizio Favale, Nicola Galli, Stefania Tansini, Giorgia Lolli, Annamaria Ajmone, MM Contemporary Dance Company, COB Compagnia Opus Ballet/Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, Francesca Siracusa, Balletto di Milano (al Teatro Bonci di Cesena per festeggiare il Capodanno con La vie en rose. Boléro), Davide Tagliavini e Cinzia Pietribiasi, Elisa Sbaragli, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Vittorio Pagani.

A Modena gli esiti collegati a due corsi di Alta Formazione della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT: il 20 e 21 ottobre nella Sala Piccola del Teatro delle Passioni La luce che taglia (prologo del progetto Le sette opere di Misericordia), la mise en espace ideata e diretta da Davide Iodice al termine del corso La magia dell’umano; il 12 e 13 ottobre al Teatro Storchi Triage – Emergenze Drammaturgiche a cura de lacasadargilla a conclusione di a HOUSE of PLAY.

In autunno verrà comunicato il programma delle attività culturali, le rassegne dedicate ad altri spazi (A Teatro nel Foyer, Ars Poetica, Fior d’infanzia, fior di teatro), spettacoli tout public e per le scuole.
Inoltre saranno presentate le azioni di rilancio su nuovi pubblici, anche giovani e adolescenti, di innovazione degli spazi e una finestra sulla giovane creatività a partire dalla fucina della Scuola Iolanda Gazzerro, con il coordinamento della Direzione Artistica junior Francesca Di Fazio.

Con la presentazione della Stagione prende il via la Campagna Abbonamenti 2026/27. I botteghini dei teatri saranno aperti dal 18 al 20 giugno per la fase di prelazione dedicata agli abbonati a posto fisso. La sottoscrizione di nuovi abbonamenti, card e la scelta dei posti sarà possibile a partire da lunedì 22 giugno (giorno di apertura straordinaria dalle 10.00 alle 19.00). Vendita biglietti dei singoli spettacoli a partire dal 10 settembre.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti emiliaromagnateatro.com

Opera Aperta
Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale
STAGIONE 2026/2027

IL TITOLO-DEDICA A UMBERTO ECO
Opera Aperta è la nuova Stagione di Emilia Romagna Teatro / ERT Teatro Nazionale: un titolo-dedica a Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa.
Dopo Del guardar lontano, dedicato lo scorso anno a Giuliano Scabia, ERT sceglie per la Stagione 2026/2027 Opera Aperta, il saggio pionieristico del 1962 di Eco. In quel testo, l’opera aperta è un’opera che non si chiude in un significato unico, ma vive nella libertà di interpretazione di chi la incontra.
Per ERT, Opera Aperta diventa così un invito e un orizzonte: affidare allo sguardo del pubblico la pluralità di letture, domande e possibilità che ogni spettacolo porta con sé. La Stagione si costruisce come un campo aperto di poetiche, linguaggi, generazioni e pubblici diversi, riaffermando la pluralità come valore fondante del teatro pubblico.
In un tempo dominato dalla velocità delle reazioni e dal rischio di un’estetica uniforme, il teatro può ancora essere uno spazio di attenzione, complessità e confronto. Un luogo in cui non semplificare ciò che è molteplice, ma accogliere visioni differenti, senza gerarchie precostituite: artiste e artisti con storie, linguaggi e percorsi diversi, chiamati a comporre una stagione che resta aperta allo sguardo di chi la attraversa.
L’immagine della Stagione, declinata città per città, è stata creata da Stefano Ricci, disegnatore e artista visivo riconosciuto a livello internazionale, che dialoga con teatro, danza, cinema, musica e arti grafiche. «Il filo rosso che attraversa questa sequenza di disegni nasce, per me, proprio dal titolo della stagione, Opera Aperta. Penso infatti che un’opera diventi davvero “aperta” nel momento in cui riesce a mettersi in ascolto di tutte le forme di vita. È da questa idea di ascolto che deriva la presenza del microfono in ogni disegno: un oggetto concreto, funzionale, presente nel teatro, soprattutto da Carmelo Bene in poi».

LA SALA GRANDE DEL TEATRO DELLE PASSIONI
Dopo l’avvio nel 2023, giungono a compimento i lavori di realizzazione della Sala Grande del Teatro delle Passioni di Modena, esito della seconda parte della ristrutturazione dell’edificio ex Enel.
L’opera, che ha ricevuto il parere positivo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, ha riguardato il restauro e la riorganizzazione spaziale e funzionale di una superficie complessiva di 2.723 metri quadrati.
La nuova sala accoglie una platea in legno su piano inclinato, pensata per garantire una buona visibilità, con 210 poltrone, comprensive di posti dedicati a persone con disabilità. Inoltre si avvale di un sistema tecnologico di trasmissione con circuiti a induzione magnetica (hearing loops), che permette la fruizione degli spettacoli a persone con ipoacusia o con sordità. L'intervento è comprensivo anche del restauro del piccolo edificio laterale adiacente all'ex centrale, che accoglie la foresteria per ospitare le compagnie durante i periodi di prove e spettacolo.
Il recupero dell’edificio vincolato, con caratteristiche di archeologia industriale, è stato effettuato nel rispetto dei caratteri storico-testimoniali, riprendendo i tratti salienti dell’intervento già realizzato nell’ambito del primo stralcio, e completa il polo culturale in gestione a ERT.

INAUGURAZIONI
A Modena l’apertura del Teatro Storchi, dal 22 al 25 ottobre, è affidata al Maestro greco Theodoros Terzopoulos, con Le Baccanti, opera centrale nella sua ricerca artistica. Lo spettacolo, presentato allo Storchi per la prima volta in versione al chiuso, debutterà dal 18 al 20 giugno al Teatro Grande Pompei nell’ambito del Festival Theatrum Mundi (repliche fino al 20) e sarà poi in scena il 25 e 26 giugno al Teatro Ostia Antica.
La nuova creazione conferma la storica collaborazione tra Terzopoulos ed ERT, proponendo una rilettura contemporanea della tragedia euripidea, fonte inesauribile di ispirazione che produce sempre nuove domande su mito, corpo, potere e crisi della città. Nel cast Roberto Latini (Dioniso), Alvia Reale (Agave), Enzo Vetrano (Cadmo), Stefano Randisi (Tiresia), Marco Cacciola (Penteo), Paolo Musio (Corifeo) e Gemma Carbone (Corifea), Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero), Rocco Ancarola (Secondo Messaggero) e un coro formato da dodici giovani attori. A Bologna in Arena del Sole dall’8 all’11 aprile. Una Produzione Emilia Romagna Teatro, Teatro di Roma, Attis Theatre Company.

