Recensioni
Drammaturgia contemporanea in scena
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- Scritto da Maurizio Sesto Giordano
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“Buchi nel cuore” di Pietro Floridia e Angelica Zanardi, presentato da Crexida - Teatro dell’Argine al Centro Zo di Catania, all’interno del Festival “AltreScene” dedicato alla nuova drammauturgia, è un monologo d'impegno ed a tema, con un preciso, diretto, messaggio sulla violenza contro le donne.
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- Scritto da Maurizio Sesto Giordano
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Il testo complesso, analitico, “Perthus” dell’autore francese Jean - Marie Besset e prodotto dalla Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto, in coproduzione con Taormina Arte, ha inaugurato al “Brancati” di Catania la rassegna teatrale “Nuovi Percorsi”, promossa dal Teatro della Città e dedicata alla drammaturgia contemporanea.
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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Questo atto unico del francesce Chritian Simeon, in cartellone al teatro Duse dal 9 al 16 novembre, è il primo dei cinque appuntamenti che nei mesi di novembre e dicembre il Teatro Stabile di Genova dedica alla drammaturga contemporanea, confermando l'attenzione che da tempo viene ad essa riservata, con una breve rassegna che ripropone in 'messa in scena' spettacoli selezionati
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- Scritto da Maurizio Sesto Giordano
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Frizzante e divertente la pièce “Un siciliano a Parigi” che ha inaugurato a Catania la stagione di prosa 2010-2011 del Teatro Vitaliano Brancati diretto da Tuccio Musumeci. La brillante commedia, in due agili atti, tratta dal celebre “Il sistema Ribadier” di Feydeau, adattata con mano felice ed esperta da Romano Bernardi
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- Scritto da Maurizio Sesto Giordano
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Sul palco, quasi spoglio, del Centro Zo di Catania, la compagnia La Casa dei Santi, in circa un’ora, ha proposto, all’interno della programmazione di “AltreScene”, la pièce di e con Giovanni Calcagno, “Straniero di Sicilia”, uno spettacolo di suoni, visioni, proiezioni che lo stesso autore ed interprete Giovanni Calcagno
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- Scritto da Paolo Randazzo
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Ci sono questioni che è necessario trattare con consapevole prudenza e non per paura di dire la verità con coraggio e chiarezza o, peggio, per colpevole viltà, ma perché l’essenza di tali questioni s’intreccia inestricabilmente con altre questioni culturali talmente profonde e vaste da non tollerare nessuna superficialità