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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Scrivere una commedia di successo in dieci passi di Ombretta De Biase

Dettagli
Scritto da Marcello Isidori
Visite: 1221
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Sembrano ormai molto lontani i tempi in cui in Italia non esistevano corsi di scrittura teatrale e le pubblicazioni su questa disciplina provenivano tutte dall'estero. Fortunatamente i tempi stanno cambiando: di corsi e laboratori oggi se ne trovano parecchi e negli ultimi mesi sono usciti alcuni interessanti manuali di cui mi sono occupato recentemente in questa rubrica. L'ultimo in ordine di uscita è scritto da Ombretta De Biase, niente affatto nuova a questo tipo di proposte essendo un'esperta pedagoga, oltre che affermata drammaturga e regista. Il titolo del manuale, per la verità un po' troppo ambizioso, viene poi parzialmente disatteso dalle attente spiegazioni della docente che, con linguaggio semplice ed efficace, ricco di esempi colti dalla drammaturgia classica e contemporanea (non solo teatrale) guida l'aspirante drammaturgo nell'affascinante mondo delle "leggi" essenziali della scrittura per il teatro. E qui la drammaturga esperta, pur non lesinando consigli e "trucchi del mestiere", disattende parzialmente il titolo, dicevo, perchè mette in guardia dalle facili illusioni: il mestiere di drammaturgo, avverte la De Biase, è tutt'altro che facile e non bastano poche regole e una storia azzeccata per avere successo. Così come in altri manuali di questo genere le "lezioni" vengono sempre accompagnate da spunti per esercitazioni pratiche ma soprattutto, caratteristica decisamente apprezzabile, vengono riportati numerosi brani di testi presi a riferimento che, evidenziando le diverse implementazioni della teoria drammatica, fungono anche da prezioso stimolo a ciò che ritengo la cosa più importante per imparare a scrivere bene: la lettura di ciò che funziona (ma anche di ciò che non funziona). Il manuale si chiude con una sintetica ma interessante panoramica sull'evoluzione della drammaturgia e del teatro degli ultimi secoli e da un'utile bibliografia.

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Scrivere una commedia di successo in dieci passi
di Ombretta De Biase
Streetlib 2021
131 pagg. € 11,99

Teatro di Fulvio Tomizza

Dettagli
Scritto da Maria Dolores Pesce
Visite: 1438
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È uscito già da qualche tempo per la collana “ripercorsi” di Editoria e Spettacolo ma la sua attualità si è come rinnovata in questo presente storico che, per le note tragiche notizie di guerra, ci ha fatto riportare lo sguardo al cosiddetto secolo breve, che invece è forse fin troppo lungo nei suoi esiti, e a quel confine orientale dell'Italia europea che è tornato a mostrarsi minaccioso e anche oscuro. Un confine fatto di incomprensioni e tragiche contrapposizioni, etniche e linguistiche, che hanno scardinato il mito di una mitteleuropa confusa, forse, ma profondamente meticciata e fusa. Fulvio Tomizza, istriano che ha attraversato la vecchia Jugoslavia per radicarsi infine nella Trieste tornata testardamente italiana, è letterato la cui sensibilità quel confine ha rappresentato, anche  perché da quel confine è stato, generazionalmente ed esistenzialmente attraversato. Riproporre il suo teatro, lui che è ricordato soprattutto come narratore e romanziere (di confine appunto), è frutto della volontà rimarchevole di recuperare quel tratto della sua letteratura che meglio si impasta di quelle storie, amalgamandosi quasi con la terra che le produce e le persone che quella terra hanno calpestato, nella concretezza della scena che rende nuovamente viva ogni narrazione. Una storia tra l'altro, la sua, che si lega e confonde con quella di uno dei primi teatri stabili italiani, lo Stabile di Trieste (ora del Friuli Venezia Giulia) fondato in quel 1954 in cui terminò l'occupazione della città. Un teatro dunque anch'esso di confine e consapevolmente custode di quel legame alla sua lingua e alla sua cultura che fa di ogni uomo una presenza consapevole. Il volume, curato da Paolo Quazzolo e aperto da un suo bel saggio che tratteggia con efficacia contesto storico e poetica drammaturgica, comprende sia testi editi e rappresentati che testi inediti o mai rappresentati, offrendo un quadro esauriente dell'attività del letterato istriano, scomparso nel 1999. Un testo interessante anche per la qualità di quelle scritture drammaturgiche, purtroppo spesso dimenticate come tante di quel periodo e che meriterebbero una rinnovata attenzione.