L’inaugurazione della nuova Sala Grande del Teatro delle Passioni è affidata al regista e autore francese Pascal Rambert, che con la nuova produzione Viaggio a Hong Kong rinnova il legame artistico con ERT costruito negli anni, attraverso spettacoli come Clôture de l’amour, Prova e L’arte del teatro. Dopo il successo in Francia e in Messico, la versione italiana è stata pensata appositamente per Sandro Lombardi, per il talento e la qualità profonda della sua presenza scenica. Viaggio a Hong Kong è un intenso monologo sull’amore, sull’assenza e la solitudine. In prima assoluta, a Modena dal 23 al 25 ottobre e dal 30 ottobre al 1° novembre e dall’11 al 15 novembre in Arena del Sole a Bologna.
Una produzione Emilia Romagna Teatro in collaborazione con Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Debutta dal 22 al 25 ottobre all’Arena del Sole, nella Sala Leo de Berardinis, la prima italiana di Che dolore terribile è l’amore, il nuovo lavoro di Daria Deflorian ispirato a Non dico addio (Adelphi, 2025) di Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024, dopo la presentazione di uno studio al Piccolo Teatro di Milano e la prima assoluta a luglio al Festival di Avignone. Il romanzo affronta una delle pagine più oscure della storia della Corea: la sanguinosa repressione della rivolta di Jeju del 1948. Dopo La vegetariana, l’attrice e regista apre un altro capitolo sulla scrittura di Kang e condivide ancora la scena con Monica Piseddu. Una produzione INDEX in coproduzione con Emilia Romagna Teatro, Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Festival d’Avignon, Théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse.

A Cesena lo spettacolo GONE di Kepler-452, che ha debuttato a Tbilisi a maggio, sarà in prima italiana il 23 e 24 ottobre al Teatro Bonci: dopo il progetto sul soccorso in mare A place of safety, miglior spettacolo ai Premi Ubu 2025, Kepler-452 torna a misurarsi con il fenomeno della migrazione. GONE nasce dall’incontro tra Enrico Baraldi e Nicola Borghesi con un gruppo di attrici e attori del Teatro Tumanishvili di Tbilisi. In un momento storico in cui una parte consistente della popolazione georgiana sta lasciando il proprio paese (e l’Italia è una delle destinazioni principali di questa diaspora) la compagnia, insieme all’autore Riccardo Tabilio, costruisce uno spettacolo-documentario basato sulle biografie degli interpreti e su interviste, a chi è partito, a chi è rimasto e a chi è stato costretto a tornare. Una produzione Emilia Romagna Teatro con Lepl Mikheil Tumanishvili Film Actors Professional State Theatre (Tbilisi-Georgia), con il contributo del Ministero della Cultura della Georgia e in collaborazione con GIFT Festival, ATER Fondazione e Kepler-452 (spettacolo sovratitolato in italiano).

NUOVE PRODUZIONI E COPRODUZIONI IN SCENA NEI TEATRI ERT
Oltre ai già citati, Le Baccanti di Theodoros Terzopoulos, Viaggio a Hong Kong di Pascal Rambert, Che dolore terribile è l'amore di Daria Deflorian e GONE di Kepler-452, compongono il piano produttivo e coproduttivo di ERT:

Testi cardine del teatro
FAUST. Fatto, non detto di Romeo Castellucci, tra i registi protagonisti della scena contemporanea a livello internazionale, che si confronta con una figura che interroga da secoli il desiderio di conoscenza, il patto con il male, il limite dell’umano. Castellucci riporta il personaggio all’enigma da cui proviene: un uomo che, prima ancora di incontrare Mefistofele, ha già conosciuto il vuoto, la perdita di senso, la crisi del linguaggio. Al centro non c’è soltanto Faust, ma la figura dell’artista: chi guarda nell’oscurità del proprio tempo, chi trasforma condanna e redenzione nella stessa materia, chi cerca una forma per ciò che non può essere detto. Il 18 e 19 dicembre in Arena del Sole. Una produzione Societas in coproduzione con una rete di teatri e istituzioni internazionale e nazionali, tra cui ERT.

Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, con la regia di Giorgio Sangati, debutta - dopo un periodo di residenza - in prima assoluta al Teatro Bonci di Cesena, dal 4 al 7 febbraio. Scritto nel 1762, il testo che apre la Trilogia della villeggiatura è un’opera della maturità: fotografa il mondo borghese contemporaneo all’autore, fragile, indebitato, ossessionato dall’apparenza e incapace di riconoscere il proprio declino economico e culturale. Un capolavoro corale, dove il narcisismo emerge come malattia di una società intera, riflettendoci anche oggi come dentro uno specchio.

Grandi interpreti
Il 6 e 7 novembre all’Arena del Sole l’attore e regista Lino Guanciale presenta in prima assoluta Il Mago di Redonda - Alle origini dell’anima giocosa di Umberto Eco, liberamente ispirato a Fenomenologia di Umberto Eco di Michele Cogo. Una lettura scenica, un viaggio narrativo alla ricerca di “Eco prima di diventare Eco”: l’infanzia, la curiosità e il dialogo tra cultura alta e popolare.

Fausto Russo Alesi, dal 15 al 20 dicembre nella Sala Grande delle Passioni a Modena, firma e interpreta in prima assoluta Il cappotto di Gogol’, con la consulenza drammaturgica di Fausto Malcovati, tra i maggiori conoscitori della letteratura russa. Per Russo Alesi, Il cappotto rappresenta ancora oggi una potente metafora sociale: un racconto tragicomico che riflette sulle disuguaglianze, sull’emarginazione e sul bisogno universale di essere riconosciuti, amati e ascoltati.

Massimo Popolizio, tra i grandi protagonisti del Teatro, porta in scena dal 3 al 7 marzo al Teatro Storchi un classico del teatro contemporaneo che intreccia riflessione politica, ironia e profonda umanità, La pazzia di Re Giorgio di Alan Bennett. Attraverso una corte sospesa tra lealtà, opportunismo e manipolazione, il testo mette a nudo le fragilità del potere e trasforma il dramma in una commedia amara, segnata da humour e compassione.

