I drammi del mese
Come Camus di Paolo Trotti
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Come Camus è stato segnalato alla 47a edizione del premio Riccione per il teatro nel 2003. Questa la motivazione della giuria:
"per la potenza visionaria delle immagini e del linguaggio con cui affronta, col limite di un frettoloso finale d’effetto, una storia di violenza, schiavitù e morte in un’Africa purtroppo ben radicata nell’attualità, in preda a gang di commercianti di droga, tra stragi d’uomini e d’animali e odissee camionistiche, con la capacità di raggiungere un’espressività diretta e fortemente sensitiva".
E' stata realizzata una mise en espace al teatro Out Off nell'ambito della rassegna "Città in condominio", nel gennaio 2004.
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Nota dell'autore
Come Camus è un testo sulla divergenza, sull’incompatibilità e la lontananza. Al di là della vicenda narrata, quello che mi interessava era l’immagine di due estraneità che si incontrano. Due uomini che, in qualche modo, si scambiano una visita, per scoprirsi lontani. Lo straniero è l’amante, l’innamorato, poi l’ospite e immediatamente dopo diventa sconosciuto e nemico. Tutta la bellezza che aveva nella sua casa perde di fascino appena arriva in casa mia. Allora cerco di annientarlo, cerco di scacciare l’immagine che avevo di lui, dove l’ho incontrato. Il testo narra la storia di un furto, quello di una figlia, e del lungo viaggio fatto dal padre per ritrovarla. E del padre che deve a sua volta farsi ladro di sua figlia per riaverla. Furti, ratti, continue perdite di identità e di equilibrio. Dal punto di vista della scrittura ho lavorato sul conflitto continuo, sia della struttura che ad ogni tappa del viaggio, cambia, che nelle relazione che si instaurano/distruggono tra i personaggi. Come Camus è un lungo viaggio verso la possibilità di un’identità diversa. Con i suoi morti e i suoi tradimenti.