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Recensioni

Drammaturgia contemporanea in scena                                                             

Cerca una recensione

Ouverture Alcina

Dettagli
Scritto da Maria Dolores Pesce
Pubblicato il 12 Giugno 2011
Visite: 4098

Questa fascinatoria drammaturgia, per la regia di Maro Martinelli e l'interpretazione di Ermanna Montanari, segna la nuova partecipazione del Teatro delle Albe al Festival delle Colline Torinesi, con due rappresentazioni il 5 e il 6 giugno negli spazi della Cavallerizza Reale di Torino. Autore del testo è il romagnolo Nevio Spadoni, l'ideazione drammaturgica comune di Marco Martinelli

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La fionda

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Scritto da Paolo Randazzo
Pubblicato il 12 Giugno 2011
Visite: 4089

Se è ormai evidente che la drammaturgia contemporanea si muove assai spesso, e in qualche modo ormai pacificamente, su strade che incrociano un’idea globale della resa scenica e dello spettacolo, ovvero nel solco della cosiddetta scrittura o partitura scenica, è anche vero che ogni tanto fa piacere incontrare uno spettacolo che ha al proprio interno la solida compostezza

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Assenti per sempre

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Scritto da Maurizio Sesto Giordano
Pubblicato il 01 Giugno 2011
Visite: 5762

Buio totale sul palco della Sala Magma di Catania. Buio che profuma di paura, di smarrimento, di dolore, di rassegnazione. Inizia così “Assenti per sempre”, pièce di Umberto Terruso, che in circa 50’, appassiona, inquieta, induce alla riflessione. Su una scena desolatamente vuota, così come la vicenda cruda ed arida narrata dall’unico interprete

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Denuncia alla vita

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Scritto da Emanuela Ferrauto
Pubblicato il 30 Maggio 2011
Visite: 3665

Ritorna sulla scena napoletana, nell’unica data del 26 maggio, al Teatro Spazio Libero, la denuncia del giovane Alessandro Mele, autore e attore di un monologo-dialogo, nei panni del venticinquenne Cristian. Il titolo incuriosisce di certo e la location teatrale ancora di più. Il Teatro Spazio Libero è uno dei luoghi artistici napoletani più suggestivi

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Quattro parole a quattro mosche

Dettagli
Scritto da Maurizio Sesto Giordano
Pubblicato il 30 Maggio 2011
Visite: 4270

Un solo personaggio in scena, con una sedia e le sue paure, le sue riflessioni, le sue dinamiche mentali che inseguono immagini e ricordi frammentari di una vita condizionata da un particolare aspetto mentale che gli fa percepire il mondo dal suo osservatorio speciale. Ci riferiamo al breve monologo (circa 50 minuti) “Quattro parole a quattro mosche” di Sebastiano Maurizio Alaimo

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Intercityplus

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Scritto da Emanuela Ferrauto
Pubblicato il 22 Maggio 2011
Visite: 4113

"Poveri cristi" un po' lo siamo tutti quando prepariamo la valigia e ci accingiamo a salire su un Intercity italiano. Per chi non ne fosse avvezzo parliamo di treni a lunga percorrenza e ad alta frequentazione. Altissima, soprattutto nella tratta sud-nord della nostra amata penisola. Se negli anni ’80 questo percorso era cosa comune, nel 2011 l’Italia ci propone uno scenario simile e frequente

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Non sono affatto numerosi gli studi e i saggi teatrali sullo spettatore. Pur essendo infatti una figura essenziale all'esistenza di un evento teatrale, senza la quale uno spettacolo non può essere definito tale, il suo ruolo è quasi sempre stato considerato

Voce dal sen fuggita di Angela Zinno

Il “Teatro” etimologicamente è il luogo in cui si guarda ma è anche, per quell'effetto che Edoardo Sanguineti ha definito “immagine di suono”, il luogo in cui si ascolta e si ascolta soprattutto, guardandolo, la 'voce' dell'attore che recita. Angela

Pensare il teatro di F.Cruciani, C.Meldolesi, F.Ruffini, F.Taviani

Il Teatro ovviamente si fa ma anche si pensa, ci dice questo bel volume edito da Titivillus e curato da Roberto Cuppone, che raccoglie le riflessioni di quattro tra i maggori storici e studiosi italiani, Fabrizio Cruciani, Claudio Meldolesi, Franco Ruffini e

Scena magistra: perchè mettere in scena i classici a cura di F.Boldrer e L.Lattanzi

Segnaliamo volentieri questa pubblicazione del dicembre scorso che raccoglie otto mini-saggi, frutto dell'approfondimento sugli interventi presentati al convegno organizzato presso l'università di Macerata, dipartimento degli studi umanistici, nel

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