Drammaturgia contemporanea
Dopo il debutto nella scorsa stagione al Teatro Bonci di Cesena, la produzione ERT del Teatro Valdoca, Bestemmia, diretta da Cesare Ronconi e scritta da Mariangela Gualtieri, arriva a Bologna il 3 e 4 aprile: una cruda e poetica riflessione sugli orrori del presente, nell’invito a riscoprire la bellezza che ancora resiste tra le macerie. Lo spettacolo, con un allestimento site-specific per la sala de Berardinis, vede interpreti Silvia Calderoni, Eugenia Giancaspro, Mariangela Gualtieri, Nico Guerzoni, Giuseppe Semeraro.
Torna alle Passioni, dal 13 al 18 aprile, Danio Manfredini, maestro indiscusso del teatro contemporaneo con uno degli spettacoli storici Cinema Cielo. L’opera conferma la ricerca poetica e rigorosa dell’autore, da sempre attivo tra teatro, pittura e musica. Ambientato in una sala cinematografica a luci rosse ormai chiusa, il lavoro costruisce un universo visionario in cui personaggi marginali e solitari si incontrano tra desiderio, esclusione e bisogno d’amore. Lo spettacolo intreccia dimensione scenica e partitura sonora, fondendo la vita degli spettatori con l’audio di un film liberamente ispirato a Notre-Dame-des-Fleurs di Jean Genet.
Dopo Arlecchino nel futuro, la Compagnia Dammacco / Balivo torna a collaborare con ERT per il nuovo lavoro Homo Sapiens Live Show, in prima assoluta dal 25 al 28 febbraio nella Sala Grande delle Passioni. Uno spettacolo che indaga chi siamo, da dove veniamo e quale futuro possiamo immaginare, intrecciando tragedia e umorismo. In scena quattro interpreti - Serena Balivo, Simone Di Meglio, Mariachiara Falcone - con costumi creati dalla premio Oscar Franca Squarciapino.
L’attore e regista Pietro Babina presenta in prima assoluta, dal 17 al 21 febbraio in sala Salmon dell’Arena del Sole, 4:48 Psychosis, opera considerata il testamento della drammaturga inglese Sarah Kane. Federica Rosellini, interpreta il testo che evoca l’ora della notte, la più profonda, in cui – stando alle statistiche – sembra che avvenga il maggior numero di suicidi.

Nell’ambito della quarta edizione della rassegna L’altro sguardo – linguaggi della scena contemporanea, che accoglie il pubblico direttamente sul palcoscenico del Teatro Bonci di Cesena, il 2 e 3 aprile la compagnia lacasadargilla porta in scena L’amore del cuore della drammaturga britannica Caryl Churchill. Centro dello spettacolo è la parola: interrotta, ripetuta, rilanciata come un disco che salta, fino a disorientare lo spettatore, in una scatola sonora fatta di un minuzioso uso di microfoni e una partitura quasi musicale di rumori, pause e interazioni sonore.

Accanto a Frédérique Loliée, Filippo Dini è protagonista di Incendi, testo di Wajdi Mouawad e regia di Marco Lorenzi che continua l’esplorazione della scrittura dell’autore libano-canadese fra le più attuali e riconosciute della drammaturgia contemporanea. Sullo sfondo di un Medio Oriente attraversato dalla guerra, una tragedia familiare contemporanea affonda le sue radici nel mito. Alla morte della madre, i figli gemelli ricevono due lettere e una richiesta impossibile: cercare un padre che credevano morto e un fratello di cui ignorano l’esistenza.

Nello spettacolo Lemnos, in programma il 30 gennaio nella sala Leo de Berardinis dell’Arena del Sole, Giorgina Pi e Bluemotion rileggono il mito di Filottete come una ferita politica ancora aperta.
Lemno diventa Makronisos, una delle isole del Mar Egeo dove, durante la guerra civile greca gli antifascisti, comunisti, poeti e dissidenti furono confinati, torturati, costretti a rinnegare la propria storia. Attraverso Sofocle, la poesia di Adrienne Rich e le voci raccolte dalla compagnia in Grecia, Filottete assume un corpo femminile e diventa figura di chi viene espulso dalla comunità, ma continua a custodirne la verità rimossa.

Il 13 febbraio, nell’ambito della Stagione del Teatro Dadá di Castelfranco Emilia, va in scena Il fuoco era la cura, spettacolo della pluripremiata compagnia Sotterraneo, liberamente ispirato al romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. In scena, cinque performer attraversano l’universo distopico immaginato dallo scrittore americano per riflettere sul rapporto tra memoria, conoscenza e controllo.

Teatro e letteratura
Tra le produzioni anche il riallestimento de Il delirio del particolare di Vitaliano Trevisan, diretto da Giorgio Sangati e interpretato da Maria Paiato, tra i grandi nomi del teatro. Il testo è dedicato a Carlo Scarpa, maestro dell’architettura del Novecento, e prende avvio dal ritorno di un’anziana vedova nella villa sul lago, progettata accanto al cimitero di famiglia dallo stesso architetto. La donna ricorda il suo passato di attrice, il matrimonio, il rapporto strettissimo con Scarpa e ne emerge il ritratto di un uomo eccentrico e geniale, ossessionato dal dettaglio e dal controllo del particolare. In scena, con Maria Paiato, Carlo Valli e Alessandro Mor. Sala Grande delle Passioni dal 13 al 19 novembre.

Dal testo di Franco Marcoaldi, poeta, scrittore e giornalista fra le voci più riconoscibili della poesia contemporanea italiana, La vasca va in scena dal 21 al 24 gennaio alle Passioni e racconta il confronto tra dimensione privata e grandi tragedie del presente. La regia di Andrea Renzi crea uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, dove Anna Bonaiuto, tra le più significative attrici della scena italiana, interpreta una protagonista divisa tra la ricerca di un equilibrio quotidiano e un mondo segnato da guerre e distruzioni.

Tra comicità e amarezza, dal 13 al 17 gennaio nella Sala Grande delle Passioni, dopo il debutto estivo al Mittelfest, è in calendario John e Joe di Ágota Kristóf, racconto sulla fragilità dei rapporti umani e sulle disuguaglianze del presente. Nella rilettura e interpretazione di Manuela Mandracchia e Alvia Reale, i protagonisti diventano due donne di mezza età, due vagabonde ai margini della società, legate da un’amicizia necessaria e disperata.

Dal 14 al 17 gennaio, all’Arena del Sole Concita De Gregorio è autrice e interprete Di madre in figlia, storia di madri, figlie e ferite che attraversa tre generazioni. Tratto dal suo ultimo libro, lo spettacolo segue tre donne diverse, profondamente legate. La regia di Gaia Saitta costruisce un territorio sospeso tra memoria privata e racconto familiare, tra narrazione e vita.

Nuove generazioni
Dal 3 al 7 febbraio la Sala grande del Teatro delle Passioni ospita Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso, il lavoro di Niccolò Fettarappa, tra le voci più originali della nuova scena teatrale italiana. Lo spettacolo, diretto e interpretato dallo stesso Fettarappa con Gianni D’Addario, Lorenzo Guerrieri e Rebecca Sisti, costruisce una satira distopica ambientata nel 2030, anno in cui l’Unione Europea avrebbe decretato l’ultimo orgasmo sulla Terra. Finalista al Premio Riccione per il Teatro 2023, il testo è pubblicato nella collana Linea di ERT e da Luca Sossella Editore.