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Teatro di Fulvio Tomizza
a cura di Paolo Quazzolo
Editoria e Spettacolo 2019 
pagg. 488 € 25,00

 

Scrivere il monologo di Franca De Angelis

Dettagli
Scritto da Marcello Isidori
Visite: 1625
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Di Franca De Angelis ci siamo già occupati, in passato, in questa stessa rubrica presentando due suoi ottimi lavori, un dramma ed un monologo, quest'ultimo portato tra i numerosi esempi utili che popolano questo nuovissimo manuale pubblicato, neanche a dirlo, da Dino Audino editore, che tratta una forma molto particolare di drammaturgia. Confesso di aver letto con molta curiosità questo volume poichè ho sempre considerato il monologo drammatico molto difficile da scrivere. Questo perchè, banalmente, una pluralità di personaggi che agiscono in scena, si prestano più facilmente alla creazione di un conflitto ed all'azione drammatica di quanto possa fare un unico personaggio con il suo corpo e la sua voce sola. Dopo un'introduzione storica ma anche strutturale e motivazionale sul monologo, per buona parte del manualetto l'autrice, drammaturga e sceneggiatrice oltre che docente di scrittura creativa, presenta con molta semplicità e chiarezza le principali regole della scrittura drammatica, che valgono dunque per qualsiasi testo teatrale, anche se esemplifica i concetti citando monologhi più o meno conosciuti. E' soprattutto nella seconda parte del volume che ci si addentra, più specificamente, nelle caratteristiche peculiari della drammaturgia per voce sola, come la contestualizzazione del presente agìto con la dimensione più narrativa, di ciò ch'è già avvenuto, come la presenza e rilevanza sulla scelta di interlocutori invisibili, come l'utilità di scrivere anche per il corpo dell'attore che non dovrebbe, cioè, soltanto parlare. Al di là dell'utilità di questo lavoro, senza dubbio molto apprezzabile, credo che le questioni su questa forma di drammaturgia, che negli ultimi decenni viene sempre più praticata, andrebbe approfondita ancora di più, magari con un secondo volume proprio firmato da Franca De Angelis.  

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Scrivere il monologo
Guida alla composizione di testi per voce sola
di Franca De Angelis
Dino Audino 2022
104 pagg. € 13,00

Avere una musa di fuoco di Piero Somaglino

Dettagli
Scritto da Maria Dolores Pesce
Visite: 2155
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Romanzo o saggio storico? Forse nessuna delle due cose o forse tutte e due, mescolate con sapienza, ciascuna per e con la sua suggestione. Qualunque cosa sia questo libro di Piero Somaglino un po' ci riguarda perché spinge il suo sguardo dentro l'anima di un teatro senza definizioni, quell'anima eterna che però si inventa e re-inventa di momento in momento, di tempo in tempo e di luogo in luogo restando sempre se stessa. Teatro per ragazzi, teatro di figura, teatro di prosa con e senza musica, teatro delle marionette, cambia solo la materia, in senso propriamente concreto e fisico, dei suoi protagonisti su palcoscenici dalle svariate misure e architetture. L'importante, ce lo ricorda in postfazione Alfonso Cipolla, è che parli, come in effetti fa, di cose “vere e ben inventate” (si badi bene “e” e non “o”). Così Somaglino, in questo suo vivace racconto, si inventa un personaggio “Jean Got” che, giovane valligiano trapiantato nel mondo, raccoglie lacerti di tante esistenze reali, frequentate con passione e qui trasfigurate quasi in funzione di quel particolare stare nel mondo, così attento e ricco, talvolta doloroso ma sempre liberatorio, che il teatro consente a noi, come ha consentito a loro. La storia di un ragazzo è qui anche la storia dello sciogliersi e liberarsi della fantasia e della creatività di due storiche compagnie di burattini, rivali e insieme sodali, che si contendono le strade e le piazze, tra la vecchia Europa e le giovani Americhe, guardandosi, spiandosi e anche spudoratamente imitandosi.
Un libro interessante che consigliamo per le idee che porta e per i ricordi che sollecita, ma anche un libro che è capace di appassionare per la sola forza del suo andare raccontando, coerentemente chiuso dalla breve ma partecipata, e già citata, postfazione.
Ultima ma non ultima notazione: merita un apprezzamento specifico la qualità della scrittura, la sua 'politezza' come si diceva un tempo, che, nella apparente semplicità, ne fa il medium di una espressione ricca e profonda.

Acquista il libro

Avere una musa di fuoco
di Piero Somaglino
Edizioni Seb27 2021
 pagg. 248 € 16,00

 

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