Articoli e interviste
- Dettagli
- Scritto da Emanuela Ferrauto
- Visite: 2906
L’imbarazzo della scelta. Cominciamo così il racconto degli eventi svoltisi a Napoli, in occasione della commemorazione della morte di Pier Paolo Pasolini. Parliamo, naturalmente, non solo di un’eterogenea scelta teatrale che ha caratterizzato la città, durante la data unica del 2 novembre, ma anche di tutti gli eventi che hanno animato il palcoscenico napoletano, e campano, durante l’intera settimana. Ricordiamo, per esempio, il tributo a Pasolini in scena presso il Nuovo Teatro Sanità di Napoli, a cura di Claudio Finelli, dal titolo Pasolini a Napoli. Oltre ogni possibile fine. All’evento hanno partecipato Rosanna Bazzano, Carmine De Falco, Bruno Galluccio, Eugenio Lucrezi, Paola Nasti, Ciro Tremolaterra, Ferdinando Tricarico, Claudio Finelli, con gli importanti contributi artistici di Paolo Coletta, Lalla Esposito, Massimiliano Foà, Carol Lauro, Ciro Pellegrino, Imma Villa e la coreografia "Tradimenti" creata da Luc Bouy per la Compagnia di Danza Dansepartout. Non solo il teatro,
- Dettagli
- Scritto da Alessandra Bernocco
- Visite: 7621
"Il ritorno al teatro di parola nel senso più alto del termine, come lingua, significato, appartenenza, sarà al più presto necessario". E' questa dichiarazione di Luca Ronconi che apriva il documentario presentato dopo la messa in onda televisiva di Lehman Trilogy, che mi ha fatto venire l'idea. L'idea di cedere la parola ai suoi attori, e non solo, dedicando una serie di interviste al teatro di parola. Un teatro che è paradossalmente diventato di nicchia, al punto da indurre il maestro a parlare di 'ritorno', ma tanto più necessario in un momento in cui la parola è accantonata e maltrattata, ridotta a chiacchiera, slang, soliloquio compulsivo. Necessario come lo sono i rapporti
- Dettagli
- Scritto da Emanuela Ferrauto
- Visite: 3425
Attraversare il quartiere Forcella, quasi ogni giorno, lungo la strada che congiunge Corso Umberto, incrociando il teatro Trianon, e che sbuca a via Duomo e si trasforma, poi, in Spaccanapoli, è un vero e proprio viaggio nel ventre della Napoli narrata da Matilde Serao. Se poi, nel corso di questo cammino rumoroso, colorato, ricco di voci, suoni ed odori, scorgi per caso Marina Rippa ed alcune delle donne conosciute a Taranto, durante StArtup Festival 2015, a settembre scorso, allora è davvero una buona giornata. Non abbiamo ancora parlato dello spettacolo PE’ DEVOZIONE, frutto del primo laboratorio svoltosi a Forcella con le donne del quartiere, prodotto artistico che,
- Dettagli
- Scritto da Emanuela Ferrauto
- Visite: 2576
Ippolito Chiarello ha mantenuto la promessa fatta, non solo durante il Festival “Primavera dei Teatri”, a Castrovillari, a maggio scorso, ma anche durante i veloci incontri in giro per l’Italia, non ultimo quello settembrino a Taranto, durante STARTUP Festival. Insomma, il barbone teatrale è tornato a Napoli: dopo il successo di PSYCHO KILLER, durante la scorsa stagione, ritorna ancora una volta al NEST, il teatro della periferia est napoletana. Alla vigilia della presentazione della ricchissima stagione 2015/2016 del teatro di S. Giovanni a Teduccio, il 18 ottobre Chiarello posiziona il suo banchetto da barbonaggio nella piazzetta davanti al teatro. Comincia, così, la sua performance
- Dettagli
- Scritto da Maria Dolores Pesce
- Visite: 2598
Può suonare strano che una rivista di drammaturgia contemporanea come la nostra si accosti ad un mito antico, ma quello di Èdipo è mito così antico e profondo da essere divenuto universale e quindi “anche”, se non soprattutto da un certo punto di vista, profondamente contemporaneo. E non solo nel suo aspetto filosofico ma anche in quello drammaturgico perché la riscrittura sofoclea nel più puro insegnamento aristotelico rappresenta una sorta di matrice rispetto alla quale confrontarsi e rispetto alla quale non può non confrontarsi chi pensa, chi elabora e chi fa teatro ai nostri giorni, anche se non lo riconosce ovvero non ne è consapevole.
- Dettagli
- Scritto da Maria Dolores Pesce
- Visite: 1807
Il Teatro della Tosse, da poco e giustamente riconosciuto “teatro di rilevante interesse culturale”, ha presentato il 1° ottobre la sua nuova stagione ed insieme ha concluso, con la abituale ironia puntuta ma anche molto “sobria”, i festeggiamenti per i suoi quarant’anni di vita contrastata e “felice”. È una stagione complessa quella che si apre al teatro genovese, arrampicato in Sant’Agostino ma dalla sua nascita aperto come pochi altri ai luoghi e fin agli umori di questa città difficile forse da amare ma sempre intensamente amata. Complessa e con molte novità innanzitutto dal punto di vista organizzativo, nel più ampio spettro delle intenzionalità che vorrebbero ancora di più approfondire il suo rapporto con la comunità che rappresenta e che man mano si sente da questo teatro rappresentata, ed in effetti la stagione presentata si chiuderà