Dal 4 al 7 febbraio presso l'Arena del Sole (Sala Salmon), Leonardo Manzan, giovane autore e regista di talento, presenta il suo nuovo spettacolo, La Festa, scritto insieme a Rocco Placidi. L'opera prende spunto dalla supra, il tradizionale banchetto georgiano: una lunga celebrazione fatta di cibo e vino che assume il valore di un rito collettivo di liberazione. In scena, questa tradizione, si trasforma in una macchina teatrale dal ritmo incalzante, nella quale anche il pubblico viene coinvolto nei brindisi. La festa diventa così un dispositivo politico e affettivo: un modo per raccontare un Paese diviso tra rabbia, solitudine, perdita e desiderio di resistere. Sul palco Paola Giannini e tre sorprendenti attori di Tbilisi (spettacolo sovratitolato in italiano)

Attrice, autrice e performer Anita Pomario debutta alla regia con Notturno264 in prima assoluta dal 10 al 13 dicembre nella Sala Piccola del Teatro delle Passioni. Prodotto da ERT e vincitore di ERetici – Le strade dei Teatri 2025, lo spettacolo indaga i temi del lutto, dell’assenza e della trasformazione. Al centro della scena c’è Gasparina, una donna che, dopo la morte improvvisa del padre, decide di non dormire più. Formatasi tra New York e Londra, interprete al cinema per Emma Dante, Giuseppe Fiorello e Valeria Golino, Pomario costruisce un lavoro che unisce nuova drammaturgia, teatro fisico e arti visive.

Tra le compagnie legate alle città ERT
Dopo l’esperienza di Trilogia dell’assedio nel 2025, Premio Speciale Ubu, il Teatro dei Venti con il regista Stefano Tè rinnova il proprio impegno nel coniugare ricerca artistica e responsabilità civile con Abisso e Potere. Macbeth in forma di Danza Tragica, in prima assoluta dal 2 al 6 dicembre nella Sala Grande del Teatro delle Passioni. Nato da un percorso condiviso tra attori detenuti degli istituti penitenziari di Modena e Castelfranco Emilia, professionisti e allievi della compagnia, lo spettacolo prende ispirazione dalla tragedia di William Shakespeare per indagare i temi del potere, dell’ambizione e della colpa.

Il sodalizio con Arte e Salute, compagnia che quest’anno compie 25 anni, si conferma con Così è se vi pare, capolavoro di Luigi Pirandello, diretto da Nanni Garella, che vede la presenza di Vito accanto alle attrici e agli attori della Compagnia. Nata in collaborazione con l’Associazione Arte e Salute e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna, la messinscena restituisce a Pirandello tutta la sua forza: la realtà non è mai una sola, ma cambia a seconda di chi la guarda e di chi pretende di possederla. Nella Sala Salmon dell’Arena, dal 13 al 25 aprile.

Con Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977, Ateliersi continua il percorso di ricerca attorno a Carla Lonzi, figura centrale del femminismo italiano, a partire dai suoi diari. Scritti tra il 1972 e il 1977, raccolgono ricordi, sogni, lettere, telefonate e pensieri politici. In scena, Fiorenza Menni, Sara Bertolucci, Meike Clarelli intrecciano vocalità, canto e parola, evocando le pratiche di autocoscienza degli anni Sessanta e Settanta. Ideato e diretto da Fiorenza Menni, con la drammaturgia curata dalle studiose Sara De Simone e Caterina Venturini, lo spettacolo sarà in Arena del Sole, nella Sala Salmon, dal 16 al 20 dicembre.

Al Teatro delle Passioni – Sala Piccola, dal 20 al 24 gennaio, debutta in prima assoluta Nuda preghiera, atto unico di Emilio Rentocchini, interpretato da Angela Malfitano e Paolo Musio, con la regia, la scenografia e il light design di Michelangelo Campanale. Poeta e scrittore nato a Sassuolo nel 1949, vincitore, tra gli altri, dei Premi Carducci e Pascoli per la poesia, Emilio Rentocchini è stato definito da Patrizia Valduga «il più grande poeta italiano contemporaneo». In Nuda preghiera c’è una domanda semplice e vertiginosa: come si può dire l’amore? E, insieme, come si può dire la vita? Una scrittura intensa che si eleva fino a farsi autentico inno poetico.

Tout public
Fanny&Alexander debutta in prima assoluta il 14 febbraio al Teatro Bonci con Sharazade, spettacolo liberamente tratto da Le mille e una notte, con Chiara Lagani (che cura anche drammaturgia e costumi), regia, scene e luci di Luigi Noah De Angelis, musica e sound design di Emanuele Wiltsch Barberio. Il lavoro procede come continuo gioco di scatole cinesi, di storie dentro altre storie, in cui la narrazione è costruita attraverso un percorso di laboratori come esplorazione nei territori dell’adolescenza.

Dopo il successo registrato nella scorsa stagione, Alessandro Serra, regista, autore, scenografo, light designer, sarà a Cesena, Bologna e Modena con lo storico spettacolo Il Principe Mezzanotte una produzione ERT con la Compagnia Teatropersona. Una fiaba teatrale dalle atmosfere gotiche trasporta adulti e bambini nel castello del Principe, vittima di una maledizione: se si innamorerà, si trasformerà in un essere mostruoso. Per evitarlo, si è isolato in questo luogo fumoso avvolto dal mistero, tra servitori bizzarri e grottesche ombre, ma l’arrivo di nuovi ospiti cambierà il suo destino. Dai 5 anni in su. Dal 3 al 6 gennaio al Teatro Bonci, dal 16 al 24 gennaio nell’Ex chiesa di San Giuseppe in Galliera (Arena del Sole), il 6 ,7, 13 e 14 febbraio al Teatro delle Passioni.

Danza
Catalogo, in scena nella Sala Thierry Salmon dell’Arena del Sole dal 19 al 22 novembre, è il nuovo lavoro ideato da Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo. Protagonista è Marta Ciappina, M., una danzatrice prossima al congedo dalle scene. Per M., alcune tra le più significative figure della danza contemporanea – Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Sotterraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten e lo stesso Marco D’Agostin – costruiscono un catalogo di assoli, riflessioni performative sul congedo e sul desiderio di continuare a esistere attraverso il suo perpetuo rinnovarsi. Ogni contributo si configura come un “appuntamento al buio” coreografico, in cui sguardi, estetiche e immaginari differenti danno forma a un archivio aperto: un tentativo come un altro per rimandare la fine. Una coproduzione ERT.

Replica di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, che si affidano alla regia e coreografia di Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi: in occasione dei 30 anni di attività della Compagnia, il lavoro mette in dialogo due generazioni della danza contemporanea in un intenso confronto tra memoria, trasformazione e presenza scenica, proponendo un ribaltamento dei ruoli come gesto artistico e poetico sulla trasmissione. In scena il 27 e 28 novembre nella Sala Grande delle Passioni.

