In una sala che cambia identità e funzione, si intrecciano le vite di anziani, educatori e fantasmi del passato. Gregorio, educatore sociale, entra ogni giorno in questo spazio per accompagnare i suoi pazienti — Elsa, Orazio, Anna, Rina — in attività terapeutiche e conversazioni che rivelano traumi, memorie e desideri. Ma la realtà si incrina: i ruoli si confondono, le luci cambiano, le parole diventano visioni. La sveglia suona, il palloncino si muove, e Gregorio scopre che forse non è lui a condurre la terapia. Un viaggio teatrale tra lucidità e delirio, tra cura e prigionia, tra il corpo e la memoria.