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I drammi del mese

Dissènten di Gabriele Paolocà

Dettagli
Pubblicato: 07 Giugno 2014
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I miei testi arrivano per rabbia, mai per scelta. La rabbia arriva quando il Circostante è più forte e non mi permette un’inquadratura, un assestamento. Allora scrivo. Scrivo per fare chiarezza, non per trovare una soluzione – che quella capirai… – ma per dare luce a una mancanza. Infatti il cinismo imperversa nei miei testi, in ogni carattere, in ogni pausa. Mi sono ripromesso che scriverò del Bello, prima o poi… Lo farò per rendere conto a chi pensa che noi, a fare il nostro lavoro, ci si diverte e basta. Lo farò per essere finalmente capro espiatorio.
Bene. DISSèNTEN è la storia di tre Cessi. Tre loculi accessoriati. Un luogo oscuro, un “non luogo” che potrebbe essere ovunque: da un autogrill ai sotterranei di Montecitorio. Un luogo ideale per parole che non possono avere spazio altrove, perché troppo esplicite, fatalmente vere. Due uomini (o quel che ne resta) fuoriescono dal buio e, ciascuno nella sua cella, cominciano le regolari procedure: guanti di lattice e perlustrazione del cesso. Rumore di passi che si avvicinano. Una terza deformità si appresta ad occupare il cesso rimasto vuoto: il cesso centrale, il cesso del Comando. Una riunione ai massimi Vertici, una riunione tra tre emeriti pagliacci, degni rappresentanti di chi il potere l’inventa, lo promuove e lo detiene. L’oggetto della riunione è nero come lo spazio che avvolge i suoi partecipanti, gli intenti sono esageratamente inverosimili e il male che ne scaturirebbe sarebbe il parossismo del declino politico, civile e sociale.
DISSèNTEN è una favola acerba, da raccontare quando si vuole impartire una lezione, quando si vuole che un errore non venga più commesso. Una favola che si dovrebbe raccontare più spesso.
Si dovrebbe raccontare più spesso.
Gabriele Paolocà

Leggi il testo

Il testo che qui si presenta, è anche uno spettacolo diretto e interpretato da Gabriele Paolocà, Michele Altamura e Riccardo Lanzarone. Un progetto della compagnia VicoQuartoMazzini (www.vqmteatro.com), da cui una serie di riconoscimenti e significative attestazioni: Premio della Critica al Play Festival 2013, finalista a InBox 2013 e al Premio Kantor 2010, selezionato al Festival Internazionale Castel dei Mondi 2012 e all’Argot Off 2011, nonché vincitore del Next > Generation Festival 2013 “Per aver redatto un testo” – recita la motivazione della vittoria – “di singolare forza e suggestione, soprattutto nell’evocare criticità e pericoli di una quotidianità, quella italica in cui i volti e i comportamenti dei protagonisti appaiono sempre più paradossali e concorrenti alle maschere grottesche portate in scena in questo spettacolo. Per la messinscena suggestiva e puntuale, in cui spicca il rigore per la partitura fisica, pur essendo questo aspetto inserito in un contesto scenico complessivamente molto curato. Per aver elaborato un linguaggio poetico originale capace di valorizzare il profondo aspetto simbolico delle parole”.

Gabriele Paolocà nasce a Roma nel 1985. Ancora scapigliato studia recitazione con Stefania De Santis che lo inizia a Beckett, Camus, Ionesco e Canetti. Capisce che il teatro non è una cosa seria e decide di approfondire. Frequenta la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine dove fonda – assieme ad altri allievi – la compagnia VicoQuartoMazzini, attiva ormai da quattro anni. Oltre a DISSèNTEN, scrive e poi mette in scena – sempre con la sua compagnia – BOHEME! nel 2013, in coproduzione con Festival Internazionale Castel dei Mondi e Teatro dell’Orologio-Progetto Goldstein ed il sostegno di Straligut Teatro, Teatro Kismet Opera, La Luna nel Letto, Teatro Minimo; mentre è dell’anno prima la realizzazione, coprodotta con Teatro Minimo, de IL SOGNO DEGLI ARTIGIANI scritto da Michele Santeramo per la regia di Michele Sinisi.
Come attore collabora inoltre coi gruppi Le Belle Bandiere di Elena Bucci e Marco Sgrosso (vedi gli spettacoli ANTIGONE “ovvero Una strategia del rito” del 2012 e SMEMORANTES del 2013), Teatro Minimo di Santeramo e Sinisi (L'ARTE DELLA COMMEDIA di Eduardo De Filippo, che ha debuttato nel 2011) e Teatro dell’Orologio-Progetto Goldstein di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi (LOVE - OVVERO L’AMORE AI TEMPI DELLA RAGIONE PERMANENTE del 2014).

A cura di Damiano Pignedoli

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