Oltre agli spettacoli, la stagione propone Ars publica, occasioni di confronto tra artisti e artiste sul teatro oggi e su come riattivare un processo di confronto. Non un convegno o una successione di relazioni, ma uno spazio di pensiero e domande aperte. Cosa racconta l’aggettivo “publica” affianco a “Ars”? Romeo Castellucci inaugura il ciclo nel 2027, seguiranno altri due appuntamenti, di cui il secondo con Kepler-452.

PROGETTI ARTISTICI
Con Partitura Moscato – l’eco Infìnita della parola ERT ha immaginato un percorso di approfondimento dedicato a una figura centrale della cultura teatrale e letteraria contemporanea, intrecciando spettacoli, incontri, cinema, editoria. In Non posso narrare la mia vita (11–14 marzo), Roberto Andò affida il ruolo di protagonista a Lino Musella, recente vincitore del David di Donatello 2026, un viaggio nella vita e nella Napoli del grande autore. Scannasurice (4-7 marzo) diretto da Carlo Cerciello con l’intensa Imma Villa e S-enz (17-21 marzo) con Giovanni Ludeno accompagnato dalle musiche dal vivo di Paolo Polcari (cofondatore degli Almamegretta) e dalle immagini dell’artista visivo Roberto-C. Il focus comprende la presentazione del volume corale Le scritture del Grande Infante. Sull’opera-vita di Enzo Moscato (Cronopio, 2025), e la proiezione di Rasoi di Mario Martone, tratto dall’omonimo testo di Moscato, in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

ERT celebra gli anniversari di alcune significative esperienze del teatro italiano, trasformando la ricorrenza in un’occasione di incontro e approfondimento attraverso spettacoli, testimonianze e momenti di condivisione con il pubblico.
Nell’ambito del progetto speciale La ballata dei sogni. Primi 50 anni insieme di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, protagonisti di un lungo percorso artistico costruito tra interpretazione, regia e ricerca, andranno in scena il 26 e 27 gennaio Grazie della squisita prova, in dialogo con Nicola Borghesi, il 28 e 29 gennaio il loro cult Totò e Vicé tratto dal testo di Franco Scaldati e il 31 gennaio un’anteprima di Woyzeck-uno studio, primo sguardo sul nuovo progetto in cantiere.
I quarant’anni di attività di RezzaMastrella saranno festeggiati a Bologna con la ripresa di due storici spettacoli del loro repertorio: Fotofinish (6 e 7 maggio) e 7-14-21-28 (8 e 9 maggio) in Arena del Sole, oltre alla monografia dei film con la Cineteca di Bologna e MAMbo.
In occasione del progetto TRA IL FATALE E IL FATATO. Un'antologica bolognese per i trent'anni di Teatrino Giullare, l’1 e 2 dicembre e il 4 e 5 dicembre vanno in scena rispettivamente gli spettacoli La stanza di Harold Pinter e Alla meta di Thomas Bernhard, insieme a un percorso diffuso in città che ripercorre l’opera della compagnia tra maschere, immagini e materiali scenici creati nel tempo.
I 25 anni di Arte e Salute, presente con due lavori, Così è se vi pare, capolavoro di Luigi Pirandello, diretto da Nanni Garella che vede la presenza di Vito accanto alle attrici e agli attori della Compagnia, e Lazin’ on a Sunny Afternoon con la regia di Nicola Berti.
Il 14 ottobre all’Arena del Sole, un evento per festeggiare i 90 anni di Vittorio Franceschi, tra poesia, musica e parole.
Nella primavera ‘27, ERT dedica un’attenzione speciale a due figure significative. Un focus su Giuliano Scabia, con l’obiettivo di restituire la vitalità e l’attualità della sua eredità artistica. Realizzato in collaborazione con il Dipartimento delle Arti e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione ‘Giovanni Maria Bertin’ dell’Università Alma Mater di Bologna, il progetto prevede letture, presentazione di volumi curati da Massimo Marino e pubblicati da Marsilio, approfondimenti sull’archivio promossi insieme alla Fondazione Scabia e una lettura teatrale dell’inedito Commedia di matti assassini. E un progetto dedicato a Leo de Berardinis, in dialogo con Carola de Berardinis.

Progetti artistici sul territorio
In occasione dello spettacolo Cenerentola della Compagnia della Fortezza, con il supporto di Gruppo Hera e con il contributo e la condivisione di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, all’Arena del Sole prende vita Dentro la città, oltre lo sguardo - Storie, incontri e percorsi tra carcere e comunità, dedicato alle realtà che operano all’interno e intorno alla Casa Circondariale di Bologna. Con associazioni, cooperative impegnate in progetti di formazione e nel reinserimento professionale di persone detenute. La narrazione teatrale di NarrandoBo racconta la vita del carcere e le esperienze che lo attraversano.

In prima assoluta il 19 e 20 dicembre nella sede dell'associazione Porta Aperta di Modena, Primo quadro - Sette Opere del progetto partecipato di Davide Iodice, ispirato all'opera Le sette opere di misericordia di Caravaggio, che intreccia creazione artistica, ricerca pedagogica e intervento sociale nei territori abitati da ERT. Il progetto prenderà avvio proprio da Modena nell’ottobre 2026, per poi proseguire nelle altre città: la prima tappa si svilupperà in collaborazione con l'associazione Porta Aperta, realtà quotidianamente impegnata nell'accoglienza e nel sostegno alle persone più vulnerabili.

DANZA
«Ogni generazione deve scoprire la danza da sola,
ma non può farlo senza ciò che è stato tramandato».
Merce Cunningham

31 spettacoli di cui 2 prime nazionali, 4 anteprime. Il nuovo progetto artistico Infìnita - paesaggi della danza, attraversa la programmazione dei teatri ERT, con l’opportunità di incontrare maestri e artiste/i affermati della danza così come di scoprire autori e autrici ancora poco conosciuti nel panorama della scena contemporanea, italiani e europei. Infìnita promuove una cultura della trasmissione come pratica attiva e generativa, non celebrativa, che riattiva repertori e poetiche, rinnovando il dialogo tra Maestri e nuove generazioni nel segno del passo infinito.
Oltre alle già citate produzioni Catalogo che vede in scena Marta Ciappina e Replica con Abbondanza Bertoni, la rassegna Infìnita, che si snoda da ottobre a maggio, ospita a novembre il focus Istantedanza - Corpi, trasmissioni, visioni del presente realizzato con la collaborazione di Tavolo Regionale della Danza e ATER Fondazione e il contributo della Regione Emilia-Romagna. In due intensi fine settimana - dal 19 al 29 novembre - Istantedanza si concentra prevalentemente sulla scena d’autore regionale e talenti emergenti o giovani talenti, con obiettivo di visibilità e circuitazione nazionale ed europea, aprendo lo sguardo anche a proposte internazionali.

