Recensioni
Drammaturgia contemporanea in scena
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- Scritto da Damiano Pignedoli
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Puntata conclusiva di resoconti dalla rassegna modenese. Dopo avere esaminato un’accoppiata di spettacoli stranieri, introdotta da considerazioni generali su problematiche e temi del festival, ora è la volta di completare la ricognizione occupandosi della DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri secondo Eimuntas Nekrošius e delle novità sceniche del Teatro Valdoca e del gruppo Gli Incauti.
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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Si è da poco concluso il festival delle Colline Torinesi ed è ora il turno delle bellissime corti sabaude per la dodicesima edizione dell'omonimo festival, che si apre il 6 luglio per concludersi il 22 luglio, per tre fine settimana che promettono interesse e intensità. Venticinque le compagnie presenti per 12 nazionalità, tra prime nazionali e spettacoli ideati per l'occasione, con al centro dell'attenzione il teatro contemporaneo
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- Scritto da Marco Togna
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Pranzi pantagruelici e “cenette improvvisate”. Piatti raffinati, gustosi, fantastici. “Il cibo è una lunga storia d’amore”, dice una delle protagoniste. Messo in scena, in verità, è un pretesto anche per parlare d’altro. E la parola, in questo caso, è quella di Stefano Benni e di Cinzia Villari (quest’ultima anche regista dello spettacolo): barocca, sapida, sulla linea di confine tra romanzo epico e calembour la prima; icastica
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- Scritto da Paolo Randazzo
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Siccome, malgrado ogni teorizzazione, teatro e danza sono arti che continuano a svilupparsi nella affascinante concretezza del “qui” e dell’“ora”, nel dire di “Du.O”, la coreografia di Malou Airaudo (storica danzatrice della compagnia di Pina Bausch e coreografa in proprio a Wupperthal) che, prodotta dal Goethe Institut di Palermo, ha debuttato il 3 luglio scorso ad apertura della XXXI edizione delle Orestiadi di Gibellina,
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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Esordio all'insegna delle interferenze per il “Festival in una notte d'estate”, ormai tradizionale appuntamento genovese di Lunaria Teatro, interferenze di prospettive storiche, di scritture, di piani significativi e metaforici, il tutto all'insegna di un recupero identitario, composito ma insieme omogeneo e coerente, che appunto vuole essere il segno dell'edizione di quest'anno, titolata infatti “percorsi dell'identità”.
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- Scritto da Angela Villa
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Una stanza buia, un luogo piccolo e angusto con voci, suoni e luci che rimbalzano nel vuoto e riempiono la scena. Le parole si alternano ai suoni, procedono a singhiozzo per mostrarci ogni volta una realtà ambigua. In scena due donne, circondate da quadri parlanti e una grande porta che si apre su un luogo sconosciuto. Una prigione che forse non è una prigione. In scena, l’universo di Amélie Nothomb,