Articoli e interviste
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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A latere dell’ottava edizione del Festival “Testimonianze Ricerca Azioni” del genovese Teatro Akropolis si è tenuta a Palazzo Ducale una due giorni, il 13 e 14 aprile, di studi per Giorgio Colli a cent’anni dalla nascita. Sono intervenuti con loro relazioni studiosi di varie estrazioni ma tutti accomunati dall’interesse profondo per l’opera del filosofo e storico ormai universalmente conosciuto per la sua opera di riedizione ed esegesi degli scritti di Friedrich Nietzsche, studi in sodalizio con Mazzino Montinari che hanno avuto il merito riconosciuto ed encomiabile di sottrarre il filosofo tedesco ad inappropriate sovrapposizioni frutto di una cattiva coscienza e di una ideologicamente prevenuta espunzione del suo
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- Scritto da Angela Villa
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I poeti sono come bambini quando siedono alla scrivania non toccano con i piedi per terra. (Stanislaw Jerzy Lec) Si dice che i poeti conservano l‘infanzia nel cuore. Per alcuni è così. Scabia è uno di questi. Come un fanciullo racconta le sue avventure teatrali fatte di passeggiate lungo il corso dei fiumi, per le vie delle città, nelle coorti, nelle cascine, sugli Appennini mentre combatte contro i draghi o va a cavallo... La poesia di Giuliano Scabia è poesia senza aggettivi, è vita che si fa poesia. L’incontro con il drammaturgo presso la scuola Paolo Grassi di Milano è stato promosso dall’associazione “Ateatro” Un’associazione culturale fondata da Mimma Gallina, Anna Maria Monteverdi e Oliviero Ponte di Pino, nata dalla necessità di promuovere «Cultura teatrale, tanto in termini artistici/estetici, che politico/organizzativi, attraverso ogni forma che favorisca lo studio, la ricerca, la sensibilizzazione nei confronti dello spettacolo e delle arti in generale». L’incontro si inserisce nel ciclo di appuntamenti de “L’anello mancante” dedicato alla memoria del teatro del
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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Un suono ancestrale, spiazzante eppure riconoscibilissimo come il ritmo della vita che ci accompagna dal momento stesso del suo apparire, richiama gli sguardi e le menti di chi affolla il viale che porta al teatro Rasi, in Ravenna. È il battito del cuore di Ermanna Montanari rapito a sé stesso e donato, come quel sorriso che talora si accende sul suo volto, a quegli astanti incerti e ancora fermi nel guado apparentemente facile e poco profondo che separa la sorpresa dall’entusiasmo. È il cuore di Ermanna rapito da uno strano apparecchio e donato, così com’è, alla forza della musica, una musica che quel ritmo comanda mentre si mescola a lontane e sconosciute voci, timbri sonori di danze consumate in un altrove che è altrove di tempo e altrove di luogo ma che ora è così straordinariamente vicino, anzi improvvisamente “dentro” di noi. Poi la torcia portata dalla mano di Ermanna
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- Scritto da Maria Dolores Pesce
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Storicamente il teatro e lo spettatore nascono insieme, anzi si può dire che, a partire dalla tragedia greca, il teatro nasce dallo spettatore, nel senso che fu lo stesso spettatore, allora il cittadino della polis, a promuoverlo, talché, anche etimologicamente, è nella presenza stessa di chi guarda l’essenza del fare teatro. Eppure paradossalmente è proprio questa la domanda che percorre il teatro italiano contemporaneo: cos’è, o meglio chi è lo spettatore? E perché si è allontanato dal teatro fino a farci temere la sua estinzione e con essa la consunzione del teatro stesso come fenomeno vivo e fecondo, e non solo come residuo quasi museale? Ma soprattutto come recuperarlo al teatro rispristinando un circolo virtuoso con la società?
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- Scritto da Maurizio Sesto Giordano
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“La Compagnia Fabbricateatro compie 25 anni e mentre i teatri a Catania chiudono noi, al contrario, apriamo la nuova sala Giuseppe Di Martino, in via Caronda 82-84”.
A parlare è Elio Gimbo, attore, regista catanese e fondatore del gruppo Fabbricateatro che in occasione dell’apertura, il 9 Marzo, del nuovo spazio e residenza artistica della compagnia, racconta del suo gruppo e del nuovo spettacolo “Il Principe”. “La nostra sala di via Caronda, a Catania, - spiega Gimbo - rappresenta uno strumento di precisione grazie al quale l’acciaio liquido del teatro e il bronzo fuso del pensiero ci consentono di procedere ad una rigorosa analisi intima, uno spazio dove l’immateriale diventi materia
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- Scritto da Angela Villa
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Uomini e donne che strisciano in mezzo a un campo con il mitra in pugno, trascorrono minuti interminabili, con la faccia nel fango oppure nascosti fra spighe di grano in attesa del nemico. Mirare puntare, fuoco... Niente paura è solo un gioco. Un mercato che non conosce crisi: i giochi di guerra. Non esistono cifre ufficiali, ma secondo alcuni dati circa mezzo milione gli italiani, almeno una volta nella vita vestono i panni di militari per provare le emozioni della guerra. Call of Duty - Fake Version (in scena al teatro Libero dal 13 al 19 marzo) riflette su queste nuove tendenze e racconta anche i conflitti attuali. L’autrice e regista dello spettacolo, Tatiana Olear e Manuel Renga, ci raccontano come nasce questo