La programmazione di danza si apre il 6 novembre al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia con Mbira, spettacolo ideato e diretto da Roberto Castello per ALDES, finalista ai Premi Ubu 2019. Ispirato alla “mbira”, antico strumento musicale dello Zimbabwe, il lavoro unisce danza, musica dal vivo e parola per esplorare l’incontro tra cultura africana e occidentale. Ne nasce uno spettacolo coinvolgente e festoso, in cui le sonorità africane eseguite dal vivo danno vita a un’esperienza tra danza, concerto, rito.

Al Teatro Bonci, il 22 novembre è in programma L'Infinito Carnale. Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza, coreografia di Claudia Castellucci prodotta da Societas e Teatro Metastasio di Prato, interpretata da Sissj Bassani e Pier Paolo Zimmermann della Compagnia Mòra su composizione sonora di Stefano Bartolini. Generato da uno studio sul deserto, L'Infinito Carnale è un dialogo tra Antonio d’Egitto, eremita cristiano del III secolo ritirato nel deserto della Tebaide, e il giovane Ilarione di Gaza.

Simona Bertozzi presenta in un’unica serata - 28 e 29 novembre nella Sala Salmon dell’Arena del Sole - due opere: Le palestriti che ha creato insieme alle danzatrici Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi e il primo studio del nuovo lavoro Falling into dance, with Isadora, un omaggio alla grande danzatrice americana. Le Palestriti nasce all’interno di ATHLETES, progetto con cui la coreografa indaga il rapporto tra danza, sport e vocalità. Ispirato all’omonimo mosaico delle Palestriti della siciliana Villa del Casale, a Piazza Armerina, il lavoro porta in scena una rara rappresentazione di agonismo femminile nell’antichità. Falling into Dance, with Isadora interroga la figura della Duncan (nel ’27 ricorre il centenario della sua morte) come materia viva e ancora capace di attraversare il presente, riattivando alcune traiettorie fondamentali della sua ricerca come possibili dispositivi di relazione con il corpo contemporaneo.

Si prosegue con il coreografo e danzatore Nicola Galli, in scena con Chiara Ameglio e Rafael Candela nell’ambiente sonoro di Stefania ALOS Pedretti, che presenta in prima regionale il 22 novembre Diluvio, liberamente ispirato a Il signore delle mosche di William Golding, nello spazio del Teatro Comandini, per la cui messa a disposizione si ringrazia Societas. Il desiderio di salvezza dei giovani naufraghi si dissolve lasciando spazio a una nuova percezione del naufragio come condizione di un presente segnato da fratture e fragilità, e varco per immaginare il futuro.

Tra le formazioni e artisti giovani ancora emergenti e già rilevanti nel panorama attuale figurano Gaetano Palermo e Michele Petrosino, duo artistico che si muove tra coreografia e arti visive, il 20 e 21 novembre al Teatro delle Moline con l’anteprima della nuova creazione BOW (studio). Il progetto si ispira all’atto dell’inchino e della riverenza, che diventa una figura concreta e metaforica, capace di aprire scenari in cui postura, relazione e potere si confondono.
Il 27 e 28 novembre nella Sala piccola delle Passioni di Modena, il coreografo e performer milanese Vittorio Pagani, una delle voci emergenti più interessanti, presenta il secondo e un’anteprima del terzo capitolo della Trilogia delle Icone: Superstella e in forma di anteprima 27 (opera postuma). In Superstella l’artista riflette sul significato del creare danza oggi, guardando all’immaginario felliniano di 8½ e al mito della celebrità. 27 (opera postuma) si ispira al mito del Club 27 e alle poetiche di Abbas Kiarostami e Agnès Varda.
Il 28 e 29 novembre al Teatro delle Moline Francesca Siracusa, coreografa e danzatrice, presenta il suo primo lavoro coreografico, you, elsewhere, un duetto costruito sul rapporto tra attesa e slancio. In scena, Erica Meucci e Miranda Secondari abitano uno spazio intimo e rarefatto, il gesto affiora da una originaria quiete, la danza pare sorgere dal silenzio stesso, mentre si fonde con le sonorità evocative di Simone Faraci. Dopo una serie di residenze internazionali, la danzatrice e coreografa emiliana Giorgia Lolli presenta Body sweats (for Elsa), una dedica alla baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, poetessa e artista d’avanguardia, apripista del movimento dadaista. Il titolo è tratto dalla omonima collezione di poesie, un manifesto erotico e proto-punk. Il 28 e 29 novembre all’Oratorio San Filippo Neri Giorgia Lolli e Vittoria Caneva, Elena Grappi e Maria Chiara Vitti, costruiscono una performance ispirata alla baronessa che intreccia danza, lettura di poesie e allenamento fisico, usando il sudore come via per attraversare fatica e piacere. Presentato in collaborazione con Mismaonda.

Ospite d’eccezione, Carolyn Carlson con Poetry event, il 27 novembre al MAST.Auditorium a Bologna. La coreografa e danzatrice presenta in questa occasione il suo lavoro da poetessa accompagnata dalla musica dal vivo di Paki Zennaro e dalle letture in lingua italiana di Sara Simeoni. L’appuntamento gratuito è realizzato in collaborazione con la Fondazione MAST, nell’ambito del progetto dedicato a Carolyn Carlson curato con il Centro La Soffitta | Dipartimento delle Arti - Università di Bologna.

Scena Catalana a Bologna
Due realtà artistiche, protagoniste di una linea di collaborazione culturale con la Catalogna intessuta con il Tavolo Regionale della Danza e ATER Fondazione, sono presentate con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna. La pluripremiata coreografa e danzatrice Núria Guiu Sagarra sarà al DAMSLab con due spettacoli: in POV, in scena dal 19 al 20 novembre, attingendo agli archivi fotografici dell’isteria della Salpêtrière, lo storico ospedale psichiatrico parigino dove il corpo femminile veniva messo in posa, fotografato e analizzato, Núria Guiu riflette sulle modalità con cui viene esposto e interpretato dallo sguardo altrui. Spiritual Boyfriend, in prima nazionale 21 e 22 novembre, è invece un assolo che esplora lo yoga come forma di autodisciplina e biopotere. Attraverso un’articolata iconografia visiva, la performance crea un ponte tra i maestri indiani della fine del XIX secolo, gli influencer e gli YouTuber contemporanei e l’immaginario festoso delle celebrazioni di Holi. Spettacoli sono presentati in collaborazione con Centro La Soffitta | Dipartimento delle Arti - Università di Bologna.
Aurora Bauzà e Pere Jou, compositori, creatori e performer tra i più innovativi della scena contemporanea, presenti anche loro con due spettacoli nella Sala Leo de Berardinis dell’Arena: A Beginning #16161D (21 novembre) a partire da una ricerca che inizia nell’oscurità e a metà tra la composizione musicale e la scrittura coreografica, è un’opera per cinque performer che mette in dialogo voce, luce e movimento, creando un’esperienza che altera la percezione dello spazio e del tempo. FOSCA, il 22 novembre in prima nazionale, è uno spettacolo pensato appositamente per i bambini dai 4 ai 9 anni che esplora l’oscurità non come qualcosa da temere, ma come un’opportunità per stimolare l’immaginazione e la fantasia.

Doppio appuntamento con CollettivOCineticO: <age>, uno dei progetti più significativi del percorso del gruppo, sarà sul palco dello Storchi il 28 novembre e Amleto, ideato e diretto dalla coreografa Francesca Pennini, che ha scritto la drammaturgia insieme a Angelo Pedroni, al Bonci di Cesena (7 e 8 aprile). <age>, nato nel 2012 e ricreato nel 2024, torna a interrogare il presente attraverso un gruppo di adolescenti tra i 15 e i 18 anni, colti nel delicato passaggio verso l’età adulta. Costruita come un dispositivo performativo aperto, ogni replica di <age> è unica. Con un meccanismo al contempo ludico e rigoroso, in Amleto il gruppo mette ancora una volta in discussione la natura dell’evento performativo e del rapporto con lo spettatore, trasformando Shakespeare in una gara imprevedibile, dove ogni replica mette in palio il ruolo del protagonista.

Adatto a un pubblico dai 5 anni in su, AiAiAi Pinocchio! è in calendario il 29 novembre al Teatro Storchi. Ispirandosi alla fiaba di Collodi, Cinzia Pietribiasi e Davide Tagliavini / Gruppo Ibrido rileggono il celebre racconto nell’era dell’intelligenza artificiale, parlando il linguaggio della generazione alpha. Geppetto diventa Geppa, creatrice digitale che dà vita a un Pinocchio fatto di pixel, dati e algoritmi, capace di apprendere autonomamente e mettere in discussione il rapporto tra creatore e creatura.

A Modena dal 27 al 29 novembre, negli spazi del ridotto del Teatro Storchi, l’anteprima della performance itinerante L’albero dei corvi [solo version] di Fabrizio Favale ispirata all’omonima opera di Caspar David Friedrich. Favale ha sviluppato una ricerca coreografica orientata all’astrazione e alla sperimentazione del movimento, influenzata dai linguaggi di Merce Cunningham, José Limón, Alwin Nikolais e Trisha Brown.

La programmazione di Infìnita prosegue il 30 e il 31 dicembre al Teatro Bonci con La vie en rose. Boléro per festeggiare la fine dell’anno con il Balletto di Milano, tra gli ensemble italiani di danza classica più attivi a livello internazionale.

Elisa Sbaragli presenta Se domani, spettacolo, vincitore del premio Danza & Danza 2025, dal 22 al 24 gennaio al Teatro delle Moline. In questo lavoro la coreografa si interroga sulla capacità dell’essere umano di agire solo davanti a uno stato di emergenza, contemplando il cambiamento solo quando è inevitabile: la parola crisi viene così risemantizzata nel suo originario significato di scelta.

Al Bonci, La Duse. Nessuna Opera con la coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria di Maro scritta per COB Compagnia Opus Ballet su musiche originali Giuseppe Villarosa, è in programma il 20 febbraio. Non una biografia di Eleonora Duse, ma un inno al genio femminile. Bolognino e di Maro partono dalle parole della grande attrice e dalla ricerca di Mirella Schino; storie e immagini di una rivoluzione teatrale per costruire un lavoro dedicato a lei e, insieme, alla creatività delle donne tra forza e vulnerabilità. Ne nasce un ritratto che la sottrae ai cliché e alle influenze maschili, ritrovando nella sua eredità una forza ancora capace di interrogare la scena. Lo spettacolo ha vinto il Premio Danza&Danza 2024 Miglior Produzione Italiana - Middle Scale.

Dal 26 al 28 febbraio al Teatro delle Moline Annamaria Ajmone e Veza Maria Fernandez presentano lo spettacolo I pianti e i lamenti dei pesci fossili, un lavoro coreografico che, attraverso una progressiva stratificazione di pratiche corporee e vocali, richiama la struttura stessa del fossile.

Stefania Tansini, Premio Ubu come miglior performer under 35, con Madeleine parte da Proust, dal sapore dei ricordi, per un lavoro su corpo, trasformazione e memoria. In scena tre interpreti attraversano distanze, silenzi, assenze, rumori, voci e pelli: materiali di una danza in cui la memoria non viene raccontata, ma emerge attraverso il gesto. In scena il 12 e 13 marzo in Arena del Sole/ Sala Salmon.

Il 13 e 14 marzo nella Sala grande delle Passioni Ma a che serve la luce? / Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini. A cinquant’anni dalla scomparsa dello scrittore e poeta, Virgilio Sieni crea e interpreta un lavoro ispirato a Le ceneri di Gramsci, che traduce in gesto la tensione del pensiero pasoliniano.

Nell’ambito di Infìnita - paesaggi della danza al Teatro delle Passioni (Sala Piccola) un dittico dedicato al lavoro di Marco D’Agostin, artista il cui percorso si è intrecciato diverse volte con ERT. First Love (3 aprile) è un viaggio tra memoria e desiderio, dedicato al primo amore. Racconta la storia di un ragazzo degli anni ’90 che scopre nello sci di fondo e nella montagna la propria passione, poi trasformata in linguaggio scenico. Oggi torna alle origini, incontra il suo mito d’infanzia, Stefania Belmondo, e rilegge la storica gara dei 15 km a tecnica libera delle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002. Best Regards (4 aprile) è una lettera indirizzata con anni di ritardo a qualcuno che non risponderà mai: un tributo laico e pop per Nigel Charnock, co-fondatore di DV8 Physical Theatre scomparso nel 2012, che con i suoi spettacoli, mix ipercinetici di canto, movimento, grido e improvvisazione, ha allargato i confini della danza contemporanea. Una produzione VAN con KLAP Maison pour la danse à Marseille, Rencontres Chorégraphiques de Seine Saint-Denis, CCN2 de Grénoble, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

Il 28 aprile al Bonci MM Contemporary Dance Company con Ballade. Lo spettacolo, Premio Danza & Danza 2022 come miglior produzione italiana, è un dittico coreografico: Elegia di Enrico Morelli riflette sul periodo post pandemia componendo un elogio dell’attenzione per gli altri amplificato dalle parole tratte dalle poesie di Mariangela Gualtieri; Ballade di Mauro Bigonzetti è un ritratto a tutto tondo degli anni Ottanta, con un omaggio allo scrittore Pier Vittorio Tondelli, che in quegli anni produsse i suoi maggiori capolavori.

Ben Duke, talento visionario della scena britannica e direttore artistico della pluripremiata compagnia Lost Dog, nello spettacolo JULIET&ROMEO si domanda “E se Romeo e Giulietta fossero sopravvissuti per vivere davvero la loro storia d’amore?” e li immagina in crisi di mezza età, costantemente derisi dai loro sé adolescenti e tormentati dalle pressioni di essere la coppia simbolo dell’amore romantico. Ben Duke affronta la nostra ossessione per la giovinezza e i problemi legati alla longevità. 19 e 20 marzo in Arena del Sole /Sala de Berardinis.

Nella programmazione di danza, l’attenzione ai giovani artisti e alle giovani artiste emergenti è realizzata in ottica di collaborazione e sistema con il Centro di Residenza Emilia-Romagna/progetto ResiDance, azione del Network Anticorpi XL.

ATTENZIONE STRUTTURALE ALLA DRAMMATURGIA CON LA NASCITA DELL’UFFICIO NUOVI TESTI
ERT rafforza il proprio impegno a sostegno della nuova drammaturgia, dando forma a un insieme coordinato di iniziative dedicate alla scrittura teatrale contemporanea e alla scoperta di nuove voci.
Nasce così l’innovativo Ufficio Nuovi Testi, un progetto artistico mobile affidato ogni anno a una diversa formazione teatrale, chiamata a individuare, accompagnare e valorizzare nuove scritture. Ad aprire il percorso sarà lacasadargilla che, grazie alla sua vocazione per le scritture e all’esperienza nel campo della formazione, curerà la prima edizione del progetto, dedicata all’esplorazione della drammaturgia italiana e internazionale contemporanea.
Accanto a questa attività, prenderà forma nella primavera 2027 una rassegna itinerante di letture a tavolino, dedicate a testi inediti nazionali, europei e internazionali non ancora noti in Italia. Le letture si svolgeranno, oltre che nelle sedi di ERT, in collaborazione con una rete di teatri che attraversa l’Emilia-Romagna lungo l’asse della Via Emilia, da Teatro Gioco Vita di Piacenza fino a Riccione Teatro allo Spazio Tondelli.

SCUOLA IOLANDA GAZZERRO
La Scuola di alta formazione di ERT– Rif. PA 2025-25397/RER, finanziata con risorse del Programma Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna, e diretta da Elena Di Gioia, dopo il corso con Roberto Latini, prosegue sul palco dello Storchi il 12 e 13 ottobre con Triage – Emergenze Drammaturgiche, la restituzione al pubblico a conclusione del percorso a HOUSE of PLAY curato dall’ensemble lacasadargilla. Dopo cinque mesi di lavoro intensivo, da maggio a ottobre 2026 con docenti tra cui Andrew Bovell, Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Emiliano Masala, Fabrizio Sinisi, Francesco Villano, oltre a Andrej Nosov e Mihaela Michailov in partenariato con PAV/Fabulamundi Playwriting Europe, i quindici partecipanti – autori, drammaturghi, performer e interpreti selezionati tramite bando – presentano gli esiti di un cantiere di scrittura. Una “passeggiata” attraverso le scritture del contemporaneo, un cantiere teatrale collettivo, ambientato in una delle tante sale d’attesa delle nostre vite: un luogo di passaggio, confronto e ascolto in cui rovistare tra frammenti tematici, leitmotiv, figure e strutture dei testi progettati e composti durante il percorso.
L’altro corso La Magia dell’Umano curato dal regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice, culminerà in La luce che taglia (prologo del progetto Le sette opere di Misericordia), una mise en espace pubblica il 20 e 21 ottobre al Teatro delle Passioni di Modena. Ad affiancare Davide Iodice, un nutrito gruppo di docenti fra cui Emma Dante, Francesca Della Monica, Raffaella Giordano, Fabiana Iacozzilli, Danio Manfredini, Rossella Menna e Armando Punzo.
La Scuola Iolanda Gazzerro da ottobre 2026 vedrà l’avvio di un nuovo sperimentale biennio, Creazione di Immaginari Artistici, dedicato allo sviluppo di nuove personalità artistiche.

PROGETTI UE
Prospero NEW: continua il lavoro della piattaforma per il sostegno di artisti emergenti a livello europeo. Presentazione degli spettacoli Orgasmo di Niccolò Fettarappa e L’amore del cuore della compagnia lacasadargilla per la terza selezione di progetti per tournée. Partecipazione all’Annual Event di sostegno agli artisti a settembre 2026 al Dublin International Festival.
Horizon “REACT”, progetto di ricerca artistica che si articola su tre anni, unisce teoria critica, scienze sociali e pratiche artistiche per sviluppare strumenti teorici ed esperienze creative capaci di contrastare tali dinamiche e rafforzare immaginari democratici e libertà estetica.

In autunno verrà comunicato il programma delle attività culturali, le rassegne dedicate ad altri spazi (A Teatro nel Foyer, Ars Poetica, Fior d’infanzia, fior di teatro), spettacoli tout public e per le scuole.
Inoltre saranno presentate le azioni di rilancio su nuovi pubblici, anche giovani e adolescenti, di innovazione degli spazi e una finestra sulla giovane creatività a partire dalla fucina della Scuola Iolanda Gazzerro, con il coordinamento della Direzione Artistica junior Francesca Di Fazio.

ACCESSIBILITÀ NEI TEATRI ERT
Per la stagione 2026/27 ERT conferma il proprio impegno per un’accessibilità culturale pienamente integrata nella progettazione artistica. Audiodescrizioni per persone cieche e ipovedenti, realizzate con il Centro Diego Fabbri, e sistemi di sovratitolazione per persone sorde o ipoacustiche, sviluppati con FIADDA Emilia-Romagna. Prosegue inoltre il progetto ACCESs – Accessibilità, Comunicazione, Cultura e Sottotitoli, con l’implementazione di tecnologie come gli hearing loops a induzione magnetica, già attivi all’Arena del Sole di Bologna e al Teatro Bonci di Cesena. Queste azioni rientrano in un percorso volto a rendere i teatri ERT sempre più accoglienti, accessibili e aperti alla pluralità dei pubblici.

L’attività di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale è resa possibile grazie a:
Soci Fondatori Comune di Modena, Comune di Bologna, Comune di Cesena, Regione Emilia-Romagna
Soci Ordinari Sostenitori Comune di Castelfranco Emilia, Comune di Vignola, Fondazione di Modena, BPER
Con il sostegno di Ministero della Cultura
Patrocinio Rai - Emilia Romagna
Media Partner: Rai Radio3, EmiliaRomagnaCultura
Technical Partner: Lepida, Dinova
www.emiliaromagnateatro.com